martedì 18 luglio 2006

l'Unità, martedì 18 luglio 2006
Carceri: quando impareremo
a comprendere
invece di punire?
di Massimo Fagioli

Grazie Unità. No, le carceri non devono diventare manicomi; non lo dice nessuno. Ho appena scritto il terzo grazie, dopo quello a Manconi e Boraschi (su «Left») e ora, mi sembra una piccola parola. Perché quella di sabato 15 luglio è una pagina grande; posso pensare ad una grande pagina? Non riuscirò, ma cercherò di dirlo. Forse influenzato dal concerto di musica dodecafonica che la radio sta trasmettendo, mi sembra di vedere nella composizione della pagina l’espressione di un rapporto tra una corrente di pensiero del secolo scorso e idee nuove comparse cinquanta anni fa, e viste a Milano nel 1962. I nomi erano psichiatria e psicoterapia e non si vide che, in nuce, c’erano le altre parole che erano cultura, politica. Poi ad esse si aggiunse il diritto, la giurisprudenza; ed, ora questo rapporto: psichiatria e diritto, è diventato intriso di politica. Ed è come se potessi vedere che le parole che erano separate ed autonome l’una dall’altra, in verità si sono unite, e l’amore dell’una per l’altra non sempre è amore. E propongo l'ipotesi che è necessaria la ricerca su la natura umana per comporre (o separare?) le parole criminalità, pazzia, emarginazione, disagio sociale. E Manconi e Boraschi hanno visto che la mia domanda-ricerca era «chi sono i detenuti?». E l’Unità si è presentata come fata apprezzando l’utopia dell’abolizione delle carceri. Perché la mente che pensa di punire non può stare a sinistra. Perché la ricerca sulla natura umana non è stata mai a destra e non ci sarà mai perché danno per ovvio il peccato originale e la nascita cattiva dell’essere umano. Allora mi azzardo a proporre di prendere la parola comprendere e bagnarla dell'idea della compassione di origine buddista: comprendere e non punire, perché non è vero che la cattiveria sia eredità genetica.
Massimo Fagioli


il testo dell'articolo di Manconi e Boraschi "No, il carcere non è un manicomio", pubblicato dall'Unità di sabato 15 Luglio nella pagina a cui si riferisce l'immagine qui sopra, è disponibile
qui
_______________________________
Liberazione 18.7.06
Gli esponenti della Sinistra Europea riuniti in Portogallo
Bertinotti: «Convivenza come antidoto alla disgregazione»
di Martino Mazzonis
(dopo le 20 disponibile qui)

Liberazione 18.7.06
Direzione Nazionale di Rifondazione comunista del 17 luglio 2006
La relazione del segretario Franco Giordano
(dopo le 20 disponibile qui)

Corriere della Sera 18.7.06
Partito democratico, Ds divisi La Margherita: radici cristiane
di Maria Teresa Meli

qui

Corriere della Sera 18.7.06
REVISIONI
Lo storico Federigo Argentieri accusa gli studiosi vicini ai Ds di aver ignorato importanti documenti Togliatti, la via italiana allo stalinismo
«Invocò la repressione in Ungheria e favorì la caduta di Kruscev»
di Antonio Carioti

qui

Corriere della Sera 18.7.06
E Hitler arruolò Rembrandt. Il caso ricordato nell’anniversario del pittore
di Stefano Bucci

qui

il manifesto 18.7.06
Afghanistan. Il Professore confida in un voto unanime
Franco Giordano «Chi vota no rompe l'unità del partito e apre a maggioranze neocentriste».
di R. Pol.
qui

il manifesto 18.7.06
La seduzione dell'inatteso
Di fronte alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche, tra paura e conoscenza. Remo Bodei, Giulio Giorello, Pietro Corsi e Massimiano Bucchi a Spoletoscienza
di Franco Voltaggio
qui

l'Unità 18.7.03
Di santa ragione
di Paolo Serra
qui

Renato Curcio, che sarà il 29 a Viareggio, questa sera a Pescara presenta i libri contro gli opg
Il Messaggero Pescara 18.7.06
Vite spezzate
Musicarte parla di carcere con Curcio
A Villa Sabucchi storie di isolamento negli ospedali giudiziari psichiatrici
di Paolo Vercesi
qui


Novità Laterza:
Jullien, F.
Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente
Argomento: Filosofia
Napoleone e Sun Tzu, il razionalismo greco e l’oracolo cinese, plasmare le situazioni o adattarsi a esse, elaborare strategie o saper aspettare, agire con decisione o fermarsi a riflettere. Occidentali e orientali misurano l’effcacia di un’azione secondo parametri totalmente differenti. Un grande sinologo sigla un volume colto e inusuale che attinge alle sorgenti dell’immaginario delle due culture e svela i due opposti sguardi sul mondo.