venerdì 25 luglio 2008

ULTIM'ORA:
Tutta Italia da oggi in stato di emergenza nazionale
L'Unità on line 25.7.08 ore 14.18
Governo approva stato di emergenza per i clandestini
Il Consiglio dei ministri ha approvato la dichiarazione dello stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale per «il persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari». Su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il Cdm ha disposto, riferisce il comunicato, «l'estensione all'intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno».
Marco Minniti: «Poichè non è una decisione ordinaria, è assolutamente necessario che il governo spieghi immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni, le modalità e la finalità di tale iniziativa. Si continui, da parte di esponenti di questa maggioranza, a non comprendere che la politica degli annunci e delle emergenze urlate non funziona. Così si finisce soltanto per aumentare la preoccupazione e l'insicurezza della gente»

Il ministro della Difesa, La Russa ha ritenuto di precisare che le Forze Armate non sono coinvolte dal provvedimento. Fini, vista l'urgenza sollecitata dall'opposizione stabilisce che il Governo riferirà in aula MARTEDI...
Al Congresso di Rifondazione è stato approvato un ordine del giorno di protesta
che è stato votato all'unanimità

Leggi su l'Unità on line qui e su Repubblica on line qui
(segnalazione di Nuccio Russo)

È IN CORSO A CHIANCIANO
IL CONGRESSO DI RIFONDAZIONE

Il Messaggero 25.7.08
Al congresso del Prc Giordano ringrazia Bertinotti e lui si commuove
qui (segnalazione di Walter Di Mauro)

Repubblica 25.7.08

L’ex leader alle assise sceglie un posto defilato, mentre il partito sembra cercare un futuro anche rinnegando il suo capo carismatico
Bertinotti, da profeta a delegato semplice "È giusto che io mi sieda là, in settima fila"
Per ora mantiene il riserbo. "Quello che ho da dire lo dirò quando salirò sul palco"
Un momento che pensava diverso per un partito che cerca di salvarsi dall’estinzione
di Sebastiano Messina
qui

l’Unità on line 25.7.08
Congresso Prc, Vendola: «Insieme ma senza nostalgie»
qui

l’Unità 25.7.08
Abbracci e fischi prima del duello
A Chianciano il congresso dei separati in casa
di Andrea Carugati
qui

l’Unità 25.7.08
Vendola cerca l’accordo. E potrebbe trovarlo
Evita di pronunciare l’aborrita parola «costituente». Grassi apprezza, Ferrero attacca
di Simone Collini
qui

l’Unità 25.7.08
Quanto pesano le cinque mozioni
qui

Corriere della Sera 25.7.08
A congresso. Ferrero rinuncia alla sfida e sceglie una linea «dipietrista». Pochi applausi e qualche fischio a Bertinotti
Vendola unico candidato leader. Ma il Prc resta spaccato
di M.T.M.
qui

Repubblica on line 25.7.08

Per la prima volta nella storia di Rc non c'è una maggioranza certa
Vendola-Ferrero, abbracci e gelo
Dopo le relazioni, i due principali candidati sembrano sempre più distanti
Il governatore: "Un nuovo blocco sociale a sinistra". Acerbo: "Mai con questo Pd"
di Claudia Fusani
qui

Repubblica 25.7.08
Rifondazione, al congresso è subito scontro
Vendola in pole position per la leadership. La mozione Ferrero si spacca
Scintille tra i due antagonisti anche su Di Pietro. La platea fischia Fini e Schifani
di Umberto Rosso
qui

il Riformista 25.7.08
Rifondazione al via le assise
Bella ciao e falce e martello al congresso
la nuova sinistra di Vendola è rosso antico
di Alessandro De Angelis
qui

Liberazione 25.7.08
Il leader Sd: «Dal discorso di Vendola arretramento sulla costituente di sinistra». Abbracci per Bertinotti, fischi per Fini e Schifani
Fava: «Sono veramente deluso»
di Frida Nacinovich
su liberazione.it p 4 - alle pp 1 e 2 altri articoli sul Congresso

il manifesto 25.7.08
Le mozioni si spaccano E Grassi tratta da solo
di Matteo Bartocci
domani qui

il manifesto 25.7.08
Aperto il settimo congresso con Bertinotti presente ma silenzioso. Il presidente della Puglia archivia la costituente della sinistra gelando Fava (Sd): «Un passo indietro». E recupera Sinistra europea per il 2009. Un abbraccio sotto il palco, poi con l'ex ministro della solidarietà è guerra aperta: «Abbiamo pagato le intemperanze improduttive al governo»
Vendola apre ma boccia la gestione unitaria. Ferrero: mi ha attaccato da destra
Il Prc non sarà per tutti
di Micaela Bongi
domani qui

Il Mattino 25.7.08
Rifondazione, al via il congresso del duello
di Gino Cavallo
qui

UNA RASSEGNA STAMPA MOLTO RICCA SUL TEMA DEL CONGRESSO È DISPONIBILE QUI
(segnalazione di Walter Di Mauro)














l’Unità 25.7.08
L’allarme di Amnesty: l’Italia discrimina i rom
Il ministro dell’Interno: tutto falso. Ma in Europa Barrot attende il rapporto di Maroni
qui
il manifesto 25.7.08
Tra destra e sinistra, il nodo dell'Altro
di Giovanni De Luna
domani qui
l’Unità 25.7.08
Università. Protestano i rettori: «Così peggiora la ricerca e si impedisce l’accesso in ruolo ai giovani»
qui




un film di Werner Herzog
l’Unità 25.7.08

Stupidi nazi, il vostro idolo è ebreo!
di Alberto Crespi
qui







l’Unità 25.7.08

Pianeta Terra, 49 luoghi dove il boia colpisce ancora
di Elena Doni
qui

bioetica
l’Unità 25.7.08

Quando la vita si fa crudele dittatura
di Sergio Bartolommei, Dipartimento di Filosofia, Università di Pisa, Consulta di Bioetica, Pisa
qui






Corriere della Sera 25.7.08
Il biologo Edoardo Boncinelli interpreta alcuni passi dell'opera alla luce delle teorie evoluzionistiche e delle scoperte più recenti
Embriologia celeste. Come Dante intuì lo sviluppo dell'uomo
Il mondo poetico della Divina Commedia sorprende per la coerenza scientifica
di Edoardo Boncinelli
qui
Corriere della Sera 25.7.08
Festival a Ravenna. Il Divino Alighieri e la sua modernità
qui



Repubblica 25.7.08
Quei libri dati alle fiamme
Germania, un volume ricorda i 94 scrittori ebrei cancellati nel ‘33. Tornano gli autori bruciati dai nazisti
di Paola Sorge
qui






Repubblica 25.7.08
Un saggio sull’amore nel ‘700
Cicisbei. Lui, lei e il cavalier servente
di Benedetta Craveri
qui

il Riformista 25.7.08
Padellaro vs. il Colle, Colombo con lui Invece Concita...
qui







La Stampa 25.7.08
Di male minore in male minore
di Carlo Federico Grosso
qui

La Stampa 25.7.08
Quel 1938 senza misericordia
di Igor Man
qui

La Stampa 25.7.08
Angelucci, la famiglia azienda che unisce Fini e D’Alema
di Paolo Baroni
qui

Vanity Fair nelle edicole, p. 80
Matti per legge. L'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa
(segnalazione di Elena Pinto)

il Riformista Lettere 25.7.08
Scomuniche

di Roberto Martina
qui

A Roma Quelli di Valle Giulia. In mostra il '68 con foto e video inediti
All'Isola Tiberina, a ROMA, fino al 31 luglio, "Quelli di Valle Giulia", mostra realizzata da docenti, studenti e personale amministrativo, dedicata a Valle Giulia '68 con foto, filmati, ritagli di stampa e documenti inediti provenienti da archivi pubblici e privati. La mostra è corredata da numerosi video sul '68, realizzati dalla Mediateca della Facoltà Valle Giulia e dal Collettivo Formazero e da Rainotte. Alle 21 dibattito "Riflessioni sul '68" con Benedetto Todaro, Renato Nicolini, Giulia Rodano, Raul Mordenti, Callisto Cosulich e Paolo Liguori; a seguire, il film "Across the Universe".
(da Liberazione di oggi)





ancora per oggi:
nelle edicole e in Libreria:
left n°30/2008
con MASSIMO FAGIOLI


in questo numero: Il corpo è fermo: il movimento della mente colma le carenze di umanità
Scienza medica e psichiatria

Gli articoli precedenti di Massimo Fagioli sono disponibili qui
Su una sezione del sito di left è possibile sfogliare i numeri arretrati online


















In allegato a left il n° 6 di ALTERNATIVE PER IL SOCIALISMO, la rivista di FAUSTO BERTINOTTI, sul tema "Le ragioni di una sconfitta", disponibile anche presso la LIBRERIA AMORE E PSICHE e nelle altre librerie

giovedì 24 luglio 2008

SI APRE A CHIANCIANO IL CONGRESSO DI RIFONDAZIONE
l’Unità 24.7.08
Vendola: no a un «partitino» giustizialista di duri e puri
di Andrea Carugati
qui

l’Unità 24.7.08
Prc, i primi diciassette anni
Le contraddizioni continue di una Rifondazione resistente
qui

Repubblica 24.7.08
Punti per l'intesa. "Io non faccio passi indietro mi candido e salvo la sinistra"
Vendola e il congresso: serve un patto per rifiatare
di Umberto Rosso
qui

Corriere della Sera 23.7.08
Il governatore della Puglia «Pronto a discutere di federalismo. Una resa? No, un attacco»
Vendola: voglio vedere il gioco leghista
di Gian Guido Vecchi
qui

l’Unità 23.7.08
Ferrero: «La costituente è chiusa ora ricostruiamo il partito»
di Luca Sebastiani
qui

il Riformista 24.7.08
Rifondazione. Al via oggi il congresso a Chianciano
Nichi senza numeri si affida al delegato di Cosenza
di Alessandro De Angelis
qui

Repubblica on line 24.7.08
Prc: Vendola, mi candido e salvo la sinistra
qui (segnalazione di Franco Pantalei)

Il Messaggero 24.7.08
Prc va a congresso, Vendola favorito
Ma la linea della costituente di sinistra è congelata. Risultato incertissimo
di cla.sa.
qui

Corriere della Sera 24.7.08
Al via il congresso di Rifondazione
Curzi scrive al Prc: io non ci sarò
ROMA — Si apre oggi a Chianciano il congresso di Rifondazione e Sandro Curzi (nella foto) non ci sarà. Dopo anni al fianco di Bertinotti, il consigliere di amministrazione Rai ha annunciato lo strappo con una lettera polemica, nella quale addossa ai dirigenti del Prc la «sconfitta storica» di aprile.

Il Foglio 24.7.08
Preghiera
di Camillo Langone
Per Nicola Vendola segretario di Rifondazione comunista anziché Paolo Ferrero. Si può essere cattolici comunisti omosessuali (si può essere cattolici e contemporaneamente qualsiasi altra cosa politico-erotica) ma col sentimento della propria imperfezione, che in Vendola è evidentissimo, glielo si legge sulla faccia triste. Invece essere protestanti comunisti etero, il caso di Ferrero, porta fatalmente a considerarsi il non plus ultra. Non per nulla sia gli albigesi che i valdesi si definivano “perfetti”. L’ex ministro per la Solidarietà sociale ha detto: “L’uomo e la donna siano padroni della loro vita e delle loro scelte”. Ecco, penso che questo superomismo, che sempre si risolve nel prevalere del più forte sul più debole (di volta in volta coniuge abbandonato, malato impossibilitato, feto abortito…) il presidente della regione Puglia ce lo risparmierà. Dirà e farà anche lui un milione di sciocchezze, ma sempre con l’aria di chi ci sta male. Il che mi farà stare bene.

Corriere del Mezzogiorno 24.7.08
Oggi il via al congresso nazionale di Chianciano
La volata di Nichi per Rifondazione
di Rosanna Lampugnani
qui

il manifesto 24.7.08
Prc a congresso Partenza al buio Vendola ci prova
Per Rifondazione il congresso più difficile
di Matteo Bartocci
domani qui


L’articolo che segue cita Massimo Fagioli

«è ammissibile, culturalmente prima che politicamente, il riferimento a pensatori come Marx e Gramsci, nell'èra della globalizzazione? ...mi chiedo sconcertato: un uomo colto ed un fine intellettuale come Bertinotti, come mai ignora la figura di Pier Paolo Pasolini?» [sic!]
Agenzia Radicale on line 24.7.08
Un Bertinotti "marziano" presenta le sue "alternative per il socialismo"
di Giuseppe Talarico
qui (segnalazione di Roberto Martina e Paolo Izzo)
nelle immagini J.M. Keynes e P.P.Pasolini

il manifesto 24.7.08
L'uguaglianza archiviata
Intervista a Stefano Rodotà: lo strappo del lodo Alfano, la società della sorveglianza, le pulsioni razziste, i diritti minacciati dalla revisione strisciante della carta fondamentale
«Non c'è solo il lodo Alfano a minacciare l'uguaglianza. E' in corso una revisione costituzionale quotidiana»

domani qui








Liberazione 24.7.08
"1968 l'anno che ritorna" il libro-intervista di Franco Piperno
La potenzialità animale della democrazia diretta
di Federico Tomasello
su liberazione.it p 12

l’Unità 24.7.08

Un colpo all’Università
di Fabio Mussi
qui
l’Unità 24.7.08
L’appello dei professori
Decreto incostituzionale. Salviamo gli atenei
qui




«Rifondazione comunista, priva dell’unico segretario in grado di conferirle credibilità, si è dissolta»
l’Unità 24.7.08
De Luna: «Post fascisti? No, sono trasformisti»
di Bruno Gravagnuolo
qui nell'immagine "Carica di lancieri" di Boccioni, 1915. Marinetti in quei giorni definiva la guerra "unica igiene del mondo", e la destra al potere prepara per Roma la "Notte futurista" che dovrà sostituire le Notti bianche di Veltroni










l’Unità 24.7.08
Editoria 1 e 2 ottobre gli «Stati generali». Ieri annunciato il tema, con una ricerca Iard
Giovani & Cultura, Italia fanalino di coda della Ue
qui
La Stampa 24.7.08
Che fatica leggere mezzo libro l'anno
Dati scoraggianti alla presentazione degli «Stati generali»
di Elena Lisa
qui
l’Unità Roma 24.7.08
Red Lazio: «Sì all’alleanza con sinistra e Udc»
Prima assemblea a Frascati dell’associazione promossa da D’Alema: obiettivo le regionali del 2010
di Cesare Buquicchio
qui

Corriere della Sera 24.7.08
Su «Aut Aut». Dibattito tra lo studioso italiano e l'americano Arnold I. Davidson. Metodi, obiettivi e pericoli nella lettura critica dei documenti
Ginzburg: il pre-giudizio aiuta la ricerca storica
«Se non si parte da una ipotesi si rischia di non capire nulla, bisogna saper imparare dal testo»
colloquio tra Carlo Ginzburg e Arnold I. Davidson
qui

Repubblica 24.7.08
La vera storia dei templari. Monaci, guerrieri e un po' maghi
di Susanna Nierenstein
qui







Repubblica 24.7.08
Esma, la regina zingara "Vi canto la cultura Rom"
Il mio è un popolo sfortunato la cui vita è stata resa migliore proprio dalla musica. Grazie alle canzoni i Rom sono più forti
di Anna Bandettini
qui




il Venerdì di Repubblica 11.7.08

Jazz di Repubblica e L'espresso
L'omaggio blues di Ada Montellanico a Billie Holiday
«Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero si agita nella brezza del sud, strano frutto che penzola dagli alberi di pioppo ...» Gli Strange fruit cantati da Billie Holiday, per la prima volta nel 1939 al Cafè Society del Greenwich Village, a New York, e poi negli altri concerti della sua breve e disperata esistenza, erano i cadaveri dei neri vittime dei linciaggi negli Stati Uniti del Sud, dove spargeva odio e terrore il Ku Klux Klan. Serve una buona dose di coraggio per interpretare oggi questo brano, che ha fatto la storia del movimento americano per i diritti civili. Coraggio che non manca ad Ada Montellanico, quotata esponente della scena jazz e blues italiana. Che, nella nona uscita di Jazz Uve Italiano, Omaggio a Billie Holiday. si esibisce nel repertorio della grande interprete. (p.c.)










«L'anestesista Gristina: 'Applicare terapie inutili non è nell'interesse del neonato'»
su left adesso nelle edicole: "Quando la cura è accanimento" di Simona Maggiorelli











«L'ottanta per cento degli italiani è a favore del testamento biologico. Ma i parlamentari sembrano un gruppo di sordi»
su left adesso nelle edicole: "Ignazio Marino. La gente vuole una legge" di Simona Maggiorelli



















«La letteratura rimette le questioni filosofiche nel cuore della vita»
su left adesso nelle edicole: "Schmitt. Il gioco della passione" di Orietta Possanza


















«Pieranunzi. L'improvvisazione è la caratteristica peculiare ma non esclusiva del jazz»
su left adesso nelle edicole: "Improvviso col barocco" di Roberto Blasco

mercoledì 23 luglio 2008

MASSIMO FAGIOLI, UN'INTERVISTA
Il Foglio 23.7.08 prima pagina
Falce e macello
Secondo il filosofo bertinottiano Fagioli, "Vendola e Ferrero non valgono neppure mezzo Fausto"
"Vendola è cattolico, dunque non può fare il segretario. Ferrero è valdese, ma è un fatto privato"
intervista di Salvatore Merlo

Roma. Il "professor" Massimo Fagioli parla lungo e denso. Il suo fraseggio è così affollato di dottrine che è difficile individuare il soggetto, il verbo e il predicato. Ma poi a una domanda sulla successione al trono di Rifondazione (domani il congresso) risponde chiaro: "Né Paolo Ferrero né Nichi Vendola valgono mezzo Bertinotti. Vendola poi è un'aporia vivente. È all'unisono cattolico, comunista e omosessuale. È mai possibile conciliare queste tre identità?". Pasolini lo faceva. "Ma non era candidato alla segreteria - dice Fagioli - Ferrero è rimasto ai tempi della svolta occhettiana, è incartato nel passato marxista leninista. Ridicolo". Dice così il professore, il settantenne psichiatra che da quattro anni mantiene un sodalizio intellettuale con Fausto Bertinotti. Qualcuno ("i cretini", dice lui) lo definisce il guru del subcomandante Fausto. "Fu nel 2004 - racconta al Foglio - che con Bertinotti ci ritrovammo nell'avviare la svolta non violenta" del partito. Un passaggio storico. Da allora l'ex presidente della Camera ha preso le distanze dalle violenze dei noglobal e ha emarginato Nunzio D'Erme, celebre per avere sparso letame davanti all'abitazione romana del Cav. Un rapporto, quello tra Fagioli e Bertinotti, difficile da decifrare. Abbastanza intenso da aver fatto storcere il naso a molti nel Prc e nella sinistra in genere. Epica la lite con Giulietto Chiesa, che abbandonò la rivista Left all'arrivo del professore, capo - diceva Chiesa - "di una setta". "Io offro una nuova strada da percorrere spiega Fagioli - dopo il fallimento del comunismo perseguo 'la realtà umana'". Mica poco. Un orizzonte che pare abbia ispirato anche l'ultima - non riuscitissima per la verità - svolta bertinottiana, il lancio di quella sinistra Arcobaleno poi naufragata lontano dal Parlamento. L'ultimo incontro tra i due è avvenuto lunedì scorso, quando Bertinotti ha presentato il sesto numero della rivista "Alternative" a un pubblico di così detti "fagiolini", il gruppo di persone (qualche centinaio) che quattro volte alla settimana in piazza San Cosimato, nel rione Trastevere, partecipa a mastodontiche sedute di analisi collettiva che Fagioli chiama "psicoterapia di folla", Cosa ha detto a Bertinotti? "Che il cardine della nuova sinistra non è più la classe operaia, ma sono gli immigrati. Questo è il terreno del nuovo scontro. Anche gli italiani in America, prima di diventare operai, erano immigrati".
Ma Bertinotti ha lasciato, si ritira per "dedicarsi alla ricerca - ha spiegato lunedì - alla teoria politica più che alla prassi". Una perdita insostituibile per Fagioli, a cui i giovani duellanti di Rifondazione, Ferrero e Vendola, non piacciono affatto. Specie Vendola. "Come si fa ad accettare che il segretario di Rifondazione sia un cattolico praticante? Si rischia una sindrome bipolare, dissociativa. La religione cattolica non è un fatto personale. Come scriveva l'altro giorno Ritanna Armeni su Liberazione: la realtà umana conta in politica. Vendola è cattolico e in quanto tale non può fare il segretario". Ma anche Ferrero è uomo religioso, è valdese. "Sì - dice Fagioli - ma essere valdesi è un fatto privato. La chiesa valdese non ha mai avuto influenze sulla politica e lo stato. Come farà invece Vendola a proseguire nel solco del pensiero laico tracciato in Europa da Zapatero su aborto, divorzio, fecondazione assistita ed eutanasia? Si iscriva al partito di Casini". Eppure Vendola si è spesso smarcato dal Vaticano ed è un libertario omosessuale. "È lo stesso discorso. La sessualità è un fatto privato, che si può coltivare all'interno di associazioni di scopo, ma non si può proporlo come identità politica. E poi cattolico e omosessuale sono in contraddizione - continua Fagioli - Non bisogna confondersi le idee, tanto più che noi ci proponiamo di cercare la realtà umana. Insomma chi è Nichi Vendola? Non si capisce". Sarà. Ma è il favorito e gode della stima di Bertinotti (e non solo).

segnalazione di Nuccio Russo

A Chianciano. Fausto Bertinotti parlerà sabato
Asca.it 23.7.08
SINISTRA: PRC A CONGRESSO, MA SU VENDOLA LEADER NON C'E' ACCORDO
qui

È IN PERICOLO LA LIBERTÀ DI STAMPA, L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE RISCHIA DI ESSERE ELUSO
OCCORRE PENSARE A COME GARANTIRSI PER IL FUTURO LA LIBERTÀ D'ESPRESSIONE DELLE IDEE

Liberazione 23.7.08
Se chiudono il manifesto e Liberazione...
di Piero Sansonetti

qui

martedì 22 luglio 2008










l'Unità 22.7.08
Piccolo Eliseo. Teatro gremito, l’ex presidente della Camera incalzato dal pubblico, «fagiolini» in massa: «Si deve ritrovare l’umano incontenibile»
Bertinotti sul palco: e scatta l’autoanalisi della sinistra sconfitta
di Simone Collini
Si fa presto a dire: perché la sinistra ha perso. Fausto Bertinotti vola alto, ma c’è chi lo supera e va su su su, fino ai più reconditi abissi della psiche. L’ex presidente della Camera prova a zavorrare il discorso con richiami al contributo del movimento operaio, ma quelli su su che si librano attaccati all’«eterno ritorno nietzschiano», su su sospinti dall’«irrisolto conflitto uomo-donna».
Fuori dal Piccolo Eliseo di Roma preme un discreto numero di persone. Si lamentano, non li fanno entrare. Dentro al teatro la sala è strapiena. In prima fila Massimo Fagioli, lo psichiatra che con le sue analisi, secondo alcuni, ha portato Bertinotti sulla strada della «nonviolenza»; secondo altri, lo ha più semplicemente portato su strade che non portano esattamente verso il consenso popolare. Nelle file dietro tanti “fagiolini”, come vengono chiamati i suoi discepoli.
Viene presentato l’ultimo numero della rivista “Alternative per il socialismo”, di cui Bertinotti è direttore, e che ha per titolo: “Le ragioni di una sconfitta”. La formula scelta vuole dare l’idea della «ricerca condivisa», per dirla con le parole utilizzate dall’ex presidente della Camera: dopo un breve discorso iniziale, dalla platea verranno rivolte domande. E i “fagiolini” afferrano il microfono, tirano fuori fogli scritti e giù a parlare chi cinque, chi dieci, chi quindici minuti del «circolo mostruoso produzione-consumi», di «persona precedente l’identità», di «guerra mortale tra generi in un mondo dominato dal maschile».
Bertinotti, aprendo l’incontro e per spiegare le ragioni di una sconfitta, parte dal fallimento del governo Prodi e dalla percezione della Sinistra arcobaleno come di un progetto in cui non credevano alcuni degli stessi promotori. Ma dopo un po’ di “domande”, con alcuni che si ricollegano o citano “domande” precedenti (gettonata quella del «professor Masini»), Bertinotti un po’ tenta di arginare il discorso riconducendo al tema proposto, un po’ cede alle sollecitazioni e cambia di livello. E così dice che il primo passo da compiere, ora, per tentare di far tornare maggioranza la sinistra, è questo: «Si deve ritrovare l’umano incontenibile che sta fuori dal dominio capitalista». Fagioli si sistema gli occhiali scuri sul naso e annuisce dalla prima fila. Dietro tante ragazze e ragazzi, ad applaudire, molte signore eleganti. Sandro Curzi ha lasciato la sala da un po’. Franco Giordano entra nel bel mezzo di una domanda e rimane spalle al muro a guardarsi attorno con aria attonita. Umberto Pizzi, il fotografo che collabora con Dagospia, era arrivato tutto sorridente e ora se ne sta in un angolo con la macchina fotografica che gli penzola stancamente dal collo. Ancora il microfono tra le poltrone, altre domande. «È ancora presto per organizzare un pensiero», dice a un certo punto Bertinotti sostenendo che la risposta al perché della sconfitta della sinistra ancora deve essere trovata. Però una qualche idea ieri è venuta fuori.













l'Unità on line 22.7.08
Sinistra, l’eterno ritorno della sconfitta
di Alessia Grossi
«Ma se fate così quando si perde, quando si vince che fate?». Si difende così dall'oceanico applauso dei suoi lettori compiacenti Fausto Bertinotti all'ingresso al piccolo Eliseo di Roma. L'ex segretario di Rifondazione in veste di direttore della rivista «Alternative per il Socialismo» presenta, da un palco teatrale, come l'Edipo accecato, la sconfitta della sinistra.
Ha dedicato al tema persino un numero monografico dal titolo definitivo «Le ragioni di una sconfitta». È pronto dal podio Bertinotti, maniche di camicia, mani giunte e sigaro consolatorio ad «andare in profondità», a rimescolare le carte, a chiedere aiuto cominciando dagli astanti perché «la sinistra tutta possa condividere la sconfitta e ripartire». Ma quelli niente. Applaudono, ingrati.
La sala del Piccolo è stracolma, fuori la gente aspetta il proprio turno per salire. Non si sono nemmeno concessi un po' d'aria condizionata questi «comunisti» per espiare nel profondo le proprie colpe, parrebbe. Non è così, lo dice il dibattito che segue la breve e «realistica» presentazione dell'ex presidente della Camera. Lui parla dell'hic et nunc. «Questa, senza esagerazione - ché già c'è chi si diverte a spararla sempre più grossa - è una sconfitta storica - si confessa Bertinotti. È dal dopoguerra che la cultura di sinistra non è mai stata così minoritaria e quella di destra tanto maggioritaria - continua l'ex segretario. Ora abbiamo un compito allo stesso tempo drammatico e gioioso, costruire una ricerca condivisa». E dal generico entra nel particolare Bertinotti, al fallimento del governo Prodi e spiega: «Il progetto della Sinistra l'Arcobaleno era un progetto destinato a fallire perché non ci credevano nemmeno gli stessi promotori».
Ma quelli niente. Quelli seduti nelle prime otto file riservate della sala non sono venuti certo per ascoltare. Così quando il moderatore Luca Bonaccorsi lascia loro la parola per le domande comincia a sentirsi un fruscìo di fogli, cori di voci che si schiariscono e passaggi di microfono. E uno dopo l'altro giù a snocciolare altro che domande, risme e risme di «letture personali», e non della sconfitta. C'è chi «deve dar ragione a Marx», chi a Hegel, chi a Nietzsche.
Il la lo dà il gettonatissimo prof. Masini, che «ha vissuto la dittatura cinese» (questo ce lo suggerirà con una strizzatina d'occhio un'altra intervenuta). Vuole fare un distinguo il professore fra il «fenomeno dell'immigrazione e lo sfruttamento della classe operaia», e lo fa ripartendo dallo schiavismo, dalla storia degli indigeni d'America, dalla tratta degli schiavi neri, tanto per non tralasciare niente che possa aiutare a capire la sconfitta della sinistra in Italia. Chissà se ha colto il nesso Franco Giordano che scende le scale della sala proprio in quel momento.
Segue l'intervento della «storica» che siede due file avanti. A lei sembra doveroso in questa sede ripartire dal rapporto uomo- donna per capire «perché il capitalismo fagocitante abbia bisogno dell'immigrazione». Presto detto: «Se le donne si emancipano non fanno più figli, manca la forza lavoro e così il capitalismo ha bisogno di nuovi schiavi». Bertinotti dal palco dovrebbe rispondere, ma in assenza di domande si limita a dire che «è ancora presto per dare vita ad un pensiero» e nel frattempo chiede «generosità agli astanti». «Azzerare tutto per ripartire sì - dice il presidente- ma difendo la classe operaia. Non si butti via il bambino con l'acqua sporca». Poi di nuovo una domanda. E dalla platea si vola verso l'«all'eterno ritorno nietzschiano». E allora ve lo siete voluto. Sandro Curzi abbandona la sala.
Fausto Bertinotti tenta di riportare tutto alla questione della sconfitta. Prova a difendere il femminismo, la lotta operaia, a ritrovare il punto, la storia, l'Italia, concede la sintesi più aulica possibile, dice che in fondo «quello che stiamo dicendo è che se si ritrova l'umano, l'individuo, e si costruisce un nuovo senso del noi condiviso si può ripartire».
Ma questo non basta, questo non è un dialogo. Gli interlocutori si sono preparati da casa a fare bella figura e hanno legato i loro interventi indissolubilmente l'uno all'altro, la risposta del presidente non era prevista nel canovaccio. Dunque si ritorna -come direbbe Nietzsche- sull'uomo e sulla donna, sulla dicotomia razionale - irrazionale, sulla libertà sessuale e il '68. C'è anche chi azzarda un parallelo con i primi anni della rivoluzione bolscevica.
«Con la nostalgia di altre epoche non si aiuta a ripensare l'oggi» tuona Aldo Garzia, redattore della rivista dalla poltrona accanto a quella di Bertinotti. Ma il dibattito sembra ormai avviato all'autocelebrazione della specie. La specie dei seguaci di Massimo Fagioli, lo psichiatra che vanta il merito di aver fatto entrare «la psiche dell'uomo in politica». Colui che al fallimento del comunismo dice di aver «offerto a Bertinotti una nuova strada da percorrere: la realtà umana». Per citare Bertinotti che cita Antonio Gramsci: «Siamo a uno dei punti più difficili della nostra storia. Ma siamo proprio sicuri che ci sia «bisogno di tutta la vostra intelligenza»?
(segnalato da Walter Di Mauro e Paolo Izzo)











Repubblica 22.7.08
Dibattito sulla débacle del Prc, ovazione dai "fagiolini". L'ex presidente della Camera: al congresso da delegato semplice
Bertinotti: dopo la lotta passo allo studio
di Mauro Favale

ROMA - Le "ragioni della sconfitta" si perdono in un applauso lungo, caloroso e inaspettato. Quando Fausto Bertinotti fa il suo ingresso nella sala del Piccolo Eliseo le oltre ducento persone presenti lo accolgono con un affetto che sorprende l´ex segretario di Rifondazione: «Ma se fate così quando si perde, allora cosa succede quando si vince?». Le occasioni pubbliche dopo il disastroso risultato elettorale, per l´ex presidente della Camera, sono state poche e selezionate. Ieri a riempire la sala di un teatro romano (con una cinquantina rimasti fuori senza posto) è stata la presentazione del sesto numero della rivista di cui Bertinotti è direttore, Alternative per il socialismo. Titolo del numero monografico: "Le ragioni di una sconfitta". Ma il pubblico, composto in prevalenza da donne, molte "fagioline" (le seguaci dello psicanalista Massimo Fagioli, amico e ispiratore, si dice, di alcune svolte politiche di Bertinotti), le responsabilità della sinistra fuori dal Parlamento non le addossa a lui.
Tra presenti solo fedelissimi, da Franco Giordano, segretario uscente, a Gennaro Migliore, ex capogruppo alla Camera, a Sandro Curzi, consigliere Rai, già direttore di Liberazione. Gli spettatori lo salutano quasi come un salvatore: «Non ha fallito - dice convinto un quarantenne - e spero che avanzi una proposta politica nuova». Lui, però, avrebbe già deciso il suo futuro: delegato semplice al congresso del Prc che si apre giovedì a Chianciano, in appoggio alla mozione Vendola. Dopo, avanti con la ricerca politica. Anzi, la recherche. Perché la rivista non è che l´inizio: «Ce n´est que en debut - dice citando la frase del maggio francese - ma continuons la recherche, più che le combat». Impegno teorico, dunque. «Non ci sono uomini per tutte le stagioni», dice. Una frase pronunciata più volte anche da Romano Prodi nei suoi due anni a Palazzo Chigi. Bertinotti si sente «portatore di una sconfitta», vorrebbe parlare degli errori, del programma di 281 pagine «che voleva essere un manuale per risolvere i problemi ma che ha evidenziato la mancanza di un chiarimento sulla linea strategica».
Al Piccolo Eliseo, però, il dibattito scivola sui massimi sistemi, diventa quasi una seduta di psicanalisi, monopolizzata dagli interventi-fiume dei "fagiolini" che parlano di schiavitù, emancipazione della donna, identità, scienza. A pochi interessa il congresso e la disputa tra Vendola e Ferrero: «Non ci piace né uno né l´altro», dicono due ragazze. «Semplicemente, Bertinotti non si cancella».

il manifesto 22.7.08
Bertinotti delegato studioso

«Non ci sono uomini per tutte le stagioni». Fausto Bertinotti parlerà a Chianciano sabato, da «semplice delegato di Cosenza», come tiene a precisare durante una presentazione a Roma dell'ultimo numero della rivista «Alternative per il socialismo». «La mia storia di direzione politica - conferma l'ex presidente della camera - è finita. La vita politica per me finirà domenica al congresso di Rifondazione ma come ricercatore nel campo della politica mi impegno a proseguire». Le ambizioni, di tipo diverso dal passato, non mancano. La sconfitta e le difficoltà della sinistra hanno bisogno di una riflessione teorica forte. Per questo attorno ad «Alternative» nascerà un centro studi, una serie di convegni e un'associazione di lettori in tutta Italia. I «luoghi della ricerca politica si stanno prosciugando. E la sconfitta - spiega Bertinotti - non è un fatto contingente ma è dovuta a una carenza di analisi teorica. Il destino della sinistra è legato all'Europa e occorre reinventare un'autonomia rispetto alla politica corrente»

Asca.it 21.7.08
SINISTRA: BERTINOTTI, UNITÀ? QUELLO CHE PENSO LO DIRÒ AL CONGRESSO
qui (segnalazione di Walter Di Mauro)

Asca.it 21.7.08
SINISTRA: BERTINOTTI, SOLO CON RICERCA CRITICA POSSIBILE UNA RINASCITA
qui (segnalazione di Walter Di Mauro)

Panorama on line 21.7.08
Torna Fausto, l’ex Subcomandante. Ora da soldato semplice farà il direttore
qui

lunedì 21 luglio 2008



comunicato stampa
OGGI LUNEDÌ 21 LUGLIO
FAUSTO BERTINOTTI

PRESENTERÀ IL NUOVO NUMERO DI
ALTERNATIVE PER IL SOCIALISMO
SULLE RAGIONI DELLA SCONFITTA
Lunedì 21 luglio, alle ore 11.30, presso la Sala Azzurra della Federazione Nazionale Stampa Italiana, in Corso Vittorio Emanuele 349, a Roma, si terrà la presentazione alla stampa del sesto numero della rivista Alternative per il socialismo. Si tratta di un numero monografico su “le ragioni di una sconfitta”. A presentare la rivista sarà lo stesso direttore Fausto Bertinotti.
Alle ore 18.30 Fausto Bertinotti incontrerà i lettori della rivista nel corso di una presentazione pubblica che si terrà presso il Teatro Piccolo Eliseo in Via Nazionale 183
segnalazione di Simona Maggiorelli



















l'Unità 21.7.08
Le bimbe rom annegate
Violetta, Cristina e gli indifferenti
di Dijana Pavlovic
qui

l'Unità 21.7.08
Diliberto, segretario all’unanimità, riscopre il centralismo democratico
La minoranza di Bellillo però non partecipa al voto. L’ultimo appello a Vendola: non facciamoci la guerra
di Simone Collini
qui

l'Unità 21.7.08
Francescato: l’ambiente è una priorità. Noi Verdi risaliremo la china
di Eduardo Di Blasi
qui









l'Unità 21.7.08
È di Sartre questo fiato spirituale
di Valentina Grazzini
qui








l'Unità 21.7.08
Razzismo, così fan tutti, compresi gli Stati Uniti
di Enzo Verrengia
qui

l'Unità 21.7.08
La medicalizzazione della nascita, il dolore, la mancanza di informazioni corrette alle donne tra i temi affrontati da Elisabetta Malvagna
Niente paura, è solo un parto
di Cristiana Pulcinelli
qui






Corriere della Sera 21.7.08
Ritorna l'affascinante polemica sulla falsità tra Constant e Kant. E un'opera dimenticata di Hobbes
Non possiamo vivere senza menzogna
Ignacio Mendiola: la bugia è un rifugio. Ci protegge dal mondo
di Armando Torno
qui

Corriere della Sera 21.7.08
In un volume, curato da Uliano Lucas, le immagini più celebri. L'introduzione di Sergio Luzzatto
Il '68 attraverso l'obiettivo dei fotografi italiani
qui







Corriere della Sera 21.7.08
Lo scrittore di «Trauma» si confessa: i gesuiti, le messe, il latino. Poi la ribellione
McGrath: ero sulla cattiva strada
«Fui sedotto dalla controcultura: festival e hashish. Mi salvò mio padre»
di Nicholas Wroe
qui









Repubblica 21.7.08
Il segreto di Hannah. Quel che Kafka rivelò alla Arendt
di Nadia Fusini
qui

Repubblica 21.7.08
Il diritto di morire nel nostro Medioevo
di Adriano Prosperi
qui
il Riformista 21.7.08
Abbiamo visto il peggio delle culture in campo
Eluana, macabro caso di accanimento biopolitico
di Emma Fattorini
qui
il Riformista 21.7.08
Obama chiede più truppe in Afghanistan
«È una guerra che non si può perdere». Ma il vero scoglio sarà l'Iraq
qui







il Riformista 21.7.08

Lo schiamazzo reale alle quattro di mattina
Il gabbiano di mare e quello di città
di Francesco Petretti
qui

La Stampa 21.7.08
Anoressia, sul web gare e consigli
Sui siti bulimia e anoressia erano diventati stili di vita
La polizia spagnola ha scoperto 400 siti internet che incitavano a dimagrire con istruzioni e trucchi per non farsi scoprire
qui





La Stampa 21.7.08
Il dono di Sherazade
Con la magia dei suoi racconti ammansisce il tiranno e si salva la vita: una parabola del ruolo civilizzatore della fantasia e della letteratura
di Mario Vargas Llosa
qui

domenica 20 luglio 2008

l’Unità 20.7.08
Rifondazione, Vendola «sorpassa» Ferrero
Congressi di circolo ok per il governatore, traballa l’asse tra l’ex ministro e Grassi. E Belillo (Pdci) apre
di Simone Collini
qui
l’Unità 20.7.08
Grazia Francescato torna di nuovo leader dei Verdi
Fischi per Pecoraro. Ma la minoranza non trova un candidato unico e gli consegna una facile vittoria
qui


Corriere della Sera 20.7.08

Rissa sfiorata al Sole che ride. Insulti all'ex ministro Pecoraro Scanio (che arriva solo a fine lavori)
Verdi, assise tra urla e accuse. Francescato leader
di Paolo Foschi
qui

Liberazione 20.7.08
Chiude il congresso dei comunisti. Diliberto riconfermato
Pdci, Belillo attacca:
«L'Arcobaleno non è stato una disfatta»
di Castalda Musacchio
su liberazione.it









l’Unità 20.7.08
Quando l’America non vive più alla grande
di Roberto Rezzo
qui






l’Unità 20.7.08
Aversa, nell’inferno spento del manicomio
di Andrea di Consoli
qui
Corriere della Sera Salute 20.7.08
Matti ancora da legare
di Roberto Satolli
qui
l’Unità 20.7.08
Eluana, quando la sacralità è disumana
Sradichiamo la violenza dall’apparato mummificato delle culture del sacro
di don Enzo Mazzi
qui







pedofilia dei preti cattolici
Corriere della Sera 20.7.08

Dossier abusi. Sono 4.392 i sacerdoti statunitensi accusati dal 1950 al 2002
Il record americano e i diciassette casi italiani
Dai primi scandali negli Usa alle denunce in Europa
In Brasile 1.700 imputazioni in un anno, ma negli Stati Uniti i casi sono decisamente in calo dopo il Duemila

di M.Antonietta Calabrò
qui
Il Papa condanna ma non riceve i parenti delle vittime dei preti pedofili che ieri hanno dato vita ad una manifestazione di protesta. Il loro giudizio rimane netto: «Quelle parole sono prive di significato». (da l'Unità di oggi)
Corriere della Sera 20.7.08
Scola: politiche per la famiglia Il governo deve fare molto di più
Il Patriarca di Venezia: cambiare la legge sull'aborto, non si può stare fermi
intervista di Aldo Cazzullo
qui

Corriere della Sera 20.7.08
Impronte ai bambini rom Sì dal 67% degli italiani
di Renato Mannheimer
qui










Repubblica 20.7.08
Vendevano tartarughe e braccialetti I bagnini sono riusciti a salvare le amiche
Due bimbe rom annegano a Napoli "In quella spiaggia tanta indifferenza"
di Stella Cervasio e Maria Pirro
qui
Corriere della Sera 20.7.08
Il tirapugni di Padre Pio
di Sergio Luzzatto
qui

Corriere della Sera 20.7.08
Contestatori Un doppio numero di «Critica sociale» sulla sinistra italiana ostile alla «Primavera» cecoslovacca
Il Sessantotto che negò Praga
«Una rivolta socialdemocratica, bisogna tornare a Lenin»
di Dario Fertilio
qui

Corriere della Sera 20.7.08
Il saggio di Alessandra Dino
Quando la mafia è troppo devota
Cosa Nostra e il controverso legame tra uomini d'onore e Chiesa
di Vittorio Grevi
qui










Corriere della Sera 20.7.08
Ginevra. Scolpire il passato
di Andrea Genovese
qui

Corriere della Sera Salute 20.7.08
Psicologia. Conferme della validità di un metodo che non ha più niente di «magico» ma molto di scientifico
Con l'ipnosi ti convinco a guarire
di Angelo de' Micheli
qui
Corriere della Sera Salute 20.7.08
Usi illegali. «A me gli occhi» e il contante
di A.D.M.
qui
Corriere della Sera Salute 20.7.08
Neurologia. Uno studio svela che l'inclinazione all'avventura è scritta nel nostro cervello più primitivo e non è legata all'attesa di vantaggi
Siamo tutti Indiana Jones, temerari per natura
di Cesare Peccarisi
qui

Repubblica 20.7.08
"Genova, al G8 agenti Usa pronti a sparare"
Il Pg: i disobbedienti dovevano essere fermati. Oggi commemorazione di Giuliani
di Massimo Calandri e Marco Preve
qui
















Repubblica 20.7.08
"La Chiesa faccia santo Stalin" richiesta-shock dei comunisti russi
di Leonardo Coen
qui

Repubblica 20.7.08
Aleksandra Kollontaj. L’amore ai tempi del comunismo
Compagna femminista nel partito dell'ordine
di Miriam Mafai
qui
Repubblica 20.7.08
Ideologia proletaria e collettivismo dell'Eros
di Aleksandra Kollontaj
qui

Repubblica 20.7.08
Libertà sessuale
di Ambra Somaschini
Non erano proprio possibili liberazione sessuale, uguaglianza e parità negli anni Venti della Nep, la Nuova politica economica leninista che reintroduceva alcuni elementi del capitalismo e ripristinava la centralità della famiglia. Largo all'Eros alato, (Il Melangolo, 70 pagine, 9 euro, dal 25 luglio in libreria) di Aleksandra Kollontaj - rivoluzionaria russa che si schierò con Lenin diventando commissario del popolo ma poi, polemica con il partito, fu estromessa dall'ncarico e avviata alla carriera diplomatica - infuoca gli animi e spiega perché. L'Eros alato (di cui anticipiamo qualche passaggio in queste pagine), pubblicato nel´23 su una rivista e duramente criticato dal partito comunista, è il potere che libera, è la forza a cui le donne possono attingere per ottenere la parità dei diritti: divorzio, riconoscimento delle unioni di fatto, parificazione dei figli legittimi e di quelli nati fuori del matrimonio, aborto e piena libertà sessuale. Ma l'Eros alato, secondo Kollontaj, è anche una tesi più "globale", è una possibilità di riscatto per l'intera umanità.
La Stampa 20.7.08
Se la musica tornasse a scuola
di Paolo Gallarati
qui








La Stampa 20.7.08
Il paradiso perduto sulle labbra di Lolita
Nabokov, uno scandalo lungo mezzo secolo
di Elena Loewenthal
qui

Il Sole 24Ore Domenica 20.7.08
Gli smemorati del ventennio
Manca nell'Italia del dopoguerra una seria analisi della natura liberticida del regime mussoliniano: i moderati rimossero il ricordo dei suoi crimini peggiori, gli antifascisti addossarono tutta la responsabilità ai repubblichini
di Raffaele Liucci

Il Sole 24Ore Domenica 20.7.08
Etiopia '39, la grotta dell'iprite
di Emanuele Giordana






Il Sole 24Ore Domenica 20.7.08
Battaglie cruciali. Hitler si fermò a Mosca
di Marco Innocenti







Il Sole 24Ore Domenica 20.7.08
Cogitus interruptus
Che cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Secondo Sant'Agostino preparava l'Inferno per quelli che fanno domande come queste
Tutta la filosofia riscritta con le battute di spirito
di Armando Massarenti