giovedì 3 aprile 2014









l’Unità 3.4.14
Stefano Rodotà: «Con l’Italicum serve un Senato di garanzia»
«È vero, nel 1985 ero per il monocameralismo, ma allora c’erano grandi partiti e il proporzionale. Grillo condivide l’appello? E che argomento è?»
intervista di Andrea Carugati

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La Stampa 3.4.14
“Voleva abolire il Senato e critica Renzi”
Verità e bugie sugli attacchi a Rodotà
Il costituzionalista Ceccanti ripesca una proposta di legge del 1985. E piovono accuse di ipocrisia
Ma il testo aveva fini opposti rispetto a quelli del premier
di Giuseppe Salvaggiulo

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Corriere 3.4.14
Corruzione e lotte intestine, malattie di partiti sbrindellati
di Corrado Stajano

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Repubblica 3.4.14
Gustavo Zagrebelsky:“Una Grande Riforma piena di pasticci fuori dalla Costituzione”
Il giurista: “L’adesione di Beppe Grillo al nostro appello non mi imbarazza, anzi è un buon segno”
“Quanto c’è di Berlusconi nel progetto del premier? Essendo d’accordo, tutto è di tutti e due”
intervista di Liana Milella

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il Fatto 3.4.14
Renzi: “Concertazione the end”
“È finita”. Intervistato dal Financial Times, il premier prova a convincere gli investitori che il paese è cambiato
di Alessio Altichieri

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Repubblica 3.4.14
Tony Blair: “Matteo mio erede con la sua corsa alle riforme cambierà l’Italia”
intervista
di Enrico Franceschini e John Lloyd

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Libero 3.4.14
Barbara Palombelli:
"L'Italia s'inginocchia al potere di Matteo Renzi"

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l’Unità 3.4.14
Lavoro, Poletti ascolta ma il decreto cambia poco
di Massimo Franchi

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La Stampa 3.4.14
Staffetta tra vecchi e giovani
La Ragioneria contro Madia
I contabili dello Stato: anticipare le uscite dal lavoro avrà un costo
di Roberto Giovannini

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Corriere 3.4.14
Il castello degli annunci
Il governo tra volontà e atti concreti
di Antonio Polito

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Corriere 3.4.14
Berlusconi
Anche per Renzi è più utile che resti in gioco
di Maria Teresa Meli

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Corriere 3.4.14
Il vertice del «correntone»
La minoranza pd punta a rottamare i vecchi capi corrente
di Monica Guerzoni

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Il Sole 3.4.14
L'abolizione del Senato
Chiti guida i dissidenti, Fi conferma l'asse con Renzi
«Sì alle riforme entro maggio» Ma nel Pd resta la fronda
di Em. Pa.

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Repubblica 3.4.14
Beppe Grillo:
“O vinciamo alle europee e li mandiamo a casa oppure mi ritiro
intervista  di Tommaso Criaco

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l’Unità 3.4.14
Clandestinità, la Camera cancella il reato
Primo via libera alla depenalizzazione nonostante l’ostruzionismo della Lega
Forza Italia spaccata. Sì anche alle pene alternative al carcere
di Federica Fantozzi

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Redattoresociale.it 31.3.14
Dai respingimenti ai Cie, prove di “annullamento” degli esseri umani
Cinque anni di cronache italiane raccontati dalla giornalista francese Flore Murard Yovanovitch nel libro “Derive”
mettono in luce le radici culturali e psicologiche della disumanità delle politiche contro rom e migranti
di Raffaella Cosentino

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l’Unità 3.4.14
Una scelta di civiltà
di Luigi Manconi e Valentina Brinis

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Il Sole 3.4.14
Giustizia
Sì della Camera allo «svuotacarceri»
Per il viceministro della Giustizia, Costa, «un passo di civiltà giuridica»
di Vittorio Nuti

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Il Sole 3.4.14
Il populismo e il rischio di battute d'arresto verso una nuova cultura della pena
È solo l'inizio di un lungo cammino
di Donatella Stasio

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l’Unità 3.4.14
Sette milioni di pensionati sotto i mille euro
Sono il 42,6%, e un altro 38% percepisce tra mille e 2mila euro

I sindacati: «Situazione drammatica, il governo intervenga»
Sono undicimila quelli oltre i 10mila euro
di Laura Matteucci

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l’Unità 3.4.14
Il rinvio della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari
risponde Luigi Cancrini

psichiatra e psicoterapeuta
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il Fatto 3.4.14
Nuove professioni
Archeologia da lustrascarpe
di Tomaso Montanari

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Corriere 3.4.14
Il viaggio nel tempo del Colosseo
Tornano i colori di due millenni fa
Il travertino ripulito con l’acqua. Ecco il giallo, l’oro e l’ambra
di Paolo Conti

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Corriere 3.4.14
Rosso per le stoffe e ocra sui templi, così gli antichi vedevano il mondo
di Eva Cantarella

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Corriere 3.4.14
Una seria democrazia per i beni culturali
di Pierluigi Panza

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l’Unità 3.4.14
Via libera al salario minimo in Germania dal 2015
Entro il 2017 riguarderà tutti i lavoratori tranne minorenni, stagisti e disoccupati da lungo tempo
di Roberto Arduini

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il Fatto 3.4.14
Lo spione e il “Mandela arabo” La pace palestinese è in carcere
Uno agente del Mossad, l’altro leader indiscusso: sono le chiavi per l’intesa
di Alessandro Oppes

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Repubblica 3.4.14
I profughi e gli aquiloni
di Khaled Hosseini

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Corriere 3.4.14
Afghanistan, le donne al voto per non tornare al Medioevo
Oltre 300 candidate. E una in lizza per la vicepresidenza
di Lorenzo Cremonesi

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La Stampa 3.4.14
Il caso India-Italia
Il “fattore Sonia” contro i marò
di Roberto Toscano

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La Stampa 3.4.14
Truppe Ue in Centrafrica: c’è anche l’Italia
L’annuncio di Renzi: un contingente di 40 militari del Genio lavorerà per la logistica dell’operazione militare
di Tonia Mastrobuoni

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Corriere 3.4.14
Verdi e Puccini di moda a Pechino
Il futuro della lirica parla cinese
di Marco Del Corona

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Corriere 3.4.14
Dopo le stragi, troppe leggi Far West nell’America che ama ancora i fucili
di Ennio Caretto

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La Stampa 3.4.14
Marx è vivo ma non lotta insieme a noi
Dall’Archivio del filosofo, i testi inediti sull’eredità del marxismo
di  Norberto Bobbio

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La Stampa 3.4.14
Non poteva accettare il messianismo rivoluzionario
di Franco Sbarberi

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Lo Straniero 27.3.14
Renzi, Bobbio e l’uguaglianza
di Alessandro Leogrande

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Lo Straniero 27.3.14
Asor Rosa e Scalfari
di Luca Lenzini

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il manifesto 3.4.14
L’epopea di un dissidente
Saggi. «Camus deve morire» di Giovanni Catelli
di Sara Borriello

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si ringrazia Nuccio Russo



















Corriere 3.4.14
L’emozione, misura di tutte le cose
La creazione può avvenire anche a freddo. Ma perde fascino
di Gillo Dorfles

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Repubblica 3.4.14
Se lo Stato uccide siamo tutti Socrate
Nelle sue lezioni inedite su “La pena di morte” Jacques Derrida smaschera la natura teocratica nascosta in ogni potere politico. In pace come in guerra
di Jacques Derrida

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Repubblica 3.4.14
Tra gioco filosofico e fantasmi personali
di Maurizio Ferraris

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con la collaborazione di Susanne Portmann

mercoledì 2 aprile 2014












Corriere 2.4.14
Zagrebelsky e Bonsanti
Quegli intellettuali contro: "Così si ribalta la democrazia"
di Fabrizio Roncone

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il manifesto 1.4.14
Il rozzo Stil novo
Populismi. E’ tipico di Renzi, da quando ha varcato la porta di palazzo Chigi, lavorare per aggirare e tendenzialmente liquidare ogni mediazione istituzionale (a cominciare dal Parlamento) per istituire un rapporto diretto capo-massa
di Marco Revelli

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l’Unità 2.4.14
Il grillo moderato parlante. Chi è?
Ma è facile: avete indovinato.  È Ernesto Galli della Loggia

di Bruno Gravagnuolo
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l’Unità 2.4.14
Sul web spunta il Rodotà «monocameralista»

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il Fatto 2.4.14
Scoperta renziana: “Rodotà propose una sola Camera”

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il Fatto 2.4.14
Gianluigi Pellegrino. Una riforma da riscrivere
“Con quel nuovo Senato fare le leggi sarà un caos”
intervista di Beatrice Borromeo

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il Fatto 2.4.14
Secondo Matteo
Il consenso che odia la cultura
di Tomaso Montanari

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Corriere 2.4.14
I timori del premier per l’asse Civati-Grillo
di Maria Teresa Meli

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Corriere 2.4.14
Un esercito eterogeneo prova a formare un fronte conservatore
di Massimo Franco

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La Stampa 2.4.14
Il premier punta sull’Europa ma si complica la partita del Senato
di Marcello Sorgi

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La Stampa 2.4.14
Sull’abolizione del Senato cresce il fronte del “sì, però”
Tutti vogliono la trasformazione, ognuno a modo suo
di Mattia Feltri

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l’Unità 2.4.14
La nuova minoranza Pd con Speranza: ora un’altra fase
Cento parlamentari (bersaniani, lettiani, dalemiani) riuniti alla Camera per riorganizzare l’area «non renziana»

Come nome si pensa a «Sinistra riformista»
di Andrea Carugati

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il Fatto 2.4.14
Oppositori contro

Le correntine del Pd che amano dividersi
I gruppi sono dieci: i neo-riformisti si organizzano con Speranza, Epifani e Bersani
I Giovani turchi si isolano e Cuperlo convoca una Covention con Nichi Vendola
di Fabrizio d’Esposito
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il Fatto 2.4.14
Finocchiaro & C. aspettano il premier
Il testo del governo partirà dalla Camera che vuole cancellare

Il Pd, con Chiti, fa un'altra proposra
di Sara Nicoli

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Corriere 2.4.14
L’agenda del governo per il nuovo Senato

Mossa della minoranza pd
Ddl Chiti e apertura al dialogo con Renzi
di Dino Martirano
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Repubblica 2.4.14
Quei 45 senatori Pd pronti al “salvataggio” di Palazzo Madama
di Giovanna Casadio

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Il Sole 2.4.14
Renzi: «L'accordo con Fi regge»
Boschi apre a piccole modifiche ma blinda la non elettività e la fine del bicameralismo
di Emilia Patta

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Repubblica 2.4.14
Calderoli: “Noi potremmo votare sì”
di Rodolfo Sala

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l’Unità 2.4.14
Gli idealisti con il broncio
E Grillo firma in difesa della Carta ma poi esige dai parlamentari il vincolo di mandato
di Massimo Adinolfi

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l’Unità 2.4.14
Parità di genere, iniziamo a cambiare dal voto europeo
di Valeria Fedeli

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Repubblica 2.4.14
Il Colle proroga gli ex manicomi “con rammarico”

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Repubblica 2.4.14
“Nei campi 12 ore senza paga” i 100mila prigionieri dei caporali
di Valeria Teodonio

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Repubblica 2.4.14
Frequenze, sconto a Rai e Mediaset e lo Stato perde quaranta milioni
di Aldo Fontanarosa

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La Stampa 2.4.14
Coltivare marijuana e immigrazione clandestina non saranno più reati
Via al piano di depenalizzazione. Lega e Fdi contro
di Francesco Grignetti

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l’Unità 2.4.14
Il Senato Usa: la Cia mentì sugli interrogatori-tortura
Waterboarding e violenza non hanno prodotto informazioni di rilievo per la lotta al terrorismo
di Gabriel Bertinetto

su spogli
Corriere 2.4.14
Torture, la Cia ha mentito al governo

di Guido Olimpio
su spogli










Repubblica 2.4.14
Il viaggio di Xi Jinping in Occidente
Cina, il grande mistero dell’imperatore leninista
di Timothy Garton Ash

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Corriere 2.4.14
La stretta di Xi sui generali

«Processate i corrotti».  Ma la vecchia guardia del partito si ribella
di Guido Santevecchi
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Repubblica 2.4.14
La presidente Kirchner madrina
Nell’Argentina di Papa Francesco verrà battezzata la figlia di 2 donne
di Omero Ciai e Paolo Rodari

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Repubblica 2.4.14
Fine corsa per Abu Mazen la Palestina cerca il nuovo Arafat
di Fabio Scuto

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Corriere 2.4.14
La medicina dei nazisti e le atrocità sugli ebrei si studiano all’università
Il primo corso si terrà alla Sapienza
di Paolo Conti

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Corriere 2.4.14
Plebisciti e referendum nella storia nazionale italiana
risponde Sergio Romano

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Corriere 2.4.14
Il primo Meneghello: un artista bambino e le piccole storie di Malo
«Dio era vecchio e in gamba, severissimo»
di Gian Antonio Stella

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Repubblica 2.4.14
L’altra metà del sesso
Da Freud a Sex and the City. Tra tabù e falsi miti la scoperta del piacere femminile è stata una conquista
Così è saltata la costruzione artificiale fatta sulla natura: madre, monogama, fedele, priva di fantasie erotiche
E la convinzione che la vecchiaia sia l'età dell’astinenza
di Natalia Aspesi

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Repubblica 2.4.14
Ecco perché essere cattivi può aiutarci a vivere meglio
Astio, rancore disprezzo: sentimenti “eterni” che lo studio di un’università americana adesso prova a rivalutare
di Natalie Angier

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Repubblica 2.4.14
Joe Bastianich
“Maltrattare ha un effetto positivo sulle persone”
intervista di Alessandra Baduel

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Repubblica 2.4.14
Perché dobbiamo imparare dagli dei
Il politeismo di greci e romani tollerava le religioni degli altri

Così Marte e le divinità dell’Olimpo possono ancora darci lezioni
di Maurizio Bettini

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Repubblica 2.4.14
Dai santi ai banchieri il nostro Medioevo narrato da Le Goff
Lo storico francese è morto ieri a Parigi. Aveva 90 anni È stato il rifondatore degli studi sui secoli XII e XIII
di Agostino Paravicini Bagliani

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La Stampa TuttoScienze 2.4.14
Noi umani, così neanderthaliani
di Gabriele Beccaria

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La Stampa TuttoScienze 2.4.14
A Rizzolatti il premio che vale un Nobel
Il “Brain Prize” allo scopritore dei neuroni specchio insieme con Stanislas Dehaene e Trevor Robbins
di Piergiorgio Strata

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con la collaborazione di Susanne Portmann

martedì 1 aprile 2014



il Fatto 1.4.14
Il professore Stefano Rodotà
“Renzi è solo un insicuro. E non ci rottamerà”
intervista di Silvia Truzzi

Dice il presidente del Consiglio con le mani in tasca di aver “giurato sulla Costituzione, non sui professoroni”. E dunque abbiamo interpellato Stefano Rodotà, uno dei professoroni firmatari dell’appello di Libertà e giustizia, eloquentemente intitolato “Verso una svolta autoritaria”.
Professor Rodotà, si sente un po’ professorone?
Sono un vecchio signore che qualche libro l’ha letto e un po’ conosce la storia. Questi modi hanno un retrogusto amaro. “Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola”: ecco, non siamo a questo, ma il rispetto per le persone e per le idee male non fa. C’è, dietro l’atteggiamento sprezzante di Renzi, una profonda insicurezza. Altrimenti il confronto non gli farebbe paura. Potrebbe parlare con dei buoni consiglieri e poi argomentare: il confronto andrebbe a beneficio di tutti. Direttamente s’interviene su un terzo della Costituzione, indirettamente su tutto il sistema delle garanzie. Per i cittadini esprimere la propria opinione è un diritto, per chi si occupa di questi temi intervenire è un dovere.
La discussione non può ridursi al “prendere o lasciare”.
Matteo Renzi usa toni ultimativi, non gli piace la critica perché si disturba il manovratore. Non è la prima volta: quando c’era stata una presa di posizione, molto moderata, sulla legge elettorale aveva parlato di “un manipolo di studiosi” con un tono di sostanziale disprezzo. Però non gli riesce di rottamare la cultura critica: è un pezzo della democrazia. Le reazioni che ci sono state a questo appello dimostrano che la nostra non è una posizione minoritaria: è una rottamazione difficile.
“Ho giurato sulla Carta, non su Zagrebelsky e Rodotà”: significa “non mi curo di loro” oppure “non sono i depositari della verità costituzionale”?
Che Renzi pensi che noi non siamo i depositari della verità è assolutamente legittimo. Però non può nemmeno dire: “Ho giurato sulla Costituzione e dunque sono io il depositario della verità”. La storia è piena di spergiuri. Se ritiene che il terreno proprio sia la Carta, allora discuta.
Ci vuol tempo a fare discussioni. E ora è in voga il mito della velocità, la politica futurista.
I tempi della democrazia sono anche quelli della discussione. Proprio perché la democrazia è in grande sofferenza, si dovrebbero costruire ponti verso i cittadini. Non si è sentita una parola, in questo senso. Ho avuto la fortuna di essere amico di Lelio Basso, cui si deve anche l’articolo 49 della Costituzione sui partiti politici: Basso ha sempre detto “dobbiamo discutere”. E su quel tema una discussione ci fu, eccome. Non a caso c’è, in quell’articolo, la mano di un grande giurista, che non aveva paura né del confronto né di avere con sé il meglio della cultura giuridica. Questo c’è dietro un’impresa costituzionale, non la fretta, non i consiglieri interessati o i saggi improvvisati.
“Non ci sto a fare le riforme a metà. O si fanno le riforme, o me ne vado”.

Il premier dimostra di non avere orizzonti ampi. Alza i toni, urla e dice “me ne vado”. Ma chi si alza e se ne va, svela insicurezza.
Un aut aut minaccioso.
Mettiamo insieme la debolezza di Renzi e la scelta di Berlusconi come suo alleato, con cui pensa di potere fare questo tratto di strada. Il Pd può accettare a capo chino questa strada? Nessuno si pone il problema. Dicono: “Sta piovendo, cosa ci possiamo fare? ” Almeno potrebbero comprare un ombrello!
Ci mette la faccia, ripete spesso.
Può voler dire “mi assumo la responsabilità”. Ma non può significare “da questo momento in poi detto le regole, i tempi, i modi e poiché la faccia ce la metto io mi dovete seguire”. La democrazia non funziona così. E poi anche noi, i firmatari del famigerato appello, ci abbiamo messo la faccia. Nel dialogo, siamo in condizioni di assoluta parità. Se vuole affermare una posizione di supremazia, sbaglia.
Non è il primo politico che usa toni da uomo della provvidenza.
Sono sempre molto diffidente, quando si afferma “dopo di me il diluvio”. In questi anni la politica italiana, ancor prima di Renzi, è stata condotta all’insegna dell’emergenza. Non si va alle elezioni, c’è bisogno del governo Monti e via dicendo: i progetti che c’erano dietro questa logica sono falliti.
Una circostanza è stata quasi ignorata: si vogliono fare le riforme durante un mandato in cui il Parlamento è fortemente delegittimato dalla sentenza della Consulta sul Porcellum. La non elettività del Senato, poi, diminuisce il potere dei cittadini di esprimersi: un “restringimento” democratico di cui si parla molto poco.
Per questo era indispensabile la nostra presa di posizione. Il discorso sulla delegittimazione politica del Parlamento non nasce come argomento contro Renzi. Alcune persone – Gustavo Zagrebelsky, Lorenza Carlassare e mi permetta: anche il sottoscritto – vanno ripetendo questo concetto da tempo. Il cuore della sentenza è la mancanza di rappresentatività del Parlamento. Ora bisognerebbe dire: ci sono mille ragioni, emergenza, fretta, i segnali da dare al mondo intero, per cui il Paese ha bisogno di riforme. Non è solo necessario coinvolgere un’ampia maggioranza, ma anche consentire a quel Parlamento scarsamente rappresentativo di essere coinvolto il più possibile. E aprire alla discussione pubblica: non dico che questo compensa il deficit di legittimazione, ma almeno tutti coloro che non sono rappresentati possono avere diritto di parola. Mi pare evidente che ci sia l’intenzione di far approvare le modifiche costituzionali con la maggioranza dei due terzi, in modo da impedire un possibile referendum: è un pessimo segnale. Il fatto che un Parlamento con questo grave deficit voglia mettere mano così pesantemente alla Carta, è un azzardo costituzionale: non può essere ignorato.
Si pensa di abolire il Senato come se si dovesse cambiare il senso unico di una strada di Firenze.
Una pericolosa semplificazione: mancanza di strumenti o di cultura istituzionale?

C’è stata una regressione culturale profonda. È questo tipo di semplificazioni che introduce elementi autoritari. Si cancella il Senato, si compone la Camera con un sistema iper-maggioritario, il sistema delle garanzie salta: il risultato sarebbe un’alterazione in senso autoritario della logica della Repubblica parlamentare che sta in Costituzione. E dovremmo stare zitti?

(nel'immagine: La manifestazione "Costituzione, via maestra", 12 ottobre 2013)














il Fatto 1.4.14
Cose da matti
Sindrome “Repubblica”: si scorda le sue firme

Se Beppe Grillo non avesse firmato l’appello di Libertà e Giustizia contro la “svolta autoritaria” impressa da Renzi, forse i lettori di Repubblica non ne sarebbero mai venuti a conoscenza. Come accaduto altre volte, il quotidiano di Ezio Mauro dà le notizie per induzione. Ha scelto di non pubblicare il testo – eppure, tra i primi firmatari figurano Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Nadia Urbinati, Salvatore Settis, Sandra Bonsanti, nomi che i lettori del quotidiano di largo Fochetti conoscono bene, visto che ne sono tutti editorialisti prestigiosi - ma nell’edizione di ieri un articolo senza firma raccontava dell’adesione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. A cosa? A un appello avanzato dalle firme di Repubblica, pubblicato dal Fatto , e ignorato dal loro giornale.
Libertà e Giustizia:
Verso la svolta autoritaria
aderisci all'appello di Libertà e Giustizia: QUI
Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.
Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti 
il Fatto 1.4.14
Perché abolire il Senato?
risponde Furio Colombo

su spogli

Corriere 1.4.14
Le contromosse dei resistenti pd: basta ultimatum
Battaglia su ogni comma e progetti alternativi
La fronda pd si prepara
Grasso: io imparziale, non sto con la casta
di Monica Guerzoni

su spogli

La Stampa 1.4.14
Esposito, uno dei 25 senatori Pd che si oppongono
“Matteo fa come all’oratorio ma il pallone non è suo”
di Francesca Schianchi

su spogli

La Stampa 1.4.14
Grasso: “State sereni. Io sono super partes”
di Fabio Poletti

su spogli

Repubblica 1.4.14
Mauro: “Grasso ha ragione, servono gli eletti”
intervista di Umberto Rosso

su spogli
Repubblica 1.4.14
La sfida di Renzi è appesa a 40 voti
Trappole per Matteo dal Pd ai centristi
di Tommaso Ciriaco

su spogli
Repubblica 1.4.14
La fronda
La ragnatela trasversale dei democratici per bloccare la riforma
di Giovanna Casadio

su spogli

Corriere 1.4.14
Un’accelerazione per mettere in mora il partito del Senato
di Massimo Franco

su spogli





il Fatto 1.4.14
La frangetta invece dei baffetti
Dal Friuli con furore Vietato contraddire
Il senso di Debora per le istituzioni
di Ferruccio Sansa

su spogli
La Stampa 1.4.14
Giannini di lotta e di governo. Prima strappa, poi si adegua
Scettica sul ddl dell’esecutivo: “Metodo inconsueto”. Ma lo vota
di Amedeo La Mattina

su spogli
La Stampa 1.4.14
Un patto tra governo e parlamento
di Luigi La Spina

su spogli

l’Unità 1.4.14
La sinistra ha un futuro
di Alfredo Reichlin

su spogli

il Fatto 1.4.14
Fughe e disperazione: storie di immigrati on line
di Chiara Daina

su spogli
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l’Unità 1.4.14
Allarme infanzia. I dati di Telefono Azzurro
«Ogni giorno quattro violenze»
Abusi per l’80% da persone conosciute. Più segnalazioni da stranieri
di Adriana Comaschi

su spogli

















il Fatto 1.4.14
Ospedali psichiatrici, il Cdm li proroga ancora

su spogli
Corriere 1.4.14
Ospedali psichiatrici giudiziari, rinvio al 2015
Doveva chiudersi ieri l’era dei vecchi manicomi criminali, ma non ci sono alternative
di Margherita De Bac

su spogli
Corriere 1.4.14
«Io, rinchiuso da ventidue anni per una rapina da seimila lire»
La poesia «Non avevo neanche la pistola, fingevo con la mano nella tasca»
di Paolo Foschini

su spogli
il Fatto 1.4.14
Acea, il prezzo dei lampioni e la guerra di Marino ai privati
di Daniele Martini

su spogli
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La Stampa 1.4.14 
Amoz Oz, fondatore di «Peace Now»
«Per Israele il deserto del Negev è la nuova frontiera»
Lo scrittore israeliano: la penso come il presidente Peres, se dovremo lasciare la West Bank i nostri coloni potranno dedicarsi a far fiorire quel deserto
di Maurizio Molinari

su spogli
Corriere 1.4.14
Israele, Olmert colpevole di corruzione

L’ex premier israeliano Ehud Olmert, 68 anni, è stato riconosciuto colpevole di corruzione avvenuta con un versamento di 500 mila shekel (100 mila euro) al fratello Yossi per facilitare il controverso progetto edilizio di Holyland a Gerusalemme. La condanna riguarda un periodo precedente il suo mandato da premier (dal 2006 al 2009), quando fu sindaco di Gerusalemme e ministro di Industria e Commercio. La pena massima che potrebbe essere applicata, e che sarà resa nota il 28 aprile, comporta 10 anni di carcere. Il portavoce di Olmert ha fatto sapere che l’ex premier ricorrerà contro la sentenza.













La Stampa 1.4.14
Il viaggio in Europa di Xi Jinping, l’alfiere del “mercantilismo leninista”
Nel modello cinese capitalismo e partito unico non sono in contraddizione:
senza il Partito il capitalismo diventerebbe selvaggio e dannoso
di Alberto Simoni

qui
Repubblica 1.4.14
La Ue si piega al silenzio stampa per Xi
Niente cronisti e tanti contratti: la prima volta del presidente cinese a Bruxelles
di Gp. V.

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Repubblica 1.4.14
I 15 miliardi di Zhou l’intoccabile il sequestro che fa tremare Pechino
Il presidente e il suo nemico
di Giampaolo Visetti

su spogli



















Corriere 1.4.14
«Sei famoso, mi piaci», le lettere d’amore ai carnefici
I messaggi inviati in cella da tante donne «Chi scrive preda di un’illusione di forza»
di Elena Tebano

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Corriere 1.4.14
Le giornate di «genio e regolatezza» che hanno reso grandi artisti e pensatori
Come impiegavano il tempo Flaubert e Kant? Leggevano e sgobbavano
di Paolo Di Stefano

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Corriere 1.4.14
Agguato a Giovanni Gentile
Riemerge la pista britannica
Lo scopo: fermare il disegno di pacificazione del filosofo
di Paolo Mieli

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Repubblica 1.4.14
Diritto d’untore
Mettiamo fine alla barbarie della vecchiaia senza sesso
Una proposta per diminuire l’aggressiva veemenza delle infelicità esistenziali
di Guido Ceronetti

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Repubblica 1.4.14
La famiglia infinita
Padre, madre e figli che spesso hanno superato i trent’anni. Un vero clan
di Rosaria Amato e Maria Novella De Luca

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Repubblica 1.4.14
“Dall’affetto ai pranzi insieme una risorsa contro la deriva”
intervista a Luigi Zoja

psicoanalista
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Repubblica 1.4.14
Autismo. Così Naoki ci spiega il suo mondo diverso
Per domani, giorno dedicato alla malattia, appare in Italia il bestseller del ragazzino giapponese che svela cosa avviene nella sua testa, rispondendo a 58 interrogativi
di Franco e Andrea Antonello

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La Stampa 1.4.14
Addio allo storico Le Goff
raccontò la vita del Medioevo
È morto nella sua casa di Parigi a 90 anni. Fu tra i più grandi studiosi contemporanei dei secoli dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente

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