martedì 7 ottobre 2003

Maya Sansa

il Riformista 7.3.03
L'intensa limpidezza di Maya Sansa


Ha vinto L'Efebo D'oro ad Agrigento, poco prima il Pasinetti a Venezia. Ma i premi non contano quasi mai, specie nel cinema. Per questo, più che il palmares, di Maya Sansa devi andare a cercare la limpidezza intensa di un sorriso misteriosamente «aperto», che sa però incresparsi. Dolcissima ne «La meglio gioventù», implacabile in «Buongiorno, notte», Maya Sansa è – con la Mezzogiorno – l'attrice più ispirata del nuovo cinema italiano. La sua biografia non ha nulla di speciale: ha studiato all'Accademia di Londra, ha conosciuto il padre iraniano a 15 anni, a scoprirla è stato Bellocchio ne «La balia». La sua intensità, sul grande schermo, nasce da occhi e lineamenti immacolati. Capaci, perfino, di essere credibili nell'atto di sognare Lenin. E commuoversi.

Buongiorno, notte a Bruxelles

ANSA
EUROPALIA: Un progetto internazionale per rilanciare il cinema italiano all’estero.
diFrancesca Calmieri


Roma 2 ottobre - Divulgare e valorizzare la cultura e il cinema italiano all’estero: questo l’obbiettivo di Europalia che sotto il titolo "Passato e presente del cinema italiano", dal 9 ottobre all’11 novembre, nella sala Grand Eldorado del cinema UGC De Brouckère, il più grande di Bruxelles, ripercorrerà sessant’anni di storia cinematografica italiana - dal dopoguerra ai nostri giorni - con oltre 60 film divisi in tre categorie.
La prima, Il cinema d’oggi, comprende una selezione delle pellicole più rappresentative della produzione del biennio 2002-2003, con un occhio attento ai nuovi talenti e al loro modo di esprimere i problemi della società attuale. Tra i titoli, “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio, “Da zero a dieci” di Luciano Ligabue, “El Alamein” di Enzo Monteleone, “Il cuore altrove” di Pupi Avati e “Ilaria Alpi” di Vicentini Orgnani. (...)
La manifestazione è stata organizzata dal Presidente di Sintesi Europa Mariella Braccialini con la collaborazione di Italia Cinema, del Centro Sperimentale e di Cinecittà Holding

Luigi Cancrini:
«la formazione degli psichiatri e degli psicologi
avviene oggi fuori delle Università»

L'Unità lunedì 6 ottobre 2003
da "Strana democrazia quando in tv parla uno solo"
di Luigi Cancrini


(...)
Perché una differenza profonda c'è, in fondo, tra il torto fatto a me e quello fatto a Massimo Fini nella misura in cui la conventio ad excludendum di un gruppo di professori universitari impedisce sì l'accesso alle cattedre e il diritto all'insegnamento ad un gruppo di persone che hanno il grave torto di essere un po' più impegnate e preparate di loro, ma ricade alla fine proprio su quei professori che contano qualcosa, in fondo, solo se insegnano bene e fanno ricerche interessanti ma che finiscono per non contare nulla, alla fine, se propongono prodotti scadenti: come accade a tutti quelli che pretendono di intervenire sui probemi umani senza interessarsi ai contesti in cui questi problemi si determinano. La formazione degli psichiatri e degli psicologi che vogliono lavorare, nei servizi o in pratica privata, su standard accettabili per la cultura media delle persone che leggono un libro, avviene oggi fuori delle Università nelle scuole private di psicoterapia e negli aggiornamenti basati sulla supervisione dei casi e chiede, spesso, uno sforzo di pura e semplice cancellazione delle quattro stupidaggini apprese al tempo dell'università da quel gruppo di uomini presuntuosi ed arroganti (...)

standing ovation per Marco Bellocchio e Maya Sansa ad Annecy

(ricevuto da Francesco Giannelli)

Il Giornale, domenica 5 ottobre 2003
FESTIVAL
Ad Annecy vince «II dono» ma spopola Bellocchio
di Luca Telese, nostro inviato a Annecy


Si, qualcosa sta cambiando per il cinema italiano all'estero: standing ovation per Buongiorno, notte e cinque minuti di applausi ininter- rotti, prima e durante i titoli di coda per Marco Bellocchio e Maya Sansa (presenti in sala). Applausi e lacrime di commozione per Marco Giordana e la sua Meglio gio ventù. Sala piena per Gli indesiderabiii di Salvatore Scimeca, che ha ottenuto il premio Sergio Leone, con i suoi gangsters invecchiati «girati all'americana e raccontati all'europea». Ovazioni per Mimmo Colapresti che qui in Francia ormai è di casa, due repliche per il suo La felicità non costa niente.

Forse è proprio vero che per vedere meglio le cose vicine bisogna allontanarsi; forse per capire Io stato di salute del nostro cinema è davvero utile attraversare le Alpi. Ad Annecy; dal 1982, si celebra il festival del cinema italiano in Francia, e l'edizione di quest'anno (che si chiude stasera), ha segnato un piccolo successo di pubblico e di critica; titoli e titoli sui giornali per «Bellocchiò» che amva tra due mesi sugli schemi d'oltralpe ma è già celebratissimo. Ieri mattina, all'incontro del regista e della sua attrice-musa (Maya Sansa è già «di casa», anche per via del suo ragazzo, un attore francese), con il pubblico dei festival, l'ora di dibattito prevista dagli organizzatori è letteralmente volata. E quando una signora ha detto a Beffocchio «Mi pare che lei abbia demonizzato i brigatisti» al regista non è parso vero «Meno male che me lo dice, signora - ha sorriso, rispondendo in francese - perché in Italia mi accusano del contrario: io invece ho voluto che fosse chiaro un giudizio di condanna, ma ho dipinto dei personaggi, che di fronte a una scelta drammatica reagiscono con la. complessità, nella diversità dei caratteri, e sono in un rapporto dialettico tra loro».

Insomma, se non è una «renaissance», non c'é dubbio che sia un momento magico: il festival diretto da Pierre Franceschini e Jean Gili ha portato in Francia ottanta pellicole e occupato sette sale della cittadina dell'alta Savoia: e al Centre Bonlieu (cuore dei festival) sono arrivati non solo film, ma anche libri italiani, e persino una bellissima mostra con i costumi orignali dei film di Pierpaolo Pasolini. (...) il nuovo che avanza, ad Annecy non è un fuoco di paglia.