giovedì 7 ottobre 2004

il nuovo numero de
IL SOGNO DELLA FARFALLA

il n. 4/2004 de "Il sogno della farfalla"

è disponibile
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Libreria Amore e Psiche
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A Firenze
come sempre da STRATAGEMMA

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continua il dibattito su "Liberazione"...

una segnalazione di Roberto Altamura

“Liberazione” 7 ottobre 2004
Le lettere
CATTOLICI E COMUNISTI E l’uomo creò Dio per farsi dominare…

Caro direttore, leggendo alcuni articoli apparsi, nell’interessante e sempre più attuale dibattito su “Comunisti e Cattolici”, e a seguito dell’articolo apparso su “Liberazione” di sabato 2 ottobre, volevo sottolineare quanto segue: a proposito di alienazione, che cos’è l’alienazione nel “Capitale” di Marx? E’ il prodotto che domina il produttore. L’esempio classico di Marx è quello della religione (a torto o a ragione Marx la vede così): l’uomo crea Dio e si sente dominato da Dio, cioè ha prodotto qualcosa da cui si fa dominare. Questo esempio Marx lo trasporta poi in tutta la vita sociale: gli uomini hanno creato lo Stato poi si fanno dominare dal potere statuale così l’operaio produce merce e poi è dominato dal mercato, il luogo di vendita delle merci da lui prodotte. Nel “Capitale” Marx fa l’esempio nella differenza tra l’ape e l’architetto. L’architetto è anche libero di sbagliare, l’ape no. Allora questa libertà per i credenti è la stessa libertà dei figli di Dio. Certo la fede deve liberare e libera se non è costretta dalla struttura (vedi Vaticano per esempio). Come il partito o il socialismo “reale” insegnano nel campo dei movimenti socialisti o comunisti del Novecento. Allora la disumanizzazione o alienazione sono la stessa identica cosa: quando l’uomo non è liberato o non ha la coscienza del suo “fare”, diviene ingranaggio. Il problema di fondo è che spesso si confonde la fede con la religione. E’ come confondere Marx, Rosa Luxemburg, Che Guevara con, scegliete voi, tra Ceausescu, Enver Hoxa, Stalin, ecc. ecc. Rimando per una maggio comprensione al testo “Marxismo e Cristianesimo” (Cittadella editrice) del grande teologo della liberazione italiano Giulio Girardi.

Antonello Rustico
Punto Pace Bari, Pax Christi

Umberto Galimberti e la "scuola" basagliana

Repubblicacronaca di Napoli
L´INCONTRO
Scuola di psicoterapia corsi per specialisti

A Napoli la prima scuola italiana di specializzazione in psicoterapia. Dell´iniziativa si discuterà durante un incontro che si terrà alle 15.30 di sabato nell´ex ospedale Frullone. Ospite e relatore, il giornalista e editorialista Umberto Galimberti che parteciperà con una lezione su "Psiche e Techne". Ma la peculiarità che caratterizza la "Scuola sperimentale per la formazione e la ricerca nelle scienze umane" va individuata in un apprendimento che deriva dal lavoro svolto nelle strutture pubbliche. Tutto questo grazie alla novità di una scuola istituita dalla Asl Napoli 1, quindi pubblica e portatrice delle esperienze degli psicoterapeuti che agiscono sul territorio. Esattamente il contrario di una sterile cultura didattica intesa come emanazione dottrinale di corsi di insegnamento organizzati da strutture private o, anche, da prestigiose scuole di specializzazione universitarie. Il filone scientifico nasce dall´impegno di Sergio Piro, lo psichiatra che sulla scia di Franco Basaglia è stato il più accanito difensore della legge 180 per la chiusura dei manicomi e che, insieme a dieci allievi, fondò la prima scuola "antropologico-trasformazionale". E non è un caso che idee e azioni continuino ad interagire nel simbolo della psichiatria napoletana, l´ex Frullone appunto. A dirigere la scuola è Carlo Pastore con Amalia Mele. «Rispetto al disagio umano», spiega Pastore, «l´intervento deve radicarsi in una riflessione che utilizzi la pluralità degli strumenti teorici e conoscitivi delle scienze umane. E solo una seria formazione può produrre risultati significativi».
(g.d.b.)

Rita Levi Montalcini: il cervello

Il Tempo 7.10.04
Levi Montalcini: Il nostro cervello è una scacchiera

LO STRESS, prima e dopo la nascita, provoca danni devastanti al cervello dei neonati. Si pensa che le malattie mentali che oggi affliggono un bambino su cinque tra poco colpiranno addirittura la metà dei più piccoli. Questo è uno dei dati allarmanti che emerso dagli ultimi studi presentati alla conferenza internazionale sul cervello organizzata dalla fondazione Santa Lucia di Roma. Il professor Teicher, in particolare, ha messo in risalto il fatto che lo stress oltre a danneggiare il cervello, influenza in maniera notevole lo sviluppo cerebrale. Il grande tema di fondo, però, é ancora una volta il grande tema della plasticità neuronale. Proprio grazie alla capacità del nostro cervello di rispondere in maniera plastica o diversificata ai vari stimoli è dovuto il grande sviluppo dell'umanità. Una partita a scacchi in cui i pedoni, considerati di solito elementi di secondaria importanza, hanno invece un ruolo fondamentale. Utilizza questa immagine il Premio Nobel Rita Levi Montalcini per descrivere il cervello umano. I pedoni sono i fattori di crescita e i fattori ormonali
G.C.

un libro

una segnalazione di Paola Franz

Venerdì 15 Ottobre, ore 21,00

Presentazione del libro “Le immagini della mente: per una psicoanalisi del cinema, dell’arte e della letteratura” di Luca Casadio, Franco Angeli Editore.

Intervengono:
Gianni Nebbiosi, psicoanalista, presidente isipSé Roma;
Serafino Murri, regista e critico cinematografico;

La descrizione dei più recenti modelli della mente applicati alla psicoanalisi dell’arte e allo studio delle immagini
La psicoanalisi dell’arte, di moda fino agli anni ’70, segna ora un profondo stallo. Perfino i contributi più recenti si rifanno sempre ai medesimi testi teorici ormai divenuti istituzionali, “sacri”. Ciò appare curioso se pensiamo che negli ultimi decenni la psicoanalisi clinica e teorica ha prodotto molti nuovi modelli della mente, nuovi approcci clinici centrati sulla comunicazione emozionale e sul ruolo delle immagini, e una schiera di “nuovi autori” innovativi e creativi, particolarmente interessanti.
“Le immagini della mente” si propone di aggiornare la psicoanalisi dell’arte, troppo lenta nel conoscere questi nuovi contributi, proponendo una descrizione epistemologica delle teorie attuali e delle possibili “applicazioni” all’arte.
Oltre gli studi “classici” di Freud, Jung e la Klein, nel volume sono discussi gli approcci più recenti come quelli di Bion, Matte Blanco, Bowlby, Langs, dei Baranger, Stern, Benedetti, Ferro, ed altri.
Il taglio epistemologico e multidisciplinare del volume permette di cogliere, superando ogni specialismo, le trame comuni alla psicoanalisi, al mondo dell’arte e alla comunicazione sociale, soprattutto nei suoi aspetti emotivi e relazionali.
Il libro appare così rivolto tanto a psicologi, psicoanalisti, antropologi, filosofi, che esperti d’arte. Per questo motivo il linguaggio usato è volto alla chiarificazione delle teorie, come al loro possibile “utilizzo” nel campo dell’arte. Il cinema, la letteratura, la pittura, le moderne performance rappresentano il regno elettivo della comunicazione emozionale e per immagini, fondamentale anche nel lavoro clinico considerato alla stregua di un “dialogo sociale”.
Le emozioni, tanto nel campo sociale come nel “setting clinico”, trasformano le nostre narrazioni, le immagini guida della nostra identità, e il nostro modo di costruire le rappresentazioni.
La “psicoanalisi moderna” e l’arte condividono così una sensibilità comune per le immagini, nate tanto nel rapporto terapeutico che nel campo dell’arte. Sia l’arte che la psicoanalisi sono considerate così nelle loro caratteristiche “costruttive” e sociali, per la loro capacità di ispirare nuovi significati, nuovi “mondi possibili” e nella loro capacità di trasformare e far evolvere emozioni, vissuti, immagini e narrazioni.


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