giovedì 27 febbraio 2014












il Fatto 27.2.14
Innovazioni
Quel che Renzi non sa di Bobbio
di Maurizio Viroli

su spogli
I precedenti di questo dibattito, ieri e prima:
Gravagnuolo ieri, Roccagna martedì, in reazione renziana all'articolo di Gravagnuolo di lunedì, Cohn-Bendit, Nadia Urbinati e gli articoli di Noemi Ghetti:
l’Unità 26.2.14
Bobbio: il rischio di confonderlo con Gaber
di Bruno Gravagnuolo

su spogli
l’Unità 25.2.14
Destra e sinistra, il Pd vada oltre la lezione di Bobbio
di Marco Raccagna
su spogli
Repubblica 25.2.14
Se Renzi rilegge Bobbio
di Nadia Urbinati
Vent’anni dopo l’uscita di Destra e sinistra di Norberto Bobbio, l’editore Donzelli ripubblica una nuova edizione con una introduzione di Massimo L. Salvadori e due commenti, uno di Daniel Cohn-Bendit e uno di Matteo Renzi. Un’edizione ritagliata perfettamente sui tempi della politica: la nascita del primo governo Renzi e le imminenti elezioni per il Parlamento europeo. Un’edizione che, inoltre, ci offre l’opportunità di conoscere meglio il nuovo Presidente del consiglio e segretario del Pd, di comprendere le sue coordinate ideali e culturali, le sue aspirazioni politiche. Questo suo intervento è a tutti gli effetti un Manifesto del partito democratico come egli lo vuole. Sono due i paradigmi centrali che fanno da architrave della sinistra renziana: la revisione a trecentosessanta gradi della filosofia dell’eguaglianza sulla quale Bobbio aveva costruito la dicotomia e, in conseguenza di ciò, la ridefinizione della coppia destra/ sinistra.
La revisione di Renzi è molto decisa e tranchant, agilissima e dotata di potenti forbici che tagliano via complessità ostiche e qualche secolo e diversi decenni di storia sociale. Va tuttavia valutata non per il rigore della ricostruzione storica, ma per il messaggio che propone. Destra e sinistra, scrive Renzi, non sono più coincidenti con la libertà individualista in un caso e la libertà che riposa su premesse di eguaglianza nell’altro. Questa dicotomia bobbiana, spiega, apparteneva a un mondo in cui le menti e le idee si situavano in blocchi e classi. Oggi c’è più complessità e quelle due grandi idee, messe in quella relazione, non servono a orientarci né nel giudizio né nella scelta. Sembra quasi che il liberismo stesso come ideologia appartenga a un tempo passato, che sia stato il marchio degli anni di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan; un residuo (come anche il suo nemico principale, il comunismo) del tempo in cui Bobbio formulò la diade destra/sinistra. Oggi il liberismo è nelle cose, non più solo un’ideologia. La nuova sinistra deve partire di qui, da quel che c’è per andare avanti: e quel che c’è è appunto il lascito liberista dal quale non si può prescindere. Ecco perché la dicotomia di Bobbio èpassé.
Il lascito non è fatto di classi o di “blocchi” ma di individui distribuiti sulla scala sociale. Renzi usa due immagini: quella spaziale di alto/basso e quella temporale di avanzamento/stagnazione. Gli attori della prima immagine sono gli “ultimi” e i primi; quelli della seconda sono individui liberi da lacci e ambiziosi lottatori per vincere la gara della vita. La diade di cui la nuova sinistra sembra aver bisogno è più marcatamente liberale di quella bobbiana e attenuata dalla solidarietà morale cristiana. Si ripropongono in questo manifesto le distinzioni, radicate nella cultura politica italiana, tra due modi di leggere la società e quindi la distinzione destra/sinistra. In un caso la distinzione parte dai principi dell’89: eguale libertà nei diritti di individui-cittadini che, diversi per culture e scelte di vita e diseguali nelle condizioni sociali, cercano attraverso lo stato e la politica (la democrazia) di creare condizioni istituzionali, civili e sociali affinché la loro diversità non si traduca in diseguaglianza di potere. Nell’altro caso, invece, la distinzione parte da premesse che si propongono come correttive della tradizione settecentesca: gli “ultimi”, una categoria che non appartiene né alla sinistra né alla politica, ed é morale ed evangelica, hanno bisogno di essere spinti in alto. Gli “ultimi” non sono come gli “umili” manzoniani, però, perché individua-listi che vogliono sbloccare le relazioni e farsi strada nel mondo. In questa lotta la sinistra ha un compito solo: quello di non perdere il “contatto con gli “ultimi”. E per farlo deve sostituire le teorie tradizionalmente sue (anche quella liberalsocialista e quelle legate agli “anni sessanta e settanta”) per abbracciare “la lingua della solidarietà” della chiesa di papa Francesco. La solidarietà giunge quando gli individui cadono. Qui sta la sinistra, più che a preparare le condizioni affinché la loro lotta sia condotta su un piede di parità e il merito sia meritato.
Anche un liberalsocialista accetta l’individualismo dell’intraprendenza e anche la rivoluzione dell’89 era nata per dare alla persona singola il potere di fare responsabilmente la sua strada. Però, nonostante questa similitudine, le soluzioni restano diverse: poiché in un caso, le forze su cui contare sono politiche e sociali, nell’altro caso sono morali e soggettive, come per esempio “l’ambizione”. Renzi inserisce qui la prospettiva del merito. È una prospettiva di riuscita che non fa centro sull’eguaglianza delle opportunità ma su una base di energia personale in una lotta quasi darwiniana per salire su, per non essere “ultimi”, per vincere. Herbert Spencer e il vangelo tornano a fare coppia, come successe ancora in passato, per esempio a fine Ottocento, quando cominciò la costruzione della società che ha partorito quella in cui ci troviamo oggi.
In questo scenario dove le categorie interpretative sono morali piuttosto che sociali, l’eguaglianza sembra obsoleta — e non serve neppure per comprendere i nuovi movimenti xenofobi e populisti, scrive Renzi. Eppure, questi movimenti sono il frutto di una lettura identitaria dell’eguaglianza, sono anzi la miglior prova di quanto bisogno ci sia di tenere insieme eguaglianza e libertà, stato sociale e diritti individuali. In questa cornice, anche il merito trova la sua giusta collocazione, perché se dissociato dall’eguaglianza delle opportunità (che il mercato non crea spontaneamente) esso diventa un passaporto per l’affermazione di chi si trova già in condizioni di vantaggio. Renzi si richiama ai democratici americani, i quali non potrebbero proprio distinguersi dai repubblicani se non mettessero a loro fondamento non solo la Costituzione ma prima ancora la Dichiarazione di Indipendenza, una dichiarazione di eguaglianza nella libertà. Liberalsocialisti come Bobbio e Amartya Sen, che Renzi menziona, non avrebbero dubbi a trovare qui le sorgenti non rinsecchite di una società democratica giusta. Ecco perché per un democratico senza l’accoppiamento con l’eguaglianza, il merito (e la stessa libertà) non è una condizione di giustizia; mentre per un liberale il merito come riuscita individuale senz’altra considerazione lo è. Ancora qui passa oggi la differenza tra destra e sinistra, tra Sen e Bobbio da un lato e Hayeke Nozick dall’altro.
lunedì scorso "Segnalazioni":
l’Unità 24.2.14
La sinistra secondo Matteo
Ma Bobbio aveva già risposto a Renzi
di Bruno Gravagnuolo

su spogli
Repubblica 24.2.14
Anticipiamo la postfazione di Cohn-Bendit alla riedizione di un testo che si è rivelato fondamentale
Mentre crescono nel mondo le lotte per i diritti democratici in Occidente la politica è in crisi
Bobbio vent’anni dopo
Cosa rimane oggi di Destra e Sinistra?
di Daniel Cohn-Bendit

su spogli

domenica 23:
Repubblica 23.2.14
Il documento
“Innovazione e uguaglianza la mia idea di destra e sinistra nell’Europa della crisi”
Il manifesto di Renzi: “ La lezione di Bobbio è viva”
di Matteo Renzi

su spogli alla data di ieri

Altritaliani.net 19.1.13
Destra e sinistra: “la famigerata distinzione” di Bobbio esiste ancora.
di Noemi Ghetti

qui

Left 12.3.10
Quella irriducibile differenza
In occasione del centenario della nascita, esce la nuova edizione del celebre saggio di Norberto Bobbio Destra e sinistra che offre, a sedici anni dalla prima edizione, suggestioni di forte attualità
di Noemi Ghetti

qui
MicroMega 27.2.14
Renzi arruola Bobbio tra i suoi maestri
La nuova edizione di "Destra e Sinistra" del filosofo torinese diventa l'occasione per il Presidente del Consiglio per dare vita ad una furbesca operazione ideologica.
di Angelo d'Orsi

da liberazione.it
qui si ringrazia Noemi Ghetti
L’Huffington Post 26.2.14
Renzi cancella destra e sinistra, bella rogna per Martin Schulz
di Carlo Patrignani
qui

Circolo La Prima Pietra 26.2.14
Nel caos culturale e politico imperante
di Carlo Patrignani
qui
l’Unità 27.2.14
Esplode il M5S: quattro espulsi tra gli insulti
La rabbia degli esclusi: «Peggio dei fascisti»
Dimissioni annunciate da altri parlamentari

su spogli
il Sole 27.2.14
Grillini. La decisione dell'assemblea dei parlamentari confermata da un sondaggio web: via Orellana, Campanella, Battista e Bocchino
Espulsi i dissidenti, M5S nel caos
Altri sei senatori pronti a lasciare il gruppo per protesta - Grillo: saremo meno ma più uniti
di Andrea Marini

su spogli

Repubblica 27.2.14
Le espulsioni di Grillo decise in un clima da psico-setta
di Filippo Ceccarelli

su spogli


La Stampa 27.2.14
Civati apre la porta ai fuoriusciti “C’è spazio per fare un gruppo”
Uno dei transfughi M5S ammette: “Se Pippo avesse più coraggio, saremmo già con lui in un nuovo soggetto politico”
di Andrea Malaguti

qui
La Stampa 26.2.14
Direzione Pd ad alta tensione
Civati valuta gruppo autonomo
“Pronto il simbolo del Nuovo centrosinistra”

L’ipotesi scissione
qui

il Fatto 27.2.14
Pippo Civati Il Democratico “incerto”
“Come fa Gianni a lamentarsi ora?”
di Antonello Caporale

su spogli

Civati: «È un peccato che il nuovo governo sia nato con la stessa maggioranza che sosteneva Letta, perché c'è la possibilità che si costituisca un nuovo centro sinistra»
l’Unità 27.2.14
Pd, è alta tensione sui nuovi incarichi
L’ipotesi che Renzi affidi a Serracchiani il ruolo di portavoce del partito agita non solo la minoranza
Civati lavora a «un nuovo centrosinistra» E Mineo ai fuoriusciti M5S: «Disposti a fare insieme un gruppo»
di Maria Zegarelli

su spogli

il Sole 27.2.14
Il partito. Nardella saluta l'ingresso nella famiglia socialista europea: «Portiamo la nostra carica innovativa»
Pd in agitazione tra Pse e logo di Civati
di Em. Pa.

su spogli

Corriere 27.2.14
I malumori della minoranza pd
D’Alema frena: diamo una mano
Civati va avanti con il Nuovo centrosinistra: voglio risposte
di M. Gu.

su spogli

Repubblica 27.2.14
Il piano per far nascere un’altra maggioranza
La scissione dei dissidenti pronti i gruppi autonomi “Possiamo sostituire l’Ncd”
L’ipotesi dell’appoggio a Renzi: “ Siamo 23”
di Tommaso Ciriaco

su spogli













il Fatto 27.2.14
Rischio “staffetta”
Sondaggi, Matteo già col fiatone mentre il Pd rischia di affondare
di Tommaso Rodano

su spogli
La Stampa 27.2.14
Democratici spiazzati
“Sta venendo meno il senso di comunità”
di Francesca Schianchi

su spogli

La Stampa 27.2.14
Umiliati, offesi e folgorati
Si rimescolano le anime del Pd
L’avvento di Renzi ha cambiato la geografia all’interno del partito
di Mattia Feltri

su spogli

La Stampa 27.2.14
Il premier tenga in conto le alleanze tra antirenziani
di Marcello Sorgi

su spogli














Repubblica 27.2.14
Berlusconi insiste negli elogi verso il premier: “Di lui mi fido, rispetterà i patti e ha il gradimento della gente. Peccato non sia dei nostri”
“Matteo sta facendo fuori più comunisti di me”
di Carmelo Lopapa

su spogli
Corriere 27.2.14
Italicum, il premier avverte i suoi: rispettare i patti
di Marco Galluzzo

su spogli

l’Unità 27.2.14
I renziani accelerano sull’Italicum per essere pronti al voto
La prossima settimana la legge in aula, ma il vincolo con la riforma del Senato perde sempre più quota
di Claudia Fusani

su spogli

Corriere 27.2.14
Sul tavolo di Renzi il piano nomine
Dalle Poste a Eni e Enel:  quei 350 manager da nominare
Per la prima volta da 12 anni tocca a un governo di centrosinistra decidere i vertici delle aziende di Stato
Renzi punta a un rinnovamento profondo
di Sergio Rizzo

qui

ha incontrato i bambini, gli imprenditori, gli amministratori: gli operai...? meglio di no!
l’Unità 27.2.14
Primo giorno a scuola Renzi: ridurrò l’Irap
Salta il faccia a faccia con gli operai Electrolux

su spogli

il Fatto 27.2.14
Supercazzole
Figli di papà e interessi, guai da Pd
di Giorgio Meletti

su spogli

Corriere 27.2.14
I conti in tasca ai piani di Renzi
Troppe cifre senza reali riscontri
di Enrico Marro

qui

Corriere tv 25.2.14
Le promesse di Renzi? Sogni o Realtà?
Ecco quello che concretamente può realizzare il nuovo premier
di Roger Abravanel e Daniele Manca

qui









le opinioni su Renzi:
Corriere 27.2.14
Sartori: «È sveglio, ma si sgonfierà presto»

«È sveglio, veloce, ma in politica è un peso piuma». Il professor Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti di scienza della politica, ha giudicato l’ascesa di Matteo Renzi in un’intervista per la nuova trasmissione di Gad Lerner su laeffe, la tv della Feltrinelli. Secondo Sartori Renzi fa parte di quella tipologia di leader «che sa vincere, entusiasmare l’elettorato, ma sul resto poi si perde». Il politologo prevede che il nuovo presidente del Consiglio possa essere poco più che una «meteora»: «Si sgonfierà rapidamente — dice nell’intervista — e mi spiace» perché in questo periodo «l’Italia ha bisogno di qualcuno che sia bravo». Secondo il professore quello di Renzi non è decisionismo ma «velocismo». Ma — conclude — il nuovo premier promette provvedimenti a una velocità «che non potrà rispettare».
il Fatto 27.2.14
Barbara Spinelli
Matteo sta a Berlusconi come Berlusconi stava a Craxi

GIUSTIZIA, CONFLITTO DI INTERESSI, Europa: dopo anni di berlusconismo, queste sono in Italia le prove del nuovo. Non i modi di parlare, twittare. Renzi per ora le ha mancate. Ha accettato il veto su Gratteri guardasigilli, opposto dal Colle e da parte del Pd: non perché sia un magistrato, ma perché troppo antimafia e riformatore. Orlando è meglio: dal 2010 (intervista al Foglio), sposa le tesi della destra. Il conflitto d’interessi resta dov’era, non intralcio ma condizione d’ascesa politica: il ministro Guidi si dimette dalla Ducati, ma sarà benigna quando tratterà temi caldi come comunicazioni, Tv, eolico (“Abbiamo un ministro”, ha detto Berlusconi). L’Europa infine: Renzi dice che deve essere “una speranza, non un affare di virgole e percentuali”. Speranza è vuoto lirico, se non aggiungi qualcosa. Renzi fa accordi sottobanco col Cavaliere, e promette di esser l’uomo che mantiene il berlusconismo al potere senza Berlusconi. Come Berlusconi mantenne al potere il craxismo senza Craxi.

il Fatto 27.2.14
Sandra Bonsanti
Ho paura del legame con B. e della sua mancanza di lealtà

L’ASPETTO che più mi inquieta della politica di Matteo Renzi è la possibilità che la trasparenza tanto sbandierata nasconda qualcosa di oscuro, nella origine del suo potere e negli obiettivi della sua politica. Mi fa paura in un personaggio che in questo momento suscita tante speranze l’assenza di lealtà. Posso elencare alcuni perché a cui vorrei una risposta convincente: perché piace tanto a Berlusconi? Cosa si sono promessi negli incontri riservati? Quali i veri accordi sulla giustizia o sulla Costituzione? A Matteo Renzi piace il Potere: certo, ne aveva bisogno per rottamare i capi storici del suo partito, una operazione interessante. Ma c’è come un sovrappiù, qualcosa di troppo. Firenze è già commissariata. L’Italia è sul punto di esserlo, affascinata dall’uomo forte, giovane e abile con le parole, come lo fu Berlusconi. Un uomo per cui l’Italia non ha mai votato e che non ha alcuna fretta di andare alle elezioni. È troppo facile però conquistare l’anima di tanti italiani delusi dalla politica corrotta e tanto duro, dopo, raccontare dove ancora una volta si erano sbagliati.

il Fatto 27.2.14
Antonello Caporale
Se vince, perde il Palazzo Con lui il Pd non ha più senso

UN PARTITO ESISTE se esiste un destino comune. Conferendo a Matteo Renzi i poteri di commissario straordinario, il Pd perde ogni scopo perché il segretario-presidente assume su di sé l'onere di condurre tutti in un luogo imprecisato, a sua scelta. Sarà un viaggio senza ritorno. Ma lui è vincente, il Palazzo lo sconfitto. Del tutto naturale la ritrosia, la paura e la nascente ma tardiva opposizione che si costruirà anzitutto nel Pd per fermare quella che appare una deriva personalistica. A un Paese con la memoria precaria e senza voglia di un destino comune, la soluzione dell'uomo solo al comando è la più gradita perché agevola la proiezione fantastica di riversare sulle spalle di uno (l'unto del Signore?) ogni necessità, bisogno o soltanto sogno. Renzi è figlio legittimo dell'egemonia culturale berlusconiana che ha immerso l'Italia in uno stato di astenia. Non c’è sforzo collettivo, chiamata alla responsabilità dei singoli, durezza della prova. Prima era Silvio, adesso è Matteo che ci cambierà la vita.

il Fatto 27.2.14
Furio Colombo
Vuole fare tutto da solo, ma l’ambizione non basta

C’È DIFFERENZA fra ambizione e passione. L’ambizione riguarda una persona, la passione coinvolge un popolo. Il caso Matteo Renzi, anni 39, professione sindaco che diventa segretario di partito che diventa primo ministro che diventa (collocherete qui il seguito della sua futura carriera) è un caso da studio di ambizione. L’ambizione non è riprovevole. È una delle grandi spinte di civiltà. Esistono però due versioni, l’ambizione fredda (ti occupi solo di te stesso, persino se sei un chirurgo che tocca ogni giorno il confine vita-morte degli altri) o l’ambizione unita con la passione. Esempio: Abbado, il direttore d’orchestra, è apparso subito bravo, dunque ambizioso, ma c’era un altro fattore nella sua vita: la passione. Era la passione a portare la sua bravura dentro chi suonava e ascoltava con lui. La passione fredda accelera il passo anche se gli altri restano indietro, cambia strada all’improvviso perché vede la convenienza, afferra un ruolo nuovo perché lui ci riesce e tu puoi solo dire “che bravo!”. Renzi è ambizione fredda. Dice che lui farà molto per noi, se lo lasciamo lavorare, compreso andare ogni mercoledì nelle scuole, perché vuole vedere lui, di persona, come stanno le cose. Non possiamo fare niente per lui. Solo applaudire alla fine. Poco, per un Paese da salvare.

il Fatto 27.2.14
Mr. Bean o ultima spiaggia? La stampa estera sul premier

RENZI con la campanella del governo; accanto Mr. Bean con in mano le palle natalizie. È solo una delle undici immagini proposte dal quotidiano tedesco Tageszeitung in cui gli scatti del neo premier vengono giustapposte a quelle di Rowan Atkinson, il celebre attore britannico famoso per interpretare Mr. Bean. Ogni fotomontaggio è accompagnato da una salace didascalia. Nel commento alla foto si legge: “Guardate con quanta nonchalance mostra il proprio sentimento di superiorità”. La stampa tedesca non è l’unica voce critica nei confronti di Renzi. L’Independent si chiede se non sia stato un trionfo “dello stile sulla sostanza”, Le Nouvel Observateur parla di “Programma groviera di Matteo il sognatore”, mentre la Bbc vede una “montagna da scalare” per il nuovo premier e il Telegraph prevede che “Renzi è l’ultima spiaggia per l’Italia”.

Corriere 27.2.14
Ironie dei tedeschi, Renzi come Mr Bean

Anche i quotidiani tedeschi iniziano ad occuparsi di Renzi e del suo nuovo governo. La maggior parte degli articoli danno risalto soprattutto alla giovane età del nuovo premier e al governo composto per metà da donne. Scherza invece il quotidiano di Berlino, Die Tageszeitung, che, in una gallery, paragona Matteo Renzi a Mr Bean. Mimica e gesti del 39enne, scrive il giornale, parlano da sé, esattamente come il personaggio interpretato da Rowan Atkinson (Elmar Burchia)
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il Sole 27.2.14
Il linguaggio di Renzi
Stile didattico, molte figure retoriche
di Gianluca Giansante

Docente di Comunicazione politica alla Luiss
su spogli













l’Unità 27.2.14
Le purghe grilline ai tempi di Renzi
di Claudio Sardo

su spogli

l’Unità 27.2.14
La retorica del «voto no»
di Luigi Manconi

su spogli
l’Unità 27.2.14
Dissenso sì ma costruttivo
risponde Luigi Cancrini

psichiatra e psicoterapeuta
su spogli

l’Unità 27.2.14
La fiducia dopo il voto
di Gianfranco Pasquino

su spogli
La Stampa 27.2.14
Per le riforme servirebbe la costituente
di Giovanni Orsina

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il Fatto 27.2.14
Parla Il “sospetto”
Chi ha ucciso Letta nipote?
di Fabrizio d’Esposito

su spogli
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l’Unità 27.2.14
Cgil decide l’iter del voto ma Landini dissente
Via libera dal direttivo alla consultazione tra i lavoratori, la proposta approvata a larghissima maggioranza
Il leader della Fiom: convocherò il comitato centrale per decidere che cosa fare
di Massimo Franchi

su spogli
Repubblica 27.2.14
Il leader della Fiom contesta le regole della consultazione
Lite Camusso-Landini sul nodo rappresentanza

su spogli

il Fatto 27.2.14
Cgil sbatte la porta in faccia a Landini: la Fiom affila learmi
Il Direttivo del sindacato decite una consultazione che blinda l’accordo sulla rappresentanza
Le tute blu: “c’è una crisi democratica, noi non parteciperemo”
di Salvatore Cannavò

su spogli

l’Unità 27.2.14
Due lavoratori su tre aspettano il contratto
Otto milioni e mezzo di dipendenti con gli stipendi congelati: il top dal 2008
Industria: produzione in picchiata nell’ultimo biennio
di Felicia Masocco

su spogli












La Stampa 27.2.14
Segreto di Stato, un dubbio resta irrisolto
di Vladimiro Zagrebelsky

su spogli
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l’Unità 27.2.14
Decade il Salva Roma, Marino: «Non faccio l’ufficiale liquidatore»
di Jolanda Bufalini

su spogli
il Fatto 27.2.14
La grande corruzione Arrestato il vigile di Roma
Ik Gip: “L’ex comandante della Municipale inquinava l’attività del Comune e minacciavaAlemanno”
Accuse anche per l’ex Dg Rai Meocci
di Rita Di Giovacchino

su spogli
Repubblica 27.2.14
Il Partito democratico entra nel Pse e Renzi sarà vice
Assise a Roma per lanciare le europee
Ritocco al simbolo per le “ nozze” tra socialisti e democratici
di Goffredo De Marchis

su spogli

Repubblica 27.2.14
C’è un’Europa oltre Bruxelles scegliamola con il voto
di Ulrich Beck

su spogli
Corriere 27.2.14
Un altro spettro si aggira per l’Europa
La lotta di classe è ormai tra generazioni
di Mauro Maré

su spogli


l’Unità 27.2.14
Lo spettro della battaglia del gas tra Mosca e Kiev
Circa l’80% del gas russo diretto in Europa passa per l’Ucraina
La Russia ha congelato i prestiti ma Bruxelles ha pronti aiuti per 20 miliardi di euro
di Umberto De Giovannangeli

su spogli
La Stampa 27.2.14
Limonov: “In Crimea è guerra civile Andrò a difendere i nostri russi”
Lo scrittore recluta volontari e accusa Putin: leader debole, non farà nulla
intervista di Lucia Sgueglia

su spogli

Corriere 27.2.14
I ragazzi scomparsi della rivoluzione di Kiev
Sono 304 i «desaparecidos» ucraini rapiti, uccisi o solo irreperibili
La battaglia delle madri di Maidan
di Francesco Battistini

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l’Unità 27.2.14
Nube di smog assedia Pechino
Uno scienziato: «Presto l’agricoltura al collasso»
Calo di turisti stranieri alla Città Proibita
Da sei giorni la cappa dell’inquinamento sul Nord-Est. La Cina: «Non uscite di casa»
di Roberto Arduini

su spogli
La Stampa 27.2.14
Hong Kong, agguato al reporter  che ha sfidato i corrotti di Pechino
Accoltellato, è gravissimo. Era stato licenziato il mese scorso
di Ilaria Maria Sala

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La Stampa 26.2.14
“Ciò che Israele fa a Gaza e Ramallah equivale all’apartheid”
L’americano inviato speciale delle Nazioni Unite Richard Falk punta il dito contro il trattamento imposto dagli israeliani alla popolazione che vive nei Territori: “Una sistematica oppressione nei confronti dei palestinesi”
di Maurizio Molinari

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La Stampa 27.2.14
Immigrati, l’Ue punisce la Svizzera
Studenti fuori dal progetto Erasmus
La scelta dopo il il referendum sui frontalieri

Dal prossimo anno accademico gli allievi resteranno fuori dal programma di scambio
Penalizzati i ricercatori
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il Fatto 27.2.14
Il giornalista-scrittore Manlio Cancogni
Gli intellettuali italiani sono un branco di pecore
di Silvia Truzzi

su spogli




 




Corriere 27.2.14
L’ultima accusa di Romano Bilenchi
Siamo in una dittatura democratica
Fra delusione ed entusiasmo; la caduta del Muro e Gorbaciov
intervista di Corrado Stajano

su spogli

Corriere 27.2.14
Il libro nero della guerra civile
Pansa rilancia la «controverità»
Si tentò di fare dell’Italia una «Repubblica sovietica»
di Dario Fertilio

su spogli
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Repubblica 27.2.14
L’errore di Einstein
Trovato un manoscritto in cui il grande scienziato sosteneva una tesi poi smentita dal “Big bang”
“L’universo non si espande riuscirò a dimostrarlo”
di Marco Cattaneo

su spogli
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La Stampa 27.2.14
Azincourt 1415, scende in campo il futuro
Contro le preponderanti forze francesi, il re inglese Enrico V trionfa facendo leva sulla disperazione degli umili: finisce l’età aristocratica dei guerrieri, s’inizia quella dei soldati
di Antonio Scurati

su spogli
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La Stampa 27.2.14
Addio alla pittrice psicoanalista Edith Kramer
madre dell’arte-terapia

su spogli

il Fatto on line 27.2.14
Repubblica, nel 2013 rosso da 4,5 milioni. Crollano utili per L’Espresso: no dividendi
I profitti del gruppo editoriale sono crollati da 21,8 a 3,7 milioni, mentre il fatturato è sceso del 12,4% e anche il margine operativo lordo si è quasi dimezzato
Pesano le difficoltà nella raccolta pubblicitaria

qui
Corriere 27.2.14
L’Espresso, ricavi a 711 milioni e niente dividendo

Per il 2014 «segnali incerti dalla pubblicità»
su spogli
 con la collaborazione di Susanne Portmann

mercoledì 26 febbraio 2014

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Repubblica 26.2.14
Gli invisibili dell’Europa
di Barbara Spinelli

su spogli

oggi il nuovo intervento di Gravagnuolo sul dibattito su Destra e sinistra e Norberto Bobbio:
l’Unità 26.2.14
Bobbio: il rischio di confonderlo con Gaber
di Bruno Gravagnuolo

su spogli
I precedenti di questo dibattito, ieri e prima:
la reazione renziana all'articolo di Gravagnuolo di lunedì, e le idee chiare di Nadia Urbinati:
l’Unità 25.2.14
Destra e sinistra, il Pd vada oltre la lezione di Bobbio
di Marco Raccagna
su spogli
Repubblica 25.2.14
Se Renzi rilegge Bobbio
di Nadia Urbinati
Vent’anni dopo l’uscita di Destra e sinistra di Norberto Bobbio, l’editore Donzelli ripubblica una nuova edizione con una introduzione di Massimo L. Salvadori e due commenti, uno di Daniel Cohn-Bendit e uno di Matteo Renzi. Un’edizione ritagliata perfettamente sui tempi della politica: la nascita del primo governo Renzi e le imminenti elezioni per il Parlamento europeo. Un’edizione che, inoltre, ci offre l’opportunità di conoscere meglio il nuovo Presidente del consiglio e segretario del Pd, di comprendere le sue coordinate ideali e culturali, le sue aspirazioni politiche. Questo suo intervento è a tutti gli effetti un Manifesto del partito democratico come egli lo vuole. Sono due i paradigmi centrali che fanno da architrave della sinistra renziana: la revisione a trecentosessanta gradi della filosofia dell’eguaglianza sulla quale Bobbio aveva costruito la dicotomia e, in conseguenza di ciò, la ridefinizione della coppia destra/ sinistra.
La revisione di Renzi è molto decisa e tranchant, agilissima e dotata di potenti forbici che tagliano via complessità ostiche e qualche secolo e diversi decenni di storia sociale. Va tuttavia valutata non per il rigore della ricostruzione storica, ma per il messaggio che propone. Destra e sinistra, scrive Renzi, non sono più coincidenti con la libertà individualista in un caso e la libertà che riposa su premesse di eguaglianza nell’altro. Questa dicotomia bobbiana, spiega, apparteneva a un mondo in cui le menti e le idee si situavano in blocchi e classi. Oggi c’è più complessità e quelle due grandi idee, messe in quella relazione, non servono a orientarci né nel giudizio né nella scelta. Sembra quasi che il liberismo stesso come ideologia appartenga a un tempo passato, che sia stato il marchio degli anni di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan; un residuo (come anche il suo nemico principale, il comunismo) del tempo in cui Bobbio formulò la diade destra/sinistra. Oggi il liberismo è nelle cose, non più solo un’ideologia. La nuova sinistra deve partire di qui, da quel che c’è per andare avanti: e quel che c’è è appunto il lascito liberista dal quale non si può prescindere. Ecco perché la dicotomia di Bobbio èpassé.
Il lascito non è fatto di classi o di “blocchi” ma di individui distribuiti sulla scala sociale. Renzi usa due immagini: quella spaziale di alto/basso e quella temporale di avanzamento/stagnazione. Gli attori della prima immagine sono gli “ultimi” e i primi; quelli della seconda sono individui liberi da lacci e ambiziosi lottatori per vincere la gara della vita. La diade di cui la nuova sinistra sembra aver bisogno è più marcatamente liberale di quella bobbiana e attenuata dalla solidarietà morale cristiana. Si ripropongono in questo manifesto le distinzioni, radicate nella cultura politica italiana, tra due modi di leggere la società e quindi la distinzione destra/sinistra. In un caso la distinzione parte dai principi dell’89: eguale libertà nei diritti di individui-cittadini che, diversi per culture e scelte di vita e diseguali nelle condizioni sociali, cercano attraverso lo stato e la politica (la democrazia) di creare condizioni istituzionali, civili e sociali affinché la loro diversità non si traduca in diseguaglianza di potere. Nell’altro caso, invece, la distinzione parte da premesse che si propongono come correttive della tradizione settecentesca: gli “ultimi”, una categoria che non appartiene né alla sinistra né alla politica, ed é morale ed evangelica, hanno bisogno di essere spinti in alto. Gli “ultimi” non sono come gli “umili” manzoniani, però, perché individua-listi che vogliono sbloccare le relazioni e farsi strada nel mondo. In questa lotta la sinistra ha un compito solo: quello di non perdere il “contatto con gli “ultimi”. E per farlo deve sostituire le teorie tradizionalmente sue (anche quella liberalsocialista e quelle legate agli “anni sessanta e settanta”) per abbracciare “la lingua della solidarietà” della chiesa di papa Francesco. La solidarietà giunge quando gli individui cadono. Qui sta la sinistra, più che a preparare le condizioni affinché la loro lotta sia condotta su un piede di parità e il merito sia meritato.
Anche un liberalsocialista accetta l’individualismo dell’intraprendenza e anche la rivoluzione dell’89 era nata per dare alla persona singola il potere di fare responsabilmente la sua strada. Però, nonostante questa similitudine, le soluzioni restano diverse: poiché in un caso, le forze su cui contare sono politiche e sociali, nell’altro caso sono morali e soggettive, come per esempio “l’ambizione”. Renzi inserisce qui la prospettiva del merito. È una prospettiva di riuscita che non fa centro sull’eguaglianza delle opportunità ma su una base di energia personale in una lotta quasi darwiniana per salire su, per non essere “ultimi”, per vincere. Herbert Spencer e il vangelo tornano a fare coppia, come successe ancora in passato, per esempio a fine Ottocento, quando cominciò la costruzione della società che ha partorito quella in cui ci troviamo oggi.
In questo scenario dove le categorie interpretative sono morali piuttosto che sociali, l’eguaglianza sembra obsoleta — e non serve neppure per comprendere i nuovi movimenti xenofobi e populisti, scrive Renzi. Eppure, questi movimenti sono il frutto di una lettura identitaria dell’eguaglianza, sono anzi la miglior prova di quanto bisogno ci sia di tenere insieme eguaglianza e libertà, stato sociale e diritti individuali. In questa cornice, anche il merito trova la sua giusta collocazione, perché se dissociato dall’eguaglianza delle opportunità (che il mercato non crea spontaneamente) esso diventa un passaporto per l’affermazione di chi si trova già in condizioni di vantaggio. Renzi si richiama ai democratici americani, i quali non potrebbero proprio distinguersi dai repubblicani se non mettessero a loro fondamento non solo la Costituzione ma prima ancora la Dichiarazione di Indipendenza, una dichiarazione di eguaglianza nella libertà. Liberalsocialisti come Bobbio e Amartya Sen, che Renzi menziona, non avrebbero dubbi a trovare qui le sorgenti non rinsecchite di una società democratica giusta. Ecco perché per un democratico senza l’accoppiamento con l’eguaglianza, il merito (e la stessa libertà) non è una condizione di giustizia; mentre per un liberale il merito come riuscita individuale senz’altra considerazione lo è. Ancora qui passa oggi la differenza tra destra e sinistra, tra Sen e Bobbio da un lato e Hayeke Nozick dall’altro.
lunedì scorso "Segnalazioni":
l’Unità 24.2.14
La sinistra secondo Matteo
Ma Bobbio aveva già risposto a Renzi
di Bruno Gravagnuolo

su spogli
Repubblica 24.2.14
Anticipiamo la postfazione di Cohn-Bendit alla riedizione di un testo che si è rivelato fondamentale
Mentre crescono nel mondo le lotte per i diritti democratici in Occidente la politica è in crisi
Bobbio vent’anni dopo
Cosa rimane oggi di Destra e Sinistra?
di Daniel Cohn-Bendit

su spogli

domenica 23:
Repubblica 23.2.14
Il documento
“Innovazione e uguaglianza la mia idea di destra e sinistra nell’Europa della crisi”
Il manifesto di Renzi: “ La lezione di Bobbio è viva”
di Matteo Renzi

su spogli alla data di ieri

Altritaliani.net 19.1.13
Destra e sinistra: “la famigerata distinzione” di Bobbio esiste ancora.
di Noemi Ghetti

qui

Left 12.3.10
Quella irriducibile differenza
In occasione del centenario della nascita, esce la nuova edizione del celebre saggio di Norberto Bobbio Destra e sinistra che offre, a sedici anni dalla prima edizione, suggestioni di forte attualità
di Noemi Ghetti

qui
l’Unità 26.2.14
Civati: «Se fossi stato nel gruppo misto avrei votato no»
di Osvaldo Sabato

su spogli
Corriere 26.2.14
E Civati ha già pronto il simbolo Ncs, Nuovo centrosinistra
di Maria Teresa Meli

(...) Qualche problema anche dal Pd. Infatti, mentre la minoranza interna si sta acconciando in qualche modo a un compromesso, tant’è vero che si parla della possibilità di eleggere Pier Luigi Bersani alla presidenza del partito e di utilizzare il dialogante Roberto Speranza in versione anti Stefano Fassina, Pippo Civati ha già pronto il simbolo del Nuovo centrosinistra: è simile a quello del Ncd. Solo che i caratteri sono scritti in rosso e, ovviamente, la sigla è Ncs. Civati lo ha pronto. Non sa ancora se lo userà ma sta lì bello stampato e lo fa vedere sia ai colleghi di Sel che ai grillini dissidenti.

l’Unità 26.2.14
La frustata di Fassina. Ma la sinistra è divisa
L’ex viceministro: «No a deleghe in bianco»
Ma Orfini apre: «Governo pienamente legittimo e politico nel senso più pieno»
Bersaniani critici con le ultime mosse di Cuperlo
di Maria Zegarelli

su spogli

il Fatto 26.2.14
Abbraccio Letta-Bersani Il Pd è pronto alla guerra
L’ex segretario del partito ritorna in aula dopo la malattia: “sono qui per Enrico,” chiarisce e sul Primo ministro: “non è umile. Va aiutato”
di Carlo Tecce

su spogli

Corriere 26.2.14
Il ritorno dell’ex leader carica la minoranza: è solo un libro dei sogni
Tanti i dubbi. Epifani: dove trova i soldi? I sì con «riserva» di Fassina e dei civatiani
di M. Gu.

su spogli

Repubblica 26.2.14
Il Partito democratico
“La scissione non ci sarà ma una ferita c’è stata a sinistra serve un’anima”
Cuperlo: non basta arrivare al governo
di Alessandro Longo

su spogli
Corriere 26.2.14
Governo Renzi
L’ambasciatore degli Stati Uniti: faremo di tutto per sostenerlo
di M.Antonietta Calabrò

su spogli
Corriere 26.2.14
Un governo del premier che sprona le Camere con le urne sullo sfondo
di Massimo Franco

su spogli

Corriere 26.2.14
I propri interessi come ideologia
di Ernesto Galli della Loggia

su spogli

Corriere 26.2.14
Gotor: sul governo la manina di Berlusconi e le impronte del conflitto di interessi
«Bisogna denunciare l’anomalia del ministro Guidi»
di Monica Guerzoni

su spogli

Repubblica 26.2.14
L’intervista “Berlusconi mi ha telefonato e non vi dico per chi ho votato”
Il ministro Guidi: nessun conflitto, Ducati vende a Stato e privati
di Roberto Mania


su spogli

il Fatto 26.2.14
Guidi, ministro di Renzi o del Cavaliere?
di Loris Mazzetti

su spogli
il Fatto 26.2.14
Ma che stai addì?
La lingua vuota del Rottamatore
di Franco Arminio

su spogli
il Fatto 26.2.14
Piovono pietre
La guerra tra renzini e grillini: c’è sempre chi sta peggio
di Alessandro Robecchi

su spogli

il Fatto 26.2.14
La sfida
Maggioranze friabili, il rischio di Matteo
di Wanda Marra

su spogli

Repubblica 26.2.14
Dal Berlusconi galante a Renzi quando la politica si fa coi pizzini
Il premier scrive bigliettini al 5Stelle:“ Ma voi fate sempre così?”
di Filippo Ceccarelli

su spogli
Repubblica 26.2.14
Il governo senza portafoglio
di Tito Boeri

su spogli
La Stampa 26.2.14
Renzi promette dieci miliardi di tasse in meno sul lavoro
Ma senza tagli l’Ue dirà no
di Alessandro Barbera

qui

il Fatto 26.2.14
Bocciato in economia, Il dilettante allo sbaraglio
Renzi, turista a Montecitorio
Il Presidente del Consiglio è più cauto coi deputati ma resta ancora vago sul programma
di Fabrizio d’Esposito

su spogli

Il Sole 26.2.14
Il battesimo del mercato
di Isabella Bufacchi

su spogli

Corriere 26.2.14
Renzi, ovvero la rivoluzione della forma
di Aldo Grasso

su spogli
il Fatto 26.2.14
Susanna Camusso
La Cgil si fa in quattro, la conta su Landini riapre il congresso
di Salvatore Cannavò

su spogli

Repubblica 26.2.14
Utero in affitto, primo sì del tribunale “Non è reato se il bimbo nasce all’estero”
Milano, assolta la coppia che si era rivolta a un centro in Ucraina
di Emilio Randacio


su spogli
La Stampa TuttoScienze 26.2.14
Tre genitori per un figlio sano
“È eugenetica”. “No, è terapia”
Si discute negli Usa se legalizzare la manipolazione del Dna mitocondriale
di Paolo Mastrolilli

su spogli
Repubblica 26.2.14
Gad Lerner: “Dalla piazza al web ecco l’informazione del futuro”
Stasera “Fischia il vento” su “ laEffe” e Repubblica.it
di Carlo Brambilla

su spogli

Repubblica 26.2.14
Opera di Roma, sciopero confermato e i sindacati “ribelli” attaccano: “C’è una manovra contro Muti”
Il teatro: “La trattativa è stata abbandonata da loro”
di Anna Bandettini

su spogli

l’Unità 26.2.14
La sinistra e l’Europa
di Massimo d’Alema

su spogli

La Stampa 26.2.14
L’accusa del’Onu a Israele
“Ciò che Israele fa a Gaza e Ramallah equivale all’apartheid”
L’americano inviato speciale delle Nazioni Unite Richard Falk punta il dito contro il trattamento imposto dagli israeliani alla popolazione che vive nei Territori: “Una sistematica oppressione nei confronti dei palestinesi”
di Maurizio Molinari

qui
Repubblica 26.2.14
Gerusalemme
“Sovranità d’Israele sulla Spianata delle moschee”
Esplodono gli scontri tra palestinesi e polizia: feriti

su spogli

La Stampa 26.2.14
Natalie Portman “Com’è difficile girare il mio film a Gerusalemme”
Esordio da regista con la vita di Amos Oz, ma sale la protesta degli ortodossi
Per Natalie Portman primo film da regista
di Maurizio Molinari

qui
l’Unità 26.2.14
Blindati russi a Sebastopoli presto un nuovo governo
L’ex pasionaria per ora fa un passo indietro, l’ultra destra presenta il conto della sua forza in piazza E un ex pugile è già in corsa per la presidenza
di Marco Mongiello

su spogli
l’Unità 26.2.14
Piazza Maidan diffida dei vecchi politici, gelo per Yulia
di Umberto De Giovannangeli

su spogli

il Fatto 26.2.14
La parte orientale
Karkov aspetta i soldati russi “Ci difenderanno dai fascisti”
di Carlo Antonio Biscotto

su spogli

Repubblica 26.2.14
Il Parlamento sotto scacco della piazza, la lotta senza fine tra i due poteri di Kiev
Rinviata la formazione del governo. “L’Aja processi Yanukovich”
di Bernardo Valli

su spogli

Repubblica 26.2.14
Sebastopoli
Tra i ribelli della roccaforte filo-russa “Siamo pronti a riprenderci l’Ucraina”
Arrivano i blindati di Mosca. E la Crimea sogna la secessione
di Nicola Lombardozzi

su spogli

La Stampa TuttoScienze 26.2.14
Ieri come oggi
Bulgakov narra la rivolta di Kiev
La direttrice del museo dedicato allo scrittore: “Nel romanzoLa guardia bianca, sulla guerra civile del 1918, troviamo le stesse dinamiche di adesso”
di Anna Zafesova

su spogli

Repubblica 26.2.14
Le piazze di Kiev e di Caracas
di Moisés Naìm

su spogli
La Stampa 26.2.14
Pechino, la passeggiata del presidente
“Compagno Xi, metta la mascherina”
di Ilaria Maria Sala

qui
Corriere 26.2.14
Smog da coprifuoco
Mascherine di protesta sulle statue cinesi
Ma il presidente Xi passeggia in centro
di Guido Santevecchi

su spogli
Corriere 26.2.14
L’eccesso di notizie semina ignoranza
di Claudio Magris

su spogli

Repubblica 26.2.14
Ritratto dell’editore mentre esce la sua raccolta di saggi dedicati alla letteratura italiana tra Settecento e Ottocento
L’altro Giulio
C’era una volta Bollati l’uomo che non era Einaudi
di Alberto Asor Rosa

su spogli

la Repubblica 26.2.14
Lingua Madre
Se i ragazzi italiani non sanno l’italiano. Secondo l’indagine Pisa, sono uno su cinque
Luca Serianni: “Drammatico divario Nord - Sud”
di Simonetta Fiori

su spogli

Repubblica 26.2.14
Il futuro dell’umanità in quindici modelli
Dalla Cina al Brasile, l’atlante del sociologo De Masi in “Mappa Mundi”
di Giovanni Valentini

su spogli

Corriere 26.2.14
Accettare i propri errori è il segreto della mente di chi prevede il futuro
Due persone su cento hanno super attitudini
di Massimo Piattelli Palmarini

su spogli

La Stampa 26.2.14
Nei laboratori sotterranei s’intreccia la grande caccia alla “Dark matter”
La ricerca della “materia oscura” è il nuovo orizzonte della fisicam delle particelle elementari. Riunito a La Thuile il gotha di studiosi provenienti da istituti scientifici di tutto il mondo
di Francesca Soro

qui

La Stampa TuttoScienze 26.2.14
La Storia è tutta dentro di noi
di Gabriele Beccaria

su spogli

La Stampa TuttoScienze 26.2.14
La biblioteca di Alessandria uccisa dai tagli alla cultura
L’Egitto di età romana come l’Italia d’oggi: secondo una storica americana non fu l’incendio a distruggere la più ricca raccolta di libri dell’antichità ma la decisione dell’imperatore Marco Aurelio di sospendere i finanziamenti
di Vittorio Sabadin

su spogli

il manifesto 26.2.14
Saggi. «Derive. Piccolo mosaico del disumano» di Murard Yovanocitch
La «ferocia dell’accoglienza italiana
di Alessandro Dal Lago

nelle edicole


 con la collaborazione di Susanne Portmann

martedì 25 febbraio 2014

QUESTO POMERIGGIO ALLE 16.45
All'INTERNO DI TIGGÌ GULP, SU RAI GULP
sul canale 42 del DTT
e su Internet qui
SARÀ TRASMESSO UN SEVIZIO SU "GILGAMESH"
L'ASINO D'ORO EDIZIONI
CON LA PARTECIPAZIONE DELLE AUTRICI DEL VOLUME
E DI MATTEO FAGO
Giovanni Senatore, Ufficio Stampa L'Asino d'oro

 

Sbadigli e contorsioni, poi  la stretta di mano a Verdini

Uno slide show IMPERDIBILE, qui




















lo ammirano, provati, in tribuna, la moglie Agnese e il "socio" amerikano Carrai
Povera donna...!
Corriere 25.2.14
La moglie Agnese in tribuna: lui è lo stesso dentro e fuori casa

La moglie del presidente del Consiglio, Agnese Landini, ha assistito al discorso della fiducia dalla tribuna di Palazzo Madama, seduta accanto a Marco Carrai (foto Ansa), uno degli uomini più vicini a Matteo Renzi. E quando il premier ha incassato l’applauso finale la first lady ha lasciato il secondo piano del Senato inseguita dai giornalisti. «Non vorrei commentare, perché a volte basta una parola...». Ha apprezzato che abbia parlato a braccio per oltre un’ora? «Matteo non ha mai letto un discorso in vita sua e non comincerà ora». Tra i senatori e i commentatori si è molto discusso, ieri, del fatto che il capo del governo non si sia affidato a un testo scritto. Eppure la signora Agnese è convinta che il marito abbia fatto la scelta giusta: «Le persone non cambiano, sono le stesse sempre, dentro e fuori casa». 

Sul Corsera, e sull'Unità di oggi:





















la reazione renziana all'articolo di Gravagnuolo di ieri, e le idee chiare di Nadia Urbinati:
l’Unità 25.2.14
Destra e sinistra, il Pd vada oltre la lezione di Bobbio
di Marco Raccagna
su spogli
Repubblica 25.2.14
Se Renzi rilegge Bobbio
di Nadia Urbinati
Vent’anni dopo l’uscita di Destra e sinistra di Norberto Bobbio, l’editore Donzelli ripubblica una nuova edizione con una introduzione di Massimo L. Salvadori e due commenti, uno di Daniel Cohn-Bendit e uno di Matteo Renzi. Un’edizione ritagliata perfettamente sui tempi della politica: la nascita del primo governo Renzi e le imminenti elezioni per il Parlamento europeo. Un’edizione che, inoltre, ci offre l’opportunità di conoscere meglio il nuovo Presidente del consiglio e segretario del Pd, di comprendere le sue coordinate ideali e culturali, le sue aspirazioni politiche. Questo suo intervento è a tutti gli effetti un Manifesto del partito democratico come egli lo vuole. Sono due i paradigmi centrali che fanno da architrave della sinistra renziana: la revisione a trecentosessanta gradi della filosofia dell’eguaglianza sulla quale Bobbio aveva costruito la dicotomia e, in conseguenza di ciò, la ridefinizione della coppia destra/ sinistra.
La revisione di Renzi è molto decisa e tranchant, agilissima e dotata di potenti forbici che tagliano via complessità ostiche e qualche secolo e diversi decenni di storia sociale. Va tuttavia valutata non per il rigore della ricostruzione storica, ma per il messaggio che propone. Destra e sinistra, scrive Renzi, non sono più coincidenti con la libertà individualista in un caso e la libertà che riposa su premesse di eguaglianza nell’altro. Questa dicotomia bobbiana, spiega, apparteneva a un mondo in cui le menti e le idee si situavano in blocchi e classi. Oggi c’è più complessità e quelle due grandi idee, messe in quella relazione, non servono a orientarci né nel giudizio né nella scelta. Sembra quasi che il liberismo stesso come ideologia appartenga a un tempo passato, che sia stato il marchio degli anni di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan; un residuo (come anche il suo nemico principale, il comunismo) del tempo in cui Bobbio formulò la diade destra/sinistra. Oggi il liberismo è nelle cose, non più solo un’ideologia. La nuova sinistra deve partire di qui, da quel che c’è per andare avanti: e quel che c’è è appunto il lascito liberista dal quale non si può prescindere. Ecco perché la dicotomia di Bobbio èpassé.
Il lascito non è fatto di classi o di “blocchi” ma di individui distribuiti sulla scala sociale. Renzi usa due immagini: quella spaziale di alto/basso e quella temporale di avanzamento/stagnazione. Gli attori della prima immagine sono gli “ultimi” e i primi; quelli della seconda sono individui liberi da lacci e ambiziosi lottatori per vincere la gara della vita. La diade di cui la nuova sinistra sembra aver bisogno è più marcatamente liberale di quella bobbiana e attenuata dalla solidarietà morale cristiana. Si ripropongono in questo manifesto le distinzioni, radicate nella cultura politica italiana, tra due modi di leggere la società e quindi la distinzione destra/sinistra. In un caso la distinzione parte dai principi dell’89: eguale libertà nei diritti di individui-cittadini che, diversi per culture e scelte di vita e diseguali nelle condizioni sociali, cercano attraverso lo stato e la politica (la democrazia) di creare condizioni istituzionali, civili e sociali affinché la loro diversità non si traduca in diseguaglianza di potere. Nell’altro caso, invece, la distinzione parte da premesse che si propongono come correttive della tradizione settecentesca: gli “ultimi”, una categoria che non appartiene né alla sinistra né alla politica, ed é morale ed evangelica, hanno bisogno di essere spinti in alto. Gli “ultimi” non sono come gli “umili” manzoniani, però, perché individua-listi che vogliono sbloccare le relazioni e farsi strada nel mondo. In questa lotta la sinistra ha un compito solo: quello di non perdere il “contatto con gli “ultimi”. E per farlo deve sostituire le teorie tradizionalmente sue (anche quella liberalsocialista e quelle legate agli “anni sessanta e settanta”) per abbracciare “la lingua della solidarietà” della chiesa di papa Francesco. La solidarietà giunge quando gli individui cadono. Qui sta la sinistra, più che a preparare le condizioni affinché la loro lotta sia condotta su un piede di parità e il merito sia meritato.
Anche un liberalsocialista accetta l’individualismo dell’intraprendenza e anche la rivoluzione dell’89 era nata per dare alla persona singola il potere di fare responsabilmente la sua strada. Però, nonostante questa similitudine, le soluzioni restano diverse: poiché in un caso, le forze su cui contare sono politiche e sociali, nell’altro caso sono morali e soggettive, come per esempio “l’ambizione”. Renzi inserisce qui la prospettiva del merito. È una prospettiva di riuscita che non fa centro sull’eguaglianza delle opportunità ma su una base di energia personale in una lotta quasi darwiniana per salire su, per non essere “ultimi”, per vincere. Herbert Spencer e il vangelo tornano a fare coppia, come successe ancora in passato, per esempio a fine Ottocento, quando cominciò la costruzione della società che ha partorito quella in cui ci troviamo oggi.
In questo scenario dove le categorie interpretative sono morali piuttosto che sociali, l’eguaglianza sembra obsoleta — e non serve neppure per comprendere i nuovi movimenti xenofobi e populisti, scrive Renzi. Eppure, questi movimenti sono il frutto di una lettura identitaria dell’eguaglianza, sono anzi la miglior prova di quanto bisogno ci sia di tenere insieme eguaglianza e libertà, stato sociale e diritti individuali. In questa cornice, anche il merito trova la sua giusta collocazione, perché se dissociato dall’eguaglianza delle opportunità (che il mercato non crea spontaneamente) esso diventa un passaporto per l’affermazione di chi si trova già in condizioni di vantaggio. Renzi si richiama ai democratici americani, i quali non potrebbero proprio distinguersi dai repubblicani se non mettessero a loro fondamento non solo la Costituzione ma prima ancora la Dichiarazione di Indipendenza, una dichiarazione di eguaglianza nella libertà. Liberalsocialisti come Bobbio e Amartya Sen, che Renzi menziona, non avrebbero dubbi a trovare qui le sorgenti non rinsecchite di una società democratica giusta. Ecco perché per un democratico senza l’accoppiamento con l’eguaglianza, il merito (e la stessa libertà) non è una condizione di giustizia; mentre per un liberale il merito come riuscita individuale senz’altra considerazione lo è. Ancora qui passa oggi la differenza tra destra e sinistra, tra Sen e Bobbio da un lato e Hayeke Nozick dall’altro.
ieri su "Segnalazioni":
l’Unità 24.2.14
La sinistra secondo Matteo
Ma Bobbio aveva già risposto a Renzi
di Bruno Gravagnuolo

su spogli
Repubblica 24.2.14
Anticipiamo la postfazione di Cohn-Bendit alla riedizione di un testo che si è rivelato fondamentale
Mentre crescono nel mondo le lotte per i diritti democratici in Occidente la politica è in crisi
Bobbio vent’anni dopo
Cosa rimane oggi di Destra e Sinistra?
di Daniel Cohn-Bendit

su spogli

domenica 23:
Repubblica 23.2.14
Il documento
“Innovazione e uguaglianza la mia idea di destra e sinistra nell’Europa della crisi”
Il manifesto di Renzi: “ La lezione di Bobbio è viva”
di Matteo Renzi

su spogli alla data di ieri

Altritaliani.net 19.1.13
Destra e sinistra: “la famigerata distinzione” di Bobbio esiste ancora.
di Noemi Ghetti

qui

Left 12.3.10
Quella irriducibile differenza
In occasione del centenario della nascita, esce la nuova edizione del celebre saggio di Norberto Bobbio Destra e sinistra che offre, a sedici anni dalla prima edizione, suggestioni di forte attualità
di Noemi Ghetti

qui
l’Unità 25.2.14
Ius soli
L’Arci: via la Kyenge e il ministero, brutto segno
 su spogli
il Fatto 25.2.14
Il governo Renzi e il potere di tradire
di Barbara Spinelli
su spogli
Repubblica 25.2.14
Il Cavaliere plaude al discorso di Renzi “Ha fatto come me, ha parlato all’Italia”
Nessun timore reverenziale verso l’aula”. E Verdini rassicura i colleghi: il patto sull’Italicum tiene
di Carmelo Lopapa
su spogli
l’Unità 25.2.14
Lucia Annunziata: «Discorso deludente certo non da premier»
«Ha detto cose senza capo né coda. Roba da kamikaze per uno che si presenta senza neanche essere stato eletto»
di Alessandra Rubenni
su spogli

il Fatto 25.2.14
Profumo elettorale
di Antonio Padellaro
su spogli

il Fatto 25.2.14
Renzi mini-Caimano al Senato
Il premier incaricato annuncia all'Aula, a cui chiede la fiducia, cge la farà fuori poi
di Fabrizio d’Esposito
su spogli




















l’Unità 25.2.14
Lo stil novo di Renzi e i nodi irrisolti
di Claudio Sardo
su spogli
l’Unità 25.2.14
Parlare al Senato perché l’Italia capisca
di Michele Ciliberto
su spogli
il Fatto 25.2.14
Appello al premier
Renzi lasci la società di famiglia e il trucco per la doppia pensione
Assunto da mamma. Nel 2003 il giovane scout diventò dipendente della società di famiglia
di Marco Lillo
su spogli

il Fatto 25.2.14
Lecca Renzi
La frugale pasta al burro che piace ad Agnese
AL TEMPO di Mario Monti le parole d’ordine erano “loden” e “sobrietà”. La rottamazione le ha spazzate via. Ieri Repubblica ne ha scolpita una nuova nei cuori democratici: “Frugale ”. È lo stile Renzi, o almeno del pranzo a casa Renzi: “Abbiamo mangiato pasta al burro e petto di pollo, il pranzo più semplice al mondo”. Parola di Agnese, “insegnante precaria” e “first lady suo malgrado”, precisa il quotidiano. È il racconto della prima domenica da premier del giovane Matteo. Il lettore, per un’esperienza più appagante, dovrebbe leggere quella cronaca ad alta voce, imitando il tono dei cinegiornali dell’Istituto Luce. Quelli che ci narravano con tono memorabile le grandi gesta del Duce “trebbiatore”, “nuotatore ” o “gladiatore della parola”. C’è tutto, minuto per minuto: “Jeans e maglioncino viola lui, jeans e giacca rosa cipria lei”. Eppure la stessa Agnese li aveva ammoniti: “Ma cos’avrete da scrivere così tanto?”. Messaggio non recepito. L’elogio del Sindaco d’Italia prosegue su La Stampa: “Coraggio. È la virtù autobiografica del giovane premier”. Uno che “appunta i suoi pensieri in un quadernetto rosa”. Lo “stile Luce” contagia le didascalie: “Come d’abitudine, Renzi si è fermato a chiacchierare con le persone per strada”.




ministri...
il Fatto 25.2.14
Boschi, il ministro che fu Madonna
Sandra Amurri
La notizia se fosse vera sarebbe da Premio Pulitzer : “Gesù è stato in braccio a un ministro ma lo ha scoperto solo ieri... quando tutta Laterina parlava di quella sera nella quale Maria Elena Boschi faceva la Madonna nel presepe vivente del paese”. A pubblicarla è La Nazione. Non sappiamo, invece, se Obama nella telefonata a Renzi abbia assicurato il suo personale interessamento presso la Columbia University di New York affinché il premio abbia la priorità. E chi mai avrebbe potuto immaginare, se non lo avesse svelato La Nazione, che la Boschi si è “presentata al Quirinale, dove è stata chiamata prima tra i ministri a firmare l’impegno di servire la Repubblica vestita d’azzurro” perchè era “lo stesso colore del mantello della Madonna -alias Ministra per le Riforme”? Chissà se Renzi affiderà a lei la preghiera affinché le pecorelle grilline smarrite ritrovino l’ovile Pd. Visto che, sempre secondo quanto racconta la signora Rita Gennai seduta al bar a La Nazione, Maria Elena che “ha fatto catechismo a mio figlio Federico, ha uno stile particolare, dove va lascia il segno”. Il miracolo in pochi istanti ha spopolato sulla rete. I commenti più esilaranti: Santissima Maria Elena prega per noi”. “Presepe degno di un Governo della Madonna: Renzi il Messia, Berlusconi San Giuseppe, Civati l’asino, Verdini il bue, Franceschini e Alfano i due Re Magi”. Peccato che manchi la stella cometa.
il Fatto 25.2.14
Franceschini alla Cultura sulle orme di De Michelis
di Tomaso Montanari
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il Fatto 25.2.14
La carica dei ministri chiacchieroni
Il premier aveva detto: "Niente dichiarazioni prima della fiducia"
Ma vince la voglia di visibilità
di Salvatore Cannavò
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l’Unità 25.2.14
Guidi, tutti gli interessi tra l’azienda e lo Stato
La società di famiglia della ministra per lo Sviluppo economico ha commesse con Posteitaliane, gruppo Fs, ditte di trasporti pubblici di diverse città
di Andrea Bonzi
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il Fatto 25.2.14
Debiti di stato, fisco e scuole, 100 miliardi di promesse
Riciclato il programma economico di Letta con pochi numeri precisi
Dietro gli annunci si prepara un taglio del costo de lavoo da 8 miliardi
di Stefano Feltri
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il Fatto 25.2.14
Wall Street Journal Chris Emdsen
Soltanto la solita vaga agenda
di Alessio Schiesari
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Corriere 25.2.14
Istruzione
Torna il bonus maturità. Il neoministro: è più giusto
Giannini: ogni scuola selezioni i suoi professori
di Valentina Santarpia
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Repubblica 25.2.14
Scuola, primo no dei prof alla Giannini “Gli scatti di anzianità non si toccano”
I sindacati contro il ministro: prima pensi ad alzare gli stipendi
di Corrado Zunino
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il Fatto 25.2.14
Palazzo Madama contro l’alieno “Ma come si permette questo?”
di Wanda Marra
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il Fatto 25.2.14
La minoranza Dem rivuole il partito “Nuova segreteria”
I cuperliani premono: "Non siamo un comitato del premier"
Denunce di brogli nelle primarie a Bari
di Luca De Carolis
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La Stampa 25.2.14
Si allarga il fronte dei sì “con il naso turato”
I più dubbiosi sono civatiani, lettiani e bersaniani del Pd. Ma anche i centristi non risparmiano critiche
di Francesca Schianchi
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La Stampa 25.2.14
Legge elettorale, parte del Pd prepara l’alternativa all’Italicum
Proposta per alzare la soglia per il premio al 40% e addio alle liste bloccate
di Amedeo La Mattina
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Corriere 25.2.14
Le maggioranze variabili del leader
Ma la vera insidia oggi è nel suo Pd Il premier e le possibili convergenze con FI o Sel
I malumori dei bersaniani
di Maria Teresa Meli
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Repubblica 25.2.14
I dubbi del Pd sul premier “Renzi ha un peccato originale” sospetti anche sulla giustizia
Il caso conflitto di interessi
di Giovanna Casadio
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La Stampa 25.2.14
Né di lotta né di governo
Uno stile ibrido e troppo irrituale. È mancata la forza
Indicazioni vaghe sul programma
Era lecito attendersi di più
di Federico Geremicca
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La Stampa 25.2.14
Renzi agita lo spettro del voto per imporre il suo piano
di Marcello Sorgi
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Corriere 25.2.14
Le parole non contano
di Massimo Franco
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Il Sole 25.2.14
Troppa genericità
Le proposte ci sono, non le coperture
di Fabrizio Forquet
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Il Sole 25.2.14
Il sindaco che si è fatto premier è convincente solo in parte
Manca per ora il salto di qualità istituzionale. Alcuni aspetti positivi e molte zone d'ombra
di Stefano Folli
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Corriere 25.2.14
«Scusate, non ho l’età»
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di Gian Antonio Stella
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La Stampa 25.2.14
Se il benessere uccide la crescita
Le economie avanzate sono in rallentamento da 50 anni: è l’enigma al centro del nuovo libro di Luca Ricolfi
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l’Unità 25.2.14
Abu Omar, tutti assolti «Vale il segreto di Stato»
La Cassazione ribalta la sentenza del 2013
L’azione penale contro l’ex capo del Sismi, il suo vice Mancini e tre agenti «non poteva essere proseguita»
«La verità viene sempre fuori»
di Massimo Solani
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l’Unità 25.2.14
Fecondazione eterologa
Il 63% sceglie la Spagna
di Nicola Luci
più tardi su spogli

La Stampa 25.2.14
Treviso, uccide la madre gettandola dall’ottavo piano del palazzo
L’uomo ha chiamato il 113 confessando l’omicidio, nato dopo una violenta lite
qui

La Stampa 25.2.14
Gas, affari e tradimenti
Maidan non si fida più dell’eroina “arancione”
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Corriere 25.2.14
Nella trincea dei filo-russi: «I nostri padri vinsero i nazisti adesso noi faremo lo stesso»
A Kharkiv si organizzano i comitati di autodifesa
di Francesco Battistini
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Repubblica 25.2.14
Cina La città del sesso
Chiude la metropoli-bordello di Dongguan dove esercitavano 300 mila prostitute
Nella capitale del vizio Xi Jinping ha fatto cancellare duemila aziende del settore a luci rosse
Un’operazione moralizzatrice per coprire scandali e corruzione
di Giampaolo Visetti
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La Stampa 25.2.14
Ragazze umiliate e gogna tv
Cina, crociata anti-prostituzione
Scatenata il 9 febbraio dalle forze di polizia, fa parte del piano di lotta alla corruzione avviato dal Segretario Generale di Partito Xi Jinping
Ma la serie di retate ha suscitato un raro dibattito, in cui si sono viste molte voci sollevarsi per chiedere che si depenalizzi la prostituzione
di Ilaria Maria Sala
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La Stampa 25.2.14
Fatwa contro i viaggi su Marte
“Equivale al suicidio, che è proibito”
L’Autorità generale per gli Affari Islamici degli Emirati Arabi Uniti (Gaiae) ha emesso un editto religioso con il quale si vieta ai musulmani di partecipare ai tentativi per la colonizzazione di Marte
di Maurizio Molinari
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La Stampa 25.2.14
La Merkel sbarca in Israele “Fate la pace, faremo affari”
Accordi economici e diplomatici ma “servono risultati coi palestinesi”
di Maurizio Molinari
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La Stampa 25.2.14
E Israele invia un team in soccorso degli ebrei
di Maurizio Molinari
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Repubblica 25.2.14
Lezione Americana
Gli Stati Uniti e la fatica di diventare pluralisti
Mantenere le diversità o annullarle? Ecco perché il dilemma democratico dei padri fondatori non è risolto
di Richard Bernstein
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Corriere 25.2.14
Lassù dove osano le donne in un secolo di trasvolate

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Corriere 25.2.14
Giù la maschera, conosci te stesso

Da Sant’Agostino a Erasmo, da Freud a Pirandello
La sfida di guardarsi dentro, senza condizionamenti
di Armano Torno
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Corriere 25.2.14
È dedicato a Einstein il terzo volume della serie

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