ULTIMO AGGIORNAMENTO VENERDI 28 SETTEMBRE ALLE 20.40
• «Una ricerca affascinante per il superamento del comunismo»
Massimo Fagioli sul n.45/2010 di LEFT
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• «Una lotta, senza armi, soltanto rivoluzione del pensiero e parola»
Massimo Fagioli sul n° 49/2008 di LEFT
IL COMUNICATO STAMPA È DISPONIBILE QUI
Sul Corriere della Sera di oggi
segnalazione di Marzia Fabi
su Repubblica di oggi
GIOVEDI 27, SU L'UNITÀ:
l’Unità 27.9.12
La malattia non è un’invenzione
IN RIFERIMENTO ALL’ARTICOLO COMPARSO IL 22 SETTEMBRE SU L’UNITÀ DAL TITOLO «IL BOMBAROLO DELLA PSICHIATRIA» a firma di Stefano Carta. A volte succedono cose inspiegabili, come quella di ricordare un personaggio come Thomas Szasz, le cui idee sono state sconfessate dalla Storia. Il pubblico dei vostri lettori, ne siamo certi, per scelta o per necessità crede nel Sistema Sanitario Nazionale cioè crede (o deve credere) nella competenza dei tanti psichiatri che quotidianamente si «dannano» per cercare di rispondere alle domande dei tanti che, nonostante le rivoluzionarie idee dei Szasz, affollano gli ambulatori dei Csm distribuiti su tutto il territorio nazionale.
È forse di sinistra dire che «la malattia mentale non esiste?» oppure che «la malattia è solo una forma particolare di comportamento, una forma particolare di vita», oppure ancora che «il malato, esattamente come una persona sana, mette in atto comportamenti specifici orientati versoscopi». Insomma la mamma che butta la figlia di otto anni dal settimo piano e poi la segue ponendo fine alla vita di entrambe ha fatto solo un «gioco comunicativo?». Urge fare qualche semplice considerazione rimanendo saldamente ancorati alla realtà: innanzitutto l’idea che «la malattia mentale è un’invenzione» ha ispirato, almeno in Italia, la chiusura di quelle orrende istituzioni che erano gli ospedali psichiatrici, ma sciaguratamente l’unico effetto che abbiamo ottenuto è stato che l’assistenza ai malati di mente gravi ricade oggi quasi completamente sulle spalle delle rispettive famiglie con il conseguente carico di sofferenza che si riverbera su un gruppo ben più vasto di persone, tutte obbligate dal «sistema» a farsi carico di realtà patologiche di cui non conoscono nulla se non che si tratta di malattie «a causa sconosciuta e per questo croniche ed incurabili».
Questi pensieri ancorché vecchi di decine di anni, contraddicono, nascondono, omettono quanto la psichiatria va proponendo negli ultimi 20 anni: è ormai patrimonio acquisito a livello internazionale che la malattia mentale grave dell' adulto comincia durante l'infanzia, dando segni nel corso dell'adolescenza. Negli adolescenti sono presenti sintomi sfumati che danno malessere, sofferenza e isolamento sociale; tali sintomi smettono di apparire tali al momento della transizione nella psicosi e si accompagnano ad una totale perdita di rapporto con la realtà. Altrettanto evidente è che le malattie mentali sono fortemente influenzate, se non determinate, da fattori ambientali grossolani (come le migrazioni, uso di sostanze, isolamento sociale etc.) o meno evidenti come le violenze fisiche e non. Vale, poi, la pena soffermarsi sul ragionamento di Szasz che «il termine malattia può essere riferito esclusivamente a malattie organiche» mentre quelle mentali (mancando del corrispettivo organico) vengono definite malattie «funzionali». Falsificando la realtà, si dice che dei comportamenti normali vengono «interpretati» come malati dalla psichiatria, ma in verità sono solo scappatoie in cui si rifugerebbe chi non riesce ad «esprimere autonomamente, responsabilmente e liberamente gli scopi che desiderano perseguire». È proprio questa idea che promuove e spinge l’intera ricerca biologica e il conseguente ricorso ai farmaci. Siccome non abbiamo ancora individuato le basi biologiche delle malattie mentali dobbiamo investire miliardi di dollari e utilizzare sistemi di indagine altamente sofisticati allo scopo di confermare un’idea vecchia di 2.500 anni. E cioè che le alterazioni della mente devono essere il prodotto di un danno biologico. E così accade che le persone non vanno dallo psichiatra, delegittimato, reso impotente, grazie anche alla confusione generata da scritti come quello di Stefano Carta. L’ennesimo messaggio «nichilista» che confonde e dispera la gente. Perché invece non cominciare, proprio su questo giornale, a diffondere un messaggio di possibilità di prevenzione e di «cura» attraverso la diagnosi e l'intervento precoce? Per concludere, una riflessione importante: non più tardi di un anno fa la VI sezione penale della Cassazione ha depositato la sentenza 14408, relativa ad un caso di «abuso della professione medica», che recita: «Né può ritenersi che il metodo del «colloquio» non rientri in una vera e propria forma di terapia, tipico atto della professione medica, di guisa che non v’è dubbio che tale metodica (...) rappresenti un’attività diretta alla guarigione da vere e proprie malattie (ad es. l’anoressia) il che la inquadra nella professione medica». Insomma i giudici della Cassazione, a differenza di Szasz e di Carta, sono certi che le malattie mentali sono vere e proprie malattie e che debbono essere curate e guarite. Ed è per questo che Noi scriviamo a l’Unità e non raccogliamo la sfida di Carta («E se Szasz avesse avuto ragione? Agli psichiatri, agli psichiatri in primis, l’onere di accettare davvero la sfida»). Ma ogni giorno raccogliamo quelle dei nostri pazienti psichiatrici.
T. Amici, Dirigente medico Asl Grosseto; G. Cavaggioni, prof. Aggregato di Psichiatria "Sapienza" Università di Roma; G. De Simone, Psichiatra e Psicoterapeuta; P. Fiori Nastro, prof. Aggregato di Psichiatria "Sapienza" Università di Roma; F. Fagioli, Dirigente medico Asl RmE; M. Fagioli, Dirigente medico Asl RmB; A. Filippi, Dirigente medico Asl Terni; A. Masillo, Psichiatra e Psicoterapeuta; A. Masini, Dirigente medico Asl RmD; E. Pappagallo, Dirigente medico Asl Viterbo
(L'ARTICOLO DI STEFANO CARTA USCITO SU L'UNITÀ IL 22.9 È DISPONIBILE QUI)
SABATO 22 SETTEMBRE
È USCITO IN TUTTE LE EDICOLE DEL PAESE
LEFT CON L'UNITÀ
CON "TRASFORMAZIONE" DI MASSIMO FAGIOLI
L'ARTICOLO È DISPONIBILE QUI
L'INTERVISTA USCITA MERCOLEDI 19 SETTEMBRE:
IL PDF ORIGINALE DELL'INTERVISTA CHE APPARSA SUL QUOTIDIANO ABRUZZESE
PUO' ESSERE VISTO E SCARICATO DA QUI
UNA SCANSIONE DAL CARTACEO, ESEGUITA CON I MEZZI (molto mediocri) A NOSTRA DISPOSIZIONE: QUI
si ringrazia Giovanni Senatore , Ufficio stampa de L'Asino d'oro edizioni
il Centro 19.9.12
“L’uomo nel cortile”
Natura senza peccato nella lezione di Fagioli
In uscita il 21 settembre il nuovo libro dello psichiatra che raccoglie le conversazioni con gli studenti a Chieti
di Federica D’Amato
il Centro è un quotidiano locale abruzzese con sede a Pescara e redazioni nei quattro capoluoghi Chieti, L'Aquila e Teramo oltre che ad Avezzano e Lanciano. Il suo primo numero uscì il 3 luglio 1986. A’lla sua nascita l’editrice era la SECI, divisa in parti uguali fra la Editoriale L'Espresso, presieduta da Carlo Caracciolo ed amministrata da Marco Benedetto, e la SEA di Franco Sensi. Ugo Zatterin, già alla guida del TG2, ne fu il primo direttore (fino al 1989). Nel 1993 la Finegil del Gruppo Editoriale L'Espresso incorporò la SECI, acquisendo tutta la proprietà. L'attuale direttore responsabile è Mauro Tedeschini. La redazione aquilana ha subito gravi danni per il terremoto del 2009, ed è stata costruita una nuova sede ubicata nel quartiere di Coppito.
MERCOLEDI 19 SETTEMBRE SU RADIO MANA' DI ROMA E' ANDATA IN ONDA
UN'INTERVISTA A FEDERICO TULLI
SUL SUO LIBRO "CHIESA E PEDOFILIA"
USCITO PER L'ASINO D'ORO EDIZIONI
LA REGISTRAZIONE È DISPONIBILE QUI:
Université Lille 3
Festival des langues 8ème edition
28 et 29 septembre 2012
VENERDI 28 SETTEMBRE ORE 17:
Conférence événement
«CARAVAGGIO, GIORDANO BRUNO E L'INVISIBILE NATURA DELLE COSE»
CON ANNA MARIA PANZERA
Il programma del Festival qui
segnalazione di Noemi Ghetti
a proposito di “Cina, la primavera mancata", edizioni L'Asino d'oro
Formiche.net 19.9.12
Andrea Pira
Stabilità e primavere mancate
qui segnalazione di Giovanni Senatore
Nòve da Firenze 23.9.12
Crisi: (come) ne usciamo?
di Cecilia Chiavistelli
TUTTI I MATERIALI SU EUGENIO SCALFARI
SONO DISPONIBILI SU QUESTA PAGINA
CITATI:
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MASSIMO FAGIOLI AL TG3 LINEA NOTTE
IL 16 SETTEMBRE 2010:
LA REGISTRAZIONE - IN DUE DIVERSE SELEZONI - È DISPONIBILE SU QUESTA PAGINA DI VIDEOSEGNALAZIONI
NAPOLI 1996
«...mi serve per pensare... Un incontro sulla psichiatria all’Università di Würzburg» - 30 gennaio 1999
Relazione di Massimo Fagioli
disponibile su Il sogno della farfalla 2.1999
«Negazione e rifiuto» di Massimo Fagioli
Palau 20 agosto 1999
disponibile su Il sogno della farfalla 1.2000
DA "SEGNALAZIONI" DI SABATO 22:
nel giorno stesso in cui l'Unità esce con LEFT... e più di dieci giorni dopo l'evento di cui si scrive...
l’Unità 22.9.12
Il «bombarolo» della psichiatria
Thomas Szasz, il ricercatore che disse «La malattia mentale è un’invenzione»
Il
ricordo. Uno dei protagonisti più scomodi influenti e ostracizzati della
scienza psichiatrica (la considerava pseudoscienza) è morto l’11
settembre scorso all’età di 92 anni
di Stefano Carta, psicoanalista
La storia infinita (titolo originale Die unendliche Geschichte) è un romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 a Stoccarda dalla K. Thienemanns Verlag e tradotto in tutte le principali lingue del mondo. La prima edizione italiana, del 1981, fu a cura della Longanesi. Ne fu poi tratto un film nel 1984 diretto dal regista Wolfgang Petersen.
Michael Ende, dopo la prima, avrebbe dichiarato, infuriato, a causa delle enormi modifiche che produzione e regista volevano apportare alla storia, quando ormai era troppo tardi per opporsi: «...auguro la peste ai produttori. M'hanno ignorato. Quello che mi hanno fatto è una sozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico».[2] Il film venne comunque proiettato nei cinema, nonostante i tentativi dello scrittore per bloccarlo. Intentò una causa alla produzione perché fosse eliminato il suo nome dai titoli di testa, causa che, nel 1985, perse.
segnalazione di Francesco Maiorano, leggi qui
Léopold Sédar Senghor (Joal, 9 ottobre 1906 – Verson, 20 dicembre 2001) è stato un politico e poeta senegalese di lingua francese che, tra le due guerre fu, con l'antilliano Aimé Césaire, il vate e l'ideologo della négritude.
Senghor è stato il primo presidente del Senegal, in carica dal 1960 al 1980. È stato inoltre il primo africano a sedere come membro della Académie française.
Il cacciatore di aquiloni è il primo romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini, pubblicato in Italia dalle Edizioni Piemme nel 2004. Il titolo originale dell'opera è The Kite Runner; la traduzione in italiano è opera di Isabella Vaj.
Ne fu tratti un film del 2007 diretto da Marc Forster, uscito in Italia il 28 marzo 2008.
La legge sulla protezione degli animali e sulla natura, voluta dal governo nazista e datata 24 novembre 1933,
qui
segnalazione di Francesco Maiorano
un montaggio dal film La stanza del figlio, di Nanni Moretti, qui
segnalazione di Francesco Maiorano