martedì 4 marzo 2003

Il Mattino di Napoli 4.3.03
La psicoanalista infantile Maria Rita Parsi: «Stress e giornate troppo lunghe. Ecco le cause principali»
MANUELA PIANCASTELLI

Lo aveva già detto vent’anni fa Maria Rita Parsi, la più famosa psicoanalista infantile nel «Manuale antiansia per genitori». Ora uno studio della rivista scientifica americana Pediatrics rilancia l’allarme: genitori, occhio ai vostri figli. I disturbi dell'attenzione e iperattività, che ormai colpiscono tre bambini su dieci, sono provocati da un sonno cattivo. A collegare la sindrome pediatrica nota come Ahdh (deficit dell’attenzione e disordine iperattivo) a problemi del sonno, come ad esempio il russare, ora sono i ricercatori dell'Università di Louisville, negli Stati Uniti.
«Il nostro messaggio ai genitori - spiega David Gozal, capo del team che ha condotto la ricerca - è che se hanno un bambino che mostra irrequietezza, difficoltà a mantenere l'attenzione, comportamento iperattivo, e la notte russa, devono pensare alla possibilità che i due disturbi siano collegati». I ricercatori hanno infatti osservato che circa un quarto dei bambini dai 5 ai 7 anni con sintomi lievi di Adhd russavano nel sonno. In alcuni casi, i disturbi respiratori arrivavano all'apnea notturna, cioè quando il respiro si interrompe ripetutamente e disturba, appunto, il sonno. «Non c’è nulla di nuovo in questo studio - commenta Maria Rita Parsi - il problema è che troppi bambini riposano male a causa dello stress accumulato durante il giorno, bombardati da 2 a 4 ore al giorno di tv, sottoposti ai ritmi degli adulti, a orari sballati di pranzo e cena». Invece per il bambino i ritmi regolari sono fondamentali. Dovrebbero sempre cenare alle 19,30 e andare a letto tra le 8 e le 9 di sera, dormendo tra le 8 e le 10 ore. Almeno fino ai dieci anni, poi si può iniziare a ritardare (ma non oltre un’ora) l’andata a letto. «I disturbi dell’attenzione, il nervosismo che implode od esplode - aggiunge la Parsi - ma anche la passività, la difficoltà di lasciarsi andare sono solo reazioni allo stress. Paradossalmente è una ricerca fisica di risposte biochimiche, a base di serotonina ed endorfina, che consentono al bambino - come all’adulto - di rallentare». Non solo: buona parte delle piccole pesti si comporta così perché interagisce col bisogno degli adulti. Quante mamme coi sensi di colpa in fondo sono felici se il figlio sta con loro (e viceversa) un po’ di più? E anche per chi si chiedesse come mai i disturbi del sonno compaiano spesso in neonati che ancora non hanno condizionamenti psichici, la Parsi ha una risposta: la comunicazione biochimica e psichica tra madre e bambino è fortissima durante la gravidanza. Come dire: mamme, se al lavoro avete un capo che vi stressa e a casa vostro marito non capisce la vostra stanchezza, state sicure che non siete sole. Vostro figlio è lì che registra tutto e soffre con voi. E purtroppo, contrariamente a quanto accade agli adulti che possono lavorare su se stessi, non se ne dimenticherà mai più.