venerdì 2 febbraio 2007



LEFT n.05-2007 è nelle edicole e in Libreria
con Massimo Fagioli

in questo numero:
Attraversavo via Nomentana


Gli articoli precedenti sono disponibili qui
Su una sezione del sito di Left è possibile sfogliare i numeri arretrati online
l’Unità 2.2.07
Bertinotti: un caso politico ma nessuna crisi
La base di Vicenza? «Non bisogna andare contro la popolazione, ma il governo durerà»
di Natalia Lombardo inviata a Montevideo
qui

l'articolo che segue parla dei fuorusciti e di Oreste Scalzone, l'autore è detenuto a Viterbo:
Liberazione 2.2.07

Basta con il livore verso i fuorusciti
è ora di fare la storia degli anni Settanta
L'Italia è l'unico paese ad avere ancora prigionieri politici prossimi ai trent'anni di carcere, ad aver seppellito le vicende di quell'epoca sotto la memoria penale. Le stragi nazifasciste e quelle contro i movimenti rimangono invece inpunite
di Paolo Persichetti
(l'articolo è disponibile in pdf - la pag. 5 - qui)

a proposito di Pacs:

«la chiesa si occupò delle norme che avrebbero dovuto regolare il matrimonio cristiano per la prima volta soltanto dopo più di dieci secoli della propria storia nel 1215, in occasione del Concilio Lateranense IV, dichiarandolo sacramento, ma fu solo più di ancora tre lunghi secoli dopo, in occasione del Concilio di Trento (1545-1563) - e in conseguenza del fatto che i luterani non consideravano più il matrimonio un sacramento - che divenne obbligatoria la celebrazione davanti a un prete e le norme divennero più autoritarie.
L'articolo 29 della Costituzione della Repubblica che parla di matrimonio, inoltre, recita così: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare". In nessun luogo la Costituzione precisa che il matrimonio debba essere stipulato fra un maschio e una femmina».
Qualche informazione essenziale qui (segnalazione di Melina Limoni)