Repubblica 2.12.06
Stop alle distinzioni fra marito e convivente. Il ministro: difendiamo le donne e chi subisce discriminazioni
Le donne vittime
Stupri, molestie e violenze in casa giro di vite e condanne più dure
Il piano della Pollastrini: aggravanti per il coniuge
di Concita De Gregorio
qui
Repubblica 2.12.06
Napolitano: "Ripensiamo il '68 cinema di novità ma anche di furori"
Elogio di Rondi, direttore della Biennale della contestazione
di Silvia Fumarola
qui
Repubblica 2.12.06
Ma il 1968 del cinema italiano cominciò prima dei movimenti di piazza
Bertolucci, Bellocchio & C.
quelli dei pugni in tasca
di Paolo D'Agostini
qui
Repubblica 2.12.06
Un convegno di storici a Roma
Gli oscuri Anni Cinquanta
di Lucio Villari
qui
Corriere della Sera 2.12.06
Napolitano e il Sessantotto: anche furori e schematismi
di Lorenzo Fuccaro
qui
Corriere della Sera 2.12.06
Il ritorno degli atei
di Antonio Cairoti
qui
La Stampa 2.12.06
Com'era rosso il mio Partito
L'ex sindaco Diego Novelli: "I leader della sinistra ora vanno a pontificare in tv come quelli della destra"
di Alberto Papuzzi
qui
il manifesto 2.12.06
l'intervento / La rivolta ungherese non è stata soffocata dal comunismo
qui
«SEGNALAZIONI» è il titolo della testata indipendente di Fulvio Iannaco che - registrata già nel 2001 - ha ormai compiuto il diciottesimo anno della propria continua ricerca e resistenza.
Dal 2007 - poi - alla sua caratteristica originaria di libera espressione del proprio ideatore, «Segnalazioni» ha unito la propria adesione alla «Associazione Amore e Psiche» - della quale fu fra i primissimi fondatori - nella prospettiva storica della realizzazione della «Fondazione Massimo Fagioli»
L'ASSOCIAZIONE CULTURALE
sabato 2 dicembre 2006
venerdì 1 dicembre 2006
OGGI:

dal sito di Left
Come raggiungere Colfelice:
http://www.comune.colfelice.fr.it/citta/dove/index.htm
In treno Roma-Napoli via Cassino: fermata Roccasecca
Roccasecca-Avezzano: fermata Colfelice
Autostrada da Roma: A1 (Milano-Napoli):uscita Ceprano;
S.S.6 Casilina direzione Cassino,dopo 12 Km.
bivio per Colfelice
da Napoli: A1 (Napoli-Milano): uscita Pontecorvo;
S.S.6 Casilina direzione Frosinone, dopo 7 Km.
bivio per Colfelice
per mangiare e dormire a Roccasecca:
http://www.comuni-italiani.it/060/060/mappa.html
http://www.comune.roccasecca.fr.it/start/index.html
http://www.menteantica.it/roccasecca.htm
http://www.comune.colfelice.fr.it/citta/dove/index.htm
In treno Roma-Napoli via Cassino: fermata Roccasecca
Roccasecca-Avezzano: fermata Colfelice
Autostrada da Roma: A1 (Milano-Napoli):uscita Ceprano;
S.S.6 Casilina direzione Cassino,dopo 12 Km.
bivio per Colfelice
da Napoli: A1 (Napoli-Milano): uscita Pontecorvo;
S.S.6 Casilina direzione Frosinone, dopo 7 Km.
bivio per Colfelice
per mangiare e dormire a Roccasecca:
http://www.comuni-italiani.it/060/060/mappa.html
http://www.comune.roccasecca.fr.it/start/index.html
http://www.menteantica.it/roccasecca.htm

LEFT n.47 è nelle edicole e in Libreria
con Massimo Fagioli
in questo numero: Forse è soltanto un soffio di vento
• gli articoli precedenti sono disponibili qui
• Su una sezione del sito di Left è possibile sfogliare i numeri arretrati online.
• il quadro di Alessandro Ferraro che illustra l’articolo di Massimo Fagioli in questo numero è esposto fino a giovedi prossimo nella Libreria Amore e Psiche
Caravaggio, La Madonna dei Palafrenieri, Roma Galleria Borghese
Tutte le opere di Caravaggio: qui
Repubblica 23.10.05
Quando il Papa vuole fare le leggi
di Eugenio Scalfari
qui
Repubblica 19.11.06
I coriandoli che hanno sconvolto l'Italia
di Eugenio Scalfari
qui
Repubblica 21.11.06
"A Milano più omicidi che a Napoli"
qui
Repubblica 24.11.06
Quel "demone" messo alla sbarra
nell'Italia spaventata dalla libertà
qui
(ringraziamo Nuccio Russo e Roberto Giorgini)
alle 18.45
in tv, sul canale 906
è stato messo in onda un incontro
con Luca Bonaccorsi, direttore editoriale di
Left
(segnalazione di Annalina Ferrante)
in tv, sul canale 906
è stato messo in onda un incontro
con Luca Bonaccorsi, direttore editoriale di
Left
(segnalazione di Annalina Ferrante)
l'Unità 1.12.06
INDULTO / Il premier: «Me ne assumo la responsabilità». E Mastella ringrazia
qui
l'Unità 1.12.06
Bioetica, una nuova spina nel fianco dell’Unione
Sulla conferma del cattolico D’Agostino da parte di Palazzo Chigi
gli «alt preventivi» di gran parte della sinistra: «Serve laicità»
di Edoardo Novella
qui
l'Unità 1.12.06
FECONDAZIONE / Bimbi in provetta, boom viaggi esteri dopo la legge 40
qui
l'Unità 1.12.06
Napolitano: «L’Occidente non è una civiltà superiore»
di Vincenzo Vasile
qui
Repubblica Firenze 1.12.06
I Cézanne di Palazzo Strozzi
Una grande mostra su due collezioni disperse
qui
La Stampa 1.12.06
Anime bulle depresse o confuse?
Bullismo e depressione sono spesso convergenti, entrambi maschere d’insopportabile vulnerabilità. Peggiore è il rischio di epidemia del vuoto interiore
di Gabriel Levi*
qui
• Sarà presentato stasera a Napoli "Madri Assassine" scritto da Adriana Pannitteri, giornalista del Tg1 per l'editore Alberto Gaffi. Interviene la psichiatra che ha scritto la postfazione, Annelore Homberg. «La pazzia non è espressione di malvagità neppure quando porta a compiere il più inconcepibile dei delitti. L'uccisione dei proprio figli. È malattia». Lella Gubitosi leggerà le pagine più struggenti. Partecipa il magistrato Andrea Nocera con giornalisti e donne rappresentanti di associazioni. Seguirà un dibattito in sala. Libreria "Edicolè", piazza Municipio 5, inizio ore 18.
giovedì 30 novembre 2006
• QUESTO POMERIGGIO:
GIOVEDì 30 NOVEMBRE 2006 ORE 14.00
Via Gramsci, 53 - Roma - Aula Adam (11)
Facoltà di Architettura "Valle Giulia"
Corso di Laurea in Grafica e Progettazione Multimediale
Corso di Elementi di Disegno Automatico (Prof. Maurizio Maturi)
L'Arch. Giovanni Velli parla di tre opere pubbliche,
Piazza S. Cosimato, ideata da Massimo Fagioli,
Piazza Rolli e Piazza Cavalieri, ideate e realizzate per la città di Roma, dallo stesso autore
GIOVEDì 30 NOVEMBRE 2006 ORE 14.00
Via Gramsci, 53 - Roma - Aula Adam (11)
Facoltà di Architettura "Valle Giulia"
Corso di Laurea in Grafica e Progettazione Multimediale
Corso di Elementi di Disegno Automatico (Prof. Maurizio Maturi)
L'Arch. Giovanni Velli parla di tre opere pubbliche,
Piazza S. Cosimato, ideata da Massimo Fagioli,
Piazza Rolli e Piazza Cavalieri, ideate e realizzate per la città di Roma, dallo stesso autore
citato al Mercoledì:
Repubblica 29.11.06
E il partito gelò tutti i dissenzienti
Testimonianze/ Il 1956 e il Pci
di Alberto Asor Rosa
qui

l’Unità 30.11.06
Spagna 1936, l’unica democrazia possibile
qui
il manifesto 30.11.06
Il fascino degli slogan «Ribellarsi è giusto» e «Bombardare il quartiere generale». Parole d'ordine che sembravano adatte al Sessantotto
L'utopia interrotta dei cento fiori
«Mao's last revolution», un saggio sulla rivoluzione culturale cinese. Non l'atto di un dittatore impazzito, ma neppure il frutto della spontaneità delle masse
di Silvia Calamandrei
qui
il manifesto 30.11.06
Processi / Un mostro lombrosiano nell'Italia di fine Ottocento
qui
il Quotidiano 30.11.06
Anoressia maschile in aumento
qui
liberta.it 30.11.06
Bellocchio, pronta la scuola di regia
qui
agenziaaise.it 30.11.06
FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LIMA ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
LIMA - Il Festival del Cinema Europeo di Lima arriva alla sua diciottesima edizione affermandosi così, come uno degli eventi cinematografici di maggiore spicco in Perù (...)
Quest’anno, l’Ambasciata d’Italia a Lima, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, diretto da Nadir Morosi, ha partecipato, con la presentazione dei film: "Buongiorno notte" di Marco Bellocchio...
IL FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI FRANCOFORTE
FRANCOFORTE - (...) per quasi due settimane, nella sede del Filmmuseum di Francoforte, l'affezionato e sempre numeroso pubblico di questa rassegna cinematografica, organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Francoforte, l'associazione "Made in Italy" e la Casa di Cultura di Francoforte, con il patronato e il sostegno dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e degli Affari Esteri, avrà modo di vedere, in originale, film recenti e recentissimi prodotti dal 2004 al 2006 in Italia.
Il programma di quest'anno comprende "Il regista dei matrimoni" (2006) di Marco Bellocchio (...)
Alla serata inaugurale di venerdì 1° dicembre sarà presente Sergio Castellitto [al quale] è dedicata la retrospettiva di quest'anno (...)
Repubblica 29.11.06
E il partito gelò tutti i dissenzienti
Testimonianze/ Il 1956 e il Pci
di Alberto Asor Rosa
qui

l’Unità 30.11.06
Spagna 1936, l’unica democrazia possibile
qui
il manifesto 30.11.06
Il fascino degli slogan «Ribellarsi è giusto» e «Bombardare il quartiere generale». Parole d'ordine che sembravano adatte al Sessantotto
L'utopia interrotta dei cento fiori
«Mao's last revolution», un saggio sulla rivoluzione culturale cinese. Non l'atto di un dittatore impazzito, ma neppure il frutto della spontaneità delle masse
di Silvia Calamandrei
qui
il manifesto 30.11.06
Processi / Un mostro lombrosiano nell'Italia di fine Ottocento
qui
il Quotidiano 30.11.06
Anoressia maschile in aumento
qui
liberta.it 30.11.06
Bellocchio, pronta la scuola di regia
qui
agenziaaise.it 30.11.06
FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LIMA ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
LIMA - Il Festival del Cinema Europeo di Lima arriva alla sua diciottesima edizione affermandosi così, come uno degli eventi cinematografici di maggiore spicco in Perù (...)
Quest’anno, l’Ambasciata d’Italia a Lima, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, diretto da Nadir Morosi, ha partecipato, con la presentazione dei film: "Buongiorno notte" di Marco Bellocchio...
IL FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI FRANCOFORTE
FRANCOFORTE - (...) per quasi due settimane, nella sede del Filmmuseum di Francoforte, l'affezionato e sempre numeroso pubblico di questa rassegna cinematografica, organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Francoforte, l'associazione "Made in Italy" e la Casa di Cultura di Francoforte, con il patronato e il sostegno dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e degli Affari Esteri, avrà modo di vedere, in originale, film recenti e recentissimi prodotti dal 2004 al 2006 in Italia.
Il programma di quest'anno comprende "Il regista dei matrimoni" (2006) di Marco Bellocchio (...)
Alla serata inaugurale di venerdì 1° dicembre sarà presente Sergio Castellitto [al quale] è dedicata la retrospettiva di quest'anno (...)
mercoledì 29 novembre 2006
citato al Mercoledì:
Repubblica 29.11.06
E il partito gelò tutti i dissenzienti
Testimonianze/ Il 1956 e il Pci
di Alberto Asor Rosa
qui
due "brevi" dagli ospedali
qui (una segnalazione di Simone Simoni)
Adnkronos 29.11.06
Sanità, cresce il disagio mentale anche tra i minori
È quanto emerso oggi al Convegno "Quando il paziente è al centro della sua cura?", che si è svolto presso l'auditorium della Banca Toscana, a Firenze
qui
Il Giornale 29.11.06
Tony Negri fa ciao ciao al socialismo
qui
Repubblica 29.11.06
E il partito gelò tutti i dissenzienti
Testimonianze/ Il 1956 e il Pci
di Alberto Asor Rosa
qui
due "brevi" dagli ospedali
qui (una segnalazione di Simone Simoni)
Adnkronos 29.11.06
Sanità, cresce il disagio mentale anche tra i minori
È quanto emerso oggi al Convegno "Quando il paziente è al centro della sua cura?", che si è svolto presso l'auditorium della Banca Toscana, a Firenze
qui
Il Giornale 29.11.06
Tony Negri fa ciao ciao al socialismo
qui
martedì 28 novembre 2006
lunedì 27 novembre 2006
l'Unità 27.11.06
Ma la sinistra della Quercia non ci sta: è una condanna a morte, anche se differita
Salvi: è la conferma che questo sarà l’ultimo congresso Ds. Bandoli e Spini: sparisce un partito della sinistra europea. Caldarola: i nodi sono laicità e economia
di Vladimiro Frulletti
qui
l'Unità 27.11.06
Sciostakovic, quelle note contro Stalin
di Adriano Guerra
qui
l'Unità 27.11.06
Noi esseri umani, così uguali e così diversi
di Pietro Greco
qui
l'Unità 27.11.06
Quando la mente si mette a digiuno
di Luigi Cancrini
qui
Corriere della Sera 27.11.06
Il premio Nobel, 97 anni: la conoscenza è per definizione un bene, ma gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza
Rita Levi Montalcini: «Agnostica, difendo la vita e i principi morali»
di Barbara Palombelli
qui
come è stato pubblicato da LEFT non si è potuto svolgere a Firenze "Nessun Dogma International Film Festival", diretto da Elisabetta Amalfitano, questo articolo ne parla:
Nuova Agenzia Radicale
Dipendenti, ma liberi!
di Alessia Mazzenga
qui (segnalazione di Paolo Izzo)
Ma la sinistra della Quercia non ci sta: è una condanna a morte, anche se differita
Salvi: è la conferma che questo sarà l’ultimo congresso Ds. Bandoli e Spini: sparisce un partito della sinistra europea. Caldarola: i nodi sono laicità e economia
di Vladimiro Frulletti
qui
l'Unità 27.11.06
Sciostakovic, quelle note contro Stalin
di Adriano Guerra
qui
l'Unità 27.11.06
Noi esseri umani, così uguali e così diversi
di Pietro Greco
qui
l'Unità 27.11.06
Quando la mente si mette a digiuno
di Luigi Cancrini
qui
Corriere della Sera 27.11.06
Il premio Nobel, 97 anni: la conoscenza è per definizione un bene, ma gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza
Rita Levi Montalcini: «Agnostica, difendo la vita e i principi morali»
di Barbara Palombelli
qui
come è stato pubblicato da LEFT non si è potuto svolgere a Firenze "Nessun Dogma International Film Festival", diretto da Elisabetta Amalfitano, questo articolo ne parla:
Nuova Agenzia Radicale
Dipendenti, ma liberi!
di Alessia Mazzenga
qui (segnalazione di Paolo Izzo)
domenica 26 novembre 2006
un articolo su Liberazione di oggi cita anche Riccardo Lombardi:
Liberazione 26.11.06
L'assemblea nazionale di Uniti a Sinistra, con Pietro Folena e Franco Giordano chiede di «accelerare verso il nuovo soggetto»
Primo, lotta alla precarietà
La Sinistra europea nasce così
di s.b.
lo stesso fa anche quest'altro, sul manifesto:
il manifesto 26.11.06
Noi Lombardi, voi Amendola
a sinistra è sfida tra classici
di D. Cir.
qui
l’Unità 26.11.06
Socialismo europeo e nuova costituente: la sfida è aperta a sinistra
Giordano, Prc: va ricostruito il campo della laicità. Folena, Uniti a sinistra: è possibile lanciare un ponte tra riformisti e alternativi
qui
Repubblica 26.11.06
Giordano: schiacciati tra Clinton e Amendola
La riunione di "Uniti a sinistra": spazio a chi non crede del Pd
qui
Repubblica 26.11.06
Le invasioni barbariche del nostro tempo
di Eugenio Scalfari
qui
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
La genesi delle teorie
Le correlazioni che spiegano gli eventi si scoprono attraverso un meccanismo che ricorda da vicino l’evoluzionismo darwiniano. È la tesi di Enrico Bellone
di Francesco De Martini
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
Parola di Buddha
Nuova e completa edizione del «Dhammapada», il testo che contiene le frasi originali che l’Illuminato pronunciò dopo il risveglio. Una pietra miliare della fede indiana
di Giuliano Boccali
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
Montale inedito, residui di eternità
di Giovanni Pacchiano
Affari Italiani 24.11.06
Pensiero e proposte di Riccardo Lombardi sono uno dei filoni più vitali per l'identità di nuova sinistra. Parola di Folena e Cremaschi
qui (segnalazione di Carlo Patrignani)
Repubblica 24.11.06
Firenze, 16:01
BERTINOTTI: MOVIMENTO NO GLOBAL, STRAORDINARIA INTUIZIONE
qui (segnalazione di Francesco)
Repubblica 25.11.06
Giordano, leader di Rifondazione: non vorrei che fosse questo il programma del Partito democratico
"L'Unione ascolti il suo popolo e non subisca Montezemolo"
qui (segnalazione di Noemi Ghetti)
su Liberazione di ieri:
in un articolo di Lidia Menapace si può leggere:
"Una donna, madre di un piccolo di nove mesi e in cinta di sei mesi, ha - a quanto sembra - soffocato il suo bambino e soffocato il suicidio.
Su questa tragedia naturalmente abbiamo letto sui giornali e ascoltato dai telegiornali le solite esecrazioni. Questa volta qualcuno ha anche cercato di capire il comportamento della donna attribuendolo alla famigerata "depressione post partum", mentre altri, gli "esperti", dicono che no, è passato troppo tempo dalla nascita del primo figlio perché la poveretta soffrisse di tale specifica forma depressiva.
Che si sia trattato invece di "depressione pre-parto" da parte di una donna disperata all'idea di ritrovarsi, dopo tre mesi, con un bambino di un anno e uno di un giorno?
Come si fa a non disperarsi di fronte a una simile eventualità se non si dispone di una solidissima struttura di appoggio, dei soldi per mantenere i figli e di quelli necessari a non soccombere nel gravossissimo compito di allevarli? E come si fa a non chiedersi perché la donna non usasse sistemi contraccettivi? O perché non avesse pensato di abortire? ... (sic)
(Il testo completo di questo articolo ricevuto da Nuccio Russo è qui, segnalazione di Noemi Ghetti)
nonsolocinema.com
TARGA CITTÀ DI TORINO - SOTTODICIOTTO FILMFESTIVAL A MARCO BELLOCCHIO
qui
la copertina del Morandini 2007 è una immagine di Donatella Finocchiaro da "Il regista di matrimoni" di Marco Bellocchio:
agoranews.it
Nelle “stanze” dei sogni con la famiglia Morandini
qui
Liberazione 26.11.06
L'assemblea nazionale di Uniti a Sinistra, con Pietro Folena e Franco Giordano chiede di «accelerare verso il nuovo soggetto»
Primo, lotta alla precarietà
La Sinistra europea nasce così
di s.b.
lo stesso fa anche quest'altro, sul manifesto:
il manifesto 26.11.06
Noi Lombardi, voi Amendola
a sinistra è sfida tra classici
di D. Cir.
qui
l’Unità 26.11.06
Socialismo europeo e nuova costituente: la sfida è aperta a sinistra
Giordano, Prc: va ricostruito il campo della laicità. Folena, Uniti a sinistra: è possibile lanciare un ponte tra riformisti e alternativi
qui
Repubblica 26.11.06
Giordano: schiacciati tra Clinton e Amendola
La riunione di "Uniti a sinistra": spazio a chi non crede del Pd
qui
Repubblica 26.11.06
Le invasioni barbariche del nostro tempo
di Eugenio Scalfari
qui
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
La genesi delle teorie
Le correlazioni che spiegano gli eventi si scoprono attraverso un meccanismo che ricorda da vicino l’evoluzionismo darwiniano. È la tesi di Enrico Bellone
di Francesco De Martini
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
Parola di Buddha
Nuova e completa edizione del «Dhammapada», il testo che contiene le frasi originali che l’Illuminato pronunciò dopo il risveglio. Una pietra miliare della fede indiana
di Giuliano Boccali
Il Sole 24 Ore Domenica 26.11.06
Montale inedito, residui di eternità
di Giovanni Pacchiano
Affari Italiani 24.11.06
Pensiero e proposte di Riccardo Lombardi sono uno dei filoni più vitali per l'identità di nuova sinistra. Parola di Folena e Cremaschi
qui (segnalazione di Carlo Patrignani)
Repubblica 24.11.06
Firenze, 16:01
BERTINOTTI: MOVIMENTO NO GLOBAL, STRAORDINARIA INTUIZIONE
qui (segnalazione di Francesco)
Repubblica 25.11.06
Giordano, leader di Rifondazione: non vorrei che fosse questo il programma del Partito democratico
"L'Unione ascolti il suo popolo e non subisca Montezemolo"
qui (segnalazione di Noemi Ghetti)
su Liberazione di ieri:
in un articolo di Lidia Menapace si può leggere:
"Una donna, madre di un piccolo di nove mesi e in cinta di sei mesi, ha - a quanto sembra - soffocato il suo bambino e soffocato il suicidio.
Su questa tragedia naturalmente abbiamo letto sui giornali e ascoltato dai telegiornali le solite esecrazioni. Questa volta qualcuno ha anche cercato di capire il comportamento della donna attribuendolo alla famigerata "depressione post partum", mentre altri, gli "esperti", dicono che no, è passato troppo tempo dalla nascita del primo figlio perché la poveretta soffrisse di tale specifica forma depressiva.
Che si sia trattato invece di "depressione pre-parto" da parte di una donna disperata all'idea di ritrovarsi, dopo tre mesi, con un bambino di un anno e uno di un giorno?
Come si fa a non disperarsi di fronte a una simile eventualità se non si dispone di una solidissima struttura di appoggio, dei soldi per mantenere i figli e di quelli necessari a non soccombere nel gravossissimo compito di allevarli? E come si fa a non chiedersi perché la donna non usasse sistemi contraccettivi? O perché non avesse pensato di abortire? ... (sic)
(Il testo completo di questo articolo ricevuto da Nuccio Russo è qui, segnalazione di Noemi Ghetti)
nonsolocinema.com
TARGA CITTÀ DI TORINO - SOTTODICIOTTO FILMFESTIVAL A MARCO BELLOCCHIO
qui
la copertina del Morandini 2007 è una immagine di Donatella Finocchiaro da "Il regista di matrimoni" di Marco Bellocchio:agoranews.it
Nelle “stanze” dei sogni con la famiglia Morandini
qui
sabato 25 novembre 2006
venerdì 24 novembre 2006

LEFT n.46 è nelle edicole e in Libreria
con Massimo Fagioli
in questo numero: Nonno c'hai un soldino?
• gli articoli precedenti sono disponibili qui
• Su una nuova sezione del sito di Left è possibile sfogliare i numeri arretrati online.
• il quadro di Alessandro Ferraro che illustra l’articolo di Massimo Fagioli in questo numero è esposto fino a giovedi prossimo nella Libreria Amore e Psiche
Pablo Picasso Les demoiselles d'Avignon 1906 Museum of Modern Art, NewYorksul sito di Palazzo Grassi c'è un'ampia sezione dedicata alla mostra di Picasso in corso a Venezia
qui, una segnalazione di Carlotta Mazzetta
giovedì 23 novembre 2006
• GIOVEDì 23 NOVEMBRE 2006 ORE 14.00Via Gramsci, 53 - Roma - Aula Adam (11)
Facoltà di Architettura "Valle Giulia"
Corso di Laurea in Grafica e Progettazione Multimediale
Corso di Elementi di Disegno Automatico (Prof. Maurizio Maturi)
Gli Arch. Caterina Calzini e Flavio Vitale parlano della collaborazione ed illustrano il progetto della Libreria "Amore e Psiche", ideato da Massimo Fagioli, e realizzato a Roma nel Marzo 1991.
mercoledì 22 novembre 2006
il Riformista 21.11.06
INTERVISTA. LA PSICHIATRA ANNELORE HOMBERG INVITA A DISTINGUERE TRA MALVAGITÀ E MALATTIA
Tra le madri assassine nell'istituto di Castiglione dello Stiviere
di Livia Profeti
Un viaggio fisico e psichico, privo di giudizio morale, alla ricerca di una risposta agli infanticidi. Tra cronaca e racconto fantastico, l’idea di una cura possibile per recuperare un fondo originario di umanità e ricostruire la propria assenza interiore
Ora che riprende l’amara telenovela mediatica del caso Cogne, con l’ennesimo colpo di scena, ossia «la Franzoni ha ucciso nel sonno!», non ci si deve limitare alla nuova udienza catodica di Bruno Vespa per comprendere un fenomeno, quello delle “madri assassine”, che aleggia sempre sullo sfondo del caso Franzoni. Madri assassine è appunto il titolo del libro (Gaffi Editore, 10 euro), presentato ieri all’Associazione stampa romana, che Adriana Pannitteri, giornalista del Tg1, ha scritto a seguito di un viaggio a più riprese nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, il solo in Italia ad ospitare madri che hanno ucciso i loro figli. Un viaggio fisico e psichico allo stesso tempo, alla ricerca di una risposta ad una domanda atroce: come si può uccidere un bambino? Il proprio bambino? La Pannitteri ha sperato che a risponderle fossero direttamente le «madri assassine» ed ha parlato con loro, coraggiosamente: «Quelle urla strazianti che penetrano all’improvviso nella stanza dove sono a colloquio con Manuela, una delle donne che ha accettato di raccontarmi la sua storia […] arrivano da lontano, da un luogo imprecisato. Dal profondo […] Vorrei coprirmi le orecchie per non sentire. Ma non posso».
Privo di giudizio morale, il processo di comprensione della Pannitteri si svolge intervallando la cronaca dei suoi viaggi e colloqui con la storia di Maria Grazia, bambina con la madre malata di depressione. Storia immaginaria ambientata sullo sfondo di una Sicilia quotidianamente magica, vista con gli occhi della piccola protagonista. A curare la postfazione del libro la psichiatra Annelore Homberg, specialista in psicoterapia delle psicosi, appena rientrata dalla Cina dove ha tenuto un seminario sul rapporto tra «Arte, follia e pazzia» presso l’Università di Tianjin.
Chiediamo alla dottoressa Homberg perché quasi sempre “madri” e non “padri” assassini? «In realtà non è così, è che più spesso le madri aggrediscono i figli nella prima infanzia, mentre i padri quelli più grandi - risponde la dottoressa - questo perché generalmente sono le madri ad occuparsi dei bambini in questa fase iniziale della vita, instaurando con loro rapporti particolarmente profondi che proprio per questo possono fallire in maniera catastrofica».
Una madre che uccide il proprio figlio è sempre una donna malata? «Senza dubbio. Come psichiatra parto dal presupposto, per altro argomentato, che una persona che sta bene, non solo nel comportamento ma anche nella sua realtà interna più profonda, inconscia, non aggredirebbe mai un bambino. È il fatto stesso che indica la malattia, senza bisogno di ulteriori dimostrazioni. Semmai il problema è capire qual è la patologia precisa, di quale alterazione della mente si tratta. Sebbene il punto di vista giuridico sia diverso, sarebbe opportuno che anche i giuristi prendessero in considerazione questo fatto».
Invece la malattia mentale viene riconosciuta solo in un caso su tre. Si tratta di un problema esclusivamente giuridico o anche culturale? «Giuridicamente si dovrebbe rivedere la famosa “incapacità di intendere e volere”, concetto limitato che copre soltanto la dimensione del comportamento e quindi non tiene conto di quelle persone che, pur essendo molto malate internamente, mantengono comunque una condotta esterna adeguata. Fanno la spesa al supermercato perfettamente ma hanno perso ogni rapporto affettivo con gli altri, e magari anche con il proprio figlio piccolo. Certamente però il problema è anche culturale, perché purtroppo circola ancora l’antica credenza che l’essere umano porterebbe dentro di sé un nucleo di malvagità. Di conseguenza questi fatti delittuosi si argomentano in termini di male e non di malattia. Temo che molti giuristi siano affetti da questo modo di vedere le cose, e purtroppo anche molti colleghi psichiatri».
Nessuna plausibilità al concetto di “normalità”, magari da semplificare con la storia di Dr. Jekyll e Mr. Hyde? «Ovviamente no. È una favoletta della nostra cultura che ha delle radici molto antiche, che risalgono almeno al concetto di peccato originale. È interessante però notare che si tratta di una credenza che caratterizza la civiltà occidentale, mentre in altre grandi culture questo concetto del male insito nell’uomo non c’è. Ad esempio nell’Islam, oppure, come ho avuto modo di constatare, in Cina, dove l’idea di un Mr. Hyde nascosto in ciascuno di noi desta molto stupore. È lontanissima dal loro modo di pensare».
La Pannitteri nel suo libro alterna racconto immaginario e cronaca: una scelta che sembra facilitare la comprensione del fenomeno. «Nel libro ho cercato proprio questo contrappunto, con il quale l’autrice oppone a queste storie di tragici fallimenti umani il racconto di una speranza. Questa bambina infatti si confronta, con i suoi mezzi, con la tematica che noi riteniamo essere fondamentale nella malattia mentale: quella dell’assenza. Le donne ricoverate a Castiglione delle Stiviere non sono riuscite a conservare la loro umanità nei confronti dell’assenza altrui e sono diventate anch’esse internamente assenti, mentre la bambina racconta di una capacità umana di mantenere la propria vitalità interna anche se l’adulto non c’è. È il racconto della possibilità di rimanere sani oppure, se si è caduti nella malattia, di recuperare quell’umanità che originariamente, dalla nascita, ognuno possiede. Tra le righe, e forse senza che nemmeno l’autrice lo sappia, racconta di un’idea di cura possibile».
(testo ricevuto da Anselmo Teolis)
INTERVISTA. LA PSICHIATRA ANNELORE HOMBERG INVITA A DISTINGUERE TRA MALVAGITÀ E MALATTIA
Tra le madri assassine nell'istituto di Castiglione dello Stiviere
di Livia Profeti
Un viaggio fisico e psichico, privo di giudizio morale, alla ricerca di una risposta agli infanticidi. Tra cronaca e racconto fantastico, l’idea di una cura possibile per recuperare un fondo originario di umanità e ricostruire la propria assenza interiore
Ora che riprende l’amara telenovela mediatica del caso Cogne, con l’ennesimo colpo di scena, ossia «la Franzoni ha ucciso nel sonno!», non ci si deve limitare alla nuova udienza catodica di Bruno Vespa per comprendere un fenomeno, quello delle “madri assassine”, che aleggia sempre sullo sfondo del caso Franzoni. Madri assassine è appunto il titolo del libro (Gaffi Editore, 10 euro), presentato ieri all’Associazione stampa romana, che Adriana Pannitteri, giornalista del Tg1, ha scritto a seguito di un viaggio a più riprese nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, il solo in Italia ad ospitare madri che hanno ucciso i loro figli. Un viaggio fisico e psichico allo stesso tempo, alla ricerca di una risposta ad una domanda atroce: come si può uccidere un bambino? Il proprio bambino? La Pannitteri ha sperato che a risponderle fossero direttamente le «madri assassine» ed ha parlato con loro, coraggiosamente: «Quelle urla strazianti che penetrano all’improvviso nella stanza dove sono a colloquio con Manuela, una delle donne che ha accettato di raccontarmi la sua storia […] arrivano da lontano, da un luogo imprecisato. Dal profondo […] Vorrei coprirmi le orecchie per non sentire. Ma non posso».
Privo di giudizio morale, il processo di comprensione della Pannitteri si svolge intervallando la cronaca dei suoi viaggi e colloqui con la storia di Maria Grazia, bambina con la madre malata di depressione. Storia immaginaria ambientata sullo sfondo di una Sicilia quotidianamente magica, vista con gli occhi della piccola protagonista. A curare la postfazione del libro la psichiatra Annelore Homberg, specialista in psicoterapia delle psicosi, appena rientrata dalla Cina dove ha tenuto un seminario sul rapporto tra «Arte, follia e pazzia» presso l’Università di Tianjin.
Chiediamo alla dottoressa Homberg perché quasi sempre “madri” e non “padri” assassini? «In realtà non è così, è che più spesso le madri aggrediscono i figli nella prima infanzia, mentre i padri quelli più grandi - risponde la dottoressa - questo perché generalmente sono le madri ad occuparsi dei bambini in questa fase iniziale della vita, instaurando con loro rapporti particolarmente profondi che proprio per questo possono fallire in maniera catastrofica».
Una madre che uccide il proprio figlio è sempre una donna malata? «Senza dubbio. Come psichiatra parto dal presupposto, per altro argomentato, che una persona che sta bene, non solo nel comportamento ma anche nella sua realtà interna più profonda, inconscia, non aggredirebbe mai un bambino. È il fatto stesso che indica la malattia, senza bisogno di ulteriori dimostrazioni. Semmai il problema è capire qual è la patologia precisa, di quale alterazione della mente si tratta. Sebbene il punto di vista giuridico sia diverso, sarebbe opportuno che anche i giuristi prendessero in considerazione questo fatto».
Invece la malattia mentale viene riconosciuta solo in un caso su tre. Si tratta di un problema esclusivamente giuridico o anche culturale? «Giuridicamente si dovrebbe rivedere la famosa “incapacità di intendere e volere”, concetto limitato che copre soltanto la dimensione del comportamento e quindi non tiene conto di quelle persone che, pur essendo molto malate internamente, mantengono comunque una condotta esterna adeguata. Fanno la spesa al supermercato perfettamente ma hanno perso ogni rapporto affettivo con gli altri, e magari anche con il proprio figlio piccolo. Certamente però il problema è anche culturale, perché purtroppo circola ancora l’antica credenza che l’essere umano porterebbe dentro di sé un nucleo di malvagità. Di conseguenza questi fatti delittuosi si argomentano in termini di male e non di malattia. Temo che molti giuristi siano affetti da questo modo di vedere le cose, e purtroppo anche molti colleghi psichiatri».
Nessuna plausibilità al concetto di “normalità”, magari da semplificare con la storia di Dr. Jekyll e Mr. Hyde? «Ovviamente no. È una favoletta della nostra cultura che ha delle radici molto antiche, che risalgono almeno al concetto di peccato originale. È interessante però notare che si tratta di una credenza che caratterizza la civiltà occidentale, mentre in altre grandi culture questo concetto del male insito nell’uomo non c’è. Ad esempio nell’Islam, oppure, come ho avuto modo di constatare, in Cina, dove l’idea di un Mr. Hyde nascosto in ciascuno di noi desta molto stupore. È lontanissima dal loro modo di pensare».
La Pannitteri nel suo libro alterna racconto immaginario e cronaca: una scelta che sembra facilitare la comprensione del fenomeno. «Nel libro ho cercato proprio questo contrappunto, con il quale l’autrice oppone a queste storie di tragici fallimenti umani il racconto di una speranza. Questa bambina infatti si confronta, con i suoi mezzi, con la tematica che noi riteniamo essere fondamentale nella malattia mentale: quella dell’assenza. Le donne ricoverate a Castiglione delle Stiviere non sono riuscite a conservare la loro umanità nei confronti dell’assenza altrui e sono diventate anch’esse internamente assenti, mentre la bambina racconta di una capacità umana di mantenere la propria vitalità interna anche se l’adulto non c’è. È il racconto della possibilità di rimanere sani oppure, se si è caduti nella malattia, di recuperare quell’umanità che originariamente, dalla nascita, ognuno possiede. Tra le righe, e forse senza che nemmeno l’autrice lo sappia, racconta di un’idea di cura possibile».
(testo ricevuto da Anselmo Teolis)
domenica 19 novembre 2006
Liberazione 19.11.06
Una cultura di vendetta
Caro Sansonetti, prendo lo spunto per scriverle dal suo bell’articolo sull’indulto del 12 novembre. Ieri discutevo con alcuni ragazzi, studenti di psicologia come me, riguardo al fatto di cronaca del ragazzo down pestato in classe. «Quelli andrebbero picchiati a sangue, finché non imparano» è stato il primo commento. «Io li chiuderei tutti in prigione e butterei la chiave», il secondo. Sgomento ho sbottato: allora ammazziamoli tutti. «Quasi quasi...» è stata la risposta collettiva. Giovani di sinistra. Può immaginare la mia stupefazione quando continuando la discussione ho appurato che non si trattava di una reazione dovuta alla rabbia verso questo crimine orribile, ma di una vera “opinione” radicata su come risolvere il problema della criminalità. Studenti di psicologia. E la prima cosa che mi è venuta in mente, dopo aver sentito queste parole, è stato il libro di psicologia generale, il primo esame che tutti abbiamo dato, dove era scritto che l’evidenza sperimentale ha dimosrato che la punizione, e soprattutto quella corporale, non funziona come deterrente. Allora lei comprenderà che io mi trovo costretto a pensare che dietro queste reazioni, come dietro a quelle, isteriche, che si sono avute nel mondo politico dopo l’indulto, non può esserci solo il dibattito tra giustizialisti e garantisti, né la preoccupazione per la pubblica sicurezza, perché è ormai appurato che il carcere non aumenta la sicurezza ma incrementa il tasso di recidività. Allora dietro, ho pensato, ci dev’essere una cultura trasversale e più profonda ancora di queste questioni, una cultura della vendetta e un’ideologia dell’espiazione (forse di matrice cattolica?). In questa chiave sono giunto anche a vedere l’inspiegabile decisione del governo di non accompagnare il provvedimento di indulto con uno di amnistia. Si tratta, come sosteneva giustamente lei, di un comportamento insensato che va contro anche alle più semplici considerazioni pratiche. L'impressione che ho avuto è che si voglia lasciare l’immagine del perdono cattolico, per cui l’indultato è un “peccatore” perdonato per clemenza dall’alto, ma non si vuole assolutamente ripulire totalmente l’identità di queste persone, cancellandone la condanna e quindi lo status sociale di “colpevole”.
Liberazione 19.11.06
Eliminare il Prc via referendum?
di Rina Gagliardi
qui
l'Unità 19.11.06
Le reazioni. Bertinotti: «Frasi indicibili»
«È una frase così orribile da essere indicibile in un luogo in cui ci si possa confrontare. È una frase incompatibile con la convivenza civile». Così il presidente della camera, Fausto Bertinotti, commenta gli slogan pronunciati contro la strage dei soldati italiani a Nassiriya nel corteo a Roma. «Certamente va deplorata - prosegue - ogni manifestazione che esprime con qualsiasi tasso di violenza una simbologia distruttiva. Io penso che questa sia una situazione, nella nostra società contemporanea, in cui non è permesso gettare benzina sul fuoco. Ci sono troppi elementi di violenza - osserva - troppi grumi di violenza, troppe espressioni incontrollate per cui anche gli elementi simbolici vanno ricondotti ad una logica pedagogica di avversione sistematica alla violenza. Se poi a essere colpiti sono dei simboli identitari, allora è ancora peggio».(...)
Repubblica 19.11.06
La rabbia di Ingrao: quei giovani hanno idee simili alle mie, ma il loro è un errore politico
"Una vergogna per la sinistra, così si aiuta chi vuole la guerra"
di Giovanna Casadio
qui
l'Unità 19.11.06
San Paolo e San Paolo, due Caravaggi a confronto
di Renato Barilli
qui
l'Unità 19.11.06
Le cifre dell’accanimento terapeutico
di Luigi Manconi e Andrea Boraschi
qui
il manifesto 19.11.06
In diretta dai giorni di Budapest
La rivolta ungherese in «Abbiamo quaranta fucili compagno colonnello» di Sándor Kopácsi
di Umberto D'Angelo
qui
• Santiago Calatrava ha tenuto una lezione alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia nel maggio scorso. La registrazione video di quell'evento, particolarmente emozionante, è disponibile al seguente indirizzo:
http://tv.architettiroma.it/
(segnalazione di Teresa Colombo)
Una cultura di vendetta
Caro Sansonetti, prendo lo spunto per scriverle dal suo bell’articolo sull’indulto del 12 novembre. Ieri discutevo con alcuni ragazzi, studenti di psicologia come me, riguardo al fatto di cronaca del ragazzo down pestato in classe. «Quelli andrebbero picchiati a sangue, finché non imparano» è stato il primo commento. «Io li chiuderei tutti in prigione e butterei la chiave», il secondo. Sgomento ho sbottato: allora ammazziamoli tutti. «Quasi quasi...» è stata la risposta collettiva. Giovani di sinistra. Può immaginare la mia stupefazione quando continuando la discussione ho appurato che non si trattava di una reazione dovuta alla rabbia verso questo crimine orribile, ma di una vera “opinione” radicata su come risolvere il problema della criminalità. Studenti di psicologia. E la prima cosa che mi è venuta in mente, dopo aver sentito queste parole, è stato il libro di psicologia generale, il primo esame che tutti abbiamo dato, dove era scritto che l’evidenza sperimentale ha dimosrato che la punizione, e soprattutto quella corporale, non funziona come deterrente. Allora lei comprenderà che io mi trovo costretto a pensare che dietro queste reazioni, come dietro a quelle, isteriche, che si sono avute nel mondo politico dopo l’indulto, non può esserci solo il dibattito tra giustizialisti e garantisti, né la preoccupazione per la pubblica sicurezza, perché è ormai appurato che il carcere non aumenta la sicurezza ma incrementa il tasso di recidività. Allora dietro, ho pensato, ci dev’essere una cultura trasversale e più profonda ancora di queste questioni, una cultura della vendetta e un’ideologia dell’espiazione (forse di matrice cattolica?). In questa chiave sono giunto anche a vedere l’inspiegabile decisione del governo di non accompagnare il provvedimento di indulto con uno di amnistia. Si tratta, come sosteneva giustamente lei, di un comportamento insensato che va contro anche alle più semplici considerazioni pratiche. L'impressione che ho avuto è che si voglia lasciare l’immagine del perdono cattolico, per cui l’indultato è un “peccatore” perdonato per clemenza dall’alto, ma non si vuole assolutamente ripulire totalmente l’identità di queste persone, cancellandone la condanna e quindi lo status sociale di “colpevole”.
Gabriele Sani Firenze
Liberazione 19.11.06
Eliminare il Prc via referendum?
di Rina Gagliardi
qui
l'Unità 19.11.06
Le reazioni. Bertinotti: «Frasi indicibili»
«È una frase così orribile da essere indicibile in un luogo in cui ci si possa confrontare. È una frase incompatibile con la convivenza civile». Così il presidente della camera, Fausto Bertinotti, commenta gli slogan pronunciati contro la strage dei soldati italiani a Nassiriya nel corteo a Roma. «Certamente va deplorata - prosegue - ogni manifestazione che esprime con qualsiasi tasso di violenza una simbologia distruttiva. Io penso che questa sia una situazione, nella nostra società contemporanea, in cui non è permesso gettare benzina sul fuoco. Ci sono troppi elementi di violenza - osserva - troppi grumi di violenza, troppe espressioni incontrollate per cui anche gli elementi simbolici vanno ricondotti ad una logica pedagogica di avversione sistematica alla violenza. Se poi a essere colpiti sono dei simboli identitari, allora è ancora peggio».(...)
Repubblica 19.11.06
La rabbia di Ingrao: quei giovani hanno idee simili alle mie, ma il loro è un errore politico
"Una vergogna per la sinistra, così si aiuta chi vuole la guerra"
di Giovanna Casadio
qui
l'Unità 19.11.06
San Paolo e San Paolo, due Caravaggi a confronto
di Renato Barilli
qui
l'Unità 19.11.06
Le cifre dell’accanimento terapeutico
di Luigi Manconi e Andrea Boraschi
qui
il manifesto 19.11.06
In diretta dai giorni di Budapest
La rivolta ungherese in «Abbiamo quaranta fucili compagno colonnello» di Sándor Kopácsi
di Umberto D'Angelo
qui
• Santiago Calatrava ha tenuto una lezione alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia nel maggio scorso. La registrazione video di quell'evento, particolarmente emozionante, è disponibile al seguente indirizzo:
http://tv.architettiroma.it/
(segnalazione di Teresa Colombo)
• LUNEDì 20 NOVEMBRE ORE 15.30
PIAZZA DELLA TORRETTA 36, Roma
l’Associazione stampa romana presenta il libro di ADRIANA PANNITTERI "MADRI ASSASSINE" Gaffi Editore
(ne dà notizia anche Liberazione di oggi)
intervengono: Luca Bonaccorsi (direttore editoriale della rivista Left) Annelore Homberg (psichiatra e autrice postfazione) David Sassoli (giornalista Tg1 Rai – presidente stampa romana), Gaia Tortora (giornalista La7), coordina il tavolo Silvia Garambois, legge alcuni brani Beatrice Curci
Il libro sarà presentato anche a Bologna GIOVEDì 23 NOVEMBRE alle 18,00 al MONDADORI MULTICENTER, via D’Azeglio 34/a alla presenza dell'Autrice
PIAZZA DELLA TORRETTA 36, Roma
l’Associazione stampa romana presenta il libro di ADRIANA PANNITTERI "MADRI ASSASSINE" Gaffi Editore
(ne dà notizia anche Liberazione di oggi)
intervengono: Luca Bonaccorsi (direttore editoriale della rivista Left) Annelore Homberg (psichiatra e autrice postfazione) David Sassoli (giornalista Tg1 Rai – presidente stampa romana), Gaia Tortora (giornalista La7), coordina il tavolo Silvia Garambois, legge alcuni brani Beatrice Curci
Il libro sarà presentato anche a Bologna GIOVEDì 23 NOVEMBRE alle 18,00 al MONDADORI MULTICENTER, via D’Azeglio 34/a alla presenza dell'Autrice
sabato 18 novembre 2006
il Riformista 18.11.06
LOMBARDI 1. RISPOSTA A CICCHITTO
Era un riformatore ancorato alla sinistra Per questo il suo pensiero vive
ancora
DI RENATO BALLARDINI E GIUNIO LUZZATTO
qui
il Riformista 18.11.06
LOMBARDI 2. IL '48 E LA SCONFITTA DEL FRONTE POPOLARE
Ma un maggior coraggio autonomista avrebbe potuto evitare la
débâcle del Psi
DI FEDERICO FORNARO
qui
il Riformista 18.11.06
OBIEZIONE. CONTRO IL NATURALISMO
Il revival acritico dell'evoluzionismo lo rende filosoficamente inattuale
DI CORRADO OCONE
qui
il Riformista 18.11.06
RISPOSTA. IN DIFESA DELLA SUA PORTATA ETICO-POLITICA
Ma Darwin emancipa l'uomo dalla metafisica Per collocarsi tra i laici non è necessario - e non basterebbe - appellarsi alla filosofia dello spirito, nel senso del «Geist»
DI ORLANDO FRANCESCHELLI
qui
Repubblica 18.11.06
L'OMBRA LONTANA DI JUNG
Intervista con Mario Trevi
di Luciana Sica
qui
Repubblica 18.11.06
Milano /oggi Un convegno con Cacciari, Olmi e Ravasi
Ma La preghiera è una strana medici
Non può essere una specie di training
Un rito corale in piazza san Pietro
di Massimo Cacciari
qui
Repubblica 18.11.06
LE PAROLE INCANDESCENTI
A Rabat le giornate mondiali della filosofia
Su alcuni concetti fondamentali, come laicità, democrazia, o libertà non c'è affatto concordia multiculturale
La star è Abed Al-Jabri, autore di una vasta critica della "ragione araba" e fautore del dialogo
di Giancarlo Bosetti
qui
La Stampa TuttoLibri 18.11.06
Jung, il conflitto viaggia per posta
Dal 1906 al 1961, la prima edizione completa dell’epistolario: un uomo irritabile, sarcastico, all’occasione tagliente, mai diplomatico Peccato che la traduzione in genere sia piatta,sfocata
di Augusto Romano
qui
La Stampa TuttoLibri 18.11.06
Lettere di Jung
Caro Joyce, mi sono smarrito nel labirinto del suo «Ulisse»
To James Joyce
Zürich, 27.IX.1932
qui
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Era un riformatore ancorato alla sinistra Per questo il suo pensiero vive
ancora
DI RENATO BALLARDINI E GIUNIO LUZZATTO
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