giovedì 8 gennaio 2009

ancora per oggi nelle edicole e in Libreria:
il n. 52-53 di LEFT

con MASSIMO FAGIOLI

in questo numero:
L'umano è identità sessuale e rapporto uomo-donna
Immagine di donna

Gli articoli precedenti di Massimo Fagioli sono disponibili qui
Su una sezione del sito di left è possibile sfogliare i numeri arretrati online


Le Nuove Edizioni Romane comunicano che il
Calendario 2009
è disponibile presso la Casa Editrice, la libreria Amore e Psiche
e la libreria Il Porcellino di Firenze

Nuove Edizioni Romane
Piazza Santa Cecilia, 18 - 00153 Roma
Tel. e fax 06/5881064 - 06/5818091
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Agi 8.1.09 23.00
Prc: Possibile un faccia a faccia Ferrero-Bertinotti

(AGI) - Roma, 8 gen. - Alla vigilia della difficile riunione della direzione di Rifondazione Comunista, chiamata lunedi’ 12 gennaio a decidere la sostituzione del direttore del quotidiano del partito, ‘Liberazione’, potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore l’ipotesi di un incontro faccia a faccia tra il segretario del Prc, Paolo Ferrero, e l’ex segretario, Fausto Bertinotti. L’ex presidente della Camera viene considerato dagli esponenti dell’area Vendola, di minoranza nel partito, compresi quelli che con più decisione puntano alla scissione, come un punto di riferimento. In queste settimane Bertinotti non ha mai parlato di scissione e ha invece sempre ribadito l’impegno di lunga lena per la costruzione in Italia di una sinistra più ampia, impegno che passerebbe anche attraverso la realizzazione di un cartello elettorale unitario per le prossime elezioni europee. (AGI)

Apcom 8.1.09 20.30
Liberazione/ Ferrero: Dino Greco sarebbe direttore autonomo
"Mai iscritto al Prc, non credo prenda ordini al telefono"

Roma, 8 gen. (Apcom) - Se accetterà l'incarico che gli è stato proposto dalla segreteria di Rifondazione comunista, il sindacalista Cgil Dino Greco "sarà il direttore di Liberazione anche in caso di vendita" a un editore privato della maggioranza azionaria. Lo ha precisato, intervenendo all'assemblea dei dipendenti giornalisti e poligrafici di 'Liberazione', il segretario del Prc Paolo Ferrero.
"Mi sono rotto le scatole - ha detto Ferrero con riferimento alle recenti polemiche prese di posizione della minoranza del partito ma anche di parte della redazione - di essere dipinto come uno stalinista, qui non è in questione l'autonomia dei giornalisti, cosa si scrive giorno per giorno ma una scelta: si può essere per il progetto politico della Rifondazione comunista o per la sua distruzione. Avevo sperato - ha aggiunto Ferrero - si potesse evitare la sostituzione del direttore".
Tornando all'ipotesi Dino Greco, che ha fatto sapere di aver chiesto 48 ore di tempo per sciogliere la riserva, "non è stato mai iscritto a Rifondazione, non credo prenda ordini per telefono" e la scelta del suo nome "non corrisponde ai rilievi fatti a una presunta chiusura identitaria di Rifondazione. Con lui direttore avremmo un giornale di sinistra, vicino al movimento dei lavoratori, con l'apertura mentale che Dino Greco ha dimostrato dirigendo la Camera del Lavoro di Brescia: la più grande d'Italia, ma anche la prima a fare le iniziative con i migranti. Capace quindi di coniugare le lotte sociali con la battaglia per i diritti civili".


Apcom 8.1.9 20.30
Liberazione/ Ferrero a redattori: Entro gennaio decidiamo futuro
Giornalisti: Prc tenga la maggioranza delle azioni del quotidiano

Roma, 8 gen. (Apcom) - Rifondazione comunista vuole mantenere in vita 'Liberazione', ma sarebbe pronta a cedere a un editore privato "il 99,99 per cento delle quote" ed è aperta ad ogni offerta in arrivo, che va però valutata "entro gennaio" perché il partito non è in grado di reggere a lungo il costo delle perdite finanziarie del giornale. Lo ha spiegato questo pomeriggio il leader del Prc, Paolo Ferrero, all'assemblea dei dipendenti del quotidiano. All'assemblea hanno partecipato anche il segretario di Stampa Romana Paolo Butturini e la consigliera Fnsi Elena Polidori. Ferrero ha aderito alla richiesta, avanzata dai rappresentanti del sindacato dei giornalisti, di poter valutare la reale consistenza economica e organizzativa delle proposte di acquisto.
Il comitato di redazione ha chiesto a nome dell'assemblea che il Prc si impegni a mantenere la maggioranza nella proprietà del quotidiano (oggi al 100 per cento controllato dal partito) ma su questo Ferrero ha detto un no secco: "L'unico impegno - ha detto - è garantire un assetto proprietario che non comprometta l'accesso al finanziamento pubblico, anche in presenza di un cambiamento del regolamento governativo. Del resto sarebbe demente immaginare che un editore possa acquistare il giornale prevedendo già di perdere i finanziamenti". Su questo però resta la distanza con i dipendenti, che temono "avventure" da parte di editori improvvisati o senza la struttura finanziaria in grado di sorreggere il quotidiano. L'alternativa però, ha spiegato il leader del Prc, "sarebbe una discussione su come risanare il bilancio senza metterci una lira di investimenti, perché Rifondazione non ha soldi, e in quel caso litigheremmo parecchio".
Un'assemblea tesa, che scontava le polemiche politiche legate alla decisione del Prc di destituire il direttore Piero Sansonetti, cosa che di fatto ha accelerato la decisionedella minoranza bertinottiana di uscire dal partito, come ha preannunciato oggi l'ex segretario del partito, Franco Giordano, in una intervista a 'Repubblica'. Ferrero ha denunciato l'uso fatto della lettera di intenti spedita dall'editore di Left Luca Bonaccorsi, aspirante acquirente di 'Liberazione', lettera "che è stata rubata nel mio ufficio e diffusa alla stampa. In questa vicenda è stata messa troppa merda nel ventilatore - ha accusato - per ragioni di strumentalizzazione politica".


Apcom 8.1.09 20.30
Liberazione/ Giordano: Scelta Greco gesto retrivo e autoritario
Per la prima volta negata libertà editoriale al direttore

Roma, 8 gen. (Apcom) - E' "un gesto retrivo e autoritario". Così Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione Comunista, commenta l'annuncio della direzione del partito di chiamare Dino Greco alla direzione di 'Liberazione'. "E' la prima volta nella storia del Prc che viene negata libertà editoriale al direttore del giornale - aggiunge Giordano -. Quando ero segretario, con Sansonetti ho discusso diverse volte, ma mai ho pensato di negarne l'autonomia. E' un direttore che ha alimentato un grande dibattito culturale".


Aprile on line 8.1.09 19.30
Liberazione, Dino Greco direttore?
di Marzia Bonacci

Lunedì la Direzione del partito sfiducerà Sansonetti per sostituirlo con una doppia conduzione di cui potrebbe far parte lo storico sindacalista, che si è preso 48 ore per decidere. Mentre salta fuori la proposta di acquisizione da parte di un consorzio di coop per evitare che il quotidiano cada nelle mani dell'editore fagiolino Bonaccorsi. Vendoliani divisi sulla scissione: Giordano accelera, ma una parte dei suoi dice no
C'è già un nome ed è ufficiale. Bisognerà però aspettare 48 ore prima che Dino Greco sciolga la riserva sul suo possibile arrivo in via del Policlinico in sostituzione di Sansonetti, ancora direttore di Liberazione ma da lunedì prossimo quasi certamente a casa.
La direzione del partito infatti lo sfiducerà all'inizio della settimana per far posto ad una doppia conduzione, una politica e l'altra responsabile. Ad occupare una delle due caselle potrebbe essere proprio lo storico sindacalista e ex segretario della camera del lavoro di Brescia, il quale però ha chiesto due giorni di riflessione prima di un si definitivo alla richiesta avanzata dalla segreteria, da mesi attestata sulla linea dell'opposizione frontale ad una direzione, quella di Sansonetti, considerata troppo schiacciata sulla posizione dell'area vendoliana e per questo desiderosa di rimuoverla.
La stessa area che proprio intorno a lui ha fatto quadrato e che, come affermato da Giordano in una intervista rilasciata a La Repubblica, lunedì abbandonerà il parlamentino comunista: "se cacciano Sansonetti, un minuto dopo ci alziamo e ce ne andiamo anche noi. Lasceremo l'incarico in direzione", ha annunciato l'ex segretario. Un'intervista, quella di Giordano, in cui lo stesso traccia anche le tappe della prossima stagione politica, parlando dell'uscita dell'area Rifondazione della Sinistra come obbligata. "Se non nasce una lista unitaria della sinistra alle elezioni europee non rimane altra strada" che l'addio al Prc, dice, aggiungendo che "non ci sono più le condizione per rimanere in questo partito". A fine gennaio, quando si terrà un'assemblea dei soggetti che animano la costituente della sinistra, se ne discuterà comunque in modo più compiuto. Ben sapendo, però, che lasciare Rifondazione non significherà entrare nel Pd. Un'ipotesi, quest'ultima, che è "esclusa in radice" perché i democratici sono ormai "una forza compiutamente centrista", spiega Giordano.
La questione Sansonetti, da tempo indicata da molti rifondaroli come l'ingrediente che avrebbe potuto far precipitare il processo di scissione dei vendoliani, sintetizza in sé elementi politici e sindacali, perchè coinvolge il destino dei lavoratori di un giornale che certo non vive una stagione economicamente florida. Gli stessi che oggi si sono riuniti in una assemblea per incontrare, insieme alle rappresentanze sindacali, il segretario Ferrero. Bocciato dalla maggioranza del partito il piano di risanamento confezionato da giornale, sigle sindacali e Cda (quest'ultimo azzerato), ora è la segreteria di Ferrero e Grassi al centro dell'azione che sta lavorando affinchè il quotidiano sia acquistato dall'editore di Left e Alternative per il socialismo: il "fagiolino" Bonaccorsi. Una prospettiva che non convince la redazione e la Fnsi, oltre che i vendoliani, che pure a Bonaccorsi fanno riferimento per l'uscita delle due riviste.
Non è un caso che oggi il giornale pubblichi in prima pagina una lettera dell'editore di Loop, Luciano Ummarino, animatore anche di un consorzio di società cooperative e piccole-medie imprese, che si è fatto avanti per comprare il giornale comunista alternativamente a Bonaccorsi.
Secondo quanto ricostruito da Ummarino, l'interesse del consorzio B.G.I sarebbe stato presentato il 5 gennaio all'amministratore del Prc. Ma esattamente il giorno dopo, il segretario Ferrero ha reso pubblica la decisione di anticipare la direzione dalla fine del mese al 12 gennaio, ovvero di accelerare i tempi per la destituzione di Sansonetti e la nomina del nuovo tandem direttivo: due elementi, insinua il dubbio Ummarino, che comprovano come la segreteria abbia già scelto di affidare il destino di Liberazione all'editore fagiolino, che della doppia conduzione faceva uno dei suo desiderata per comprare il giornale.
La stessa preoccupazione che aleggia fra i lavoratori, che non nascondono il loro malcontento verso quella che definiscono una "epurazione", come scritto oggi nelle pagine centrali dedicate al caso Sansonetti-Liberazione e intitolate "Ciao lettrici, ci vogliono epurare".
La questione politica che la vicenda solleva è duplice. Secondo i vendoliani infatti la maggioranza si fa scudo della crisi economica per legittimare il repulisti di una direzione ad essa poco vicina. Accusa confermata dalla segreteria che ha sempre parlato della necessità che ci sia linearità e coerenza fra il partito, la sua linea, e il suo organo di comunicazione. Oltre che dell'urgenza di rientrare nelle spese e nei costi di produzione per via del rosso fisso che caratterizza le casse di Liberazione.
L'altro livello politico della polemica sorta intorno al quotidiano riguarda il destino dell'area vendoliana. Sansonetti via da Liberazione, Rifondazione per la sinistra via dal Prc: è questo quanto sostenuto in particolare da Giordano, Migliore, Sentinelli e Vendola. Quest'ultimo continuamente "stanato" dalle richieste della Sinistra democratica di Fava a fare presto, cioè uscire da Rifondazione per dar vita ad un partito unico che scenda in campo alle elezioni europee di giugno, appare in bilico sul da farsi. Se si uscisse dal Prc infatti non tutti i suoi lo seguirebbero.
Dimostrazione del fondamento di questo timore, l'iniziativa lanciata da una parte dell'area vendoliana, che ha annunciato la presentazione di un documento politico già firmato da circa 30 esponenti (un quarto della mozione 2), che verrà reso pubblico sabato. Pur non lesinando critiche alla maggioranza, il documento boccia comunque ogni ipotesi di scissione, rinnovando al contempo l'obiettivo di una assemblea che rilanci la nascita di una nuova formazione della sinistra. A farne parte, l'ex vicepresidente del Senato Caprili, l'europarlamentare Catania, gli ex parlamentari Rocchi e Comodi, l'ex sottosegretario al Lavoro Rinaldi, il responsabile enti locali Tecce e quello dell'ambiente Sodano, il membro della direzione Valentini, i segretari delle federazioni di Cagliari e Palermo, quelli regionali della Sardegna, della Calabria e del Lazio, i quadri provenienti dalle file del movimento operaio di Torino, Milano e Brescia, tra cui l'ex deputata Provera, e alcuni amministratori regionali e di grandi città.
Alla nuova area potrebbero inoltre fare riferimento, pur non sottoscrivendo il documento per il ruolo di garanzia rivestito nel patito, anche il tesoriere nazionale e nuovo amministratore unico di Liberazione Boccadutri e il presidente del Collegio nazionale di garanzia Bonadonna.
A benedirli potrebbe essere anche il lider maximo Bertinotti, ufficialmente equidistante tra le varie anime dell'area vendoliana, tra le quali spiccano quella dell'ex responsabile organizzazione Ferrera e della ex deputata Mascia, sostenitori di una scissione dai lunghi tempi, ovvero post europee, e quella che fa capo all'ex sottosegretario Gianni. Bertinotti infatti nei mesi scorsi non ha fatto mistero di preferire una posticipazione della fuoriuscita dal Prc, per evitare di rendere le elezioni estive, o meglio un loro possibile esito negativo per la sinistra, la tomba del futuribile partito che pure gli appare irrinunciabile. Meglio dopo, meglio arrivare all'appuntamento di Bruxelles con una semplice lista di tutti i partiti della sinistra, evitando di stroncare sul nascere la nuova formazione. Una prospettiva di cui parla pure Giordano, rilanciata di recente da Vendola, ma che già Ferrero ha fatto sapere di non gradire, preferendo che il suo partito corra da solo col suo simbolo, come stabilito a Chianciano. Proprio tale bocciatura spingerebbe Giordano e Vendola - che nel partito ci sono ancora dentro e temono di restare stritolati tra questo e la costituente - a rendere irrimandabile l'abbandono della nave comunista.


Iris Press 8.1.09 17.30
Prc: Giordano”Difficile la convivenza con chi rimpiange il muro di Berlino”

(IRIS) - ROMA, 8 GEN - "La convivenza è diventata difficile con chi ha nostalgia del muro di Berlino" Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione comunista, annuncia la possibile scissione nel Prc nel caso di allontanamento di Piero Sansonetti dalla direzione di 'Liberazione', confermando le intenzioni manifestate in un'intervista pubblicata oggi su 'Repubblica'. Per il futuro, Giordano illustra i suoi progetti: "Io continuo a proporre una lista unitaria di tutta la sinistra per le prossime elezioni europee. Non serve rinchiudersi in un fortino identitario".

Asca 8.1.09 17.30
Prc: Con il cambio di direttore a “Liberazione” avvio della scissione

(ASCA) - Roma, 8 gen - L'annuncio l'ha dato l'ex segretario Franco Giordano, con una intervista su ''la Repubblica'' di oggi: se la Direzione del partito lunedi' prossimo cambiera' il direttore di ''Liberazione'', lui e altri dirigenti si riterranno liberi di abbandonare Rifondazione.
Giordano conferma questa intenzione nel pomeriggio, quando fa una rapida apparizione nel Transatlantico di Montecitorio: ''La convivenza e' diventata difficile con chi ha nostalgia del muro di Berlino''. E cosa avete intenzione di fare? ''Io continuo a proporre una lista unitaria di tutta la sinistra per le prossime elezioni europee. Non serve rinchiudersi in un fortino identitario'', e' la replica.
Ma anche questa proposta non convince affatto il segretario Paolo Ferrero, che sta lavorando per la presentazione del simbolo del suo partito alle elezioni europee della prossima primavera (salvo imprevisti dettati dalla riforma della legge elettorale proporzionale attualmente in vigore).
L'allontanamento di Piero Sansonetti dalla direzione di ''Liberazione'' e' intanto dato ormai per sicuro, dopo che la segreteria del Prc ha diffuso la notizia di aver chiesto a Dino Greco, ex segretario della Camera del lavoro di Brescia, uno dei militanti piu' stimati della sinistra della Cgil, di dirigere il quotidiano.
Greco ha fatto sapere di aver ringraziato Paolo Ferrero per la proposta e la stima manifestatagli, ma di non aver sciolto tutte le sue riserve. Secondo alcune indiscrezioni, l'accettazione della direzione del quotidiano da parte di Greco verrebbe ufficializzata entro la fine della settimana.
Prende cosi' corpo l'idea che ''Liberazione'' possa avere due direttori, uno politico e uno giornalistico, come richiesto dall'editore Luca Bonaccorsi intenzionato a intervenire rilevando la testata con un accordo editoriale e finanziario da siglare con il Prc.
Se con Greco e' sciolto l'identikit del direttore politico, resta da decidere quello del direttore giornalistico che il segretario Ferrero preferirebbe fosse una donna. Una richiesta in questo senso e' stata rivolta a Giuliana Sgrena, inviata de ''il manifesto'', che pero' smentisce la sua candidatura.
Una soluzione, almeno temporaneamente, potrebbe essere trovata all'interno della redazione. Si fa il nome di Guido Caldiron, redattore della cultura, che per due anni aveva lasciato ''Liberazione'' per fare l'addetto stampa di Ferrero quando quest'ultimo era ministro del welfare.
Fin qui la vicenda del quotidiano del Prc, quella che ha fatto precipitare la crisi del gruppo dirigente del partito.
Ma ormai il problema di Giordano e di altri esponenti della minoranza e' come abbandonare la casa comune. ''Lunedi' mattina e' prevista la riunione della Direzione del Prc che dovrebbe formalizzare l'allontanamento di Sansonetti. Se l'intenzione rimarra' questa, io mi dimettero' da quell'organismo'', dice l'ex sottosegretario Alfonso Gianni.
Lo stesso farebbero gli altri esponenti della minoranza.
Ma alla domanda se questo equivale a formalizzare una scissione, lo stesso Gianni precisa che alla fine di gennaio ci sara' un'assemblea nazionale della minoranza del Prc per prendere le decisioni del caso. Quanto all'annuncio fatto da Giordano su ''la Repubblica'', l'ex sottosegretario se la cava con una battuta: ''Quando si divorzia, bisogna comunicare questa decisione al proprio consorte''.
Che la prospettiva sia la scissione, lo conferma l'iniziativa che stanno prendendo in queste ore esponenti della minoranza che non vorrebbero seguire Giordano. Milziade Caprili, ex vicepresidente del Senato, gli ex senatori Raffaele Tecce e Matilde Provera, Sandro Valentini, della Direzione del Prc, insieme ad alcuni dirigenti locali del partito, sono decisi a presentare lunedi' prossimo un proprio documento politico che pur criticando la segreteria di Ferrero non si spinge fino al limite della rottura.
Contro la scissione potrebbero schierarsi anche Sergio Boccadutri, l'amministratore del partito che sta curando gli aspetti finanziari che riguardano ''Liberazione'', e Salvatore Bonadonna, presidente del collegio nazionale di garanzia del partito (entrambi avevano votato la mozione di Nichi Vendola all'ultimo congresso di Rifondazione).
No comment da parte di Fausto Bertinotti. L'ex presidente della Camera, convinto che il lavoro di ricostruzione della sinistra abbia bisogno di tempi lunghi, si sta dedicando al lavoro di preparazione dell'uscita di un suo nuovo libro.


Ansa 8.1.09 16.30
Liberazione: Prc chiama Greco al posto di Sansonetti

ROMA - La segreteria nazionale del Prc ha deciso di chiedere a Dino Greco (sindacalista, già segretario della camera del lavoro di Brescia, esponente della sinistra sindacale) la sua disponibilità ad assumere l'incarico di direttore di Liberazione.
Greco, componente del direttivo nazionale della Cgil e della maggioranza del Prc, chiede due giorni di tempo per valutare la proposta avanzata da Rifondazione Comunista di dirigere Liberazione.
"Stamattina - spiega Greco raggiunto telefonicamente dall'ANSA - ho ricevuto la telefonata del segretario Paolo Ferrero che mi ha chiesto la disponibilità ad accettare l'incarico di direttore di Liberazione. Naturalmente non ho dato una risposta immediata ma ho preso un paio di giorni di tempo per valutare una proposta impegnativa". In ogni caso la risposta di Greco arriverà prima della direzione del partito fissata per lunedì 12 con all'ordine del giorno la sfiducia a Piero Sansonetti e la nomina dei direttori di Liberazione.


Affari Italiani 14.50
Liberazione/ La segreteria del Prc offre al sindacalista Dino Greco la direzione del quotidiano

La Segreteria nazionale del Prc ha chiesto a Dino Greco (sindacalista, già segretario della Camera del Lavoro di Brescia, esponente della sinistra sindacale) la sua disponibilità ad assumere l'incarico di direttore di Liberazione. Lo si legge in un comunicato.
Greco, da parte sua, reco, ringrazia per la proposta rivoltagli e annuncia di riservarsi "48 ore di tempo per valutarla con tutta l'attenzione che merita, per ragionarvi su e per decidere".
Dino Greco, nato a Brescia nel 1953, ha una storia tutta sindacale. Ha cominiciato a fare sindacato a 21 anni nei tessili di Brescia, è poi passato in segreteria confederale, infine è diventato segretario generale della Camera di Lavoro di Brescia, incarico che ha ricoperto per due mandati.
Attualmente, è membro del direttivo nazionale Cgil ed esponente della sinistra sindacale.
Intanto per Liberazione spunta un secondo possibile acquirente, che si aggiunge a quella di Luca Bonaccorsi: sulle pagine del quotidiano, la cui redazione, dopo la sfiducia al direttore Piero Sansonetti, è in rotta con l'attuale proprietà, è comparso un articolo che racconta l'esistenza una cordata di imprenditori che sarebbero disposti a rilevare la testata. Si tratta di un consorzio in via di costituzione, di cui fa parte anche Luciano Ummarino, direttore editoriale di Loop.


l'Unità on line 13.45
Liberazione: cacciato il direttore Sansonetti, arriva un sindacalista

Colpo di scena finale nella telenovela del quotidiano del Prc “Liberazione”. Al posto del direttore Piero Sansonetti, da mesi oggetto di furibonde critiche da parte della nuova dirigenza del partito, la segreteria di Rifondazione con un secco comunicato giovedì mattina ha annunciato di aver chiamato il signor Dino Greco. Un nome del tutto nuovo nella scena dei direttori di giornali. Si tratta infatti di un sindacalista (a destra nella foto) – si spiega nel comunicato – «già segretario della Camera del lavoro di Brescia, esponente della sinistra sindacale».
Lo scarno comunicato uscito dalla segreteria del Prc dice che a Dino Greco – dopo la smentita di Giuliana Sgrena di essere stata chiamata ad assumere questo incarico - è stata chiesta «la disponibilità ad assumere l'incarico di direttore di Liberazione». Nessun riferimento viene fatto alla rimozione di Sansonetti, che continua a firmare il giornale, né alle polemiche politiche sulla sua direzione accusata di essere non in linea con la nuova maggioranza.
Nessun riferimento neppure agli attacchi di natura più culturale che hanno accompagnato nelle ultime settimane la sua direzione, attacchi portati dallo psichiatra Fagioli contro alcuni articoli legati a tematiche sessuali e culturali, ripetuti dall’editore di “Left” Bonaccorsi - un fedelissimo del guru Fagioli - che si è recentemente offerto di rilevare la società editrice del quotidiano, attualmente in mano al partito della Rifondazione comunista.
Nè la dirigenza ferreriana del partito risponde alla contro-offerta di un consorzio aperto di società cooperative e piccole e medie imprese per acquistare, in parte o nella totalità, Liberazione. Una contro proposta esplicitata con una lettera pubblicata in prima pagina di Liberazione e che il segretario Paolo Ferrero si era impegnato a valutare.
La lettera con l’offerta è firmata da Luciano Ummarino - direttore editoriale della rivista bimestrale Loop - per conto di un «costituendo» consorzio «Bgi», che racconta di aver incontrato il 5 gennaio lo stesso Sansonetti, il quale si era impegnato - appunto - a presentare una controproposta di acquisto della testata attraverso una cooperativa aperta anche ai giornalisti in grado di presentare un piano di rilancio e di ristrutturazione del quotidiano.
La resa dei conti finale sul destino della direzione Sansonetti e sulla sua rimozione va intanto di pari passo con una conta interna al partito sulle sue correnti in vista di una sempre più probabile scissione dei vendoliani usciti in minoranza dal congresso di Chianciano nel luglio scorso.
Proprio a partire dalla cacciata di Sansonetti infatti nei giorni scorsi si erano schierati più decisamente in rotta di collisione con la dirigenza ferreriana e pronti alla scissione oltre al governatore della Puglia Nichi Vendola, Gennaro Migliore, Patrizia Sentinelli e l'ex segretario del partito Franco Giordano. È stata invece annunciata per sabato la presentazione di una terza componente chiamata «Continuare il cammino per Rifondazione della sinistra» che pur partendo da posizioni vendoliane non condivide la decisione di approfondire la spaccatura fino a uscir fuori dal partito. A firmare questo nuovo documento critico verso il segretario Paolo Ferrero ma contrario alla scissione, una trentina di dirigenti di area vendoliana: dall'ex vicepresidente del Senato, Milziade Caprili all’europarlamentare Giusto Catania. Fanno parte di questa rosa di nomi: gli ex parlamentari Augusto Rocchi e Luigi Cogodi; l'ex sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi; Raffaele Tecce, responsabile enti locali e Tommaso Sodano, responsabile ambiente; Sandro Valentini della direzione Prc; i segretari delle federazioni di Cagliari e Palermo; i segretari regionali della Sardegna, della Calabria e del Lazio e quadri provenienti dalle file del movimento operaio di Torino, Milano e Brescia, tra cui l'ex deputata Marilde Provera, e alcuni amministratori regionali e di grandi città.


Apcom 8.1.09 13.45
Liberazione/ Dino Greco si prende 48 ore per accettare direzione
Il sindacalista ringrazia la segreteria del Prc per l'offerta

Roma, 8 gen. (Apcom) - Dino Greco, interpellato dalla Segreteria nazionale del Prc in merito alla sua disponibilità ad assumere l'incarico di direttore di Liberazione, rende noto che, "ringraziando la Segreteria della proposta che mi è stata rivolta, mi riservo 48 ore di tempo per valutarla con tutta l'attenzione che merita, per ragionarvi su e per decidere".
Dino Greco, nato a Brescia nel 1953, ha una storia tutta sindacale. Ha cominicato a fare sindacato a 21 anni, nel sindacato dei tessili di Brescia, è poi passato in segreteria confederale, infine è diventato segretario generale della Camera di Lavoro di Brescia, incarico che ha ricoperto per due mandati. Attualmente, è membro del direttivo nazionale Cgil ed esponente della sinistra sindacale.


Agi 8.1.09
Prc: spuntano i "vendoliani" anti-scissione

(AGI) - Roma, 8 gen. - Ufficialmente si presenteranno sabato, illustrando un documento politico: "Continuare il cammino per Rifondazione della sinistra", ma di fatto sono alcune settimane che diversi esponenti 'vendoliani' del Prc hanno preso le distanze dalla volontà scissionista dimostrata dallo stesso Vendola, da Migliore, Patrizia Sentinelli e di fatto confermata in una intervista a Repubblica dall'ex segretario del partito, Franco Giordano. 'Casus belli' l'annunciato cambio della guardia al vertice del quotidiano Liberazione, con la sostituzione del direttore Piero Sansonetti. La spaccatura della mozione Vendola - secondo quanto anticipato dall'Agi - era emersa chiaramente in occasione della riunione dei primi giorni di dicembre con Fausto Berinotti e ha fatto registrare prese di posizione divergenti nelle ultime riunioni degli organismi dirigenti del partito. Il documento politico anti-scissione dovrebbe essere firmato da una trentina di componenti del Comitato politico nazionale di Rifondazione e complessivamente è possibile valutare la consistenza della nuova componente in circa un quarto dei consensi ottenuti dall'area Vendola all'ultimo congresso del Prc. Tra i firmatari annunciati del documento l'ex vicepresidente del Senato, Milziade Caprili; l'europarlamentare, Giusto Catania; gli ex parlamentari Augusto Rocchi e Luigi Cogodi; l'ex sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi; Raffaele Tecce, responsabile enti locali e Tommaso Sodano, responsabile ambiente; Sandro Valentini della direzione Prc; i segretari delle federazioni di Cagliari e Palermo; i segretari regionali della Sardegna, della Calabria e del Lazio e quadri provenienti dalle file del movimento operaio di Torino, Milano e Brescia, tra cui l'ex deputata, Marilde Provera, e alcuni amministratori regionali e di grandi città. Alla nuova area potrebbero fare riferimento, pur non sottoscrivendo il documento per il loro ruolo di garanzia nel patito, anche il tesoriere nazionale e nuovo amministratore unico di Liberazione, Sergio Boccadutri, e il presidente del Collegio nazionale di garanzia del Prc, Salvatore Bonadonna. Secondo gli animatori dell'iniziativa la componente potrebbe contare su di un velato sostegno di Bertinotti, che si mostra però ufficialmente equidistante rispetto alle posizioni delle diverse 'anime' della mozione Vendola, tra le quali anche quella dell'ex responsabile organizzazione del partito, Ciccio Ferrara, e di Graziella Mascia, che prevedono tempi più lunghi per la scissione ovvero dopo le elezioni europee, o quella dell'ex sottosegretario e braccio destro di Bertinotti, Alfonso Gianni, fautore di un lavoro politico, culturale e teorico di lunga lena per ricostruire la sinistra. Il documento, nel prendere nettamente posizione contro qualsiasi ipotesi di scissione, ripropone la necessità di una assemblea costituente per avviare il processo di un nuovo soggetto politico che si sviluppi dal basso, a partire dalle identità territoriali, dai movimenti e che abbia caratteristiche di massa. Un movimento in grado di intercettare, confrontarsi e dialogare con le ultime scelte della Cgil (convocazione dello sciopero contro il governo, mobilitazione sociale e rottura dell'unità sindacale) e di stare, con una propria iniziativa politica, dentro al difficile dibattito sulle prospettive del Pd. Il tutto tenendo conto della necessità di condurre una opposizione forte e incisiva al governo Berlusconi, anche cercando di unire tutte le forze democratiche attorno a un progetto alternativo alle destre. Il documento non rinuncia a polemizzare duramente con la maggioranza del segretario del Prc, Paolo Ferrero, non solo per non avere una proposta politica, ma perché tale maggioranza sarebbe nata al congresso di Chianciano da una operazione identitaria, che ridurrebbe il ruolo del partito a pura testimonianza.

Repubblica 8.1.09
L’area dei vendoliani: "Per evitare la rottura, servirebbe una lista unitaria della sinistra alle europee. Ma Ferrero non ci sta"
Prc, Giordano annuncia la scissione "Non ci sono più le condizioni per restare"
di Umberto Rosso

Partito allo sbando, c'è il rischio che Di Pietro, la versione antipolitica della protesta, attragga i nostri voti
A fine gennaio assemblea di tutta la nostra area Discuteremo a fondo le mosse da fare

ROMA - Ci siamo. Arriva l'annuncio della scissione del Prc, viene dall'ex segretario Franco Giordano, esponente di punta di quell'area Vendola - Rifondazione per la Sinistra - che controlla almeno il 40% del partito. Il conto alla rovescia è cominciato. «Non ci sono più le condizioni per rimanere in questo partito, così come è diretto e gestito. Si muove in una nicchia politica iper-minoritaria, con l´azzeramento culturale di ogni innovazione sperimentata in questi anni. Un partito che purtroppo ha nostalgia del Muro di Berlino».
Addio a Rifondazione?
«Se non si ferma questo degrado e se non nasce una lista unitaria della sinistra alle elezioni europee, per bloccare la frantumazione in atto, non rimane altra strada».
Il segretario Ferrero ha già escluso la lista comune per Strasburgo, in nome della linea uscita vincente al congresso di Chianciano.
«Sì, ma da allora è cambiato il mondo. E la linea di quel congresso andrebbe totalmente riscritta. Io penso che ci siano le condizioni per un soggetto nuovo a sinistra in questo Paese, e una lista unitaria alle europee ne sarebbe espressione».
Siccome il segretario, come tutto lascia prevedere, non ci sta, l'altra metà del Prc farà la scissione.
«La vera scissione - anche se non userei più categorie del genere - è quella compiuta dalla maggioranza, che ha tagliato le radici con la storia, il progetto e il popolo di Rifondazione. Con pezzi di società, con i movimenti».
Via Vendola, Migliore, Gianni, la Sentinelli, via i bertinottiani insomma. E Fausto che ne dice, non era contrario alla scelta di rompere prima delle europee?
«Le opinioni di Bertinotti vanno chieste a Bertinotti. Anch'io pongo il tema della lista unitaria. Ma tutti gli aspetti di novità introdotti da Fausto stanno cadendo ad uno ad uno sotto la scure del gruppo dirigente».
Il timing dell'addio prevede l'ora x a fine gennaio. È così?
«Ci sarà un'assemblea di tutta la nostra area. Discuteremo a fondo».
E che farete, l'ennesimo mini-partito a sinistra, magari con Sd e un pezzetto dei verdi?
«Io penso che bisogna tenere aperto un processo per costruire un nuovo soggetto, in un campo largo di forze a sinistra. È stagione di movimenti più che di partiti classici».
Ma alle europee, a scissione consumata, i vendoliani come scenderebbero in pista?
«Siccome l'idea di una lista unitaria vale per oggi ma anche per domani, saremmo in campo con tutte le forze disponibili a quel progetto. Il punto, drammatico, è che l'inadeguatezza dell´attuale linea nel Prc rischia di disperdere il grande patrimonio politico».
Che vuol dire?
«Il pericolo è che sia Di Pietro a diventare il polo di attrazione per i nostri voti. Ovvero, la versione di destra, antipolitica, della protesta. Con tanti complimenti da parte di Silvio Berlusconi».
Non è che i ribelli puntano a diventate l'ala di sinistra del Pd?
«Escluso in radice. Il Pd, in grave crisi, è ormai una forza compiutamente centrista. Noi crediamo in una sinistra di classe».
Lunedì la direzione è convocata per licenziare Sansonetti.
«Spero ancora che ci ripensino. Ma temo che vogliano dare libero sfogo a una cultura retriva, per soffocare l'autonomia di cui il direttore ha goduto in tutti questi anni. Se cacciano Sansonetti, un minuto dopo ci alziamo e ce ne andiamo anche noi. Lasceremo l'incarico in direzione».


Repubblica 8.1.09
Per Liberazione una contro-cordata

ROMA - Con una lettera, che Liberazione pubblica oggi, entra in scena la contro-cordata che tifa Sansonetti. A scriverla è Luciano Ummarino, direttore editoriale della rivista Loop, che ha raccolto attorno a sé un gruppo di coop e piccole imprese, soprattutto nel settore ambiente e servizi, che si dichiarano pronte a rilevare la testata così com'è, senza bisogno di cambiare direttore. La cordata si rivolge al segretario Ferrero, che punta invece sull´editore Bonaccorsi.

Liberazione 8.1.09
Siamo pronti ad acquistare Liberazione. Perché non ci rispondete?
di Luciano Ummarino*
qui
Liberazione 8.1.09
Sgrena e Greco tirati in ballo da un'agenzia smentiscono. Nelle mani del Cdr pronti dieci giorni di sciopero
Il toto-direttori non c'azzecca. Oggi i lavoratori incontrano Ferrero
di Beatrice Macchia
qui

Liberazione 8.1.09
«Gravissimo bypassare il sindacato»
di Antonella Marrone
qui

riceviamo e pubblichiamo:
...sulla vicenda Liberazione
di Giovanni Perrino

qui




















Gaza. 700 sono le vittime palestinesi dall’inizio dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, il 27 dicembre scorso.
220 i minori di 16 anni uccisi negli attacchi israeliani nel corso dell’operazione, secondo i servizi di pronto soccorso della Striscia.
dall'Unità di oggi

l’Unità 8.1.09
Intervista a Hanan Ashrawi
La parlamentare palestinese: di fronte al massacro in atto a Gaza dobbiamo rifiutare sia il terrorismo che la rassegnazione
«Al mio popolo dico: la via è la resistenza non violenta»
qui
Liberazione 8.1.09
Che diremmo se Hamas avesse ucciso 600 israeliani?
di Robert Fisk
qui

Liberazione 8.1.09
I pacifisti tornano in piazza L'11 a Roma, il 17 ad Assisi:
«Ora cessate-il-fuoco»
qui
l’Unità 8.1.09
«Il Pd è ridotto a una somma di comitati elettorali»
intervista a Leonardo Domenici
di Osvaldo Sabato
qui

il Riformista 8.1.09
Cretinismi di sinistra su Israele
di Peppino Calderola
qui

Repubblica 8.1.09
"La Chiesa non escluda i preti gay" l'apertura del giornale dei vescovi
Il direttore di "Avvenire": dibattito costruttivo
Lo psichiatra Vittorino Andreoli: "L'omosessualità non è una malattia"
di Marco Politi
qui

Repubblica 8.1.09
Intervista a Gustavo Zagrebelsky
Le libertà oggi a rischio
di Simonetta Fiori
qui
Repubblica 8.1.09
Bobbio. L'edizione di tutte le opere convegni e mostre
di Massimo Novelli
qui

Repubblica 8.1.09
Se vengono meno i principi della democrazia
di Norberto Bobbio
qui
Repubblica 8.1.09
Un libro provocatorio dello svedese Wijkmark
Quando la morte diventa utile
di Franco Marcoaldi
qui

Corriere della Sera 8.1.09
La riforma dell'università alla Camera
Passa la fiducia, oggi il voto finale

qui

Repubblica 8.1.09
Allevi e il concerto delle polemiche
risponde Corrado Augias
qui
La Stampa 30.12.08
Allevi giustiziere della casta?

Insegno in Conservatorio da 16 anni e mi trovo perfettamente in sintonia con l'intervista rilasciata dal M° Ughi per la chiarezza illuminante di cui si sentiva molto il bisogno in questi nostri tristi anni. Se è vero che in Italia un certo provincialismo culturale e una pessima gestione delle risorse destinate alla musica hanno provocato i danni che tutti conosciamo, certe affermazioni del sig. Allevi sono sconcertanti (giustiziere della casta?) e fanno temere che il personaggio mediatico stia prendendo il sopravvento sulla realtà di un ragazzo che per il suo successo è diventato una speranza per i tanti giovani che cercano la loro strada nella vita. Penso tristemente, Allevi a parte, che la politica culturale (della sinistra) del nuovo per il nuovo, negando la differenza tra piaceri più o meno epidermici e quello di una realizzazione personale di ricerca non obbligatoria e non necessariamente intellettuale, alla fine va a ricreare quella «casta» che pure il sig. Allevi dice tanto di combattere.
Pierpaolo Iacopini

l'intervento di Ughi, "Il successo di Allevi? Mi offende": qui
l'intervento di Allevi, "Caro Ughi, lei difende soltanto la sua Casta": qui
l'opinione di Cappelletto, , Classica? Sì, grazie. Purché sia "facile": qui
l’Unità 8.1.09
Futurismo, un’avanguardia esplosiva giovane di cent’anni
di Giovanna Trento
qui










LA GIUSTA DISTANZA, il film di Carlo Mazzacurati, del 2007, con Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balassoa
Giovedì 8 gennaio 2009 su Sky Cinema
segnalazione di Rosalba Zubcich











Un sito di architettura californiano, ARCHHIS, pubblica una scheda sul “Palazzetto bianco”, di Massimo Fagioli e Paola Rossi, disponibile in questa pagina
segnalazione di Roberto Martina















si può aderire, su Facebook al gruppo
ALEXANDRA KOLLONTAI, qui
Sulla rivoluzionaria russa leggi qui e qui










L’autrice libanese racconta le proprie origini. Per molti è sacrilego poetare nella lingua del Corano. Ma è ingiusto legare arabo e religione
su left adesso nelle edicole: “Joumana Haddad. Lilith, la prima donna”
di Francesco Venerucci








I titoli di psicoanalisi sono spariti. Al loro posto gli scritti di vecchi e nuovi nipoti di Socrate
su left adesso nelle edicole: “Un anno da prendere con filosofia” di Simona Maggiorelli








Alla Pinacoteca di Brera a confronto due edizioni de La cena di Emmaus
su left adesso nelle edicole: “Nel segno di Caravaggio” di Simona Maggiorelli












Il 2009 è stato proclamato dall’Onu Anno internazionale dell’astronomia
su left adesso nelle edicole: “L’evoluzione di Obama” di Federico Tulli







Da Saramago a Marquez, da Abramovic a Quédraogo. Scrittori, artisti, registi e videomaker insieme per i diritti umani
su left adesso nelle edicole: “Con le armi della creatività” di Simona Maggiorelli

Appello per il diritto alla libertà di cura

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione
si può aderire qui

segnalazione di Virginia Barghini



RAZZISMO: CENTINAIA DI ADESIONI AD APPELLO CGIL
Centinaia di adesioni arrivano da tutta Italia alla campagna di sensibilizzazione contro il razzismo lanciata dalla Cgil nazionale, sotto il titolo "Stesso sangue. Stessi diritti". Obiettivo dell'iniziativa, chiedere a tutti, lavoratori, pensionati, studenti, politici, istituzioni, artisti, di impegnarsi in modo attivo a combattere il razzismo: "per rivendicare eguaglianza nel campo dei diritti civili e di cittadinanza; in quello del lavoro, della prevenzione e della sicurezza; nel welfare e nei diritti sociali - spiega il sindacato di Corso Italia - e perché gli immigrati non sopportino due volte il peso della crisi in atto, prima con la possibile disoccupazione e poi con l'espulsione". L'appello, dal titolo "Io ci sto", lanciato dal segretario generale, Guglielmo Epifani, secondo cui: "non basta definirsi non razzisti, ma c'è bisogno di un'affermazione e di un impegno in positivo", è stato raccolto da cittadini, politici, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra i primi firmatari dell'appello, Marco Bellocchio
IL TESTO DELL'APPELLO È QUI
PER ADERIRE QUI



Giovedì 8 gennaio 2009 ore 15
alla sala conferenze del Museo della Deportazione di Prato (loc.Figline)
Via di Cantagallo 250, tel. 0574-461655


Conferenza di ENZO COLLOTTI su
BERLINO, CITTÀ EMBLEMA DEL '900:
dalla crisi della Repubblica di Weimar alla Guerra Fredda