lunedì 12 gennaio 2009

Repubblica 12.1.09
Sansonetti addio
E oggi il presidio

Roma. Resa dei conti dentro il Prc. Oggi la direzione approverà la sostituzione del direttore di "Liberazione" Piero Sansonetti col sindacalista Dino Greco. In concomitanza, alle 13, sit-in di protesta dei giornalisti. Ieri il numero speciale d'addio di Sansonetti dal titolo «L'abbiamo fatto strano». Il passaggio voluto dal segretario Ferrero porterà all'abbandono dei vendoliani.
inviatospeciale.com 12.1.09
Sansonetti, la vittima di se stesso
qui

dazebao.org 11.1.09
Prc e Liberazione: “alea iacta est”, la scissione in cammino
di Alessandro Cardulli
qui













Sono già più di 900 le vittime dell'esercito israeliano giunto al diciassettesimo giorno della sua aggressione nella Striscia.
Un terzo sono bambini, più della metà civili innocenti, quasi 4000 i feriti. E continuano... hanno mobilitato anche decine di migliaia di riservisti per la "terza fase"... Il mondo assiste impotente.
«Israele ha usato munizioni al fosforo bianco proibite dagli accordi internazionali durante l'offensiva nella Striscia». Lo denuncia Human Rights Watch
dal Corsera e da La Stampa











Corriere della Sera 12.1.09

Luxemburg e Liebknecht 90 anni dopo
Migliaia in piazza ieri a Berlino per commemorare Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, i rivoluzionari leader del socialismo tedesco assassinati il 15 gennaio 1919 nel corso dei moti spartachisti Numerose personalità della sinistra, compresi dirigenti del partito «Die Linke», hanno deposto corone di fiori sulle tombe nel cimitero di Friedrichsfelde, nella parte orientale di Berlino

La Stampa 12.1.09
Obama. Sinistra, attenta all'ultima illusione
Mario Tronti frena gli entusiasmi della sinistra: "È la figura nuova che assume il nostro avversario"
di Lucia Annunziata
qui

Repubblica 12.1.09
Pedofilia e riti satanici crescono i reati dei preti li assolve solo il Papa
Superlavoro al tribunale del clero
di Orazio La Rocca
qui

Repubblica 12.1.09
È morto a 86 anni il porporato amico di Bush e primo nunzio apostolico a Washington. Sulla sua carriera la macchia del periodo trascorso in Argentina
Pio Laghi, il cardinale che non sfidò la dittatura
di Marco Politi
qui

Repubblica 12.1.09
Croce e Venturi. La libertà perduta
di Nello Ajello
qui

Corriere della Sera 12.1.09
Nicaragua A due anni dall'insediamento, il presidente è isolato. Nel lusso della villa di Managua
Sandinismo addio, «tradito» da Ortega
Brogli, censure, diktat: l'ex ribelle ha perso il sostegno internazionale
Ancora una volta una rivoluzione è stata tradita dall'interno
di Rocco Cotroneo
qui

Corriere della Sera 12.1.09
In Italia sono 260
Siti pro anoressia, allarme mondiale «Bisogna oscurarli»
di Mario Pappagallo
qui

Il Giornale 12.1.09
Tra assolutismo e nichilismo
di Dario Antiseri
qui

Repubblica 12.1.09
Da Rembrandt a Vermeer
Il nord e l'arte di descrivere
Cinquantacinque dipinti esposti a Roma documentano la grande sapienza di olandesi e fiamminghi del Seicento
di Antonio Pinelli
qui

Repubblica 12.1.09
MADRID. L'invenzione del XX secolo. Carl Einstein e le avanguardie
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Fino al 16 febbraio
qui

Repubblica 12.1.09
Parigi. La passione all'opera. Rodin e Freud collezionisti
Musée Rodin. Fino al 22 febbraio
qui

Repubblica 12.1.09
Caravaggio ospita Caravaggio
Pinacoteca di Brera. Dal 17 gennaio
qui

Repubblica 12.1.09
Rovereto. Futurismo 100: illuminazioni. Avanguardie a confronto. Italia Germania Russia
MART. Dal 17 gennaio
qui

Corriere della Sera 12.1.09
Walter Pedullà rilegge la lezione del Novecento e dice: stiamo vivendo un ritorno all'ordine
La sperimentazione (aperta col Futurismo) è ormai finita
di Paolo Di Stefano
qui

Corriere della Sera 12.1.09
L'assenzio. L'insidiosa «fata verde» tentazione di tanti artisti
qui

Corriere della Sera 12.1.09
Prorogata l'esposizione dei capolavori dell'Hermitage. Ma intanto il nuovo Maec si propone anche come un modello per l'Italia
Cortona, piccoli musei crescono. Nel segno degli Etruschi
di Stefano Bucci
qui

domenica 11 gennaio 2009

Corriere della Sera 11.1.09
Prc. Dino Greco ha accettato. Scissione per i vendoliani

Dino Greco ha accettato, sarà il prossimo direttore di Liberazione. Componente del direttivo nazionale della Cgil, succederà a Piero Sansonetti, che sarà sfiduciato domani dalla direzione di Rifondazione comunista. A Greco, che non è giornalista si dovrà affiancare un secondo direttore professionista.
Nella stessa direzione, circa 22 dei 25 vendoliani usciranno dall'organismo di partito compiendo un primo passo verso la scissione. Probabile una lista per le amministrative con Sd, parte dei Verdi e l'area Belillo del Pdci.

Aprile on line 9.1.09
Perchè restare nel Prc
di Augusto Rocchi
qui segnalazione di Paolo Sirianni

Liberazione 11.1.09
Rifondazione, nessuno usi la storia come una clava
risponde Paolo Ferrero
qui

Al di là delle nostre stesse più ambiziose speranze, la redazione "in uscita" di Liberazione-Queer ha deciso - con un gusto del macabro di sapore nibelungico (da bunker della Cancelleria...) che è davvero remotissimo dalla nostra cultura - di "suicidarsi" (sic!), e nel farlo di riproporre un florilegio degli articoli da loro pubblicati in questi anni. Basta leggere...
Non ci aspettavamo che fossero proprio loro - con questa scelta - a dar tanta forza ed evidenza ai nostri argomenti
...
Per questa scomparsa, né fiori né lutto. La sinistra, per essere, ha certamente la necessità di lasciarsi questi "morti" alle spalle e di cambiare pagina. Davvero.
Liberazione Queer 11.1.09 copertina
Queer, meglio morti
«Oggi Queer si suicida contro la cacciata di Piero Sansonetti e contro chi ha messo il bavaglio a un'esperienza giornalistica, a nostro avviso unica. E libera.
Vi raccontiamo l'eutanasia di un amore con la scelta di alcuni articoli che ne ripercorrono la storia.
Storia di piccoli scandali, di incazzature, di polemiche ma anche di riflessione e divertimento.
Care lettrici, cari lettori ciao».


Liberazione Queer 11.1.09 p 2
Grazie a chi ci ha scritto, a chi ci ha letto, a chi ci ha criticato, a chi ci ha amato.
Oggi ci suicidiamo per protesta. Perché finisce una storia. Una bella storia

Queer. we have a dream
di Angela Azzaro, Carla Colli
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 3
7 maggio 2006. L'intellettuale femminista rilegge il padre della psicoanalisi.
Subito diopo l'uscita del numero interamente dedicato ai 150 anni dalla nascita, Luca Bonaccorsi - attuale acquirente di "Liberazione" - chiese di destituire la curatrice dell'inserto angela azzaro

Freud, come Marx, le due grandi utopie del 900
Davvero, Rifondazione, lo vuoi scaricare?
di Lea Melandri
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 4
30 dicembre 2006 / Foucault è stato un compagno di strada che ci ha aiutato a raccontare i movimenti, i nuovi soggetti del conflittoe a condannare, senza se e senza ma, tutte le poilitiche sicuritarie. Di destra e di sinistra
Foucault: per qualcuno (Fagioli) è un «pederasta»
Per noi è un grande che va letto e riletto
di Judith Revel
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 5
23 marzo 2008 / Arriva in Italia la pensatrice che ha ispirato il nome del nostro inserto.
Un tributo, ma anche - come sempre - un andare oltre

Judith Butler, contro la norma etero
Sotto tiro il pensiero della differenza
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 6
26 giugno 2005 / L'articolo dello scandalo. Il filosofo Parinetto rilegge Freud e Marx. Lettere di protesta, insulti, anche di alcuni redattori di Liberazione
Sì, la rivoluzione passa per il buco del culo
di Aldo Nove
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 7
5 dicembre 2006 / Contro il mito del cazzo grande, nella vita, nella politica... e nel sesso.
Un articolo che ha fatto ridere, ma mica tanto

Elogio del micropisello
La sinistra riparte da qui
di Francesco Warbear Macarone Palmieri
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 7
30 ottobre 2005 / Tre numeri di Queer interamente dedicati alla morte del poeta, intellettuale, scrittore...
Siamo stati anche questo. E poi Antonio Gramsci, Hannah Arendt, Simone De Beauvoir, Levi Strauss... etc etc

L'omaggio a Pasolini. Ecco cosa scriveva Luxuria
Quella che adesso non andrebbe bene perché...
di Vladimir Luxuria
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 8
28 settembre 2008 / Ordinanza dei sindaci e ddl Carfagna tentano di criminalizzare le sex workers. Molte donne pensano che questa cosa non le riguardi e moralisticamente si pongono solo il problema di eliminare la prostituzione
A che serve reprimere le prostitute?
A controllare le donne
di Beatrice Busi
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 9
10 febbraio 2008 / Un articolo che riprende un editoriale uscito sul quotidiano.
Un articolo scomodo, per molte non condivisibile. Che apre un dibattito

Io ridico: l'aborto non è un dramma
di Angela Azzaro
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 9
6 marzo 2005 / Durante il congresso del Prc di Venezia Queer parla del piacere clitorideo...
Un bel colpo per delegati e delegate... Ecco il dialogo tra Aldo Nove e Elena Stancanelli

Aldo: La clitoride, che difficile trovarla!
Elena: Basta cercarla bene!
di Aldo Nove, Elena Stancanelli
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 10
4 gennaio 2009 / Gli ultimi due numeri sono stati dedicati alla caduta della Cortina di ferro
Due numeri ponderati, pacati, ma netti su un punto: quella storia non va rivendicata, va criticata duramente. Altro che elogio del Muro e del socialismo reale

La libertà non è valore secondario a nulla
di Franco Berardi Bifo
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 10
29 ottobre 2006 / Sono molti i pezzi e i numeri dedicati alla pornografia, spesso quella alternativa.
Dildo, giochi, immaginario al servizio della liberazione sessuale e del godimento

In difesa del porno
Contro chi lo usa e nega
di Gia Maqi Giuliani
qui

Liberazione Queer 11.1.09 p 11
28 giugno 2008 / Evento mondano controllato dalle case editrici, il Premio Strega è diventato il simbolo di un mercato editoriale che ha perso la bussola. Noi non ci siamo arresi
A morte il Premio Strega. Le nostre battaglie contro l'omologazione della critica letteraria
di Nicola La Gioia
qui

su Liberazione di oggi anche:
Altri articoli di Piero Sansonetti (p. 1) Lea Melandri (p. 5), Rina Gagliardi (p. 7) Franco Giordano (p. 9), Franco Giordano (p. 9), Franco Berardi "Bifo" (p. 11), Gennaro Migliore (p. 11), Oreste Scalzone (p. 15), Aldo Nove (p. 15)

tutti disponibili sul sito di liberazione.it
due articoli apparsi sabato su Il Foglio:
Il Foglio 10.1.09
Tra Luxuria, Sansonetti e Massimo Fagioli
La farsa della sinistra da psicoanalisi è in un libro scritto trent’anni fa
di Mariarosa Mancuso
qui ricevuto da Alessandro
Il Foglio 10.1.09
Liberazione da Sansonetti
di Stefano di Michele

qui ricevuto da Alessandro
La Stampa 11.1.09
Oggi il cambio al timone del quotidiano di Rifondazione comunista
Sansonetti, addio al veleno: cacciato per lesa maestà
Il direttore di Liberazione all'attacco
qui



Israele: "Pronti all'attacco finale". Volantini su Gaza annunciano la "fase tre"...
L'offensiva israeliana giunta al quindicesimo giorno il bilancio provvisorio delle vittime ha raggiunto quota 821 morti, di cui 235 bambini e 93 donne. I feriti sono 3.350
Solo mille in piazza a Tel Aviv la delusione dei pacifisti israeliani. Il regista Rosenberg: "È triste, siamo meno dell'uno per cento del Paese". Haaretz: "Il loro sangue non vale meno del nostro"
Nei tunnel di Hamas la sola via di fuga di un popolo disperato
Al valico di Rafah dove l'Egitto teme l'esodo
dai titoli di oggi

l'Unità 11.1.09
«Concorrenza sleale» la nuova ondata
di Furio Colombo
qui

l'Unità 11.1.09
Amate da morire
Lo scandalo infinito della strage delle ex fidanzate
di Federica Fantozzi
qui

l'Unità 11.1.09
Beppino Englaro:
«Incivile un paese che non sa attuare le sentenze»
di Federica Fantozzi
qui

Repubblica 11.1.09
Visionari: Werner Herzog
di Leonetta Bentivoglio
qui












Corriere della Sera 11.1.09

E Fassino difende Israele «Hamas il primo colpevole»
Incontro bipartisan con la comunità ebraica. Ronchi: no al terrorismo
di Fabrizio Caccia

quila vignetta di Staino qui a sinistra è pubblicata su l'Unità di oggi
Corriere della Sera 11.1.09
Marco Rizzo Intervista al leader dei Comunisti italiani al Parlamento europeo
«Il Pd sceglie i carri armati? Pensa ai voti»
Veltroni e Fassino hanno capito che stare dalla parte dei palestinesi, ovvero dei più deboli, non porta consensi elettorali
Le ragioni Sono contro lo Stato d'Israele, non contro gli ebrei Se distinguere tra torti e ragioni è essere estremisti, io lo sono
di Fabrizio Roncone
qui
Corriere della Sera 11.1.09
Via libera del Parlamento, il re promulga la normativa: è la prima volta in Europa di uno Stato cattolico
Belgio: sì alla ricerca sugli embrioni, la Chiesa insorge
Biobanca. La banca degli embrioni «orfani» mai partita in Italia
di Luigi Offeddu
qui

Corriere della Sera 11.1.09
Una edizione rinnovata del romanzo pubblicato nel 1904
Cos'è l'amore nel Paese dei ciechi? E Wells saldò scienza e fantasy
di Antonio Debenedetti
qui

Corriere della Sera Salute 11.1.09
Identità sessuale L'ipotesi, non ancora approvata, nelle nuove linee guida della Società internazionale di Endocrinologia.
Tendenze trans? «Rimandati» in sesso
Fa discutere la proposta di bloccare, nel dubbio, la pubertà fino a 16 anni
di Franca Porciani
qui
Corriere della Sera Salute 11.1.09
I percorsi di chi decide per una nuova vita e di chi sceglie l'ambiguità
di F.P.
qui
Corriere della Sera Salute 11.1.09
Eiaculazione precoce In arrivo entro l'anno il primo farmaco specifico per questo disturbo
La molecola che «trattiene» il piacere
Sembra efficace, ma non sono chiari gli effetti dell'uso protratto
qui

il Riformista 11.1.09
Scienza È nata in Gran Bretagna la prima donna che non si ammalerà mai di tumore al seno
Guerra etica a Londra per la bimba cancer-free
di Mauro Bottarelli
qui

influenze?
qui di seguito la pagina 38 de l'Unità nelle edicole oggi e - a fianco - la pagina 74 di left adesso nelle edicole, uscito venerdì scorso

sabato 10 gennaio 2009

Repubblica 10.1.09
L'ex leader incontra i vertici del partito. E accusa: dopo la cacciata di Sansonetti il Prc non è più lo stesso
Niente tessera, Bertinotti benedice chi se ne va
Fissata una data per sancire lo strappo: il 24 gennaio a Chianciano
di g.d.m.

ROMA - Fausto Bertinotti torna al centro della vita di Rifondazione comunista e benedice l´addio di Franco Giordano, Nichi Vendola e della loro componente. Ieri l´ex presidente della Camera ha visto tutto il gruppo dirigente, prima Giordano, poi Gennaro Migliore e in serata il segretario di Prc Paolo Ferrero. A lui ha detto con franchezza che con la cacciata di Piero Sansonetti, direttore di Liberazione in procinto di essere licenziato già lunedì, «Rifondazione Comunista come l´abbiamo costruita assieme in questi anni diventa irriconoscibile». È l´annuncio della uscita dell´uomo simbolo di Prc, della scissione. È quasi naturale dunque la scelta di Bertinotti di non rinnovare la tessera del partito, notizia che l´interessato non conferma e non smentisce.
A Giordano l´ex leader ha detto chiaro e tondo che si riconosce nella sua intervista a Repubblica, che la strada appare segnata ed è una strada che diverge da quella di Ferrero e della maggioranza vittoriosa al congresso di Chianciano. I vendoliani e i bertinottiani si vedranno il 24 gennaio di nuovo nella cittadina termale della Toscana per sancire lo strappo. Bertinotti probabilmente non ci sarà perché il suo obiettivo è cercare di riunire tutta l´area e mantenere perciò un collegamento con i vendoliani (e non sono pochi) che hanno scelto di fare la loro battaglia dentro Prc. Ma la sfida rimane, non è escluso che Giordano e gli altri abbiano bisogno di un sostegno anche fisico dell´ex presidente della Camera.
Bertinotti fa sapere che non si iscriverà nemmeno alla nuova forza che nasce dalla scissione, che il suo punto di riferimento è la rivista "Alternative per il socialismo", e che presto nascerà una fondazione legata al suo nome. Gli scissionisti devono darsi tempi lunghi, procedere con cautela verso un partito unico della Sinistra. Ma il dado è tratto.


Corriere della Sera 10.1.09
Nel Prc. Ferrero-Bertinotti Nuovo scontro sul caso Sansonetti

ROMA — Non è servito un incontro di un'ora e mezzo tra il segretario Paolo Ferrero e l'ex leader storico Fausto Bertinotti per riportare un po' di pace o siglare almeno una tregua in una Rifondazione sempre più dilaniata. Nello studio dell'ex presidente della Camera, infatti, non si è sciolto affatto il nodo cruciale che divide la maggioranza di Ferrero dalla minoranza guidata da Nichi Vendola che è ormai a un passo dalla scissione, e cioè la sorte del direttore di Liberazione Piero Sansonetti.
Bertinotti giudica «un atto di rottura radicale» e tale da rendere il partito «irriconoscibile» la destituzione di Sansonetti, mentre Ferrero ribatte che è proprio la linea imposta dal direttore a rendere irriconoscibile Rifondazione. Della sostituzione di Sansonetti si deciderà lunedì in una delicata riunione della direzione del Prc.


Il Foglio 10.1.09 p 2
Tra Luxuria, Sansonetti e Massimo Fagioli
La farsa della sinistra da psicoanalisi è in un libro scritto trent’anni fa
nelle edicole, segnalazione di Alessandro

Il Foglio 10.1.09 p 12
Liberazione da Sansonetti
Nei giorni della cacciata, il direttore del giornale comunista si trova al fianco SDM. Che ci racconta in diretta il conflitto tra i due Vladimir (Lenin e Luxuria) e tra i due Ferrero (Paolo e Rocher)
nelle edicole, segnalazione di Alessandro

Liberazione 10.1.09
L'ex segretario parla a Ferrero: «Sfiducia a Sansonetti, atto di rottura»
Bertinotti: «Prc irriconoscibile»
di Angela Mauro
su spogli segnalazione di Nuccio Russo

Liberazione 10.1.09
Contrastiamo la scissione fino in fondo
Investiamo sull'autonomia del progetto Prc
di Walter De Cesaris, Franco Russo
su spogli

Liberazione 10.1.09
Salvare il progetto della Rifondazione comunista
di Leonardo Zanchi
su spogli

Liberazione 10.1.09
Decapitate un'esperienza giornalistica unica
24 redattori di "Liberazione"
su spogli

Liberazione 10.1.09
Mrc Spa, Rifondazione eviti qualsiasi manovra speculativa
Comunicato sindacale di Fnsi, Stampa romana e Cdr di Liberazione
su spogli













Massacro. L'Onu: Bambini un terzo delle vittime

l'Unità 10.1.09
«Crimini di guerra a Gaza
Un tribunale Onu deve processare Israele»
Intervista a Mairead Corrigan Maguire
su spogli

Repubblica 10.1.09
L'appello di Veltroni al partito "Unità almeno fino alle Europee"
Ancora tensioni nel Pd, a Firenze polemiche sulle primarie
Il leader: "In questi mesi ci siamo fatti solo del male, è quasi una vocazione"
di c.t.
su spogli
Corriere della Sera 10.1.09
Un partito ingovernabile tra nostalgie prodiane e attacchi al segretario
di Massimo Franco
su spogli
Repubblica 10.1.09
Così la crisi cambia il nostro stile di vita
di Zygmunt Bauman
su spogli

Corriere della Sera 10.1.09
Togliatti torna in Italia, la svolta di Salerno
Risponde Sergio Romano
su spogli

Corriere della Sera 10.1.09
Leonid Mlecin svela i meccanismi che portarono i sovietici a sponsorizzare il voto favorevole alla divisione della Palestina
Stalin, da «ostetrico» a nemico della nuova Israele
di Paolo Rastelli
su spogli

l'Unità 10.1.09
Toghe e politici
In un sistema democratico un magistrato libero è un magistrato scomodo
di Giancarlo De Cataldo
su spogli

Liberazione 10.1.09
L'eredità di Sergio Piro
«Per prima cosa slegate i pazienti»
di Luigi Attenasio, Angelo Di Gennaro, Gian Piero Fiorillo
su spogli segnalazione di Nuccio Russo

il Riformista 10.1.09
Salomè, Lolita divisa tra Nietzsche e l'ardente Croce
di Agnese Palumbo
su spogli

venerdì 9 gennaio 2009

nelle edicole e in Libreria:
il n. 1.2009 di LEFT

con MASSIMO FAGIOLI

in questo numero:
Tremila anni fa la ragione fece,
della sessualità umana, un'astrazione
Biancaneve e...

Gli articoli precedenti di Massimo Fagioli sono disponibili qui
Su una sezione del sito di left è possibile sfogliare i numeri arretrati online
Da questo numero left è diretto da Donatella Coccoli, le diamo un caldo benvenuto e le auguriamo un ottimo lavoro!
Repubblica 9.1.09
Disprezzo delle regole
Il segretario di Rifondazione: "Non ha senso la lista unitaria, meglio andare da soli"
Ferrero: "Vendoliani ormai isolati sono una corrente esterna del Pd"
Giordano mostra un disprezzo delle regole che non andrebbe bene nemmeno in una bocciofila
di Umberto Rosso

ROMA - «Un vero aut aut. Un ultimatum. O Ferrero fa come diciamo noi oppure ce ne andiamo. Un disprezzo delle regole che, non dico in un partito, ma nemmeno in una bocciofila andrebbe bene».
Segretario Ferrero, a nome dei vendoliani Franco Giordano ha posto la condizione di una lista unitaria della sinistra per le europee.
«Non abbiamo ancora discusso né deciso "come" presentarci alle elezioni. Il chiacchiericcio sulle liste io lo metto in coda, meglio in questa fase occuparsi del lavoro, delle pensioni, delle case. Però, a domanda rispondo».
E come la pensa, allora?
«Penso che una lista unitaria sarebbe un danno per tutti. Un suicidio. La vagheggiata lista unitaria in quanti gruppi si frantumerebbe a Strasburgo? La Sinistra democratica, così come è attualmente, entrerebbe nel Pse. I Verdi nell´area degli ambientalisti. E noi nel Gue, insieme alla Linke tedesca e agli altri partiti della sinistra radicale. Che senso ha una lista che si spacca subito in tre? Una presa in giro per gli elettori. Allo stesso modo di quegli altri».
Altri chi?
«Berlusconi, Veltroni e Di Pietro, che in Italia si scannano e a livello europeo con i rispettivi gruppi sostengono tutti le politiche liberiste della commissione».
Dice di no alla lista unitaria solo perché teme di fare il bis del Pd, spaccato sulla collocazione europea?
«Intanto, la collocazione è una scelta di chiarezza politica. Ma ci sono altre ragioni. Con l´attuale legge elettorale, senza sbarramento, scendere in campo con una propria lista è concretamente il modo di portare più voti a casa. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle, sperimentando modalità diverse di presentazione».
Cioè?
«In aprile, alle Politiche, siamo andati uniti nell´Arcobaleno: un disastro. Ci abbiamo riprovato in Trentino, lista unitaria sia pure con i simbolini dei partiti: altro disastro. Alle regionali in Abruzzo i partiti della sinistra invece si presentano divisi, e raddoppiano i voti delle politiche. Ma perché allora vogliamo ancora farci del male da soli?».
Il suo no mette alla porta la minoranza.
«Non parlerei più di una sola minoranza.».
In che senso?
«Una parte dell´area Vendola la pensa in un altro modo. Vuol continuare a dare battaglia politica ma dentro Rifondazione, senza distruggere il partito. Confronto duro, aspro ma non la spaccatura».
E non teme comunque di perdere una parte del Prc?
«Non sarebbero in molti a seguirli sulla strada della scissione. Qualcosa è già in corso, registro vari episodi in questi ultimi tempi. Militanti o amministratori che dicono addio e vanno via. Ma sempre in un modo del tutto subalterno al Pd».
Per esempio?
«Cito gli ultimi episodi. A Torino è andato via un consigliere comunale, sostanzialmente per questa ragione: dire di sì alla Tav nella Val di Susa. In Campania il nostro assessore decide di rimanere a sostenere la giunta di centrosinistra, nonostante il patatrac che impone una rottura».
Accusa i vendoliani di essere in marcia verso il Pd?
«Vedrei una contraddizione insanabile fra chi predica l´unità e poi si ritrova a fondare l´ennesimo partitino. Teorizza una grande sinistra e si comporta poi come una corrente esterna del Pd».
La minoranza è pronta a lasciare la direzione se lunedì prossimo cacciate il direttore di Liberazione.
«Altro mirabile esempio del modo di intendere la democrazia, del rispetto delle decisioni prese da una maggioranza. Un forte regresso che mi preoccupa».
Ma va avanti nel licenziamento di Sansonetti?
«Sicuramente. C´è un nome nuovo, se ottiene il via libera dalla direzione sarà lui il nuovo direttore. Operazione che non ha nulla a che fare con le trattative in corso per la vendita del giornale».
Ma un editore che fa, compra un giornale e si ritrova un direttore già alla scrivania?
«Se non gli sta bene, allora non compri Liberazione. Il giornale deve rispecchiare la la linea politica del partito, e il direttore ne sarà garante».


Repubblica 9.1.09
A Liberazione
E per il dopo Sansonetti spunta il sindacalista Greco

ROMA - Il cambio della guardia alla guida di "Liberazione" lo annuncia lo stesso segretario del Prc Paolo Ferrero, dopo mesi di polemiche sul «ribelle» Piero Sansonetti e nel giorno in cui Franco Giordano annuncia a "Repubblica" la probabile scissione. Prima con un comunicato stampa, poi nell´assemblea fiume con i giornalisti del quotidiano, Ferrero fa sapere di aver chiesto a Dino Greco di assumere la guida dell´house organ. Sindacalista della Camera del lavoro di Brescia, ala sinistra della Cgil, classe ´53, Greco non è giornalista né iscritto al Prc (come non lo è Sansonetti). Ha chiesto 48 ore di tempo per decidere, ma la maggioranza interna si prepara a ratificare la nomina lunedì in direzione. Organo che i vendoliani intendono abbandonare, con l´obiettivo di dar vita per le Europee a una lista unitaria della sinistra. Con Vendola e Giordano seguiranno quella strada altri di estrazione bertinottiana, da Gennaro Migliore a Patrizia Sentinelli.
Fausto Bertinotti ha preso malissimo, fanno sapere, lo strappo deciso ieri da Ferrero su Liberazione. «È un disastro» sembra sia stato il commento dell´ex presidente della Camera a quanto sta avvenendo nel Prc. E proprio a lui il segretario del Prc ha chiesto un incontro chiarificatore per oggi. Ma non tutta l´area vendoliana appare disposta alla scissione annunciata da Giordano. Alcuni dirigenti hanno sottoscritto il documento «Continuare il cammino per Rifondazione della sinistra» e fanno sapere che non lasceranno il partito. Tra gli altri Milziade Caprili, Giusto Catania, Rosa Rinaldi, Tommaso Sodano, Augusto rocchi, Luigi Cogodi, Raffaele Tecce.


l'Unità 9.1.09
Rifondazione normalizza Liberazione
Un sindacalista al posto di Sansonetti
di Andrea Carugati

Per Ferrero due ore di assemblea con i giornalisti di Liberazione. «Basta dare ascolto alle boiate, se avete dei dubbi chiamatemi». Scissione: Giordano accelera, ma una fetta di vendoliani resterà nel Prc.

Nel giorno in cui la segreteria del Prc indica formalmente il nuovo direttore di Liberazione, il sindacalista bresciano Dino Greco (che si è preso 48 ore di tempo per pensarci), Paolo Ferrero affronta l’arena della redazione del quotidiano. Due ore toste, da cui il segretario esce quasi indenne. Niente barricate per il direttore uscente Piero Sansonetti(che era assente): i redattori e il comitato di redazione, affiancati dal sindacato dei giornalisti romani e dalla Fnsi, fanno domande sull’eventuale nuova proprietà, chiedono parole chiare sul futuro del giornale e sui posti di lavoro, ma i toni non sono accesi. La priorità ora è salvare il lavoro.
Ferrero scandisce il suo numero di cellulare ai giornalisti: «Se ci sono delle voci chiamatemi, basta inseguire le boiate come l’idea che il partito possa chiudere Liberazione». Nel silenzio assordante del piano terra di via del Policlinico, spiega il perché del licenziamento di Sansonetti: «Il problema non era la fedeltà alla mia linea, ma il progetto politico: Sansonetti ha scelto la distruzione del Prc». «Io voglio un direttore che garantisca un progetto politico, non uno che prenda ordini: mi sono rotto le scatole di essere dipinto come uno stalinista». Poi si scalda: «Sono stanco che i giornali mi chiamino per rispondere a quello che scrive Liberazione: per me scarcerare Anna Maria Franzoni era una stronzata!».
Il leader Prc spiega poi che la seconda proposta di acquisto, apparsa ieri sulla prima pagina di Liberazione (che si affianca a quella dell’editore di Left Luca Bonaccorsi, che è favorita ma molto sgradita dalla redazione) «a me non è mai arrivata: quando arriverà la valuterò». Si tratta di un consorzio di cooperative e piccole imprese, B.G.I., che vorrebbe rilevare il giornale e mantenere Sansonetti al timone. Ferrero, però, ha altre idee: il direttore, chiunque sia il partner privato, sarà comunque Greco, a cui lunedì in direzione sarà affiancato un direttore responsabile che sia anche giornalista. Girano diversi nomi, tra i più accreditati Giovanni Russo Spena, Lidia Menapace e Guido Caldiron, ma Ferrero sta cercando anche al Manifesto, dopo il no di Giuliana Sgrena. Il segretario vorrebbe cedere ai privati la quota più ampia possibile, «anche il 99%», ma a patto di non perdere i 4 milioni annui di finanziamento pubblico. Comunque, ha assicurato, «la partita sul partner privato si chiuderà entro fine gennaio». Soddisfatto dell’accoglienza ricevuta? «Sì, Greco è una persona stimata, lontano dai cliché del normalizzatore- dice Ferrero-. E forse anche la redazione si è stancata di tutte le scorrettezze che mi sono state fatte». E il direttore designato dice: «Non farò un bollettino di partito».
Resta in primo piano anche la sempre più probabile scissione dell’ala vendoliana del Prc. Ieri Franco Giordano ha fatto un ulteriore passo avanti in un’intervista a Repubblica: «Non ci sono più le condizioni per rimanere in questo partito, hanno nostalgia del muro di Berlino». Poi ha spiegato che l’ultima chance per evitare la scissione sarebbe una lista unitaria delle sinistra alle europee. Ferrero spiega che «sarebbe ridicolo, perché noi, i Verdi e Sd, poi andremmo in tre gruppi diversi a Strasburgo». Ma oggi lui e Fausto Bertinotti si dovrebbero vedere per un ultimo vertice per evitare lo strappo. Tra i bertinottiani di vecchia data intanto si sta organizzando chi non vuole lasciare il Prc, sabato sarà presentato un documento: è circa un quarto dell’area Vendola, tra loro ci sono dirigenti come Augusto Rocchi, Tommaso Sodano, Milziade Caprili e Raffaele Tecce. Ogni decisione è rinviata all’assemblea dell’area Vendola che si terrà a Chianciano il 24 e 25 gennaio.


Corriere della Sera 9.1.09
Il giornale del Prc
Il sindacalista Greco dirigerà Liberazione

ROMA — Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista, ha un nuovo direttore, ma non è un giornalista. Il segretario Ferrero ha chiamato (al posto di Piero Sansonetti) Dino Greco ( foto), ex segretario della Camera del Lavoro di Brescia, mai iscritto al Prc. Ferrero ha detto di volere un giornale che condivida il progetto del partito. Greco ha preso 48 ore di tempo, ma annuncia: «Non farò la Pravda ». Al suo fianco ci sarà un direttore responsabile, giornalista.

il manifesto 9.1.09
Sinistri. È abbastanza scissione
di Micaela Bongi

Il dado è tratto. O quasi: il Prc va verso una nuova scissione. Restano, tra la minoranza vendoliana dell'area Rifondazione per la sinistra, i distinguo su modi e tempi, la contrarietà di una parte degli ex bertinottiani, le proposte in extremis per tentare se non altro di rimandare il divorzio a dopo le europee di giugno. Ma, dicono scissionisti e non, «ormai è il processo è irreversibile». Una precipitazione legata al licenziamento del direttore di Liberazione Piero Sansonetti, che sarà sostituito lunedì dalla direzione del partito, e confermata (salvo successiva precisazione) dall'ex segretario Franco Giordano. Che ieri su Repubblica arrivava alle conclusioni di uno scontro durissimo consumato ma non fino in fondo al congresso di Chianciano che ha eletto segretario Paolo Ferrero, e ora all'ultima puntata: «Non ci sono più le condizioni per rimanere in questo partito». Prima tappa indicata da Giordano, lunedì: «Se cacciano Sansonetti, un minuto dopo lasceremo l'incarico in direzione».
La vede così, come la dice Giordano, l'ex subcomandante Fausto che, amareggiato dalla vicenda del quotidiano del partito e di fronte alla chiusura all'ipotesi di una lista unitaria della sinistra alle europee, avrebbe dato il via libera all'intervista. Non la pensano esattamente così, invece, altri vendoliani. In disaccordo non tanto sul merito, ma sul metodo. Quello della scissione armunciata via intervista, e senza aspettare l'assemblea dell'area che si terrà il 25 gennaio. L'esecutivo dei giovani comunisti, ad esempio, protesta: «Non condividiamo la modalità del dibattito per la costruzione di una nuova soggettività politica della sinistra, pur sentendone forte urgenza e necessità». Basta col vincolare l'unità «esclusivamente ai momenti elettorali», e basta con «interviste e annunci che non provengono da percorsi collettivi e democratici», è scritto nel comunicato firmato da Elisabetta Piccolotti e Federico Tomasello. E l'intervista di Giordano ha provocato parecchi malumori non solo tra i giovani.
E' dunque ancora Franco Giordano, nel pomeriggio, mentre il segretario Ferrera partecipa all'essemblea dei giornalisti di Liberazione e dopo che è stata ufficializzata dalla stessa segreteria la candidatura del sindacalista della sinistra Cgil Dino Greco a direttore politico del quotidiano, a correggere il tiro: «Non voglio la scissione, in questo momento occorre una discussione tra tutte le forze di sinistra per una piattaforma comune, una lista unitaria. Evitiamo di presentarci alle europee con sette liste di sinistra». Una «precisazione» dovuta non solo ai malumori sui modi e alla mobilitazione dei veri e propri «anti-scissionisti», ma anche alla reale volontà, sempre condivisa con Bertinotti, di percorrere in extremis la strada della lista unitaria. Possibilità che però Ferrero esclude categoricamente: «E' ridicolo che chi parla di unità faccia la scissione per costruire un partitino, così ridicolo che la scissione non la prendo nemmeno in considerazione», premette il segretario. Che esclude così la lista unitaria: «Sarebbe ancora più ridicolo fare un raggruppamento che dopo il voto si dividerebbe tra chi come la Sinistra democratica di Fava vuole andare nel gruppo socialista, chi con i Verdi e chi, come noi, restare nella Sinistra europea. E poi con questa legge elettorale passano tutti e l'Abruzzo ha dimostrato che se si va divisi si prendono più voti». E Ferrera non crede nemmeno che l'idea della scissione avrà un gran seguito tra chi al congresso di luglio ha sostenuto Nichi Vendola. In ogni caso oggi potrebbe incontrare Fausto Bertinotti. Sicuramente Bertinotti oggi pomeriggio farà il punto con Giordano e con 1'ex responsabile organizzazione del partito, Ciccia Ferrara.
La stessa scelta di Dino Greco come direttore di Liberazione (l'ex segretario della Camera di lavoro di Brescia si è preso 48 ore per rispondere, ma già annuncia che il suo non sarebbe «mai un bollettino di partìto»), sembra puntare a spiazzare gli ex bertinottiani, agganciandone una parte. Per quanto riguarda il direttore responsabile (ieri era dato per certo Guido Caldiron, che però smentisce), il segretario sostiene che questa figura servirà a garantire legalmente l'uscita del giornale e si avrà una doppia direzione «come si usava nei giornali. di sinistra». Come dire, non necessariamente per rispondere al modello Bonaccorsi-Fagioli. Non per questo l'ipotesi che entri nella proprietà l'editore di Left legato al guru dell'analisi collettiva è tramontata, anzi. Nella maggioranza del Prc c'è chi, a partire dall'area di Claudio Grassi, ma anche tra gìi stessi ferreriani, vede l'ipotesi come fumo negli occhi. Perciò negli ultimi incontri tra Ferrero e Luca Bonaccorsi si sarebbe parlato dei limiti da mettere alia diffusione del pensiero fagiolino sul giornale, in particolare sulla parte culturale.
Lunedì la direzione si occuperà della sfiducia a Sansonetti e della nomina dei nuovi diret· tori. Ma sull'ingresso di un editore privato, Ferrero ai giornalisti e al sindacato ha spiegato che si deciderà entro un paio di settimane. E se il cdr chiede che la maggioranza resti i'J partito, il segretario risponde: «Se si cederà il 99 o all'l per cento si vedrà, l'importante è che non si perda il finanziamento pubblico». II segretario ha poi sostenuto che sarà presa in considerazione la proposta avanzata ieri dalle colonne di Liberazione dal costituendo consorzio Bgi, ma sostenendo - a differenza di quanto si assicura nel giornale - di esserne stato tenmo strumentalmente all'oscuro fino a ieri.
Appuntamento dunque a lunedì per la prima tappa. Per la scissione ufficiale molto probabilmente si dovrà attendere febbraio. seminario di fine mese di Rifondazione per la sinistra, ma anche le elezioni in Sardegna.


il manifesto 9.1.09
Prc. Tempi del divorzio, tempi della politica
di Ida Dominijanni

Franco Giordano sceglie la tribuna di Repubblica per annunciare la scissione della minoranza da Rifondazione comunista: «Non ci sono più le condizioni necessarie per rimanere in questo partito, così come è diretto e gestito». Poche ore dopo, però, è lo stesso Giordano a precisare, spostando l'accento su un altro brano della sua intervista: le condizioni non ci sono più, a meno che non si riesca a varare, per le elezioni europee, una piattaforma e una lista comune fra tutte le forze di sinistra. Che è, notoriamente, quello che il segretario del Prc Paolo Ferrero, non ha mai voluto. Finora almeno. Ma domani, «sistemato» - con Dino Greco direttore e Sansonetti fuori - l' affaire Liberazione? Le vie della contrattazione politica, si sa, sono infinite. Ma quelle della politica?
Quelle della politica, a sinistra, sono sempre più avvolte nella nebbia. E qui non si tratta, come fanno alcuni, di deprecare la pratica scissionista in nome della disciplina di partito. La scissione, dentro Rifondazione, è già in atto, non da dopo ma da prima del congresso di luglio. Il tempo, se mai, la sta trasformando in diaspora, erodendo la stessa minoranza vendoliana, palesando le differenze che compongono la maggioranza di Ferrero e logorando ~guaio non minore -le relazioni intersoggettive. Dunque una rottura proclamata non farebbe che sancire lo stato delle cose; e potrebbe anzi aprirlo. Ma se tutto resta intrappolato nella pratica degli annunci e delle frenate, delle dichiarazioni d'inimicizia irrevocabile e di ricontrattazione possibile, il pantano resta e l'apertura si allontana.
I destini di ciò che vive a sinistra del Pd (il quale a sua volta non gode di salute migliore) sono dunque appesi più all'imprevedibilità della storia che alle sigle attualmente disponibili. Due cose sono chiare però a questo punto. La prima è che le differenze culturali interne alla sinistra, per troppo tempo sottovalutate, sono diventate così pesanti da rivelarsi decisive e ineludibili. Non è un caso che la frattura interna a Rifondazione, per quanto risalente appunto a prima del congresso, sia esplosa sul caso Liberazione. Per sua natura, un giornale può essere uno stlumento straordinario per fluidificare, valorizzare, rilanciare un arco mobile di posizioni, mettendole alla prova dell'interpretazione del reale: è di questo, anzi, che vive. Ma muore invece se quelle posizioni si irrigidiscono, e se la forma politica della comunicazione viene piegata alla forma partitica dell'organizzazione o dell'ideologia. Nel caso Liberazione non ne va dunque 'solo' dei destini di un giornale o di un direttore, ma della concezione della politica e della comunicazione, dei rapporti fra politica e cultura e di quelli fra un partito e la sua cultura, il suo medium e i suoi messaggi, la sua tradizione e la sua prospettiva. Tutto quello che nel congresso di Chianciano era stato facile contenere nella sceneggiatura degli slogan e degli inni, nel giornale o trovava un suo rilancio creativo - arduo - o era destinato a esplodere, come infatti è esploso.
La seconda cosa chiara è il paradosso che tiene imprigionata non solo Rifondazione ma tutta l'area della sinistra radicale espulsa dalla scena della rappresentanza dal voto del 14 aprile. Il paradosso sta in questo, che mentre quel voto drastico e spietato costringeva a reinventare forme e pratiche della politica fuori dalla rappresentanza e dalle sigle di (mini)partito, tutto ciò che (non) è accaduto da allora in poi o è rimasto intrappolato nella riesumazione di un partito identitario (il Prc di Ferrero) o è stato comunque sovradeterminato dalla logica della rappresentanza (le liste per le europee, le elezioni locali o regionali su cui si arrovellano la minoranza del Prc e i suoi eventuali compagni di strada). Di invenzione di forme e pratiche nuove se n'è vista poca. La realtà, invece, non fa che reinventarsi, nel bene e nel male: negli Usa di Obama, a Gaza, nell'Onda studentesca, nella crisi economica, negli stii di vita... non si dica che non cisarebbe di che fare politica: con o senza un partito, con o senza delle liste elettorali.


il manifesto 9.1.09
Contrari. Spunta il documento di quelli che restano, sabato la riunione
«Se ne vanno, ma dove?» Gli ex faustiani si spaccano
di Daniela Preziosi

«Un gesto inconsulto, «irresponsabile», «un'operazione di ceto politico».
Fra i bertinottian-vendoliani, quelli che non sono d'accordo con la scissione non usano tante cortesie per commentare l'intervista di Franco Giordano che, ieri su Repubblica, annunciava la scissione (anche se in giornata l'ex segretario ha attenuato il senso delle sue parole). Che nella minoranza Prc si stesse consumando la scissione fra 'scissionisti ' e 'non' era cosa nota, persino pubblica. Ieri però è uscito allo scoperto un folto gruppo di dirigenti che hanno dato battaglia al congresso nella mozione due, al fianco di Nichi Vendola, ma che adesso non hanno nessuna intenzione di abbandonare il partito a Paolo Ferrero e alla sua composita maggioranza. Che fra l'altro, spiegano in molti, rischia di saltare da sé a ogni piè sospinto: tanto varrebbe almeno a aspettare. Sono una trentina di componenti del comitato politico nazionale' il parlamento ne del partito, d'accordo su quella che al momento è una bozza. Sarà discussa e presentata ufficialmente sabato in una riunione autoconvocata significativamente nella sede del partito fra quelli che, appunto, dicono no alla scissione. Fra i firmatari, nomi di peso: gli ex parlamentari Augusto Racchi, Milziade Caprili, Luigi Cogodi, l'europarlamentare Giusto Catania, Rosa Rinaldi, Raffaele Tecce, Tommaso Sodano, Sandro Valentini; i segretari delle federazioni di Cagliari e Palermo; i segretari della Sardegna e della Calabria, molti provenienti dell' area operaista e sindacale. La stessa di Dino Greco, il cigiellino ex bertinottiano che Paolo Ferrero (forse non a caso) ha scelto per la direzione del giornale del partito. Altri non hanno firmato per le funzioni che ricoprono, come Salvatore Bonadonna, presidente dei garanti Prc, ma in sostanza sono d'accordo. Altri non firmano ma hanno pubblicamente espresso opinioni simili, come l'ex braccio destro di Bertinotti Alfonso Gianni. Qualcuno, come il tesoriere Sergio Boccadutri, viene tirato in mezzo e smentisce di essere della partita. Ma il gruppo è nutrito e destinato, a quanto pare, a raccogliere altre adesioni.
Il testo del documento, intitolato «Continuare il cammino per Rifondazione della sinistra», non rinuncia a una dura polemica con la linea della maggioranza. E, nella parte del 'che fare', si articola su tre punti. Il primo, riassunto in sostanza: non si può pretendere di avviare un percorso costituente di un soggetto unitario a sinistra passando per l'ennesima scissione, e finendo per creare una 'cosa' che assomiglia ad un «arcobaleno in piccolo». Il secondo: i firmatari intendono continuare a battersi per la ricostruzione della sinistra, ma nella consapevolezza che si tratta di un processo «di medio periodo», che esclude scorciatoie o accelerazioni che prescindano dalla ricostruzione della sinistra nei territori. Il terzo è «l'autonomia del progetto di trasformazione della società»: tradotto da Augusto Racchi, l'ex sindacalista fra i principali ispiratori del testo, «a sentire i compagni di Sinistra democratica, tutto ruota intorno alla riedizione del centrosinistra e al tema del governo. Per noi no». Quindi, spiega, d'accordo con Giordano e gli altri nel battersi per un cartello comune della sinistra alle europee, «ma deve essere dawero comune. Se invece, come sembra, non ci sta il Pdci e non ci stanno i verdi, è molto meglio andare con il simbolo e le liste del Prc. Insomma, non possiamo opporre alla costituente dei comunisti che vuole Ferrero un cartellino fra noi e Sd».
Come lui sembrerebbero pensarla in molti fra i vendoliani del nord, buona parte dei siciliani, un pezzo importante del partito in Campania. Senz'altro la torinese Marilde Provera: «La scissione è un'errore, dobbiamo invertire la tradizione dei distinguo e delle scissioni e inaugurare quella delle sintesi. Ed è un'accelerazione tutta politicistica, quella che già tempo addietro avevamo combat tuta dicendo no alla formazione che proponeva il professar Asor Rosa. E che adesso si ripropone in forma persino peggiore. Ed è sconfortante: con un' operazione così rischiamo di recuperare qualche punto alle europee, ma di essere poi tutti più divisi e più poveri». La battaglia per l'unità continua, all'interno e all'esterno del Prc, conclude Provera, «e porta risultati: alla regione Piemonte siamo riusciti ad ottenere, oltre i finanziamenti centrali, 40 milioni di euro per i lavoratori che perdono il lavoro, compresi quelli delle cooperative sociali. E da lotte di questa natura che si fa l'unità, non da operazioni di ceto politico».
«Dobbiamo essere coerenti con quello che abbiamo detto ai ventimila compagni che hanno votato la mozione due al congresso», attacca Salvatore Bonadonna. «Dicevamo che chi ci accusava di scissionismo agitava un feticcio strumentale? Era una balla?». Lui si dichiara «contrario alla logica delle cordate», ma accusa i dirigenti vendoliani di «reagire con rabbia alla sconfitta congressuale. Costruire ex novo le forme della politica, puntare a un vero rinnovamento è un lavoro di lunga lena e di molto studio. E poi chi vuole uscire dal Prc dove se ne va? Verso un accordino con Sd? In un'associazione? Non è un troppo poco rispetto all'ambizione grande che ci siamo dati?».


Il Messaggero 9.1.09
Ferrero sfiducia Sansonetti: vuoi distruggere il Prc
Un sindacalista per la successione. Il direttore: fanno la “Pravda” e arriva il commissario. La minoranza verso la scissione
qui

Il Mattino 9.1.09
Liberazione, Ferrero designa Greco al posto di Sansonetti: lite in Rifondazione
qui

il Riformista 9.1.09
Ora Vendola perde pure i bertinottiani
Fausto non rinnova la tessera. Ormai è scissione nella scissione. La vecchia guardia legata all'ex leader: «Non si ricostruisce la sinistra facendo una lista con Fava»
Oggi incontro con il segretario

su spogli

il Riformista 9.1.09
«Ferrero vuole l'Emilio Fede di turno»
intervista a Vladimir Luxuria
di A.D.A.
su spogli

il Riformista 9.1.09
Il gran ritorno del subcomandante Fausto (Bertinotti)
di Antonello Piroso
su spogli

Liberazione 9.1.09
Caro Franco, nel partito si resta anche quando si ha un dissenso
di Claudio Grassi
su spogli










Liberazione 9.1.09
Ma i vendoliani si spaccano, antiscissionisti allo scoperto
Prc Europee, Giordano: «Non voglio scissione ma serve lista a sinistra»
di Castalda Musacchio
su spogli la vignetta a sinistra - di Staino - appare sull'Unità di oggi














Liberazione 9.1.09

Assemblea con Ferrero. I lavoratori: «Il Prc tenga la maggioranza delle azioni e lavori col sindacato». Greco indicato direttore
"Liberazione", 15 giorni di tempo per sapere se sarà venduta. E a chi
su spogli
l'immagine a sinistra è pubblicata su un'intera pagina di Liberazione di oggi

Liberazione 9.1.09

Prc, troviamo una soluzione condivisa.
Altrimenti nessuno è più credibile
di Ovidio Della Croce
su spogli

Liberazione 9.1.09
Tre lettere
su spogli

Aprile on line 8.1.09
Il Prc verso la scissione
di Aldo Garzia, collaboratore di left
su spogli

Aprile on line 8.1.09
L'attualità dell'orgoglio comunista
di Umberto Franchi
su spogli

Adnkronos 9.1.09
'Liberazione' aspetta il nuovo direttore. Il candidato: ''Non farò la Pravda''
qui

AMI 9.1.09
Rifondazione. Il partito verso la scissione
Intervista a Franco Giordano
qui

La prossima settimana "Faccia a faccia", su RadioTre dalle 10.15 alle 10.45, sarà condotto da Paolo Franchi. Fra gli ospiti ci sarà anche Fausto Bertinotti

Giovedì sera a "Parla con me" Dario Vergassola con Miriam Mafai hanno parlato di Massimo Fagioli
Chi ne avesse una registrazione è pregato di prendere contatto con "segnalazioni"
(segnalazione di numerose persone)


l'Unità 9.1.09
Myriam Marino
ECO - Ebrei Contro l'Occupazione
1. "Non in nostro nome"
E' il titolo della lettera aperta scritta da ebrei italiani nel 2002, sull’onda delle stragi di civili palestinesi per i bombardamenti israeliani seguita alla seconda Intifada. Con questa presa di distanze da tali azioni del governo israeliano è nata la rete Eco - Ebrei Contro l'Occupazione.
2. La rete
Oggi siamo una piccola associazione nazionale con attivisti a Torino, Milano, Roma, nel sud Italia e in Israele. Cerchiamo di essere una voce fuori dal coro, contro ogni violenza e per la riconciliazione.
3. A fianco dei palestinesi
Aderire a questo movimento è stato naturale per me, dopo un percorso che mi ha portato a conoscere e frequentare molti palestinesi. Più difficile per chi di noi era vicino alla comunità ebraica italiana, da cui abbiamo avuto durissime critiche.
4. Bandiere bruciate
Non condivido questo gesto che ha caratterizzato alcune recenti manifestazioni, Ma non mi sconvolgo se prende fuoco un pezzo di stoffa, di fronte al bruciare di vite umane.
5. Aiuti per Gaza
Con l’Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese, abbiamo lanciato “Sos Gaza”, una campagna di raccolta di fondi per l’acquisto in loco di quanto necessario.

Per Gaza
una pagina dell'Unità di oggi
con una poesia di Pietro Ingrao
clicca sull'immagine per ingrandirla

i testi degli articoli segnalati di seguito - se non diversamente indicato - sono disponibili su spogli

Repubblica 9.1.09
"Preti gay, per i fedeli non è più tabù"
Reazioni positive all'articolo di Avvenire su clero e omosessualità. "Giusto discuterne"
di m. pol.
CITATO MARTEDI:
Repubblica 6.1.09
L'omosessualità conquista il pubblico di RaiUno
qui segnalazione di Paolo Sirianni
Repubblica 9.1.09
Su Nature l'annuncio di un biologo britannico Sentimenti reciproci più facili grazie a un ormone
Addio Cupido arriva la pillola dell'amore
Annusare una spruzzata di ossitocina accresce fiducia e empatia
di Enrico Franceschini

l'Unità 9.1.09
Proposta del Pdl. Uguali reduci fascisti e partigiani
Insorge l’Anpi. Vassalli: iniziativa incostituzionale
Corriere della Sera 9.1.09
La proposta di legge
«Onorificenza ai repubblichini». Insorgono i partigiani
di Paola Di Caro
Corriere della Sera 9.1.09
Il governatore In un'intervista all'«Espresso» chiede che il Pd esalti «l'esperienza dell'Ulivo»
La sfida di Soru: se io vinco ripeto quel che riuscì a Prodi
«In Sardegna si può tornare al successo e a battere Berlusconi»
di Alessandro Trocino

il Riformista 9.1.09
Il Movimento è in vacanza
La riforma Gelmini passa e dell'Onda non c'è traccia
di Alessandro Da Rold

Repubblica 9.1.09
Gli attacchi
Allevi. Tutti contro il piccolo divo "Ma io sto dalla parte di Mozart"
di Giuseppe Videtti