martedì 1 aprile 2014



il Fatto 1.4.14
Il professore Stefano Rodotà
“Renzi è solo un insicuro. E non ci rottamerà”
intervista di Silvia Truzzi

Dice il presidente del Consiglio con le mani in tasca di aver “giurato sulla Costituzione, non sui professoroni”. E dunque abbiamo interpellato Stefano Rodotà, uno dei professoroni firmatari dell’appello di Libertà e giustizia, eloquentemente intitolato “Verso una svolta autoritaria”.
Professor Rodotà, si sente un po’ professorone?
Sono un vecchio signore che qualche libro l’ha letto e un po’ conosce la storia. Questi modi hanno un retrogusto amaro. “Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola”: ecco, non siamo a questo, ma il rispetto per le persone e per le idee male non fa. C’è, dietro l’atteggiamento sprezzante di Renzi, una profonda insicurezza. Altrimenti il confronto non gli farebbe paura. Potrebbe parlare con dei buoni consiglieri e poi argomentare: il confronto andrebbe a beneficio di tutti. Direttamente s’interviene su un terzo della Costituzione, indirettamente su tutto il sistema delle garanzie. Per i cittadini esprimere la propria opinione è un diritto, per chi si occupa di questi temi intervenire è un dovere.
La discussione non può ridursi al “prendere o lasciare”.
Matteo Renzi usa toni ultimativi, non gli piace la critica perché si disturba il manovratore. Non è la prima volta: quando c’era stata una presa di posizione, molto moderata, sulla legge elettorale aveva parlato di “un manipolo di studiosi” con un tono di sostanziale disprezzo. Però non gli riesce di rottamare la cultura critica: è un pezzo della democrazia. Le reazioni che ci sono state a questo appello dimostrano che la nostra non è una posizione minoritaria: è una rottamazione difficile.
“Ho giurato sulla Carta, non su Zagrebelsky e Rodotà”: significa “non mi curo di loro” oppure “non sono i depositari della verità costituzionale”?
Che Renzi pensi che noi non siamo i depositari della verità è assolutamente legittimo. Però non può nemmeno dire: “Ho giurato sulla Costituzione e dunque sono io il depositario della verità”. La storia è piena di spergiuri. Se ritiene che il terreno proprio sia la Carta, allora discuta.
Ci vuol tempo a fare discussioni. E ora è in voga il mito della velocità, la politica futurista.
I tempi della democrazia sono anche quelli della discussione. Proprio perché la democrazia è in grande sofferenza, si dovrebbero costruire ponti verso i cittadini. Non si è sentita una parola, in questo senso. Ho avuto la fortuna di essere amico di Lelio Basso, cui si deve anche l’articolo 49 della Costituzione sui partiti politici: Basso ha sempre detto “dobbiamo discutere”. E su quel tema una discussione ci fu, eccome. Non a caso c’è, in quell’articolo, la mano di un grande giurista, che non aveva paura né del confronto né di avere con sé il meglio della cultura giuridica. Questo c’è dietro un’impresa costituzionale, non la fretta, non i consiglieri interessati o i saggi improvvisati.
“Non ci sto a fare le riforme a metà. O si fanno le riforme, o me ne vado”.

Il premier dimostra di non avere orizzonti ampi. Alza i toni, urla e dice “me ne vado”. Ma chi si alza e se ne va, svela insicurezza.
Un aut aut minaccioso.
Mettiamo insieme la debolezza di Renzi e la scelta di Berlusconi come suo alleato, con cui pensa di potere fare questo tratto di strada. Il Pd può accettare a capo chino questa strada? Nessuno si pone il problema. Dicono: “Sta piovendo, cosa ci possiamo fare? ” Almeno potrebbero comprare un ombrello!
Ci mette la faccia, ripete spesso.
Può voler dire “mi assumo la responsabilità”. Ma non può significare “da questo momento in poi detto le regole, i tempi, i modi e poiché la faccia ce la metto io mi dovete seguire”. La democrazia non funziona così. E poi anche noi, i firmatari del famigerato appello, ci abbiamo messo la faccia. Nel dialogo, siamo in condizioni di assoluta parità. Se vuole affermare una posizione di supremazia, sbaglia.
Non è il primo politico che usa toni da uomo della provvidenza.
Sono sempre molto diffidente, quando si afferma “dopo di me il diluvio”. In questi anni la politica italiana, ancor prima di Renzi, è stata condotta all’insegna dell’emergenza. Non si va alle elezioni, c’è bisogno del governo Monti e via dicendo: i progetti che c’erano dietro questa logica sono falliti.
Una circostanza è stata quasi ignorata: si vogliono fare le riforme durante un mandato in cui il Parlamento è fortemente delegittimato dalla sentenza della Consulta sul Porcellum. La non elettività del Senato, poi, diminuisce il potere dei cittadini di esprimersi: un “restringimento” democratico di cui si parla molto poco.
Per questo era indispensabile la nostra presa di posizione. Il discorso sulla delegittimazione politica del Parlamento non nasce come argomento contro Renzi. Alcune persone – Gustavo Zagrebelsky, Lorenza Carlassare e mi permetta: anche il sottoscritto – vanno ripetendo questo concetto da tempo. Il cuore della sentenza è la mancanza di rappresentatività del Parlamento. Ora bisognerebbe dire: ci sono mille ragioni, emergenza, fretta, i segnali da dare al mondo intero, per cui il Paese ha bisogno di riforme. Non è solo necessario coinvolgere un’ampia maggioranza, ma anche consentire a quel Parlamento scarsamente rappresentativo di essere coinvolto il più possibile. E aprire alla discussione pubblica: non dico che questo compensa il deficit di legittimazione, ma almeno tutti coloro che non sono rappresentati possono avere diritto di parola. Mi pare evidente che ci sia l’intenzione di far approvare le modifiche costituzionali con la maggioranza dei due terzi, in modo da impedire un possibile referendum: è un pessimo segnale. Il fatto che un Parlamento con questo grave deficit voglia mettere mano così pesantemente alla Carta, è un azzardo costituzionale: non può essere ignorato.
Si pensa di abolire il Senato come se si dovesse cambiare il senso unico di una strada di Firenze.
Una pericolosa semplificazione: mancanza di strumenti o di cultura istituzionale?

C’è stata una regressione culturale profonda. È questo tipo di semplificazioni che introduce elementi autoritari. Si cancella il Senato, si compone la Camera con un sistema iper-maggioritario, il sistema delle garanzie salta: il risultato sarebbe un’alterazione in senso autoritario della logica della Repubblica parlamentare che sta in Costituzione. E dovremmo stare zitti?

(nel'immagine: La manifestazione "Costituzione, via maestra", 12 ottobre 2013)














il Fatto 1.4.14
Cose da matti
Sindrome “Repubblica”: si scorda le sue firme

Se Beppe Grillo non avesse firmato l’appello di Libertà e Giustizia contro la “svolta autoritaria” impressa da Renzi, forse i lettori di Repubblica non ne sarebbero mai venuti a conoscenza. Come accaduto altre volte, il quotidiano di Ezio Mauro dà le notizie per induzione. Ha scelto di non pubblicare il testo – eppure, tra i primi firmatari figurano Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Nadia Urbinati, Salvatore Settis, Sandra Bonsanti, nomi che i lettori del quotidiano di largo Fochetti conoscono bene, visto che ne sono tutti editorialisti prestigiosi - ma nell’edizione di ieri un articolo senza firma raccontava dell’adesione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. A cosa? A un appello avanzato dalle firme di Repubblica, pubblicato dal Fatto , e ignorato dal loro giornale.
Libertà e Giustizia:
Verso la svolta autoritaria
aderisci all'appello di Libertà e Giustizia: QUI
Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.
Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti 
il Fatto 1.4.14
Perché abolire il Senato?
risponde Furio Colombo

su spogli

Corriere 1.4.14
Le contromosse dei resistenti pd: basta ultimatum
Battaglia su ogni comma e progetti alternativi
La fronda pd si prepara
Grasso: io imparziale, non sto con la casta
di Monica Guerzoni

su spogli

La Stampa 1.4.14
Esposito, uno dei 25 senatori Pd che si oppongono
“Matteo fa come all’oratorio ma il pallone non è suo”
di Francesca Schianchi

su spogli

La Stampa 1.4.14
Grasso: “State sereni. Io sono super partes”
di Fabio Poletti

su spogli

Repubblica 1.4.14
Mauro: “Grasso ha ragione, servono gli eletti”
intervista di Umberto Rosso

su spogli
Repubblica 1.4.14
La sfida di Renzi è appesa a 40 voti
Trappole per Matteo dal Pd ai centristi
di Tommaso Ciriaco

su spogli
Repubblica 1.4.14
La fronda
La ragnatela trasversale dei democratici per bloccare la riforma
di Giovanna Casadio

su spogli

Corriere 1.4.14
Un’accelerazione per mettere in mora il partito del Senato
di Massimo Franco

su spogli





il Fatto 1.4.14
La frangetta invece dei baffetti
Dal Friuli con furore Vietato contraddire
Il senso di Debora per le istituzioni
di Ferruccio Sansa

su spogli
La Stampa 1.4.14
Giannini di lotta e di governo. Prima strappa, poi si adegua
Scettica sul ddl dell’esecutivo: “Metodo inconsueto”. Ma lo vota
di Amedeo La Mattina

su spogli
La Stampa 1.4.14
Un patto tra governo e parlamento
di Luigi La Spina

su spogli

l’Unità 1.4.14
La sinistra ha un futuro
di Alfredo Reichlin

su spogli

il Fatto 1.4.14
Fughe e disperazione: storie di immigrati on line
di Chiara Daina

su spogli
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l’Unità 1.4.14
Allarme infanzia. I dati di Telefono Azzurro
«Ogni giorno quattro violenze»
Abusi per l’80% da persone conosciute. Più segnalazioni da stranieri
di Adriana Comaschi

su spogli

















il Fatto 1.4.14
Ospedali psichiatrici, il Cdm li proroga ancora

su spogli
Corriere 1.4.14
Ospedali psichiatrici giudiziari, rinvio al 2015
Doveva chiudersi ieri l’era dei vecchi manicomi criminali, ma non ci sono alternative
di Margherita De Bac

su spogli
Corriere 1.4.14
«Io, rinchiuso da ventidue anni per una rapina da seimila lire»
La poesia «Non avevo neanche la pistola, fingevo con la mano nella tasca»
di Paolo Foschini

su spogli
il Fatto 1.4.14
Acea, il prezzo dei lampioni e la guerra di Marino ai privati
di Daniele Martini

su spogli
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La Stampa 1.4.14 
Amoz Oz, fondatore di «Peace Now»
«Per Israele il deserto del Negev è la nuova frontiera»
Lo scrittore israeliano: la penso come il presidente Peres, se dovremo lasciare la West Bank i nostri coloni potranno dedicarsi a far fiorire quel deserto
di Maurizio Molinari

su spogli
Corriere 1.4.14
Israele, Olmert colpevole di corruzione

L’ex premier israeliano Ehud Olmert, 68 anni, è stato riconosciuto colpevole di corruzione avvenuta con un versamento di 500 mila shekel (100 mila euro) al fratello Yossi per facilitare il controverso progetto edilizio di Holyland a Gerusalemme. La condanna riguarda un periodo precedente il suo mandato da premier (dal 2006 al 2009), quando fu sindaco di Gerusalemme e ministro di Industria e Commercio. La pena massima che potrebbe essere applicata, e che sarà resa nota il 28 aprile, comporta 10 anni di carcere. Il portavoce di Olmert ha fatto sapere che l’ex premier ricorrerà contro la sentenza.













La Stampa 1.4.14
Il viaggio in Europa di Xi Jinping, l’alfiere del “mercantilismo leninista”
Nel modello cinese capitalismo e partito unico non sono in contraddizione:
senza il Partito il capitalismo diventerebbe selvaggio e dannoso
di Alberto Simoni

qui
Repubblica 1.4.14
La Ue si piega al silenzio stampa per Xi
Niente cronisti e tanti contratti: la prima volta del presidente cinese a Bruxelles
di Gp. V.

su spogli

Repubblica 1.4.14
I 15 miliardi di Zhou l’intoccabile il sequestro che fa tremare Pechino
Il presidente e il suo nemico
di Giampaolo Visetti

su spogli



















Corriere 1.4.14
«Sei famoso, mi piaci», le lettere d’amore ai carnefici
I messaggi inviati in cella da tante donne «Chi scrive preda di un’illusione di forza»
di Elena Tebano

su spogli
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Corriere 1.4.14
Le giornate di «genio e regolatezza» che hanno reso grandi artisti e pensatori
Come impiegavano il tempo Flaubert e Kant? Leggevano e sgobbavano
di Paolo Di Stefano

su spogli
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Corriere 1.4.14
Agguato a Giovanni Gentile
Riemerge la pista britannica
Lo scopo: fermare il disegno di pacificazione del filosofo
di Paolo Mieli

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Repubblica 1.4.14
Diritto d’untore
Mettiamo fine alla barbarie della vecchiaia senza sesso
Una proposta per diminuire l’aggressiva veemenza delle infelicità esistenziali
di Guido Ceronetti

su spogli
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Repubblica 1.4.14
La famiglia infinita
Padre, madre e figli che spesso hanno superato i trent’anni. Un vero clan
di Rosaria Amato e Maria Novella De Luca

su spogli
Repubblica 1.4.14
“Dall’affetto ai pranzi insieme una risorsa contro la deriva”
intervista a Luigi Zoja

psicoanalista
su spogli


















Repubblica 1.4.14
Autismo. Così Naoki ci spiega il suo mondo diverso
Per domani, giorno dedicato alla malattia, appare in Italia il bestseller del ragazzino giapponese che svela cosa avviene nella sua testa, rispondendo a 58 interrogativi
di Franco e Andrea Antonello

su spogli
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La Stampa 1.4.14
Addio allo storico Le Goff
raccontò la vita del Medioevo
È morto nella sua casa di Parigi a 90 anni. Fu tra i più grandi studiosi contemporanei dei secoli dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente

qui


lunedì 31 marzo 2014

Pietro Grasso, Presidente del Senato della Repubblica e seconda carica dello Stato:
"Le riforme di Matteo Renzi sono un rischio per democrazia!"

Leggi tutto qui di seguito - alle date di oggi e di ieri - e aderisci all'appello di Libertà e Giustizi: QUI

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Libertà e Giustizia:
Verso la svolta autoritaria

aderisci all'appello di Libertà e Giustizia: QUI

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.
Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti 


SULLA STAMPA DI OGGI:
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Corriere 30.3.14
Il comunista poeta che ha fatto scoprire il dubbio alla sinistra
di Paolo Franchi

Ieri ha compiuto novantanove anni Pietro Ingrao, uomo del Novecento che il secolo lo ha attraversato e vissuto intensamente tutto ma, per quanto gli hanno consentito e gli consentono le forze, pure sul secolo e sul millennio nuovi ha continuato a interrogarsi. Senza rinserrarsi nel conservatorismo e nella nostalgia, senza alzare bandiera bianca. Ma ostinandosi a cercare risposte alle sconfitte: «Pensammo una torre/scavammo nella polvere». È stato rappresentato in tanti modi, spesso astiosi. Cocciuto, anzi, tetragono, nonostante quel suo permanente arrovellarsi nel dubbio. Oppure, al contrario, astratto, sognatore, fumoso come se in testa avesse (si è sentita anche questa) i soffioni di Larderello. Ma anche le definizioni giornalistiche («padre nobile della sinistra comunista») non gli rendono giustizia. Forse perché è insensato incasellare un personaggio così. Il giovane poeta che, «con dei brutti versi» (dice lui) sulla bonifica delle paludi pontine arriva terzo ai Littoriali del 1934, dove «incontra l’antifascismo», e continua a scrivere e a pubblicare libri di poesia (Il dubbio dei vincitori , L’alta febbre del fare , Variazioni serali ) fino al 2000. Il giovane appassionato di cinema che si innamora dello Chaplin delle Luci sulla città e di Tempi moderni («Ci ha sconvolto e trascinato l’immagine della macchina, e di come l’operaio sta dentro la macchina»), ma nel 1936, allo scoppiare della guerra di Spagna, scopre che, senza dimenticare le altre, la sua passione più forte è la lotta politica. L’antifascismo. E il comunismo che, ancora nell’89, rivendica (proprio lui, così critico verso l’Urss e il cosiddetto «socialismo reale») come «orizzonte» e, nello stesso tempo, come insopprimibile «grumo di vissuto». Suo, e di una comunità che è stata e continua a pensare sua. Molti di noi, allora ragazzi, ricordano le parole (a quel tempo drammatiche) con cui concluse, nel 1966, il suo intervento all’undicesimo congresso del Pci: «Non sarei sincero se dicessi a voi che sono rimasto convinto…». E ricordano pure quella grande platea che applaudiva commossa, e quella presidenza immobile, muta, ostentatamente ostile. Probabilmente aveva torto, Ingrao, sul piano politico. Ma da quel giorno la rivendicazione del diritto al dissenso e la pratica del dubbio sono diventate, in una sinistra che non le tollerava, la sua cifra. Auguri, Pietro. 

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Corriere 30.3.14
Il fronte del No
«Sulle riforme una svolta autoritaria»
Rodotà e Zagrebelsky guidano la protesta contro il progetto di revisione della Costituzione: «Darà al premier poteri padronali»

«Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale (n. 1 del 2014), per creare un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali». Sui legge in un appello firmato tra gli altri da Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà.
«Come Berlusconi»
«Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto» si legge nell’appello ripreso anche sul blog di Grillo. «Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione» osservano i firmatari. Che aggiungono: «Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato. Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone».
Hanno sottoscritto il testo anche Lorenza Carlassare, Alessandro Pace, Roberta De Monticelli, Gaetano Azzariti, Elisabetta Rubini, Alberto Vannucci, Simona Peverelli, Salvatore Settis, Costanza Firrao contro le riforme. All’appello si sono poi aggiunti anche Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Corriere 31.3.14
Affondo di Grasso È subito battaglia sul Senato non elettivo
Tensioni nel Pd. Il premier fa muro
di Alessandro Trocino

su spogli

l’Unità 31.3.14
Riforme, duello sul Senato
Grasso: «Questa legge non ha i numeri per il via libera»
«Non difendo caste né poltrone, il premier ascolti i consigli»
Testo adottato ma «salvo intese»
Senatori Pd contro Renzi. Ncd furiosa. Fi sente aria di crisi
di Claudia Fusani

su spogli

il Fatto 31.3.14
Senato, Grasso azzoppa la rottamazione di Matteo
Sono 25 i senatori del Pd che scrivono un documento a favore delle tesi del presidente
Il gruppo guidato da Luigi Zanda ne conta in totale 108
di Stefano Feltri

su spogli

l’Unità 31.3.14
Grillo e Casaleggio con Rodotà: «No a svolte autoritarie»
I capi del M5S aderiscono all’appello di Libertà e Giustizia contro la riforma Bonsanti: una sorpresa
di Rachele Gonnelli

su spogli

La Stampa 31.3.14
Grillo e Casaleggio, stavolta sì all’appello
“No alla svolta autoritaria di Renzi”: un fronte dal M5S a Zagrebelsky-Rodotà. Con Landini e Spinelli
Grillo: Abbiamo deciso di sostenere questo appello molto importante
Barbara Spinelli: Il fondatore del M5S un segnale l’ha già lanciato nell’intervista a Mentana
Il premier vuole riforme plebiscitarie
Il Pd sta attuando il piano che era di Berlusconi
di Jacopo Iacoboni

su spogli

Corriere 31.3.14
I 5 Stelle firmano l’appello di Rodotà
Ecco la nuova strategia di Grillo
di Emanuele Buzzi

su spogli

il Fatto 31.3.14
Scontro Renzi-Grasso sul Senato
Grillo accoglie l’appello contro “la svolta autoritaria”
di Valeria Pacelli

su spogli

La Stampa 31.3.14
Tutti i nodi difficili da sciogliere
di Ugo De Siervo

su spogli
l’Unità 31.3.14
Oltre il bicameralismo imperfetto
di Gianfranco Pasquino
su spogli

Repubblica 31.3.14
Come non dare alibi a chi frena il cambiamento
di Gianluigi Pellegrino
su spogli

l’Unità 31.3.14
Minoranza Pd sempre più divisa. Pressing su Speranza. Che frena
Domani l’incontro con bersaniani e lettiani
Il capogruppo: «Non mi interessano le correnti Pensiamo all’unità»
di Maria Zegarelli
su spogli

Corriere 31.3.14
Cuperlo: «Non si può votare qualsiasi cosa»
Sul fronte della legge elettorale «noi non possiamo votare qualunque cosa: su questo punto arriveremo al momento della verità». Così Gianni Cuperlo, intervenendo a un incontro pubblico del Pd a Bologna. «Aiuteremo le riforme — ha concluso l’ex presidente del partito — ma rivendicando rispetto nei principi e nel merito». E sul decreto sul lavoro: «Il governo ha tutto il diritto di realizzare il suo programma ma deve promuovere buoni provvedimenti. Il decreto sul lavoro, ad esempio è importante ma si possono fare delle correzioni per migliorarlo».
Il segretario della Fiom-Cgil Maurizio Landini partecipa all’assemblea popolare della Rete Via Maestra a Marzabotto, nel Bolognese, la stessa che lo scorso 12 ottobre 2013 organizzò una grande manifestazione in difesa della Costituzione. Assieme a lui anche la costituzionalista Lorenza Carlassare, una delle promotrici dell’appello contro la “svolta autoritaria” contenuta nel pacchetto di riforme del primo ministro. ”Condivido le critiche a Matteo Renzi sulla legge elettorale e sulle altre cose. Ma se non lo sfidiamo sui contenuti rischiamo di non essere capiti dalla gente, che chiede un cambiamento“, dice il capo dei metalmeccanici. “Un altro esempio? Gli 80 euro promessi in busta paga dal governo. Ecco, io ci ho messo tre anni ad avere un aumento di 80 euro lordi. Allora dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto noi in questi anni, doveva arrivare Renzi per intervenire su queste cose?”. Infine il segretario Fiom lancia una stoccata alla classe politica, ma anche e soprattutto a Cgil, Cisl, Uil e Confindustria: “Se Renzi dice che lui parla direttamente con la gente, saltando la classe politica e i sindacati, non è che ti difendi chiedendo solo un tavolo per farti riconoscere”, spiega il leader sindacale riferendosi implicitamente alle recenti polemiche tra Giorgio Squinzi e Susanna Camusso da una parte e Renzi dall’altra. “Perché se non sei rappresentativo, allora ti rullano” (dal Fatto on line)
Corriere 31.3.14
«Basta professoroni, il Senato lo cambio»
«Ho giurato sulla Carta non su Rodotà o Zagrebelsky»
«No, il Senato non sarà più elettivo»
Renzi striglia Grasso: «Lancia avvertimenti. Se la riforma non passa, mollo tutto. Faremo il salario minimo»
«Sono molto colpito dall’avvertimento di Grasso sui numeri in Aula. Se l’avessero fatto Schifani o Pera si sarebbero visti i girotondi»
«Ora vedremo chi correrà più forte Mi gioco il governo e la mia storia politica»
intervista di Aldo Cazzullo

qui















l’Unità 31.3.14
Mari Elena Boschi: «Agire subito, lo chiedono i cittadini»
«I cittadini ci chiedono di uscire da questa palude»
di Vladimiro Frulletti

su spogli

La Stampa 31.3.14
Boschi: “Qualcuno forse pensava
scherzassimo
Ecco il Senato delle autonomie 148 persone senza indennità”
Il ministro delle Riforme: “A Grasso dico che i progetti si condividono e non si smontano”
intervista di Carlo Bertini

qui

Repubblica 31.3.14
La Repubblica preterintenzionale
La maggioranza non vuole toccare “i principi fondamentali” della Costituzione
Consenso sulla trasformazione del Senato in nome dei tagli alla politica
Camere, province, burocrazia gli italiani chiedono riforme nel nome della governabilità
di Ilvo Diamanti

su spogli

l’Unità 31.3.14
Europee
Veltroni: non vedo problemi sul nome di Matteo nel simbolo

più tardi su spogli

Corriere 31.3.14
Nencini al segretario: insieme alle Europee con il Pse nel simbolo

su spogli












Corriere 31.3.14
Lavoro, trattativa difficile
L’asse con Forza Italia e la minoranza Pd in rivolta
Damiano: sistema usa e getta. Brunetta: votiamo sì
di Lorenzo Salvia

su spogli





l’Unità 31.3.14
Il congresso Cgil. Tutte le categorie al voto
Assise nel vivo. Camusso punta alla riconferma dei segretari uscenti
su spogli

il Fatto 31.3.14
Lavoratori o nuovi schiavi?
Gli working poor sono italiani, magari hanno una laurea nel cassetto
Lavorano fino a dieci ore al giorno senza garanzie e tutele, ma riescono a campare
Mentre i loro manager guaagnano fino a cento volte in più
di Elisabetta Ambrosi
su spogli

il Fatto 31.3.14
Dalle sei alle venti, giornata di lavoro no-stop
di Salvatore Cannavò
su spogli










il Fatto 31.3.14
L’Alta Velocità pagata dai pendolari
di Stefano Campolo e Daniele Martini

su spogli
il Fatto 31.3.14
L’Antitrust indaga su rimborsi, ritardi e sulle obliteratrici
di Daniele Martini
su spogli

il Fatto 31.3.14
Moretti
L’ex sindacalista ora manager piace al Palazzo
su spogli
Repubblica 31.3.14
I sospetti 36 anni dopo sul sequestro Moro
di Franco Cordero

su spogli
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La Stampa 31.3.14
Una legge trasversale per i profilattici nelle superiori
di Carlo Bertini

su spogli

l’Unità 31.3.14
D’Ambrosio, una vita a difesa della giustizia
di Oreste Pivetta

su spogli
l’Unità 31.3.14
Gherardo Colombo: «Un maestro sempre corretto deluso dalla politica»
«Credo si fosse convinto che quando la corruzione è massiva non basta l’azione penale.
Mani pulite occasione persa per il Paese non per noi»
intervista di Adriana Comaschi
su spogli












l’Unità 31.3.14
Ump: 49%, l’astensione: 38,5%, Le Pen: 9%

Crollano i socialisti Hollande fa il rimpasto
Otto città al Front national, destra dell’Ump primo partito
Il Ps tiene solo Parigi con Anne Hidalgo
Il presidente ammette la sconfitta
di Umberto De Giovannangeli

su spogli
l’Unità 31.3.14
Elettori di sinistra in fuga: pessimo segnale per le Europee
di Paolo Soldini
su spogli







il Fatto 31.3.14
Tra morti e urne chiuse, Erdogan va oltre il 50%
di Roberta Zunini

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Corriere 31.3.13
Soli Ozel, professore di Relazioni internazionali e di Scienze politiche alla Bilgi University di Istanbul
«Un referendum vinto a mani basse»
di Mo. Ri. Sar.

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Corriere 31.3.14
Ma il voto fa sfumare le ambizioni del leader
di Antonio Ferrari

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Corriere 31.3.14
Duecento manager e la moglie al seguito
Xi in Europa per un affare da 400 miliardi
di Luigi Ofeddu

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Corriere 31.3.14
Il trionfo dell’insabbiatore di scandali
L’ex consigliere capo della Thatcher spiega com’è la vera politica: sporca e afrodisiaca
«Margaret Thatcher aveva idee e visione. Per fortuna aveva anche un senso portentoso del potere»
di Danilo Taino

su spogli
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l’Unità 31.3.14
Pietro Secchia, una vita spesa in nome del proprio ideale
Esce la biografia del dirigente del Pci ricostruita con cura e passione politica da Marco Abeltaro
di Giacomo Verri

su spogli

il Fatto 31.3.14
Trovato l’interruttore del Dna umano
di Laura Berardi

su spogli

Corriere 31.3.14
La scoperta del gene che può svelarci i segreti della Sla
di Edoardo Boncinelli

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La Stampa 31.3.14
Improvvisazioni d’uno sciamano che amava l’antica arte russa
All’Arca di Vercelli la rassegna del maestro espressionista
di Francesco Poli

su spogli

con la collaborazione di Susanne Portmann

domenica 30 marzo 2014

ULTIM'ORA:


Grasso: “Democrazia a rischio”
Il presidente di Palazzo Madama: non va abolito, resti un’assemblea di eletti
Sulla riforma del Senato è scontro aperto. il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso intervistato al programma In mezz’ora parla di «rischi democratici»
Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia Giulia e fresca di nomina a vicesegretaria del Pd; «Grasso è un presidente di garanzia ma credo anche che, essendo stato eletto nel Pd, debba accettarne le indicazioni». (sic!)
continua a leggere su La Stampa on line

Grasso: "Abolizione Senato e Italicum?
Riforme di Renzi rischio per democrazia"

continua a leggere su Il Fatto on line
"Non ci saranno i numeri"
Grasso ha poi inviato un messaggio chiaro al presidente del Consiglio. "Voglio aiutare Renzi a non incontrare quegli ostacoli che potrebbero esserci se riforme non sono appoggiate dal numero dei senatori" perché, se così rimangono le cose, "i numeri non ci saranno".
"Dicevano di accettare contributi, ma non è avvenuto"
Il presidente del Senato ha confermato di avere avuto in contatto con la squadra del capo del governo, senza che però siano stati recepiti i suoi suggerimenti. "Avevo parlato con il ministro delle Riforme di queste mie perplessità, non ho difficoltà a confermarlo. Ho prospettato quelle che sono le mie idee. Si dice è una bozza e 'accettiamo dei contributi' ma vedo che questo non è avvenuto".

continua a leggere sull0Huffington Post

SULLA STAMPA DI DOMENICA 30:

l’Unità 30.3.14
Pietro Ingrao
99 anni tra passione e poesia
di Walter Veltroni

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l’Unità 30.3.14
Clandestino in bicicletta per fare uscire «l’Unità»
di Pietro Ingrao

su spogli

l’Unità 30.3.14
Ha mantenuto vivo il legame tra popolo e istituzioni
di Laura Boldrini

su spogli

l’Unità 30.3.14
Stasera a Lenola concerto di Sparagna

Pietro Ingrao compie oggi 99 anni e Lenola, dove è nato nel 1915, gli dedica una serie di iniziative in collaborazione con altri Comunidella provincia di Latina. Stasera alle 20 presso il Palatenda toccherà ad Ambrogio Sparagna e al Coro Popolare dare il via alle celebrazioni con il concerto «Amara terra mia». Poco prima, alle 17, la cerimonia in onore di Ingrao alla presenza dei sindaci della zona a cui parteciperanno il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il vice Massimiliano Smeriglio. Le iniziative andranno avanti fino all’inizio di maggio: sono previste rassegne cinematografiche (il4sarà proiettato «Luci della città» di Chaplin, film molto amato da Ingrao, il 13 «Nonmi avete convinto» di Filippo Vendemmiati e il 5 i documentari di Marrigo Rosato e Danilo Pezzola e quello diMarco Grossi), presentazioni dei volumi della Ediesse «Carte Pietro Ingrao» (il24con Luciana Castellina, Maria Luisa Boccia e Francesco Marchianò e l’8 maggio con Alberto Olivetti, Walter Tocci e Ida Dominijanni) e mostre fotografiche. All’inizio dimaggio arriverà in libreria anche il terzo volume della Ediesse «Crisi e riforma del Parlamento» che contiene, oltre agli scritti di Ingrao, un carteggio tra lui e Norberto Bobbio e un saggio di Luigi Ferrajoli
La Stampa 30.3.14
“La Chiesa non denuncia i preti per tutelare le vittime degli abusi”
Il cardinale Bagnasco: l’obbligo morale è più forte di quello giuridico
di Giacomo Galeazzi

su spogli

il Fatto 30.3.14
Con Libertà e Giustizia
“È la Costituzione di Boschi e Verdini”. I giornali tacciono
Abbiamo imparato a conoscere le larghe intese

Qui cambiano un terzo della Carta. Con la benedizione di Napolitano
intervista di Emiliano Liuzzi

su spogli
Libertà e Giustizia:
Verso la svolta autoritaria

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.
Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti 
Corriere 30.3.14
I sacerdoti del non si può
di Ernesto Galli della Loggia

su spogli

Repubblica 30.3.14
Yes we can. Ma Gesù prese anche il bastone
di Eugenio Scalfari

su spogli
il Sole24ore Domenica 30.3.14
Se la politica fosse cultura
Il fondatore di Repubblica rilancia e arricchisce l'idea di un Senato delle competenze. Per un'Italia matura
di Pietrangelo Buttafuoco

su spogli
il Fatto 30.3.14
Camusso: “Quelli del Jobs Act hanno già creato precarietà”

su spogli
l’Unità 30.3.14
Decreto lavoro, nuovo duello Camusso-Squinzi
La leader Cgil: «Chi invoca il cambiamento ha contribuito alla precarietà»
Industriali in pressing sul Parlamento: «Confermi le scelte dell’esecutivo»
E Visco “fa pace” coi sindacati
di Marco Ventimiglia

su spogli

Repubblica 30.3.14

Precari, Visco dà ragione a Camusso: “Solo un lavoro stabile è produttivo”
Un’inedita coppia contro il decreto
La Cgil: “Così il Paese non riparte”
Mentre Poletti è lodato da Squinzi “È una misura rapida e coraggiosa”
di Roberto Mania

su spogli

l’Unità 30.3.14
Cesare Damiano
«Il governo ha fatto un errore, ma lo correggeremo»
di Osvaldo Sabato

su spogli
l’Unità 30.3.14
Civati: «Tagliamo la corruzione»
di A. C.

su spogli
La Stampa 30.3.14
Barca: il nuovo governo?
Dategli sei mesi, i sindacati non hanno innovato
intervista di Paolo Festuccia

su spogli
l’Unità 30.3.14
Senato, lo stop di Grasso: i senatori vanno eletti
Almeno un centinaio di senatori eletti e con diritto di voto sul bilancio e sui temi centrali per lo Stato
È il contro-piano del presidente di Palazzo Madama
di Claudia Fusani

su spogli
Repubblica 30.3.14
Grasso: non abolite il Senato
Il presidente di Palazzo Madama che contesta la riforma proposta da Renzi “Resti un’assemblea di eletti: non dia la fiducia, ma si occupi di leggi costituzionali e etiche”
intervista di Liana Milella

su spogli

Corriere 30.3.14
Nuovo Senato, l’aut aut del governo
Il no a cambiamenti sostanziali. Ncd, Forza Italia e sinistra pd all’attacco
di Dino Martirano

su spogli

il Fatto 30.3.14
Forza Italia adesso frena sulla riforma del Senato

su spogli

l’Unità 30.3.14

La partita delle riforme è aperta. Anche quella dell’Italicum
di Ninni Andriolo

su spogli
Nostalgie. Renzi: «un Parlamento che non ho scelto io»
Scegliersi i membri della Camera Alta o del Consiglio della Corona era una prerogativa dei sovrani assoluti... Un po' di tempo fà...
l’Unità 30.3.14
Renzi e le tensioni col gruppo «No a un partito parallelo»
l premier: «Putroppo devo giocarmi l’osso del collo con un Parlamento che non ho scelto io»
Minoranza sempre più divisa. Cuperlo: «Non chiudiamoci dentro fortini a difesa dello status quo»
di Vladimiro Frulletti

su spogli
Repubblica 30.3.14
Si frantuma la corrente di minoranza
Esplode la sinistra Pd Cuperlo contro Epifani “Chi si divide perde”
di Goffredo De Marchis

su spogli

Corriere 30.3.14
La minoranza apre al segretario
La paura di un boom 5 Stelle alle urne
Il premier teme la fuga degli elettori forzisti verso Grillo
di Maria Teresa Meli

su spogli
il Fatto 30.3.14
Il turbopremier
Il segreto di Matteo Renzi il presidente “giovane”
di Furio Colombo

su spogli
Repubblica 30.3.14
Un libro
Tutti i passaggi dell’ascesa di Renzi
di Francesco Bei

su spogli

La Stampa 30.3.14
È già il partito di Matteo? Per ora c’è “Forza Renzi”
«Forza Renzi», firmato «Gli amici di Milano»: i commercianti di Buenos Aires, per la prima volta, si buttano a sinistra
di Jacopo Iacoboni

qui

La Stampa 30.3.14
Il Pd targato Renzi apre le iscrizioni e cerca nuovi fondi
Nuova tessera-chip : servirà per referendum interni
di Carlo Bertini

qui

il Fatto 30.3.14
Caccia agli 80 euro. I segreti del tesoro per trovare i soldi.
Padoan deve accontentare il premier. Tutto si decide l’8 aprile con l’approvazione del documento di economia e finanza e il decreto con i tagli della spending review
di Stefano Feltri

su spogli

il Fatto 30.3.14
Case, vini e donazioni. La passione per Renzi dei nobili fiorentini
Dal 2009 al 2011 il sindaco risiedeva nello storico palazzo Malenchini. Per le famiglie dei marchesi proprietari dell’appartamento le “cortesie” di comune e provincia
di Davide Vecchi

su spogli

il Fatto 30.3.14
Crisi di rigetto?
Terrore a Firenze: Nardella al 30%
di Marco Palombi

su spogli
il Fatto 30.3.14
Madia e Giannini Scontro tra due titane renziane
La prima viene smentita ogni volta che parla, la seconda dimentica che il suo partito a luglio voleva i prepensionamenti che le critica oggi

di Marco Palombi
su spogli
il Fatto 30.3.14
Disarmanti
F-35, Renzi li taglia Pinotti li tiene

Tagliamo, non tagliamo, tagliamo, non tagliamo. Venerdì sera Matteo Renzi a Bersaglio Mobile su La7 ha detto: “Le spese militari in Italia vanno ridotte. Punto. E noi le riduciamo. Obama si arrabbia? Ha fatto la stessa cosa. Come le riduci? Abbiamo un calendario triennale”. E sugli F-35? “Quando la commissione sugli F-35 avrà chiaro cosa si può fare - ha risposto - vi diremo qual è la riduzione su quel capitolo”. Nello stesso giorno, il ministro della Difesa Pi-notti aveva detto che dai piani già sottoscritti non si tornava indietro. Il balletto continua.
l’Unità 30.3.14
Basta sparare sul sindacato
di Claudio Sardo

su spogli

il Fatto 30.3.14
Destra e sinistra non esistono più
risponde  Furio Colombo

su spogli

l’Unità 30.3.14
Lucia, sfigurata con l’acido All’ex 20 anni di carcere
Luca Varani fu il mandate dell’aggressione all’avvocatessa di Pesaro
14 anni per gli esecutori materiali. Applausi alla lettura della sentenza
di Salvatore Maria Righi

su spogli
Repubblica 30.3.14
Quel messaggio ai violenti: da oggi nessuno può sperare nell’impunità
di Michela Marzano

su spogli

La Stampa 30.3.14
Annibali: “Ho capito che si può tornare a vivere anche se non si è perfetti”
Lucia: “Alle Europee con il Pd? Ora non ci penso”
intervista di Grazia Longo

qui
l’Unità 30.3.14
Ma possiamo chiamarlo ancora «Belpaese»?
Asfalto e cemento, il consumo di terreno in Italia non si arresta
Per ogni abitante ci sono 343 metri quadrati di terra coperta
di Vittorio Emiliani

su spogli
il Fatto 30.3.14
Grandi opere
Variante di Valico La frana minaccia la stazione delle stragi
Si muovono il viadotto dell’A1 e un paesino: a rischio i binari già tristemente noti per l’Italicus e il Rapido 904
di David Marceddu

su spogli
Corriere 30.3.14
Il maestro del carcere minorile a cui Omar affidò la verità
«Arrabbiato con Erika mi disse: l’ho solo aiutata con la madre»
di Marco Imarisio

su spogli

La Stampa 30.3.14
La guerra di Piero
Usciva nell’aprile 1924 il saggio con cui Gobetti tentò l’ultima battaglia contro il fascismo
di Angelo D’Orsi

su spogli
La Stampa 30.3.14
Straordinaria Ada che gli mandava tanta vita
Una biografia della moglie: dopo la sua morte seppe ricominciare e combatté nella Resistenza
di Paolo Di Paolo

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La Stampa 30.3.14
Rivoluzione liberale
Usi e abusi di uno slogan (s)fortunato
di Massimiliano Panarari

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La Stampa TuttoLibri 29.3.14
Il giurista che s’affidò alle leggi di Kafka
di Massimiliano Panarari

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l’Unità 30.3.14
Tra sogni e satira
Si apre il 6 aprile a Siena la prima mostra antologica dedicata a Sergio Staino
di Maurizio Boldrini

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l’Unità 30.3.14
La Grande Guerra fatta dai media
Oltre alle armi, le nazioni in lotta usarono anche foto, film, manifesti...
di Wladimiro Settimelli

su spogli

il Fatto 30.3.14
“A me del cinema non frega nulla. Sono indifferente”
Il disincanto, l’ironia, la malinconia, le frecciate di Roberto Rossellini, uno dei più grandi registi italiani.

Riconosciuto nel mondo per il ruolo di padre del neorealismo grazie a pellicole come “Roma città aperta” e “Paisà”
Quindi il suo rapporto con Fellini, il ruolo della critica, la difesa da parte di Togliatti, l’esperienza in Cile vicino al presidente Allende, poi ucciso da un golpe fascista nel 1974
di Enzo Biagi

su spogli
il Fatto 30.3.14
Ingrid, Isabella, la Rai e l’amore per la Ferrari
La sua grande passione erano i documentari: lavorò dieci anni per la televisione di Stato “perché più libera della cinematografia”
di Loris Mazzetti

su spogli
il Fatto 30.3.14
L’agonia del Sud Sudan
Il più giovane paese al mondo, nato nel 2011 dalla separazione con gli islamici di Khartoum sta già affogando nell’ennesimo conflitto tra signori della guerra, etnie e petrolio
di Fabio Bucciarelli

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Repubblica 30.3.14
Umanisti digitali
Sappiamo tutto di Galileo Galilei? Non è proprio così

Oggi molte università, come quella di Stanford, fanno incontrare la storia e la rete. Grazie ai big data
Ovvero come la tecnologia può aiutarci a capire meglio il nostro passato
di Riccardo Luna

su spogli

Repubblica 30.3.14
Filosofia del selfie
Socrate, Platone e Aristotele furono i primi a insegnare che essere importanti per gli altri

ha valore solo se si coltivano giustizia e saggezza per se stessi
Dall’Antica Grecia a Internet, dal Kleos a Klout,

il grado di popolarità ci ossessiona Ecco come liberarsi
di Rebecca Newberger Goldstein e Mario Perniola

su spogli

Repubblica 30.3.14
Vita e menzogne di una scrittrice chiamata Nenè
Nel centenario della nascita di Marguerite Duras

Sandra Petrignani la reinventa: una donna in rivolta fedele solo alla letteratura
di Elena Stancanelli

su spogli

Repubblica 30.3.14
Perché le “cose” ci rendono felici
Vivere in un’epoca piena di oggetti e di merci è una benedizione

Secondo il filosofo Emanuele Coccia
di Maurizio Ferraris

su spogli

Repubblica 30.3.14
Gustave Doré
L’uomo guidato dal potere dell’immaginazione
Al Museo d’Orsay incisioni e dipinti del genio visionario

che illustrò i grandi classici della letteratura, da Dante a Cervantes
di Cesare De Seta

su spogli

Repubblica 30.3.14
Kandinsky
La luce che viene dall’alba del mondo
Una rassegna a Vercelli documenta il lavoro del pittore dagli esordi al 1922

e le suggestioni che gli ispirarono le usanze di antiche etnie
di Lea Mattarella

su spogli

Repubblica 30.3.14
Territori della psiche

le nuove uscite a cura di Doriano Fasoli
su spogli

Corriere La Lettura 30.3.14
Niente illusioni, l’universo non è matematico
Per quanto possano apparire coerenti e ragionevoli i modelli aritmetici o geometrici,

la rappresentazione del cosmo non è oggettiva
Risponde comunque alla nostra realtà cerebrale
di Sandro Modeo

su spogli

Corriere La Lettura 30.3.14
La violenza ha un suo stile e non viene dalla barbarie

di Adriano Favole
su spogli

Corriere La Lettura 30.3,14
Klimt, la mente e il corpo oltre l’arte
/1
Il microscopio affascina il pittore: la biologia invade paesaggi e corpi
di Claudio Mencacci
 

psichiatra
su spogli
Corriere La Lettura 30.3.14
Klimt, la mente e il corpo oltre l’arte
/2
Eva prorompe con un sì alla vita mentre il serpente è scomparso
di Giulio Giorello


Corriere La Lettura 30.3.14
Basilea. Malevich al Kunstmuseum
Così la vacca incontrò il violino
Dopo oltre ottant’anni tornano i disegni e le illustrazioni simbolo del Suprematismo
Quadrati, croci e un minimalismo ante litteram ma anche tanti strani accoppiamenti
di Sebastiano Grasso

su spogli
il Sole24ore Domenica 30.3.14
Fabriano, storia di carta

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Potere all'Inquisizione!
Lo storico (e nostro collaboratore) Massimo Firpo rievoca un momento topico per l'istituzione
di Massimo Firpo

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Rwanda. Le colpe dell'Onu
Chi avrebbe dovuto fermare il genocidio non l'ha fatto
I responsabili di allora hanno anche fatto carriera
di Daniele Scaglione

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Il lato scientifico della storia
di Marco Ciardi

il Sole24ore Domenica 30.3.14
I segreti della natura. Ogni cosa è informata
I «bit» sostanza prima del mondo?
Studiosi di diverse discipline ne hanno discusso a un recente convegno in un'isola dei Caraibi
di Aldo Rovelli

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Evolversi con le storie
Jonathan Gottschall spiega perché la mente umana ha bisogno di narrazioni per crescere
Le neuroscienze cognitive al servizio della letteratura
di Ernesto Ferrero

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Piaceri stoici, temperanza epicurea
di Ar. M.

il Sole24ore Domenica 30.3.14
Bibbia & letteratura
Com'è beat il Nazareno
È il «grande codice» della nostra cultura che ha influenzato generazioni di scrittori da Alighieri a Tolstoj da Whitman a Kerouac
di Gianfranco Ravasi s.j.
su spogli

OGGI A LECCE:
Un lancio Agi del 29 marzo parla del libro di Joyce Lussu qui
Giovanni Senatore Ufficio Stampa L'Asino d'oro



con la collaborazione di Susanne Portmann