lunedì 14 novembre 2005

una lettera pubblicata sul sito di "Liberazione"

scusandosi per il ritardo...

Liberazione 28.10.05

http://www.liberazione.it/lettere.asp?from=46
28/10/2005

La speranza che ci accomuna e ci coinvolge


Ogni giovedì alle 17.30 mi ritrovo a girare per le strade di Trastevere, a caccia di un perimetro azzurro sulle cui sponde abbandonerò la mia automobile. Oggi è il 6 ottobre. Porto con me Liberazione. Ho già letto l'articolo di Giulia Ingrao. Ma spero di avere ancora qualche minuto per scorrerlo ancora, seduta su una panchina, non di un parco di Roma, ma di via Roma Libera 23, alla seduta di Analisi Collettiva del nostro psichiatra Massimo Fagioli. Via Roma Libera. E’ un bel nome. Contiene una parola che di questi tempi pare evocare un'utopia. Eppure qui, la parola Libertà ritrova tutto il suo senso, la sua importanza, la sua pretesa di essere pronunciata Qui la parola ha un suo volto, perché pensabile e concreta. Ha il significato di svincolare il pensiero da fedi, sovrastrutture, ideologie. Libertà di ricerca, libertà per ciascuno di trovare la cura e andare oltre ancora. Libertà costantemente coniugata a una prassi rigorosa in cui ogni volta la teoria della nascita trova la sua immediata espressione.
Giulia Ingrao parla di speranza. Quella che ci accomuna. Forse coinvolge anche chi pare averci rinunciato. La speranza è di trovare un’altra Roma Libera. E’ la nostra città, ma ora i suoi confini si allargano e mi piacerebbe pensare che quell’aggettivo, come un fiume in piena, possa cominciare a scorrere ovunque e inondare la mia città, il mio paese, il mio mondo.
Libertà da un pensiero millenario basato sull’assioma del male congenito all’uomo. Ma perché dovrei insegnare questo a mio figlio? Datemene un solo motivo.
Libertà dal giogo di un pensiero religioso onnipotente che ipnotizza e paralizza qualunque possibilità di nuovo, di ricerca, di poesia.
Libertà di ritrovare un’identità perduta negata avvilita.
Libertà di riscoprire la fantasia, di dimostrare che una ‘società di atei virtuosi’ può esistere. Anche se a ‘virtuosi’ preferirei sostituire ‘onesti’. Libertà di rifiutare la sottomissione al pensiero religioso che vorrebbe pervadere tutta la nostra esistenza, di rifiutare il mostruoso sodalizio potere-religione che spinge anche i più insospettati a indossare la maschera di un credo falso e violento.
Mi piacerebbe accendere la radio domani mattina e ascoltare la voce della sinistra, anche di un solo politico coraggioso (perché è vero che ci vorrebbe coraggio!) che denunci la truffa storica di una Chiesa tragicamente colpevole di interi genocidi e che ancora oggi persegue le medesime disumane strategie di morte. Cos’altro è, infatti, l’impedire l’uso del preservativo nei cristianizzati paesi del terzo mondo? Non ce la faccio più. La nostra speranza è anche questo giornale. Che non rinunci a portare avanti un filo di pensiero che possa riumanizzare una politica fredda e distante, unicamente impegnata a fare conti. Che possa smascherare i volti grotteschi e crudeli di chi ci propone furbescamente una cultura di morte e indifferenza.
***
Oggi è il 27 ottobre. Riprendo i pensieri a distanza di tre settimane.
Tre settimane fa, Giulia Ingrao “parla di speranza” sul vostro giornale. E io pensavo a “un fiume in piena…”.
Leggo l'articolo di Eugenio Scalfari, Repubblica, 23 ottobre.
Mi domando come possa un giornale permettere dichiarazioni delinquenziali e deliranti di questa portata. Un quotidiano che invade ogni giorno l'Italia dalla Sicilia alla Val d‘Aosta. Che circola nei bus, nei luoghi di lavoro, perfino nelle scuole come copia omaggio. Omaggio? Ma quale regalo! Questi chiedono un prezzo molto caro: la sanità della gente. E si, perché se uno ha già le idee poco chiare, con dichiarazioni di quella violenza, rischia di ammalarsi. Cito: “…Ma la bontà dei bambini non esiste. La predominante necessità d'ogni bambino è quella di conquistare il suo territorio, attirare su di sé l'attenzione di tutti, vincere tutte le gare, appropriarsi di tutto ciò che desidera. Togliendolo agli altri. Vincendo sugli altri. Sottomettendo gli altri.
Questo è l'istinto primordiale, innato, esclusivo. E spetta a chi li educa insegnare a contenere l'istinto primordiale…”. Penso non ci sia bisogno di altri commenti.
E riprendo i pensieri a distanza di tre settimane: “la nostra speranza è anche questo giornale, che possa smascherare i volti grotteschi e crudeli di chi ci propone furbescamente una cultura di morte e indifferenza …”. Lea Melandri appunto, intende, come Scalfari, annichilire, uccidere le speranze della gente (vedi
Liberazione del 22 ottobre). O meglio, ci prova.
Di smascheramento in fondo non c’è bisogno. I volti grotteschi e crudeli mostrano spudoratamente da sé la loro tragedia. A noi non resta che denunciare il vuoto che li anima.
Paola Botta da Roma
martina.minei@alice.it oppure p.botta@sf.it

articoli da "Liberazione" di domenica 13 novembre 2005

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Liberazione 13.11.05
Difendiamo il patriarcato per un solo motivo: paura
Il dibattito sulla violenza dei maschi
Franco Giordano


Liberazione 13.11.05
«La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si
di Rina Gagliardi

Liberazione 13.11.05
Psichiatria, una vera questione sociale
Quando ci sono povertà o guerre non vi può essere salute mentale né possibilità di accesso ai diritti
Rocco Canosa* ed Emilio Lupo*

articoli di lunedì 14 novembre 2005

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Corriere della Sera 14.11.05
Pacifisti anti-Usa in piazza
«Liberazione» incalza l’Ulivo
Sit-in a Roma e Milano sui fatti di Falluja: voi ci sarete?
Sdi e Ds: causa giusta ma dovevate marciare per Israele

Roberto Zuccolini


Apcom 14.11.05
Iraq/ Bertinotti: : caro Prodi, basta con i giochi di parole
Ritiro indiscutibile, la scelta è fatta: è un punto costitutivo dell'Unione


Corriere della Sera 14.11.05
Banlieue: gli incendiari che odiano se stessi
Nell’esplosione di violenza delle banlieues molti analisti hanno letto il fallimento del modello d’integrazione francese. Per il filosofo André Glucksmann, invece, l’ira dei giovani delle periferie è l’indice di un’integrazione perfettamente compiuta: gli incendiari sono integrati, ma in un Paese violento, attraversato da venti d’odio e dominato dalla logica dei rapporti di forza
André Glucksmann


Corriere della Sera 14.11.05
L’apertura dei consultori al Movimento per la vita.
Volontari anti aborto: Consultori, sinistra e laici contro il piano Storace
«No ai volontari antiaborto». Sostegno dal mondo cattolico. Ru486, via libera anche in Liguria
Marco Gasperetti


Corriere della Sera 14.11.05
Afghanistan
«Versi d’amore, un disonore» La poetessa uccisa dal marito
C. Zec.

Corriere della Sera 14.11.05
Lo psicologo
«Blair ha fame di potere dopo un’infanzia difficile»
Paola De Carolis


Corriere della Sera 14.11.05
Gli storici Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello analizzano il lato borghese dei contestatori
Sessantotto, i conservatori con l’eskimo
«Un movimento figlio dei partiti che non seppe andare oltre l’utopia»


Corriere della Sera 14.11.05
Jean-Pierre Vernant


Yahoo! Salute 14.11.05
Generazione confusione: così i bambini sulla stampa
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


l'Unità 14.11.05
Diritti negati
Quando raccontare bugie è una patologia (capito, Silvio?)
Luigi Cancrini

l'Unità 14.11.05
Montagna: scalate per superare problemi psichici
La psicoterapia si fa in cordata
di Francesca Sancin