mercoledì 22 gennaio 2014


 






























































Repubblica 22.1.14
La fiaba moderna della grande trattativa
di Barbara Spinelli

DIFFICILE pensare che un politico accorto, abituato a vincere, usi le parole a casaccio. Che si spinga fino a dire, come Renzi dopo l’incontro con Berlusconi al Nazareno, che nel colloquio è emersa «profonda sintonia». Sintonia si ha quando il suono che emetti s’accorda perfettamente con un altro. Se poi è addirittura profonda, ogni incongruenza diventa schiuma delle cose. Schiuma la condanna giudiziaria del Cavaliere; schiuma l’imperio della legge.
Armonia regna. La Grande Trattativa può iniziare. Se fosse una fiaba, e non un pezzo emblematico di storia italiana, le incongruenze sarebbero normali: la montagna che scali è in realtà una pianura, i sassolini bianchi che raccogli nel bosco ti fanno dimenticare che la madre ti ha scacciato e gettato nella notte. Stoffa delle fiabe è anche il ripetersi del perturbante, che risbuca uguale a se stesso finché l’incanto si spezza.
Non così in politica, dove il perturbante stride: per alcuni insopportabile, per altri incomprensibile. Quando la politica prescinde così platealmente dalla giustizia, quest’ultima evapora. Negoziare non solo la legge elettorale ma anche la Costituzione con un pregiudicato è difficilmente giustificabile perché gli italiani si diranno: ma come, Berlusconi non era interdetto? incandidabile? Che ne è, della maestà della Legge?
La fiaba, dice Cristina Campo, è una professione di fede; è «incredulità nella onnipotenza del visibile». Non fidarti di quel che vedi, credi piuttosto nell’invisibile, nel sotterraneo. Non è successo nulla nei tribunali, Berlusconi s’è candidato alle europee e nessuno inarca il sopracciglio. Quel che hai visto al Nazareno, la favola lo rende possibile: la politica più che autonoma è sconnessa dalla giustizia, Berlusconi ha milioni di elettori e solo questo conta. Lui l’ha sempre preteso.
La sintonia affiorò subito, quando il manager entrò in politica col suo enorme conflitto di interessi e gli fu condonato. A più riprese fu poi protetto; in momenti critici Napolitano gli diede tempo per rialzarsi; ogni volta lo scettro gli fu restituito. Lo stesso accade oggi, sei mesi dopo la sentenza: il condannato s’accampa sugli schermi come cofondatore, addirittura, di nuove Costituzioni. «La pacificazione che non è riuscita a Letta è andata in porto con Renzi», si compiace Forza Italia.
La pacificazione copre punti cruciali, a cominciare dalla legge elettorale. Per Berlusconi l’Italia deve essere bipolare, perfino bipartitica: sempre ha detto che l’esecutivo non va imbrigliato. Solo di recente ha accettato, per convenienza, larghe intese. Renzi gli fa eco: l’accordo «garantisce la governabilità, il bipolarismo, ed elimina il ricatto dei partiti piccoli». La rappresentatività neanche è menzionata. Forza Italia recupererà Alfano, ma il Pd chi recupererà? Non solo: Berlusconi ha sempre voluto Camere di nominati, e con le liste boccate (sia pur piccole) i nominati torneranno. Forse Renzi ci ripenserà. Al momento, anch’egli sogna deputati controllabili. Ha tirato fuori il doppio turno: che evita gli inciuci, non i parlamenti blindati.
Una minoranza del Pd s’indigna («Mi sono vergognato », ha detto Fassina, e Cuperlo si è dimesso da Presidente). Ma anche qui regna l’infingimento fiabesco. Chi s’offende ha fatto le stesse cose, per vent’anni, senza vergogna in eccesso. Agì nell’identico modo Veltroni, quando nel gennaio 2008 proclamò a Orvieto che il Pd rompeva le alleanze e «correva da solo» contro Berlusconi. Meno di quattro mesi dopo il governo Prodi cadeva, Berlusconi saliva al trono. Né furono meno corrivi D’Alema, Violante, che ignorarono la legge sul conflitto d’interessi aprendo le porte al capo d’un impero televisivo. Dicono alcuni che Renzi può patteggiare, essendo «nato-dopo» questa storia di compromessi. Ma i nati-dopo sono responsabili della Storia (compresa la non elezione di Prodi e Rodotà al Quirinale, compreso il tradimento dei 101) anche se personalmente incolpevoli. Da quando guida il Pd, l’incolpevole risponde del passato, e di un’autocritica storica che tarda a venire.
Sostiene Renzi che tutto è diverso, oggi: la sintonia è semplice accordo, obbligato e «fatto alla luce del sole». La consolazione è magra. Berlusconi esce dalla notte ed entra nel giorno, con lui si rifanno leggi elettorali e anche costituzioni. Smetterà d’essere considerato un pregiudicato e dunque infido. Già ha smesso: è il senso simbolico-fatato dellaGrande Trattativa.
Conta a questo punto sapere l’oggetto del patto. Per alcuni è la salvezza del boss dai giudici, vil razza dannata. Più nel profondo, è la consacrazione di nuovi padri costituenti. Tra loro ha da esserci chi, anche se condannato, s’ostina a definire desueta la Costituzione del ’48. L’ha ribadito l’11 gennaio: «Abbiamo fiducia, con una legge elettorale che dia il premio di governabilità del 15%, di arrivare da soli ad avere la maggioranza in Parlamento, per poter fare quello di cui l’Italia ha bisogno dal 1948 a oggi». Il ’48, in altre parole, fu un inizio nefasto. Non si sa se la sintonia profonda copra anche questo. Renzi parla solo di Senato e regioni, ma quel che succederà dopo non è chiaro. Chiaro è però l’approdo: l’Italia deve essere bipolare, bipartitica, e i governi non destabilizzabili da coalizioni insidiose. Un’ambizione legittima, se l’Italia politica fosse davvero divisa in due. Ma è divisa in tre: la crisi ha partorito Grillo. Semplificare quel che è complesso è la molla di Berlusconi, di Renzi, di Letta, anche del Colle. Il fine è un comando oligarchico, non prigioniero delle troppo frammentate volontà cittadine. La soglia elettorale dell’8 per cento per i partiti solitari è una mannaia. Grillo non temerà concorrenti.
Nel suo ultimo libro, Luciano Gallino dà un nome alla nuova Costituzione cui tanti tendono: la chiama costituzione di Davos. Il termine lo coniò in una riunione a Davos Renato Ruggiero, ex direttore dell’Organizzazione mondiale per il commercio: «Noi non stiamo più scrivendo le regole dell’interazione tra economie nazionali separate. Noi stiamo scrivendo la costituzione di una singola economia globale». Un obiettivo non riprovevole in sé (anche Kant l’immaginò), se lo scopo non fosse quello di «proteggere un’unica categoria di cittadini, l’investitore societario globale. Gli interessi di altre parti in causa — lavoratori, comunità, società civile e altri i cui diritti duramente conquistati vennero finalmente istituzionalizzati nelle società democratiche — sono stati esclusi» (Gallino, Il colpo di Stato di banche e governi, Einaudi 2013).
Non stupisce che 5 Stelle (o altri movimenti alternativi) disturbino i semplificatori. Sia pure caoticamente, la società civile — quella vera — s’interessa alla politica perché vede minacciati non interessi di parte ma il pubblico bene, come definito da Machiavelli: proprio il bene ignorato dalla costituzione di Davos. Non stupisce nemmeno che nelle mappe raffiguranti l’odierno Parlamento, lo spicchio di 5 Stelle perda spesso il nome: è occupato da «Altri». Era così nelle mappe del decimo secolo. Dove cominciavano terre sconosciute, specie asiatiche, si scriveva:
Hic abundant leones, qui abbondano i leoni. Questo forse intendeva il capo dello Stato, dopo le amministrative del ‘12, quando di Grillo disse: «Non vedo boom».
I leoni sono ora in Parlamento, e ci torneranno. Possono dire qualcosa, difendere la Costituzione del ’48, la legalità. È grave che non agiscano, lasciando che la Sintonia sia ancor più vasta. Il loro sbigottimento di fronte all’incontro che ha rilegittimato un politico condannato lo si può capire. È vero, «l’Italia è in preda alle allucinazioni e ai déjà-vu». Ma lo stato di stupore non è sufficiente. Alla lunga paralizza. La Grande Trattativa non è scongiurata: davanti a tanti volti trasecolati, può proseguire nei più imprevedibili dei modi.
Repubblica 22.1.14
Risposta a Galli della Loggia sul liberismo
Quando la prevalenza dell’economia è una scelta politica
di Roberto Esposito
su spogli

Repubblica 22.1.14
Il pericolo Porcellinum
di Gianluigi Pellegrino

su spogli 

l’Unità 22.1.14
La democrazia non si taglia
Tagliare gli sprechi, non la democrazia
di Nadia Urbinati

su spogli

il Fatto 22.1.14
Patto a due
Legge elettorale, il dettaglio è peggio
di Paolo Flores d’Arcais

su spogli

il Fatto 22.1.14

Furio Colombo
Berlusconi e Renzi, perché?

su spogli
Formiche.net 20.1.14
Da Veltroni a Renzi: tornano vocazione maggioritaria e Berlusconi
di Carlo Patrignani
qui
l’Unità 22.1.14
Cuperlo lascia la presidenza. Nel Pd è alta tensione
Minoranza in allarme. Fassina: «Matteo non sopporta le critiche, ma niente scissione»
Per la successione si pensa a Epifani
I bersaniani studiano emendamenti sulle preferenze
di Andrea Carugati

su spogli
l’Unità 22.1.14
«Mi dimetto perché mi allarma questa idea del partito»
«Mi dimetto perché voglio bene al Pd e per rafforzare al suo interno idee e valori di una sinistra ripensata»
«Voglio poter criticare e dissentire senza che ciò appaia un abuso della carica di presidente»
«In direzione hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale. Ma così un partito non può funzionare»
di Gianni Cuperlo

su spogli

l’Unità 22.1.14
Renzi rilancia: «Ho preso il 70%, potevo dirgli ciao»
Il segretario replica a Cuperlo senza attenuare la polemica
Sul governo: «Se Letta vuole una mano la chieda»
Sul gruppo parlamentare: «Deve fare quel che decide la direzione»
di Vladimiro Frulletti

su spogli
il Fatto 22.1.14
L’“Italicum” sfascia i democratici
Cuperlo lascia ma Renzi se ne infischia e avverte il Pd: “O la mia riforma o si va a votare”
di Wanda Marra

su spogli
Corriere 22.1.14
Ma il leader rischia tra i parlamentari
La minoranza del partito divisa e quello strappo deciso prima
di Maria Teresa Meli

su spogli 

La Stampa 22.1.14
Cuperlo, D’Alema, Fassina
Tutte le stoccate degli anti-Renzi
di Jacopo Iacoboni
qui

La Stampa 22.1.14
Bindi: attento Matteo che in Commissione non hai i numeri
«Siamo maggioranza e se presenteremo degli emendamenti, il segretario
li dovrà accettare»
di Franesca Schianchi
qui

Il Sole 22.1.14
Affari costituzionali
Ma in Commissione Renzi è minoranza
di Lina Palmerini

su spogli

«L’affondo renziano fatto apposta per dividerci»
La Stampa 22.1.14

La minoranza accusa ma è già spaccata in tre
Spuntano quattro candidati per la successione alla presidenza
di Carlo Bertini
qui

Repubblica 22.1.14
Gianni e la telefonata mai arrivata “Bastava che Matteo mi chiamasse”
L’ombra della scissione. L’incontro tra D’Alema e Bersani
su spogli

La Stampa 22.1.14
Ma è difficile che la minoranza democratica si saldi col M5S
di Marcello Sorgi
su spogli

Corriere 22.1.14
Il paradosso dei Democratici
di Antonio Polito
su spogli

il Fatto 22.1.14
Da Togliatti a Renzi: la verità non serve più
di Oliviero Beha
su spogli
La Stampa 22.1.14
L’Italicum era già scritto nel disegno dei saggi
A settembre nel documento finale si poteva leggere dello spagnolo corretto e del doppio turno “ballerino”
di Antonella Rampino
qui
La Stampa 22.1.14
L’autore del ricorso finito alla Consulta
Bozzi: “Questa legge è una vergogna. Un super Porcellum” di Marco Bresolin
qui

il Fatto 22.1.14
Nuove battaglie. Gli avvocati Bozzi e Tani: ricorreremo
“Vogliono i nominati, fanno carta straccia della Consulta”
di Antonella Mascali
su spogli

l’Unità 22.1.14
I giuristi, dubbi su sbarramenti premio e liste
di Gigi Marcucci
su spogli

Corriere 22.1.14
Il nodo delle liste bloccate e la strada per le primarie
di M. A. C.
su spogli

il Fatto 22.1.14
Legge elettorale
Il bidone a Sel (e ai perdenti Pd)
di Marco Palombi
su spogli
l’Unità 22.1.14
Pippo Civati
«Cuperlo non poteva fare altro che dimettersi, nel Pd va trovato il modo di discutere in modo diverso. Italicum? Piuttosto è un Florentinum. . .»
«Si andrà per le lunghe, meglio se Matteo fa il premier»
intervista di Rachele Gonnelli
su spogli
Corriere 22.1.14
Civati: c’è un’atmosfera da resa dei conti surreale
intervista di Daria Gorodisky
su spogli

Repubblica 22.1.14
L’intervista
Stefano Fassina: quando si sconfina sul piano personale si mostra insofferenza verso le opinioni diverse dalle proprie
“Così rischiamo una deriva plebiscitaria non ce ne andremo, ma serve rispetto”
su spogli

Repubblica 22.1.14
Pd, la diaspora della minoranza su cambi dell’Italicum e rimpasto
I Giovani Turchi: rischio di sfascio
Bersaniani decisi a presentare emendamenti al testo di Renzi
su spogli
il Fatto 22.1.14
Berlusconi: “Mica possono arrestare padre della patria”

SILVIO BERLUSCONI è ben contento di aver riacquistato una centralità nel sistema politico nazionale. Certo l’iscrizione nel registro degli indagati per il Ruby ter (il sospetto è quello che abbia pagato per mentire una gran parte dei testimoni del processo Ruby), non deve avergli fatto piacere. Tanto che fa trapelare - la notizia viene ripresa con prontezza sull’Huffington Post - una dichiarazione da padre della patria a rischio condanna: “Voglio vedere - dice - se arrestano un padre della patria”.
Corriere 22.1.14
E da Arcore Berlusconi detta la linea: niente attacchi al sindaco
Forte dei sondaggi che danno il cetrodestra in vantaggio
Il leader scommette sulla scissione del Pd: con le riforme possiamo solo crescere
Nel mirino sinistra dem e l’ex delfino Alfano: «Quali preferenze, ma se l’ho nominato io»
di Tommaso Labate

su spogli
Corriere 22.1.14
M5S: l’Italicum peggio che con Mussolini

su spogli
il Fatto 22.1.14
Opposizioni
5Stelle, il movimento immobile è la specialità della casa
di Andrea Scanzi

su spogli
l’Unità 22.1.14
Immigrazione clandestina il reato verrà cancellato
Chi entra irregolarmente in Italia non verrà sottoposto a procedimento penale
Il provvedimento scatterà solo per chi è recidivo dopo l’espulsione
di Masimo Solani

su spogli

l’Unità 22.1.14
«Monsignor Scarano e l’amante - don Luigi Noli - riciclavano soldi per i D’Amico»
Nuovo arresto per l’ex amministratore del patrimonio pontificio
«Persona inquietante e spregiudicata»
di Felice Diotallevi

su spogli
Corriere 22.1.14
La vita mondana di monsignor Scarano
Tele di Van Gogh e De Chirico in casa
Patrimonio e amici del monsignor mondano
I pm: Scarano ha 14 appartamenti, frequenta Alberto di Monaco e Hunziker. Nuovo arresto
di Fulvio Bufi e Fiorenza Sarzanini

su spogli

«Il principale accusatore del Papa è lo scrittore e giornalista argentino Horacio Verbitsky, per il quale esistono prove documentali che attestano le responsabilità di Bergoglio, che è giunto a considerare la sua elezione una “disgrazia per l’Argentina e il Sud America”»
il Fatto 22.1.14
Bergoglio, da benefattore a star di Voyager
di Luigi Galella

su spogli
il Fatto 22.1.14
Stato-Mafia
Il sostegno a Di Matteo: quello che gli altri (giornali) non dicono
di Angelo Cannatà

su spogli

il Fatto 22.1.14
Ecco quanto guadagna Marchionne (davvero)
250 milioni in otto anni
Non solo Fiat: tutta la galassia Agnelli contribuisce allo stipendio del manager, da Chrysler 1 milione per stare in cda
di Camilla Conti

su spogli

Corriere 22.1.14
Sull’aborto scontro Parigi-Madrid
I francesi: ritorno all’età della pietra La Spagna pensa a restrizioni, Oltralpe si liberalizza ancora
di Stefano Montefiori

su spogli

l’Unità 22.1.14
Kiev, dopo gli scontri varata legge anti-proteste
La diplomazia russa accusa l’Ue
Yulia Tymoshenko ai dimostranti dal carcere: «Siete eroi, se fossi libera sarei con voi»
Duecento i feriti di cui 120 poliziotti e almeno 35 giornalisti
di Sonia Renzini

su spogli

La Stampa 22.1.14
Putin riabilita la Prima guerra mondiale
E gli zaristi tornano nel Pantheon
Con l’installazione della lapide in ricordo del generale Mikhail Drozdovsky si apre una nuova epoca: con 100 anni di ritardo viene recuperata la memoria di quanto avvenne nel 1914-18, oggi funzionale alla tenuta politica del Cremlino
di Anna Zafesova

qui

Repubblica 22.1.14
Intervista
“Assad sta vincendo e non cederà il potere l’unica speranza è la tregua”
Vali Nasr: “Ma l’Iran non può essere escluso”

su spogli

Repubblica 22.1.14
Le multinazionali straniere sono responsabili di un quarto dell’inquinamento che sta distruggendo il paese
Ma l’Onu avverte: la delocalizzazione selvaggia è un boomerang. Perché i venti portano i veleni pure nello Spazio
La nube ora contagia Europa e Usa così la Cina esporta anche lo smog

su spogli

l’Unità 22.1.14
Sos Fondo Sanguineti
Il lascito del poeta senza pace: i libri ancora a rischio
Ben quarantamila volumi abbandonati, senza scaffali, mentre l’umidità avanza e attacca le pagine
La famiglia chiede nuovamente aiuto per salvare un patrimonio prezioso
E intanto è stata annunciata l’inaugurazione della nuova Biblioteca universitaria di Genova, che aprirà a giugno
di Francesca De Sanctis

su spogli

l’Unità 22.1.14
Democrazia. Bobbio dixit
L’eredità del grande filosofo nella sua opera cardine
Si sono appena concluse le celebrazioni in sua memoria
Qui una riflessione sui suoi insegnamenti scritta da un suo allievo
di Luigi Bonante

su spogli
La Stampa 22.1.14
“Come si arrabbierebbe Bobbio per la politica dell’Italia d’oggi”
di Beppe Minello

qui
l’Unità 22.1.14
Vattimo: sionismo e frottole forti
di Bruno Gravagnuolo

su spogli

l’Unità 22.1.14
Per non dimenticare
I giorni dell’orrore
«Non sapevo che sopravvivere ad Auschwitz sarebbe stato peggio che morirci»
di Patrick Fogli

su spogli
il Fatto 22.1.14
La “grande bufera” della Shoah nelle lettere di Rita
Tre missive inedite del futuro Premio Nobel
di Leonardo Coen

su spogli
Repubblica 22.1.14
Diversamente Italiano
La lingua segreta che usiamo davvero
Lo studioso Enrico Testa ricostruisce la vicenda di un idioma parlato da “semicolti” a metà strada fra Dante e gli analfabeti ma che, per quanto povero, è utile alla comprensione reciproca
su spogli

«il film di Bellocchio ispirato al suo caso, La condanna, fu premiato a Berlino»
il Fatto 22.1.14
La versione del Popi, trent’anni dopo
di Malcom Pagani

su spogli

l’Unità 22.1.14
Bellezze ritrovate
In mostra al Quirinale preziose opere classiche
di Marcella Ciarnelli

su spogli

il Fatto 22.1.14
Fotografia
L’occhio di Nomachi in viaggio nel Sacro
200 scatti dal Sahara, Nilo, Etiopia, La Mecca, Gang, Tibet e Ande in mostra a Roma
di Claudia Colasanti

su spogli

La Stampa 22.1.14
Per la prima volta nel nostro Paese il ritratto “con l’orecchino di perla”
La ragazza di Vermeer conquista l’Italia
di Franco Giubilei

qui
La Stampa 22.1.14
Vermeer può scalzare Monna Lisa
di Francesco Bonami

su spogli
Repubblica 22.1.14
Il museo in poltrona
Google Il giro dell’arte in un clic
Dai quadri di Warhol ai paesaggi di Turner La più grande galleria d’arte del mondo fruibile da casa In digitale 57 mila opere

su spogli
Repubblica 22.1.14
Anche la Venaria Reale e l’Archeologico di Ferrara sono già in Rete
Dagli Uffizi a Palazzo Grassi “Così la cultura è globale”

su spogli
La Stampa 22.1.14
“Così abbiamo creato l’antimateria”
L’annuncio del Cern
Prodotto e intrappolato al Cern il primo fascio di «antimateria»
L’esperimento è frutto di una collaborazione internazionale alla quale
partecipano anche scienziati italiani: «Una svolta per gli ultimi studi»
di Daniela Lanni

qui
La Stampa 22.1.14
Luca Venturelli
Il ricercatore: “Si spalanca una nuova finestra sui misteri dell’Universo”
intervista di Valentina Arcovio

qui
Si ringrazia Edoardo Baraldi  per le immagini di apertura

OGGI A ROMA (da L'UNITÀ DI IERI)
CLICCA SULL'IMMAGINE CHE SEGUE PER INGRANDIRLA:

martedì 21 gennaio 2014

OGGI A ROMA:








ULTIM'ORA:
Gianni Cuperlo, il presidente del Partito Democratico, lascia con una lettera aperta a Matteo "Benito" Renzi:
«Allarmato dalla tua concenzione di partito», qui
m
La risposta di Renzi a Cuperlo, qui
Fassina: «Le dimissioni di Cuperlo devono allarmare, ma niente scissione», un video qui
Un articolo di Carlo Bertini (La Stampa) su questo scontro, qui






















Repubblica 21.1.14
Nel mondo ci sono 85 uomini d’oro in tasca la ricchezza di metà popolazione
Hanno il reddito di 3,5 miliardi di abitanti

su spogli
il Fatto 21.1.14
Gli 85 super-ricchi valgono quanto 3,5 miliardi di poveri
Al Forum di Davos la Ong Oxfam censisce: possiedono metà del mondo
di Alessio Schiesari

su spogli

Repubblica 21.1.14
L’economista De Grauwe è scettico: c’è un timore reverenziale ad agire contro di loro
“Ci vuole una conferenza targata Ocse per studiare la tassazione dei miliardari”

su spogli

 






































Corriere 21.1.14
«Famiglia Cristiana»: via alla Terza Repubblica

Per Famiglia Cristiana , il faccia a faccia tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è, in qualche modo, epocale. Perché configura vere e proprie «prove tecniche di Terza Repubblica». Secondo il settimanale dei Paolini, la legge elettorale proposta dal segretario pd, il cosiddetto «Italicum», dovrebbe «cementare il bipolarismo». Detto questo, «il governo è più che mai in bilico». Dalla stampa cattolica, lo sguardo più favorevole è quello arrivato da padre Giacomo Costa, il direttore di Aggiornamenti Sociali , il mensile dei gesuiti.
Il sacerdote, pur non entrando nel merito delle questioni tecniche legate alla proposta, da Radio Vaticana osserva che «è sicuramente una chiave per tornare a fare politica. È uno dei criteri, un punto di riferimento che si è dato: ovvero superare una situazione a larghe intese, tornare politicamente a una situazione più vivace che rispetti l’agone politico e i confronti per lo meno tra i grossi partiti».
Promosso dall’esponente gesuita anche il faccia a faccia tra il segretario pd e Berlusconi: «È uno degli altri obiettivi di questa manovra, ovvero: uscire da un’impasse in cui non si decide niente. È una mossa che cerca di interpretare la situazione e prendere una posizione». Il meno favorevole è il presidente delle Acli Gianni Bottalico: «L’accordo fra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale appare come un duplice tentativo di conservazione della vecchia politica».
Corriere 21.1.14
Così ha svuotato la superiorità morale
Lo strappo della gratitudine
di Pierluigi Battista

Matteo Renzi esprime la propria «gratitudine» a Berlusconi per aver accettato l’invito nella sede pd. Avevano detto, quelli della minoranza, che se ne «vergognavano». Lui, baldanzosamente, contrappone sentimento a sentimento: gratitudine contro vergogna
Spezza il monopolio dei sentimenti. Non dice: per realismo politico sono costretto a parlare con il Nemico, ma guardate che ne provo disgusto come voi. No, infrange l’ultima remora psicologica a riconoscere il Nemico come avversario da combattere, ma da rispettare. E non manifesta ribrezzo nei confronti del popolo che in questi anni ha scelto Berlusconi: svuota il vizio della «superiorità morale» che ha fatto dire a sinistra di essere eticamente e antropologicamente migliori dell’«altra» Italia che ha votato Berlusconi. No, Renzi si dice «grato» per la cortesia di Berlusconi. L’argomento della condanna definitiva di Berlusconi era del resto un pretesto per riaffermare che con Berlusconi non bisogna avere nessun tipo di interlocuzione. Certo, hanno fatto insieme il governo delle larghe intese (e per tre mesi, dall’inizio d’agosto con la sentenza della Cassazione fino alla decadenza dal Senato, anche quando la condanna era diventata definitiva). Ma era chiaro che il disagio adesso è stato per una visita vissuta come una profanazione. Si «vergognavano», come ha detto Stefano Fassina. E forse avrebbero voluto qualche strumento decontaminante per disinfestare l’aria del Nazareno saturo di germi etici berlusconiani. E invece, Renzi è andato oltre, ribaltando un paradigma coriaceo in cui tanta sinistra si è crogiolata per vent’anni. Certo, avevano già invitato Berlusconi a un congresso: ma è nella liturgia dei congressi che siano presenti le delegazioni degli altri partiti. Certo, invitarono Gianfranco Fini nel ’95 a una festa dell’Unità: ma, per quanti malumori «antifascisti» circolassero, quella presenza non fu vissuta come uno sfregio. Fini era più accettabile di Berlusconi. È Berlusconi che il popolo della sinistra ha sempre percepito come il capo dei barbari usurpatori. E dunque, mitigato dal senso dell’umorismo che certo non gli fa difetto («e che con chi devo parlare, con Dudù?»), Renzi con quella inattesa «gratitudine» ha compiuto un altro strappo. Uno strappo psicologico, che forse è più importante di ogni formulazione teorica e di ogni astrazione politologica. L’idea che con l’avversario si entra in conflitto quando si parla di programmi di governo, ma nei confronti del quale prima o poi si deve fermare la giostra stucchevole dell’eterna delegittimazione. Un altro strappo. L’ennesimo.

Corriere 21.1.14
Legge elettorale, dal Pd ok all’Italicum di Renzi
«Entro maggio approvazione in Parlamento»
In direzione 111 a favore, 34 astenuti e nessun contrario.Le modifiche: doppio turno per le coalizioni se nessuno supera il 35%
Berlusconi: «Esprimo sincero e pieno apprezzamento per l’intervento del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi davanti alla direzione del suo partito, che ha rappresentato in modo chiaro e corretto il contenuto dell’intesa»
Renzi: «Esprimo a Silvio Berlusconi gratitudine per aver accettato di venire nella nostra sede»
di Maria Antonietta Calabrò e Alessandro Sala

qui

l’Unità 21.1.14
Cuperlo: «Prendere o lasciare? Un partito non si guida così»
Poi l’attacco del segretario e il presidente lascia il Nazareno senza votare
Minoranza spaccata
di Maria Zegarelli

su spogli

Corriere 21.1.14
Cuperlo esce di scena per protesta
La sinistra va alla battaglia in Aula
Il presidente lascia il tavolo mentre parla il segretario: è rottura

Minoranza tentata da un asse in Parlamento con chi dissente
di Monica Guerzoni

qui

Repubblica 21.1.14
La minoranza sale sulle barricate Il presidente: “Pronto a dimettermi”
Lite con il segretario: “Mi ha offeso”. Ora la resa dei conti

su spogli

il Fatto 21.1.14
Renzi asfalta i democratici: “Prendere o lasciare”. Cuperlo si alza e se ne va
La Direzione approva: 111 Sì e 34 astenuti
di Wanda Marra
su spogli

il Fatto 21.1.14
I rischi (mortali) che il sindaco non cita
La sua legge obbliga Lega e Ncd a coalizzarsi col Cavaliere
Una nuova vittoria di B. non è impossibile
di Marco Palombi

su spogli

il Fatto 21.1.14
Tra preferenze e nominati la casta salva la poltrona
La battaglia che si annuncia è tra chi rimpiange la Prima Repubblica e chi vorrebbe tornare a un “porcellum” senza badare alla Consulta
di Antonello Caporale

su spogli
MiroMega 20.1.14
Le relazioni pericolose tra il pregiudicato Berlusconi e lo spregiudicato Renzi
di Maria Mantello
qui
l’Unità 21.1.14
Lega
Calderoli: «Una legge quasi uguale alla mia Un “Porcellino”»

Secondo Calderoli «la montagna ha partorito il Porcellino», un sistema elettorale «Calderoli bis», con due differenze: «Io avevo proposto che il premio di maggioranza scattasse ad una soglia più alta, il 40 per cento e prefigurato uno sbarramento al 4%». Troppo alto l’8%, «troppo turco», secondo il senatore leghista, che boccia l'ipotesi di doppio turno nel caso in cui non vi sia alcuna coalizione che raggiunga il 35% dei voti. «È incostituzionale e amputa la rappresentatività democratica».
E il 4 maggio il nuovo segretario della Lega, Matteo Salvini, guiderà per la prima volta il raduno a Pontida.
 


 
DA NON PERDERE!!! Cosa c'è dietro Matteo Renzi:
Il Sole 15.1.4
Marco Carrai, l’America e l’Opus Dei
Chi è l'uomo-ombra del renzismo
di Claudio Gatti

su spogli alla data del 15.1
Il Sole 15.1.14
Tra diplomazia e intelligence. Chi sono Browne e Ledeen
I due consiglieri atlantici (e opposti) del sindaco
di C. G.

su spogli alla data del 15.1
Da L'UNITÀ DI OGGI
CLICCA SULL'IMMAGINE CHE SEGUE PER INGRANDIRLA:

 La Stampa 21.1.14
Berlusconi molto soddisfatto
Ma teme la rabbia dei cespugli
Esclusi dalla soglia, potrebbero fargli mancare i voti in caso di ballottaggio
di Ugo Magri

qui
Repubblica 21.1.14
Berlusconi stringe l’asse con Renzi “Bravo a resistere sulle preferenze”

su spogli

Repubblica 21.1.14
Una svolta di sistema

su spogli

Il Sole 21.1.14
Renzi vince, il Pd decide In Parlamento si vedrà
di Stefano Folli

su spogli

Il Sole 21.1.14
Ecco perché può funzionare
di Roberto D'Alimonte

su spogli

Corriere 21.1.14
La simulazione di YouTrend
Che Parlamento avremmo se si fosse votato con l’Italicum

qui














Nichi Vendola: «Non avremo dif­fi­coltà a dia­lo­gare con Renzi,
vedo un tratto di spi­glia­tezza, di moder­nità, in un orga­ni­smo gio­vane e non ple­to­rico»
il manifesto 16.1.14
Sinistra sotto l’effetto Renzi

su spogli
Pippo Civati: “ieri non è stata una bella giornata. Detto questo non penso sia il caso di fare la guerra a Renzi nel Pd, sennò ci suicidiamo tutti": Stefano Fassina: "Renzi ha fatto un lavoro ottimo, il resto va dimenticato"
Il Mondo 21.1.14
Italicum, Fassina apre a Renzi. Civati: lo chiamerei "Fiorentino"

qui







l’Unità 21.1.14
Parola di boss: «Per Di Matteo la fine del tonno»
Depositate le intercettazioni tra Riina e Lo Russo
«Napolitano? È meglio se non testimonia»
di Franca Stella
su spogli
il Fatto 21.1.14
“Deve succedere il manicomio” Così Riina minaccia Di Matteo
Il capo dei capi in carcere parla con il boss della Sacra corona unita
Su Napolitano sentenzia: “Non deve andare a testimoniare”
Riportiamo integralmente alcuni stralci delle conversazioni tra Totò Riina e Angelo Lorusso
su spogli

il Fatto 21.1.14
Trattativa: dieci a processo per il patto Stato-mafia
su spogli

il Fatto 21.1.14
Stato e mafia
Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino
di Roberto Scarpinato
su spogli
l’Unità 21.1.14
«Stamina, anche noi giornalisti siamo responsabili»
«È difficile occuparsi di questi temi, bisogna essere competenti»
Parla Piero Angela dopo il caso de «Le iene»: «C’è un’attenzione eccessiva verso certi “inventori”»
di Cristiana Pulcinelli
su spogli

il Fatto 21.1.14
Repubblica. Sciopero delle firme al giornale
I giornalisti di Repubblica protestano ancora contro gli esuberi decisi dal Gruppo Espresso, dopo mesi di scontro con l’azienda, e oggi sarà sciopero delle firme, cioè gli articoli (anche quelli dei collaboratori) usciranno anonimi. A dicembre la redazione aveva approvato con un referendum, 48 prepensionamenti obbligatori. Ma pochi giorni fa un secondo voto ha rimesso in discussione quanto deciso e ora si rischia il contratto di solidarietà (una riduzione generalizzata degli stipendi) o la cassa integrazione. Tre membri del comitato di redazione, la rappresentanza dei giornalisti, si sono dimessi. E ora che la trattativa si sposta lontano dalla redazione su un tavolo nazionale tra Fieg (gli editori) e Fnsi (sindacato), parte lo sciopero delle firme.
m






Caltagirone su Renzi: "«Il sindaco di Firenze è il nuovo in Italia. Io non sono convinto che il vecchio sia necessariamente male e il nuovo un bene», spiegò Caltagirone. «Penso però che il vecchio abbia perso il contatto con la gente: Renzi ha contatto, sa sentire la gente ed è il nuovo per questo» (qui)
il Fatto 21.1.14
Rifiuti e giornali. Guerra infinita Zingaretti-Caltagirone
Il governatore del Lazio ha molti nemici e ha trovato una microspia nella poltrona
Da mesi si scontra con il potere più forte di Roma: il costruttore-editore
di Daniele Martini
su spogli
Corriere 21.1.14
Roma sporca, caotica, insicura: la caduta di una capitale senza governo
Ogni 100 abitanti 67 auto, 56 pedoni uccisi l’anno. Un residente produce 660 kg di rifiuti, 113 più di Napoli. Abusi edilizi per 1 su 4. Dipendenti comunali: il doppio della Fiat
di Paolo Conti e Sergio Rizzo
qui
«è stata a lungo la compagna di Bruno Tabacci»
La Stampa 21.1.14
La figlia del “re del mattone”
e quei 1200 immobili fantasma Roma, denunciata Angiola Armellini: ha nascosto al Fisco di esserne la proprietaria
di Grazia Longo
qui
La Stampa 21.1.14
I periti: per lui l’Opg
Ammazzò a picconate.  “Deve uscire dal carcere”
su spogli
m

 








Corriere 21.1.14
Riciclaggio, arrestato monsignor Scarano
Sequestrati immobili e conti correnti
Salerno, finte donazioni alla chiesa per far sparire  denaro contante
Ai domiciliari anche un altro sacerdote
di Angela Cappetta
qui
Corriere 21.1.14
Prelati, politici e 007 «Così lavoravo per i servizi segreti»
Un milione di file nel pc del fiscalista dei potenti
Oliverio è finito in carcere per aver compiuto alcune operazioni considerate illecite per conto dell’ordine dei Camilliani
di Fiorenza Sarzanini

su spogli

il Fatto 21.1.14
Ma che crisi di vocazioni... La Rai è piena di tonache
di Patrizia Simonetti

su spogli

Repubblica 21.1.14
“Lobby gay, il Papa vuole chiarezza ma basta denunce anonime: chi sa parli”
Becciu, numero due della segreteria di Stato: le accuse vanno provate

su spogli





l’Unità 21.1.14
Europee, Schulz dà il via «Rifarò l’Ue da capo a piedi»
A giorni l’investitura della Spd e il 1° marzo a Roma al Congresso di socialisti e democratici
di Paolo Soldini

su spogli
Repubblica 21.1.14
La Ue alla prova del voto
di Adriano Prosperi

su spogli







La Stampa 21.1.14
Ucraina, la guerriglia non si ferma
Feriti 120 poliziotti, 80 in ospedale
Ancora scontri nella notte. Iulia Timoshenko: «Siete eroi, la libertà vale questa lotta»

Usa e Ue chiedono di abrogare le leggi “liberticide”
La Russia: «Situazione sfuggita di mano, intollerabile in qualunque Paese Ue»
su spogli












il Fatto 21.5.14
La rockstar “maledetta” che dice no al Partito
Cui Iian non parteciperà al galà della tv cinese per il capodanno
Il regime comunista aveva censurato la sua canzone su piazza Tienanmen
di Cecilia Attanasio Ghezzi

su spogli
il Sole 21.1.14
Rallenta la crescita cinese: +7,7%
Congiuntura. Incremento a due cifre lontano, segnali positivi dal riequilibrio del sistema economico
Ai minimi da 22 anni in Cina la crescita dei consumi di petrolio
Il quarto trimestre conferma la frenata 2013, ma Pechino è ottimista
di Rita Fatiguso

su spogli

Il Sole 21.1.14
La Borsa boccia la Peugeot cinese
di Marco Moussanet

su spogli

Il Sole 21.1.14
La morsa di Pechino sull'Europa
La strategia. I due «motori»: fame di tecnologia e produzione in eccesso
di Rita Fatiguso

su spogli












Repubblica 21.1.14
La Costituzione tunisina è rivoluzionaria
di Tahar Ben Jelloun

su spogli
m

 











l’Unità 21.1.14
Addio Abbado, genio e maestro
Aveva 80 anni: un musicista colossale in un Paese che era troppo piccolo per lui
Una carriera strepitosa pari soltanto a quella di Toscanini
di Giordano Montecchi

su spogli
l’Unità 21.1.14
La passione civile come bussola tra le crisi del 900
Dalla Scala contestata agli anni di piombo fino a Berlino mentre crollava il Muro:
senatore a vita non si fece mai usare dalla politica che usò per i suoi progetti
di Luca Del Fra

su spogli

l’Unità 21.1.14
Da Rossini fino a Berio
Una bacchetta magica e curiosa
Una vocazione ad ampliare il repertorio tradizionale tirando fuori dal cappello opere dimenticate e un notevole interesse per i compositori moderni
di Paolo Petazzi

su spogli

l’Unità 21.1.14
Un rivoluzionario sul podio che amava i giovani
Averlo come maestro è stata un’esperienza rigorosa ed esaltante. Dirigeva le orchestre formate da noi ragazzi con passione e gioia
di Marcello Bufalini

su spogli

































Repubblica 21.1.14
Non avrai altro Dio
Processo al monoteismo “È sinonimo di violenza”
di Vito Mancuso

su spogli












l’Unità 21.1.14
Lenin goodbye?
A 90 anni dalla morte, cosa resta di Vladimir Il’ic Ul’janov
Da Diego Rivera alle Pussy Riot: l’icona dell’incarnazione del comunismo oggi
ha un peso difficile da essere portato o sopportato
di Lucio Spaziante

su spogli
Corriere 21.1.14
A 90 anni dalla morte di Lenin

qui

Corriere 21.1.14
Lenin, quelle statue che non ti aspetti

qui














l’Unità 21.1.14
Scienze
La coscienza interiore
C’è un’area del cervello deputata a «gestire» il flusso di informazioni
La chiamano «l’interprete» e ci fornisce gli strumenti per rispondere a situazioni di pericolo. Il neuroscienziato Michael Gazzaniga nel suo ultimo libro «Chi comanda?» ipotizza un livello superiore della consapevolezza che riguarderebbe la sfera sociale e il libero arbitrio
di Eugenio De Rosa

su spogli
Repubblica Salute 21.1.14
Mente & disturbi
Psiche, cervello e neuroscienze l’evoluzione degli ultimi 40 anni
I quattro decenni raccontati dalla rivista Psicologia Contemporanea che nasceva nel 1974: la fotografia dei mutamenti e i contributi di grandi esperti come Piaget, Musatti o Gardner, i nuovi disturbi e gli approcci psicoterapici
di Valeria Pini

su spogli












Corriere 21.1.14
Il sogno breve dei governi partigiani
di Arturo Colombo

su spogli
m

 


















Corriere 21.1.14
Re generoso o flagello di Dio. I due volti del mito di Attila
di Paolo Mieli

su spogli