domenica 3 aprile 2016

LA RASSEGNA DELLA STAMPA DI DOMENICA 3 APRILE
È DISPONIBILE QUI DI SEGUITO

Corriere La Lettura 3.4.16
Processo al monoteismo 1
L’accusa
Il focolaio dell’ intolleranza
L’idea di un libro sacro come unica fonte della verità induce a cercare la salvezza nella lotta agli «infedeli»
di Luciano Canfora
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Corriere La Lettura 3.4.16
Processo al monoteismo 2
La difesa
Una rivoluzione egualitaria
Il pagano passa da un idolo all’altro senza via d’uscita. Solo l’infinitamente Altro può liberarci dalla schiavitù
di Donatella Di Cesare
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Bibliografia
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Repubblica 3.4.16
Molestie in seminario, vescovo indagato
Cassino, un ex studente accusa monsignor Gerardo Antonazzo, altri sei giovani sarebbero coinvolti Lui: attacchi infondati. Il dossier della procura alla Santa Sede che lo difende: scandalo costruito ad arte
di Conchita Sannino
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Corriere 3.4.16
Indagato il vescovo di Cassino I pm: ha molestato 8 seminaristi
Il prelato: «Le accuse sono infondate». I dubbi della Santa Sede
di Ilaria Sacchettoni
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Repubblica 3.4.16
Il Vaticano boccia la Marcuzzi “Non è adatta al Giubileo”
di Orazio La Rocca
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La Stampa 3.4.16
La natura romantica del Papa
di Claudio Gallo
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un libro di Marco Vannini
Repubblica 4.3.16
Le vere ragioni delle dimissioni di Ratzinger
di Paolo Rodari
Quali sono le ragioni delle dimissioni di Benedetto XVI? Gli intrighi di palazzo, la pedofilia, le carte trafugate… Ma cosa, in fondo, lo ha spinto a rinunciare? Se lo chiede il filosofo e teologo Marco Vannini, tra i massimi esperti di mistica cristiana, in All’ultimo Papa con una tesi che fa discutere: l’ultimo Papa è Benedetto. La risposta va oltre eventi contingenti per ritrovarsi nel «venir meno dei fondamenti storici della fede». In sostanza, dice Vannini, Ratzinger resta l’ultimo difensore di una credenza tradizionale, secondo la quale il «vecchio Dio Padre» è rex tremendae majestatis. È il Dio della tradizione ebraica che oggi, dal pronunciamento di Giovanni Paolo I fino al rilancio operato dalla teologia cosiddetta al femminile, è stato sostituito dal concetto di Dio-Madre. Secondo Vannini, Ratzinger avrebbe dovuto operare un’azione troppo ardita: far passare il cristianesimo da mitologia (appunto la credenza in un Dio potente e superiore) a conoscenza dello spirito nello spirito, un Dio privo di ogni attributo, pura luce: «Un pensiero che non crea né teologie né chiese, perché esso esprime soltanto l’esperienza di una realtà assolutamente diversa ». Lo si chiama Dio per consuetudine ma, spiega Vannini, «non intendiamo affatto parlare di un ente supremo, lassù nei cieli», quanto della scoperta di ciò che siamo, «il nostro stesso essere». Ratzinger avrebbe dovuto spostare il cristianesimo su questo secondo livello. Ma, dice Vannini, l’impresa è sembrata «tale da richiedere forze molto superiori a quelle di un vecchio papa». E per non tradire se stesso, per non abbracciare un «nuovo umanesimo », ha preferito ritirarsi.
All’ultimo papa di Marco Vannini Il Saggiatore pagg. 205, euro 17

Repubblica 3.4.16
Cosa furono davvero le crociate
risponde Corrado Augias
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Il Sole 3.4.16
Parole e verità
La ragione, la poesia e l’amore divino
La fiducia illimitata nella potenza della ragione e della parola che l’esprime è un tratto della mentalità illuministica della modernità.
di Bruno Forte
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Il Sole Domenica 3.4.16
Le sfide del nostro tempo
La sostenibilità cristiana
di Gianfranco Ravasi s.j.
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Il Sole Domenica 3.4.16
Corpo
Post-umano, troppo post-umano
di Nunzio Galantino
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Repubblica 3.4.16
I tabù del mondo
L’arte erotica (e inaspettata) della fedeltà
Il nostro tempo è cinico e pragmatico, crede alla libertà senza inibizioni, giudica l’aspirazione delle coppie al “per sempre” una farsa o una catena repressiva Ma i legami non sempre sacrificano il desiderio: l’autentica forza dell’amore è trasformare la ripetizione in un’esperienza davvero unica e irripetibile
Quello che l’ideologia neo-libertina non vede è che ogni forma di disincanto tende, come spiegarono già Adorno e Horkheimer a ribaltarsi nel suo contrario
di Massimo Recalcati
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Il Sole 3.4.16
Isis, Libia, caso Regeni
La guerra in casa e il disordine mondiale
di Alberto Negri
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Il Fatto 3.4.16
Guerra e pace,
Il Grande Disordine
di Furio Colombo
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Corriere 3.4.16
Petrolio, saranno sentite Guidi e Boschi
La Procura: «Gemelli va arrestato»
I magistrati di Potenza valutano il disastro ambientale. E scatta il ricorso sul fermo negato
di Virginia Piccolillo
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Il Sole 3.4.16
L’imprenditore accusato anche di corruzione
La Procura presenta ricorso contro il no all’arresto di Gemelli
potenza
di I. Cimm.
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La Stampa 3.4.16
Le accuse della Procura: per l’Eni
100 milioni di risparmi irregolari
Indagato anche l’ammiraglio De Giorgi. Le domande dei pm alla Boschi
di Grazia Longo
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La Stampa 3.4.16
Quella rete di “amici” che puntava a fare affari
Il filo rosso dell’indagine che lega politici, manager e imprenditori
di Francesco Grignetti
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Repubblica 3.4.16
La globalità della corruzione
di Roberto Toscano
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La Stampa 3.4.16
Renzi: “Siamo sotto attacco ma non ci faranno cadere”
Elogia Marchionne: “Ha fatto più lui per i lavoratori che certi sindacalisti” E vuole sostituire la Guidi in settimana. In pole Bellanova e De Vincenti
di Carlo Bertini
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Il Sole 3.4.16
Verso la Direzione del partito. L’intervento alla scuola di formazione politica del Pd - Domani la «resa dei conti» con la minoranza
Renzi contro i sindacati, frenata sulle privatizzazioni
Il premier loda Marchionne: «Ha fatto più lui che certi sindacalisti» - «Si è privatizzato fin troppo»
di Emilia Patta
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La Stampa 3.4.16
Presentate due mozioni di sfiducia, i grillini dicono no al centrodestra
Berlusconi non parla di Tempa Rossa e attacca i giudici
di Amedeo La Mattina
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La Stampa 3.4.16
L’immagine in bilico del partito che doveva cambiare il Paese
di Marcello Sorgi
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Repubblica 3.4.16
Il fiammifero della Guidi e l’incendio che ora divampa
di Eugenio Scalfari
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Il Sole 3.4.16
La fase nuova e l’avversario che ora c’è
La santa alleanza Grillo-Salvini che ora fa paura
di Lina Palmerini
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Corriere 3.4.16
Marino, Marziano a Roma (con autogol)
di Aldo Grasso
Attenti a rubare i titoli dei libri! O Ignazio Marino è dotato di uno spirito autoironico finora ignoto o è caduto in un infortunio clamoroso, del genere «una risata lo seppellirà».
Per regolare i conti con il Pd, Marino ha scritto un libro, «Un marziano a Roma», che ha lo stesso titolo di una strepitosa farsa di Ennio Flaiano del 1960. In realtà, già nel ‘54 Flaiano aveva scritto un racconto omonimo, inserito in «Diario Notturno»: il marziano in questione si chiama Kunt e atterra con la sua astronave a Roma, nel prato del galoppatoio di Villa Borghese. Sei anni dopo l’autore ne ricava un lavoro teatrale. Il marziano subito è accolto come un messia (qualche analogia con Marino traspare) in un’atmosfera di redenzione, da «anno zero». Ma presto dai fasti di «angelo revisore», il marziano decade alla condizione di «uomo del giorno» dai molti «doveri di rappresentanza» (altre curiose analogie con Ignazio) ed è chiamato banalmente «dottore».
Quello che forse Marino non sa è che Flaiano inscena poi lo svilimento del marziano: alla fine non farà più notizia e diventerà uno dei tanti «sciagurati» che a Roma scrivono un libro. L’ultimo quadro si chiude fra le pernacchie di giovinastri che lo deridono: «A Marzianooo!».
A Marinooo! Non resta che consolarsi con il congedo dell’alieno: «Tutto si muove nel mondo verso un eterno amplesso. Anche toccare il fondo fa parte del successo».
Corriere 3.4.16
«Su Roma c’è ancora tempo» Il sondaggio riapre i giochi
Meloni: insieme possiamo vincere. Berlusconi tiene duro su Bertolaso
di Paola Di Caro
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Repubblica 3.4.16
La paziente morta per un melanoma e la dottoressa che voleva curarla con la psicoterapia Agli atti dell’inchiesta tutta la loro corrispondenza
“Liberati dai sensi di colpa e guarirai dal cancro” Le mail shock del medico
di Sarah Martinenghi
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Il Sole 3.4.16
Migranti, il sindaco di Riace nella classifica dei 50 leader più influenti al mondo di Fortune
di Donata Marrazzo
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Repubblica 3.4.16
Bambini in fuga, sbarchi raddoppiati
In Europa su 170.526 rifugiati gli adolescenti sono ben il 35 per cento del totale
Sono già 2.500 i minori non accompagnati arrivati in Italia. La rete di accoglienza è al collasso
di Vladimiro Polchi
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Corriere 3.4.16
L’Europa ha bisogno di una frontiera unica
di Sabino Cassese
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Corriere 3.4.16
L’Austria manda i soldati al Brennero
Vienna prepara “controlli serrati al valico con l’Italia”
Domani i primi rimpatri verso la Turchia
di Marco Bresolin
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Corriere 3.4.16
Una gestione sovranazionale per i centri di accoglienza
di Stefano Passigli
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Corriere 3.4.16
La nuova vita di Angela Merkel nella Germania in movimento
di Danilo Taino
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Corriere 3.4.16
Disertori di Mimmo Franzinelli
Gettare la divisa alle ortiche In fuga dall’esercito del Duce
di Corrado Stajano
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(clicca sull'immagine dell'infografica qui a sinistra per ingrandirla)
Corriere Salute 3.4.16
Perché sognare ci è indispensabile
Con il sonno «attivo» armonizziamo il cervello
di Danilo di Diodoro
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Corriere Salute 3.4.16
Anche il valore premonitorio adesso viene riabilitato
di D.d.D.
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Corriere Salute 3.4.16
Persino gli incubi possono essere utili
D.d.D.
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Corriere Salute 3.4.16
Rare le «notti di note» Tranne che nei giovani
D.d.D.
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Corriere Salute 3.4.16
Casi ricorrenti
La «classica» notte prima degli esami
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Corriere Salute 3.4.16
Grecia antica
Nei templi «visioni ispirate» per guarire
di Silvia Turin
Nell’antichità i Greci conoscevano bene il legame tra fisiologia e sogno e tra i modi per curarsi annoveravano anche il sogno incubatorio : una visione notturna auto-provocata che si verificava dormendo nel tempio di una divinità, così da ottenere una visione onirica di guarigione, se non la guarigione stessa. Asclepio, il dio della medicina, era foriero dei sogni diagnostici e di cura. A questa pratica, comune a tutte le culture antiche, ma diffusasi in Grecia a partire dal V secolo a. C, erano dedicati alcuni santuari, il maggiore dei quali era Epidauro. I pellegrini si accostavano alla notte fatidica (quella in cui potevano dormire nel tempio) in condizione di forte pressione psicologica, dopo un rituale che poteva durare diversi giorni e comprendeva atti purificatori, sacrifici, divieti alimentari, così che il supplice si avviava alla visione onirica intimamente determinato a riceverla. Le «Cronache di Epidauro» raccolgono le storie incise sulle tavolette votive, che rappresentavano la parte del corpo sanata (piedi, gambe, braccia, occhi…) e raccontavano l’avvenuta guarigione: uno aveva sognato che le sue dita anchilosate fossero distese dal dio, un altro infestato dai parassiti che Asclepio lo avesse ripulito con una scopa. Molti casi che nell’antichità apparivano irrisolvibili non erano poi così gravi e un evento come l’apparizione del dio poteva essere risolutivo. «Filiali» del tempio di Epidauro sorsero poi in varie parti del mondo ellenistico.



Corriere La Lettura 3.4.16
La dittatura del caso
di Giulio Giorello
Nelle prime ore del 20 marzo Serena Saracino e altre ragazze italiane, in Spagna per il programma Erasmus, avrebbero voluto fermarsi a dormire a Valencia, dove erano andate per la famosa Fiesta de Las Fallas. Ma non c’era posto. È per questo motivo che sono tornate ai pullman della comitiva: per rientrare a Barcellona. Secondo quanto ha riferito a suo padre una ragazza del gruppo, Annalisa Riba, dovevano prendere il mezzo numero uno, ma poi, forse per seguire degli amici, sono salite sul numero cinque, l’ultimo della carovana. Quello che è andato fuori strada nei pressi di Tarragona. Serena e altre sei ragazze italiane hanno perso la vita, Annalisa è rimasta gravemente ferita.
La mattina del 22 marzo Marco Scarpetta, italiano residente a Bruxelles, ha riferito di non aver preso la metropolitana che lo avrebbe portato alla fermata di Maelbeek, dove un terrorista si è fatto esplodere, perché si era svegliato tardi. Marco Montanari è salito sul convoglio immediatamente successivo a quello coinvolto nell’attentato. Il musicista Aron Chiesa, all’aeroporto di Zaventem, si è salvato perché al momento dell’esplosione si era attardato al bar prima di raggiungere il banco dove è avvenuta la strage.
È impressionante l’influenza che il caso può avere — in positivo o in negativo — nelle nostre vite: al filosofo Giulio Giorello abbiamo chiesto una riflessione sull’argomento.
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Corriere La Lettura 3.4.16
Ansia, il pregio è diventato un difetto
La capacità di trasmettere l’allarme di un pericolo (anche senza averlo mai vissuto)
è stata fondamentale nel successo evolutivo dell’uomo. Ma oggi costringe il cervello alla continua ricerca di nemici. Provocando il disturbo psicologico più diffuso e sottovalutato dei nostri tempi
di Fabio Deotto
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Corriere La Lettura 3.4.16
L’homo sapiens è mobile...
Con l’espressione «inquietudine migratoria» si descrive in etologia l’aumento di attività motoria nei periodi delle migrazioni che si riscontra in individui, appartenenti a specie migratorie di uccelli, costretti in cattività. Depurandola da ogni accento istintuale, Guido Chelazzi utilizza questa metafora per parlare della mobilità dell’ Homo sapiens nel saggio Inquietudine migratoria (Carocci, pp. 240, e 16). Unendo prospettive antropologiche (biologiche e culturali), ecologiche, genetiche, climatologiche, Chelazzi tenta (con successo) un’anatomia scientifica dell’irrequietezza — per fare il verso a Bruce Chatwin. Le migrazioni contemporanee sono fenomeni nuovi? La migrazione primitiva fu un fatto naturale di contro al carattere culturale di quelle più recenti? Perché molti popoli collocano in un «esodo» le fondamenta della propria identità? Le idee hanno sempre viaggiato con i piedi degli uomini o si sono mosse autonomamente? Per rispondere occorre scandagliare un insieme di discipline. Siamo «scimmie colonizzatrici» e «opportunisti spaziali», sostiene Chelazzi. Migriamo, certo, anche per fuggire alle guerre e alle persecuzioni e spinti dalla fame. Ridurre la mobilità umana alla migrazione economica, tuttavia, è una prospettiva semplicistica, adatta forse ai nostri tempi, ma non a un’umanità osservata a volo d’uccello, risalendo fin alle origini. Un libro che ogni viandante dovrebbe tenere nello zaino (il formato è adatto al viaggio), accanto alle Vie dei canti.





Corriere La Lettura 3.4.16
L’ultima notte di un matematico
Fabrizio Falco porta in scena un monologo di Paolo Giordano dedicato a Évariste Galois, morto in duello a vent’anni nel 1832
di Laura Zangarini
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Corriere La Lettura 3.4.16
Un millennio di oracoli
Protetta dalle pendici del Parnaso sorge Delfi, che gli antichi consideravano l’ombelico del mondo. Lì la Pizia dava i suoi responsi oracolari a re e governanti, creando una stretta connessione tra riti sacri e manovre politiche; lì si svolgevano le gare atletiche in onore di Apollo, note in tutto il Mediterraneo. Nel volume Delfi (traduzione di Daniele A. Gewurz, Laterza, pp. 368, e 25) Michael Scott ripercorre la millenaria storia del santuario.












Il Sole Domenica 3.4.16
Imre Kertész (1929-2016)
Aveva nostalgia del lager
di Boris Pahor
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Il Sole Domenica 3.4.16
I discendenti della Sfinge
Così enigmi e altre forme di arguzia, diletto, indovinelli, trucchi e giochi di parole hanno attraversato l’antichità
di Carlo Carena
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Il Sole Domenica 3.4.16
22 aprile 1516 - 22 aprile 2016
Cinque secoli furiosi
Il poema dell’Ariosto ha 500 anni. «Scoria dei sogni», «risplendente labirinto» lo definiva Borges, che come Galileo lo amò moltissimo
di Lina Bolzoni
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Il Sole Domenica 3.4.16
Per una costituente della ricerca
L’innovazione riparta dall’etica
di Elena Cattaneo
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Il Sole Domenica 3.4.16
Polemiche scientifiche
Neuroetica sotto tortura
New York Book review pubblica la difesa sorniona e acuta di Haidt e Pinker all’accusa di collusioni con le atrocità della Cia
di Elisabetta Sirgiovanni
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Il Sole Domenica 3.4.16
Gestazione per altri
Si può donare la genitorialità?
di Vittorio Lingiardi e Nicola Carone
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Il Sole Domenica 3.4.16
Joseph Stiglitz
L’alto prezzo della diseguaglianza
di Adriana Castagnoli
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Il Sole Domenica 3.4.16
Boccioni a Palazzo Reale
Il disegno futurista di Umberto
di Ada Masoero
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Il Sole Domenica 3.4.16
Boccioni a Milano
Avanguardista in giro per il mondo
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Il Sole Domenica 3.4.16
Roma Il «Mangiafagioli» dei Colonna
di Antonio Paolucci
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sabato 2 aprile 2016

LA RASSEGNA DELLA STAMPA DI SABATO 2 APRILE

Repubblica sabato 2 aprile 2016
Perché i genitori devono dire “no”
risponde Corrado Augias

CARO Augias, sono un pediatra. Ho letto il bellissimo articolo di Massimo Recalcati ( Repubblica 27/03/16) che tra l’altro scrive: “Nessun tempo come il nostro ha mai esaltato così la centralità del bambino nella vita della famiglia. Non sono più i bambini che si piegano alle leggi della famiglia, ma le famiglie che devono piegarsi alle leggi (capricciose ) dei bambini... ”. Quando incontro le famiglie per il controllo dell’anno di vita del bambino, ricordo sempre ai genitori l’importanza della ricerca da parte del bambino della sua autonomia, ma anche la necessità da parte dei genitori di educare, di mostrare autorevolezza (saper dire no, i no fanno crescere, dico). Ho anche letto su Repubblica un movimento di genitori sul web che chiedono l’installazione di videocamere per il controllo degli educatori. So che tali luoghi possono diventare teatro di violenze, vorrei però che i genitori riflettessero sulla loro crescente incapacità ad alimentare nei loro figli il senso del limite e del differimento della soddisfazione.
Enrico Davalli
HO LETTO anch’io l’importante contributo di Massimo Recalcati pubblicato domenica 27. Il centro della questione è che molti adulti sembrano aver rinunciato al peso della loro responsabilità il che, in parole molto povere, vuol dire far capire ai bambini che non tutto è possibile, che, soprattutto, non tutto è possibile subito. Il che tradotto in pratica significa rinuncia al soddisfacimento di alcuni desideri; imparare l’attesa. Una corrente della pedagogia è andata diffondendo l’idea che la cosiddetta “educazione” altro non sarebbe che una mordacchia “imposta da genitori paranoici alla voglia di libertà dei figli”. Estendendo il discorso, lo stesso principio si applica alla scuola che viene dichiarata sede di una “educazione forzata” (in assonanza con “lavori forzati”), macchina repressiva che spegne ogni creatività imponendo controllo e disciplina uniformi. Una delle conseguenze è il fenomeno, anni fa marginale oggi frequente, di chi rifiuta la valutazione degli insegnanti, l’idea che durante le vacanze sia vessatorio assegnare qualche compito; per non parlare di bocciature o provvedimenti disciplinari contro i quali c’è subito il ricorso al Tar. «Il mio bambino un asino? Ma io la rovino, caro lei!». Recalcati citava un saggio di Peter Gray pubblicato da Einaudi dal titolo eloquente: Lasciateli giocare.
Va bene, lasciamoli giocare; ma che cosa accadrà all’adulto al quale da bambino e da adolescente nessuno ha mai detto: fino qui è possibile, al di là no? I piccoli tiranni capricciosi sono preoccupanti; ciò che quei bambini diventeranno da grandi, in un Paese di non grandi tradizioni civili, lo è ancora di più. Nel bel romanzo di Edoardo Albinati La scuola cattolica (Rizzoli ed.) leggo queste parole: «I castighi sono utili a saggiare e a sviluppare la resistenza dell’individuo piuttosto che a vincerla, prove da attraversare, come fatiche di Ercole, facendo appello alle risorse che solo così, quasi con stupore, uno scopre di possedere […] Un’iniziazione non può che essere, almeno in parte, dolorosa».

il Fatto 2.4.16
Signori, la Libia è pronta
Finalmente è guerra
di Furio Colombo
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La Stampa 2.4.16
Lezione sulla laicità anche nell’ora di religione
di Gian Enrico Rusconi
È tempo che il dibattito sull’insegnamento delle religioni nella scuola pubblica faccia un salto di qualità sul piano operativo. Il tema è annoso: accanto o in alternativa all’«insegnamento della religione cattolica» quale è praticato oggi, sotto il diretto controllo dell’autorità ecclesiastica, ci sono molte proposte per «lo studio del fatto religioso», della «storia delle religioni», «del pluralismo religioso». Sono state fatte molte esperienze a livello locale con risultati utili e istruttivi. Ma la situazione generale è ben lontana dall’essere soddisfacente.
Due mesi fa, intervenendo ad un Convegno dedicato a «Scuola e religioni», il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, ha usato toni ottimistici. «Non è vero che la scuola pubblica italiana non offre gli strumenti adeguati per interpretare nel migliore modi la società contemporanea caratterizzata dal pluralismo culturale e religioso». E ha ribadito il principio dell’autonomia scolastica e il cosiddetto «piano dell’offerta formativa» affidato all’iniziativa dei singoli istituti anche in tema di studio della storia delle religioni. In realtà non pare che questo giudizio ottimistico sia condiviso dagli insegnanti, dagli esperti e dagli studiosi del settore. Li sentiremo oggi a Torino dove faranno il punto sull’«insegnamento della “Storia delle religioni e del libero pensiero” nella scuola».
Il lavoro da fare è enorme, le forze politiche non percepiscono l’urgenza del problema e non sono disposte ad investire energie su un tema virtualmente carico di nuovi conflitti. Da parte sua, il mondo ecclesiastico si appresta a fare resistenza attiva e passiva contro ogni cambiamento che farebbe sfuggire al suo controllo il discorso sulla religione. Anzi è già stato affermato che un insegnamento delle religioni alternativo o semplicemente affiancato a quello vigente, è un passo verso il laicismo anti-religioso. Si denuncia che il pluralismo religioso che si pretende studiare e promuovere con approcci innovativi è l’anticamera del relativismo, del nichilismo ecc. Pertanto solo a partire da un solido punto di riferimento di verità rappresentato dalla religione cattolica - affermano i sostenitori dello status quo - è garantito anche del dialogo interreligioso.
Tutte queste obiezioni sono frutto di una visione sospettosa e riduttiva della laicità, vista esclusivamente a seconda di come si atteggia verso la religione. La laicità è molto di più di questo: è la disponibilità a far funzionare le regole della convivenza democratica a partire dalla pluralità e persino dal contrasto delle «visioni della vita» e delle convinzioni etiche in generale. E’ lo statuto stesso della cittadinanza. E’ a questa laicità che deve educare la scuola, includendovi anche il fatto religioso. Alcuni partecipanti al convegno romano, ricordato sopra, hanno affermato: «Ci interessa il “fatto religioso” perché ci sta a cuore la laicità della nostra Repubblica»; «Attraverso la storia delle religioni vogliamo educare alla cittadinanza».
Temo che la ventata innovativa di Papa Francesco non sia in grado di accogliere queste posizioni.
La scorsa settimana il Pontefice ha avuto espressioni infelici, anzi francamente inaccettabili, su un punto importante, non solo simbolicamente, per la nostra problematica. Condannando l’ipotesi di rimuovere il crocefisso dai luoghi pubblici, ha invocato direttamente la «Croce di Gesù» denunciando «coloro che vogliono escluderti dalla vita pubblica nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato». Dispiace che il Pontefice abbia un’idea così distorta della laicità anche di chi (magari credente) ritiene opportuno rimuovere il crocefisso dagli spazi pubblici.
Se la questione dell’insegnamento della religione a scuola dovesse riproporsi a livello politico-istituzionale, la posizione di Papa Bergoglio non sarà diversa da quella assunta per le «unioni civili». Il Papa dirà di «non immischiarsi» in politica, ma lascerà la gestione della questione ai rappresentanti della Chiesa nazionale, alla Cei, di cui conosciamo la posizione, assicurandole il suo assenso di principio.
Il Pontefice con la sua ferma critica contro lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale, con la sua instancabile perorazione per l’accoglienza dei migranti, con la sua stessa appassionata «teologia della misericordia» rivolta incondizionatamente a tutti, trova il consenso di moltissimi laici. Dispiace però che nella sua visione complessiva manchi una più attenta considerazione degli argomenti laici. Non basta la simpatia per le persone. Occorre andare più a fondo nel confronto e nello scambio di ragioni e di argomenti.

il manifesto 2.4.16
Scandalo pedofilia nella diocesi di Lione
Francia. Denunce contro l'arcivescovo Barbarin, per omissione di denuncia. Domande di dimissioni. Ma il Primat des Gaules non cede e si rivolge a un'agenzia di comunicazione per la gestione delle crisi di immagine
di Anna Maria Merlo
qui
La Stampa 2.4.16
Bertone, i lavori per l’attico sono stati pagati due volte
L’ipotesi del Vaticano. L’azienda romana fallita durante la ristrutturazione
di Andrea Tornielli
qui

La Stampa 2.4.16
“Feci versare io quei 400 mila euro. E il cardinale sapeva del mio progetto”
L’ex presidente del Bambin Gesù: per l’ospedale era un investimento
intervista di An. Tor.
qui

Corriere 2.4.16
Dall’attico alla cascina con parco. Ecco le mega case di altri cardinali
Tra privilegi e dicerie. «Solo polemiche, molte abitazioni vecchie e da ristrutturare»
di Fabrizio Caccia
qui
SIR Servizio Informazione Religiosa 7.3.16
Il filosofo Marramao: anche i laici hanno bisogno del “perdono” di Papa Francesco
di M. Michela Nicolais
qui
si ringrazia Annalina Ferrante
definitivi declini
Il Fatto 2.4.16
Campidoglio,
i Radicali in campo con Giachetti
Blu come il colore dei liberali, giallo come la tonalità usata dai Radicali negli ultimi vent’anni, verde che richiama l’ecologismo. Più il rosso, che contribuisce a creare un arcobaleno stilizzato, simbolo associato al pacifismo e ai diritti. Il Partito Radicale ha presentato ieri il simbolo che utilizzerà per correre alle elezioni amministrative del 5 giugno a Roma e a Milano. Quanto alla Capitale, il segretario nazionale Riccardo Magi ha comunicato l’appoggio a Roberto Giachetti (iscritto anche al Partito Radicale, che permette il doppio tesseramento); tuttavia è stato chiarito che non si tratta di un sostegno al Pd. “A Giachetti ha spiegato Magi offriamo i dodici punti del nostro programma elettorale”. Assieme al segretario, anche la storica militante Emma Bonino ha rafforzato l’investitura in favore del candidato Pd. Tornando sul simbolo, Magi ha sottolineato “il riferimento al federalismo europeo, perché crediamo che vadano trovate delle soluzioni per rilanciare il progetto di Europa unita: gli Stati Uniti d’Europa, altrimenti gli Stati singoli continueranno nell'illusione di poter risolvere i propri problemi da soli, rincorrendo le emergenze, come sta accadendo in queste settimane”.
  
La Stampa 2.4.16
Le opposizioni mirano dritto alla Boschi
di Marcello Sorgi
qui
Corriere 2.4.16
Caso archiviato per Palazzo Chigi ma gli avversari incalzano
di Massimo Franco
qui

Repubblica 2.4.16
Il premier e l’incubo comunali “Nel mirino per farci perdere”
di Tommaso Ciriaco e Alberto D’Argenio
qui

La Stampa 2.4.16
I pm vogliono sentire Boschi. Lei si difende: “Rifarei tutto”
Le accuse dell’inchiesta al Pd: brogli e clientele. Mozione di sfiducia del M5S
Boschi nel mirino, Renzi la difende: “L’emendamento l’ho voluto io”
Mozioni di sfiducia delle opposizioni
di Amedeo La Mattina
qui

Repubblica 2.4.16
Il fantasma del logoramento
di Stefano Folli
qui
Il Sole 2.4.16
Un passo obbligato, la credibilità in gioco
di Guido Gentili
qui

Il Sole 2.4.16
Ma le dimissioni basteranno?
La «reputazione» nell’urna
di Lina Palmerini
qui
La Stampa 2.4.16
La magistratura che fa paura alla politica
di Ugo Magri
qui
La Stampa 2.4.16
Giudici di nuovo in campo. E ora la sfida è a Renzi
Le inchieste fecero cadere i governi di Berlusconi e Prodi
di Mattia Feltri
qui
Il Fatto 2.4.16
Renzi e Boschi, un patto di ferro con le lobby
Trivelle, il premier blinda il ministro intoccabile: il suo ruolo è quello di controllare che il Parlamento faccia quello che vuole il governo
di Wanda Marra
qui

Il Fatto 2.4.16
Maria Elena lavorava  per un secondo favore al fidanzato della Guidi
di Paola Zanca
qui

Il Fatto 2.4.16
Vietato danneggiare gli affari: stop alle leggi sulla trasparenza
Le norme sui lobbisti sono impantanate in Senato e l’esecutivo ha bloccato il tentativo di trasformarle in emendamenti
di Stefano Feltri
qui

Il Fatto 2.4.16
Inchiesta petrolio, indagato il numero uno della Marina De Giorgi per associazione a delinquere
All'alto ufficiale che ha voluto Mare Nostrum, riferisce Repubblica, sono contestati gli stessi reati del compagno dell'ex ministro Guidi. Nelle ultime settimane era in odore di candidatura per il vertice della Protezione Civile
qui
La Stampa 2.4.16
Sottosegretario e sindaca portavano sconosciuti a votare alle primarie Pd
La ricostruzione che emerge dai documenti dei pm
di Francesco Grignetti
qui

La Stampa 2.4.16
Il referendum doppiamente sbagliato
di Giovanni Sabbatucci
qui
La Stampa 2.4.16
La sinistra punta sul referendum-trivelle
“Prova generale della spallata d’autunno”
Renziani tranquilli: azzurri e leghisti non voteranno
di Carlo Bertini
qui
Il Fatto 2.4.16
Non volevo, ma ora voterò no trivelle
di Antonio Padellaro
qui
La Stampa 2.4.16
Tornano a crescere i disoccupati
A febbraio +0,1% però c’è un calo dello 0,1% fra i giovani. Si riducono le assunzioni stabili Negli Stati Uniti l’economia corre: a marzo creati 215.000 posti, più delle attese degli analisti
di Luigi Grassia
qui

Corriere 2.4.16
il sondaggio
Elezioni a Roma, primi i 5 Stelle
Poi Giachetti. E Raggi batterebbe tutti
Solo Meloni può giocarsi il testa a testa al ballottaggio con la candidata M5S
Il 27,5% delle preferenze al nome del Movimento, seguono il deputato pd (22,5%),
la leader FdI (20%), Bertolaso (12%) e Marchini (6,5%)
di Nando Pagnoncelli
qui

La Stampa 2.4.16
Omicidio Regeni
Ora gli inglesi soffiano sulla crisi Italia-Egitto
I timori degli 007: Londra punta ai giacimenti dell’Eni
Dettagli e nuove foto nel dossier egiziano in arrivo a Roma
di Francesco Grignetti
qui
La Stampa 2.4.16
Il Cairo mente anche all’America sulla morte del ricercatore italiano
Il ministro Shoukry ha raccontato a Kerry che il giovane è rimasto invischiato in una gang e ha fatto sesso sadomaso
di Paolo Mastrolilli
qui
Repubblica 2.4.16
Turchia
La battaglia di Can per la democrazia tiene in scacco Erdogan
Il processo al direttore di Cumhuriyet ha attirato l’attenzione mondiale sui diritti violati da Ankara
di Bernardo Valli
qui

Il Fatto 2.4.16
Argentina
“Desaparecidos e la cifra-simbolo che non torna”
L’attivista Meijide spiega come fu scelto il numero di 30.000 scomparsi per mano del regime di Guido Gazzoli
qui

Corriere 2.4.16
Ecco il Talmud in italiano Il sapere antico degli ebrei
di Paolo Salom
qui

venerdì 1 aprile 2016


OGGI da Contrasto in via del Pigneto 22 - Roma
La presentazione del libro di Noemi Ghetti
«Gramsci nel cieco carcere degli eretici», L'Asino d'Oro Edizioni.
Leggi di più qui








ULTIM’ORA: 






Infortuni o complicità?
«Mentre in Italia ad applaudire Varoufakis sono accorsi Antonio Ingroia e Toni Negri. Ma anche "Avvenire" s'è schierato a suo sostegno»
 

l’Espresso 30.3.16
Chi salta fuori dall'uovo di Pasqua di "Avvenire"? Varoufakis
di Sandro Magister
qui
nell’occasione del suo recentissimo soggiorno romano, e del lancio di Diem25, Varoufakis ha voluto anche rilasciare la seguente intervista al quotidiano dei vescovi italiani... (sic!)
Avvenire 24.3.16
Varoufakis: è un’Europa senz’anima
intervista di Eugenio Fatigante
qui
ma l'interlocuzione tra l'ex ministro greco e i vescovi italiani era già in corso da tempo: per documentarti leggi ancheun articolo di Antonio Fazio qui e poi qui e qui
riceviamo e ringraziamo per la segnalazione Carlo Patrignani, Fabio della Pergola e Alessandro Capra

commento pubblicato giovedì 31 marzo 2016 alle ore 13:45
NOI PER ABITUDINE DICIAMO LA VERITÀ!
DATO CHE CI È GIUNTA VOCE
- CON NOSTRO DAVVERO GRANDE E PERSISTENTE STUPORE! - 
CHE ANCORA QUALCUNO VIENE SOSTENENDO CHE
TONI NEGRI
NON FAREBBE PARTE DELL'ORGANIZZAZIONE DI VAROUFAKIS
INVITIAMO  NUOVAMENTE TUTTI A CLICCARE QUI 
E A LEGGERE CON I PROPRI OCCHI!
SCORRENDO LA LISTA DEI NOMI DEI MEMBRI DI DIEM25
TONI NEGRI - CASPITA! - C'È!
NELLA COMUNICAZIONE UFFICIALE DI DIEM25 CHE SI TROVA LI
TONI NEGRI È NELLA LISTA DEI 65 MEMBRI CHE DIEM25 STESSA
HA SCELTO DI ESIBIRE IN PRIMO PIANO
EVIDENTEMENTE CON LO SCOPO DI VANTARSENE ED ATTIRARE COSÌ ALTRE ADESIONI!
INOLTRE,
IN QUELLA LISTA UFFICIALE CON L'ELENCO DI 65 NOMI DA TUTTA EUROPA
- E NIENT'AFFATTO, FRA L'ALTRO, DI 17.000! -
CI SONO SOLO 5 ITALIANI, E DI ESSI, ACCANTO A NEGRI,
ALMENO TRE SONO CERTAMENTE UOMINI DI NEGRI
CONTANDO ANCHE LORENZO MARSILI - IL "PRESENTATORE" DELL'AQUARIO -
CHE INFATTI HA DICHIARATO AL CORRIERE CHE TONI NEGRI «È UN GRANDE INTELLETTUALE»
E CHE LO INTERVISTAVA CON IL TONO COMPLICE. CHE SI PUÒ APPREZZARE NELLA CLIP QUI DI SEGUITO.
IL QUINTO SEMBRA ESSERE UN VERDE CATTOLICO...
QUESTA COMPAGNIA NON CI PIACE AFFATTO!
SE È IL SITO UFFICIALE DI DIEM25 DI VAROUFAKIS A VOLERCI FAR SAPERE TUTTO CIÒ
E DIEM25 SI GUARDA BENE DA MODIFICARE QUELLA PAGINA, COMMENTARE O SMENTIRE QUANTO EVIDENZIAMO,
CI SPIEGATE, PER PIACERE UNA BUONA VOLTA, MA CON PAROLE SEMPLICI E DIRETTE,
CHE SENSO HA - MA DAVVERO! - CONTINUARE A NEGARLO E ASPETTARSI ANCHE  DI FARLA FRANCA?!?
DA BAMBINI CI DICEVANO CHE «LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE»... 
FORSE NON AVEVANO TUTTI I TORTI...!

SIAMO COMUNQUE PRONTI A DARE UNO SPAZIO ANALOGO PER ESPRIMERSI IN PIENA LIBERTÀ
A CHI RITENENDOSI IN QUALSIASI MODO COINVOLTO VOLESSE COMMENTARE TUTTO QUESTO SU "SEGNALAZIONI"
m
PROVIAMO INVECE SEMMAI A VEDERE COSA SUCCEDE
SE CHIEDIAMO TUTTI INSIEME A VAROUFAKIS DI METTERLO FUORI CON TUTTI I SUOI!
PER QUESTO ABBIAMO LANCIATO UN MAIL BOMBING 
CHE TROVATE QUI DI SEGUITO E AL QUALE VI CHEDIAMO DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE
commento pubblicato giovedì 31 marzo 2016 alle ore 13:45

Ieri a Pane Quotidiano su Rai 3 Concita De Gregorio ha avuto ospite Massimo Recalcati
che ha parlato di "desiderio" e di "Lacan"
ringraziamo per l'informazione Valentina Esposito, Noemi Ghetti, Emanuela Traverso, Leda Di Paolo, Elena Madussi, Giorgio Montanari e Pietro Sabatelli

 PASQUA, EASTER, YSHTAR
DA DOVE VIENE LA PASQUA GIUDAICO-CRISTIANA: QUI
 





Cosa festeggia la Pasqua ebraica (Genesi 12:21)
«Dio annuncia al popolo di Israele, nella Terra degli schiavi in Egitto: "In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame."
Tramite Mosè Dio ordina al popolo di Israele di marcare gli stipiti delle loro porte con del sangue di agnello cosicché: "Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l'intero Egitto e a voi non succederà niente".
Si alzò il Faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c'era casa dove non ci fosse un morto!
Gli Egiziani fecero pressione per affrettare la partenza degli ebrei dal paese, perché dicevano: "Qui moriamo tutti!"»
VENERDI 18 MARZO 2016
UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA

LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DELL'EVENTO (2h 36m)
È DISPONIBILE SU QUESTA PAGINA
si ringraziano William Santero e Daniele Carlevaro
REPRINT DA "SEGNALAZIONI DEL LUGLIO 2011:
LA NOTIZIA DELLA IMPORTANTISSIMA SENTENZA DEGLI INIZI DI APRILE 2011 CHE PUBBLCHIAMO QUI DI SEGUITO NON ERA STATA DIFFUSA DALLA STAMPA ITALIANA, SOLO IL SOLE 24 ORE NE AVEVA DATO UNA BREVE INFORMAZIONE SULLE SUE PAGINE WEB  RIPORTANDONE ANCHE IL COMBINATO - E NON PRIMA DEL IL 12 LUGLIO - (qui): "SEGNALAZIONI" L'AVEVA SUBITO RIPRESA.

• un commento qui • Il testo della sentenza della Corte di Appello di Bologna del 2010, che     era stata oggetto del ricorso poi conclusosi con la sopra citata sentenza di Cassazione del 2011 è pubblicata sul sito dell'ordine degli Psicologi di Bologna, dove ci sono anche altri precedenti: qui• La sentenza della Corte Suprema di Cassazione sulla psicanalisi, aprile 2011 qui • La sentenza 5 dicembre 1972. La Corte Suprema di Cassazione qui • La sentenza n. 412 del 1995, La Corte Costituzionale qui • La sentenza n. 5838 del 22.05.1995 della Cassazione Penale qui • L'Articolo 348 del Codice Penale con giurisprudenza qui • La sentenza della Cassazione Penale - Sez. 6ª - 3.3.2004 - Esercizio abusivo di professione qui • Dalla sentenza precedente - 177.02/2004 - evidiamo alcuni passi qui • La sentenza della Cassazione Penale - Sez. 6ª del 6 Settembre 2007 qui • Alcune “massime” interessanti anche in relazione al cosiddetto counseling filosofico qui • Altri riferimenti giurisprudenziali (1981 - 1999) a proposito dell’«Esercizio della professione di psicoterapeuta» qui • La massima di una sentenza del Tar del Lazio del 2006 qui • La “Legge Ossicini” Ordinamento della professione di psicologo - Legge 18 febbraio 1989, n. 56, qui • Una scheda su Adriano Ossicini, qui
Si ringraziano Luigia Lazzaro, Carolina Migliorini, Roberto Martina, Daniele De Perto, Francesco Monarca e Antonio Pilichi
SUL TEMA LEGGI ANCHE SU IL SOGNO DELLA FARFALLA 4.2011 "UNA SENTENZA STORICA" DI PAOLO FIORI NASTRO E LUCA FAGIOLI
LEGGI ANCHE, SUL SUCCESSIVO NUMERO DE IL SOGNO DELLA FARFALLA (1.2012), SULLO STESSO TEMA,  L'ARTICOLO INTITOLATO "FREUD? NON È MAI ESISTITO. RIFLESSIONI SU UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE" DI CARLO ANZILOTTI E MARTINA BRANDIZZI PRENDENDO LE MOSSE PROPRIO DAL PRECEDENTE ARTICOLO, APPROFONDISCONO IL CONTESTO STORICO E CULTURALE CHE HA DETERMINATO IL DISCREDITO DELLA PSICOTERAPIA COME ATTO MEDICO E QUINDI LE MOTIVAZIONI DELLA PREGNANZA DELLA SENTENZA: IN QUESTO LAVORO C'È ANCHE UNA RICCHISSIMA BIBLIOGRAFIA RIGUARDANTE ANCHE SENTENZE PRECEDENTI CHE HANNO PORTATO A QUELLA DEL 2011. 


LA REGISTRAZIONE DEGLI INTERVENTI DI MATTEO FAGO E DI ANDREA VENTURA
MERCOLEDI 23 MARZO NELL'OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE A ROMA DI DIEM25 DI YANIS VAROUFAKIS
È DISPONIBILE QUI DI SEGUITO

VAROUFAKIS, CACCIALO SUBITO!
ADESSO UN MAIL BOMBING:
DA "SEGNALAZIONI"ABBIAMO INVIATO IL SEGUENTE MESSAGGIO
A YANIS  VAROUFAKIS
SULLA PAGINA UFFICIALE DI DIEM25 QUI
«Comrade Varoufakis, expel Toni Negri from Diem25.
Negri was sentenced to 17 years in prison for serious crimes against Democracy
and spreads a violent and criminal philosophy.
His presence in Diem25 keeps so many of us away from your movement!»

INVITIAMO TUTTI A FARE LO STESSO COLLEGANDOSI QUI

MA COSA È IN REALTÀ DIEM25?  
È IN CORSO UNA DISCUSSIONE SU QUESTO TEMA:
INVITIAMO CHIUNQUE NE ABBIA VOGLIA A DIRE LIBERAMENTE
LA PROPRIA OPINIONE, SINTETICA O ARTICOLATA CHE POSSA ESSERE.
GLI INTERVENTI CONTINUANO AD ARRIVARE...
Sono già intervenuti, in successione cronologica:
Fulvio Iannaco, Silvia Scialanca, Gloria Gabrielli, Luca Sanfilippo, Pietro Sabatelli,

Irene Calesini, Florence Poulain, Andreas Iacarella, Maria Rosaria Bianchi, Carlo Patrignani
Luca Serratore, Giuseppe Vitaletti, Noemi Ghetti, Silvia Luminati
Domenico Fargnoli, Maurizio Maturi...
E INTERVIENI ANCHE TU SCRIVENDO A SEGNALAZIONI.BOX@GMAIL.COM

MATTEO FAGO E ANDREA VENTURA
SONO INTERVENUTI NELL'OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DI DIEM25 
LA NUOVA PROPOSTA ORGANIZZATIVA DI YANIS VAROUFAKIS.
"SEGNALAZIONI" SI È COLLEGATO IN DIRETTA STREAMING CON L'EVENTO
LA REGISTRAZIONE DELLA SESSIONE ANTIMERIDIANA È DISPONIBILE QUI:


LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DELLA SESSIONE SERALE È DISPONIBILE QUI
Gli interventi di Andrea Ventura e Matteo Fago sono a:
Ventura 1:29:07 (H:M:S) — Fago: 1:35:36 (H:M:S)
LEGGI DI PIÙ SU QUESTA PAGINA
Una realizzazione Mawivideo
si ringraziano William Santero e Mario Cirillo
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Varoufakis:«Diem25 non è di destra o di sinistra"» (sic!)
DAL CORSERA DI GIOVEDI 24 MARZO:
Corriere 24.3.16
Da Toni Negri a Civati all’incontro.
Le sinistre senza guida  alla corte di Varoufakis
L’ex ministro greco a caccia di democratici per il suo nuovo movimento transnazionale
di Monica Guerzoni
Possibile.com 23.3.16
Giuseppe Civati: “Con Varoufakis un rinnovato spirito costituente per l’Europa in crisi”
“Possibile segue ogni movimento che vuole impegnarsi per la democratizzazione delle istituzioni, nazionali ed europee, per la rappresentanza dei cittadini, in una posizione di rispetto e attenzione. Come ha spiegato Varoufakis, Diem25 non è un partito e non è in competizione con i partiti: a noi interessa una relazione sui contenuti, sulle soluzioni, sulle aspettative di una UE in crisi. Ho apprezzato il fatto che Varoufakis non parli più di liquidazione dell’euro, ma intenda investire sulle questioni politiche fondamentali dell’Europa. Politica egualitaria, capace di uscire dai guai non attraverso le divisioni ma con un rinnovato spirito costituente. O forse ricostituente”: così Pippo Civati, deputato di Possibile, nel corso della giornata di lavori con Yanis Varoufakis all’Acquario Romano per la presentazione italiana di Diem25.
NEL MANIFESTO DI DIEM25, DISPONIBILE QUI, LA PAROLA "SINISTRA" NON RICORRE NEMMENO UNA SOLA VOLTA.
IL NOME DI TONI NEGRI, PERALTRO PRESENTE DI PERSONA ALL’”AQUARIO ROMANO”, E QUELLO DEI SUOI COLLABORATORI FRANCO BIFO BERARDI E SANDRO MEZZADRA (FONDATORE DI EURONOMADE) SONO ELENCATI  TRA QUELLI DEI MEMBRI DI DIEM25 NELL’APPOSITA PAGINA DEL SITO UFFICIALE DI DIEM25. SONO LA MAGGIORANZA DEGLI UNICI ITALIANI PRESENTI IN QUELLA PAGINA! 3 SU 5, E UNO DEGLI ALTRI DUE È LORENZO MARSILI... (SIC!)
LO SI PUÒ CONSTATARE QUI

Lorenzo Marsili, co-fondatore e Direttore di European Alternatives, e fiduciario di Varoufakis - e infatti nella kermesse del 23 marzo principale conduttore della serata - alla richiesta di Monica Guerzoni di esprimersi sulla figura di Toni Negri, ha dichiarato «Toni Negri? È considerato un grandissimo intellettuale in tutto il mondo, tranne che in Italia». Quanto a Renzi, Marsili ha dichiarato che né lui, né Varoufakis, nutrono pregiudizi verso il premier italiano...
QUELLA CHE SEGUE È UNA CLIP DA UNA INTERVISTA CHE LORENZO MARSILI, IL FIDUCIARIO PER L'ITALIA DI VAROUFAKIS E CONDUTTORE DELLA SERATA DEL 23 MARZO ALL'AQUARIO ROMANO HA REGISTRATO IL 29 LUGLIO 2015, SOLO L'ESTATE SCORSA, CON UNO DEI PIÙ CELEBRI MEMBRI DI DIEM25: TONI NEGRI!
LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DI QUESTA INTERVISTA È DISPONIBILE QUI 
«Oh, se solo papa Francesco fosse arrivato quando ero giovane! Di certo, non sarei mai uscito dalla Chiesa!
Se c’era Francesco ci risparmiavamo tutta ‘sta storia della lotta armata»
82 anni (di cui undici in galera) ... ha dialogato con Althusser, con Foucault, con Deleuze, con Derrida Per la persecuzione giudiziaria che ha subito viene paragonato a Gramsci
La militanza nella Giac, la Gioventù italiana di azione cattolica, la lettura di Maritain, Bernanos, Simone Weil, l’incontro con Danilo Dolci, un anno di lavoro nei kibbuz di Israele
“Fu così per tanti studenti del Sessantotto. Tutti venivano da una forte esperienza cristiana”
Gli piaceva Spinoza, il libertario
Il professor Negri insegnava di giorno e di sera si calava il passamontagna, o almeno così voleva far credere, in anni in cui le cose ... si stavano trasformando in tragedia»
Il Venerdi di Repubblica 30.10.15
Comunista che son io
Toni Negri si racconta in un libro
di Enrico Deaglio
qui
















il manifesto 30.12.14
Marx, Foucault e la grammatica del comune
Alcune ipotesi di lavoro per rendere possibile la convergenza tra l’opera marxiana e la riflessione che Foucault avviò negli anni Settanta sul soggetto e sul potere
l'immagine è quella originale scelta dal "quotidiano comunista"per corredare l'articolo di Toni Negri, il manifesto, in calce, precisa che na ver­sione più lunga di que­sto testo è pub­bli­cata nel sito Inter­net: www​.euro​no​made​.info
Nel Pantheon di Diem25 inoltre non può sfuggire la presenza di Noam Chomsky.



EURONOMADE - IL CUI MOTTO È "INVENTARE IL  COMUNE SOVVERTIRE IL PRESENTE" È IL SITO DOVE SCRIVE ABITUALMENTE TONI NEGRI.


LA TESTATA, INTORNO ALLA QUALE SI RACCOGLIE UN COLLETTIVO POLITICO, SI ISPIRA ALLA EX "AREA DELL'AUTONOMIA" ED HA COME RIFERIMENTI "CULTURALI"- OLTRE NATURALMENTE AL MEDESIMO TONI NEGRI - PERSONAGGI COME FOUCAULT DELEUZE E GUATTARI...
OLTRE A TONI NEGRI CI SCRIVONO AD ESEMPIO ALISA DEL RE (ex Potere Operaio, ex Autonomia Organizzata...) E SPESSISSIMO (e spesso in "doppia firma" con Toni Negri stesso) MARCO ASSENNATO...  (can you remember lo scontro su Spinoza nel 2008?) ex collaboratore di "Liberazione"...
Toni Negri da dirigente nazionale dell'Azione Cattolica dove conobbe Mariano Rumor, Vincenzo Scotti e Gianni Vattimo divenuto poi membro del Psi poi fondatore di Potere Operaio e in seguito dell'Autonomia Operaia, venne arrestato il 7 aprile 1979 e condannato prima a 30 poi (in appello) a 17 anni di carcere per "insurrezione armata contro i poteri dello Stato". Eletto deputato nell'83 fu scarcerato, ma quando la Camera il 23 settembre concesse l'autorizzazione al suo arresto fuggì in Francia. Ha finito di scontare la sua pena nel 2003. Amico e stretto collaboratore di intellettuali parigini come Jacques Derrida, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Felix Guattari. Su di lui una scheda qui.
Un “faccia a faccia” con Yanis Varoufakis è andato in onda martedì 22 marzo a Ballarò su Rai 3ed è disponibile qui
si ringrazia Massimo Biagioli



«demokratía indica il dominio coercitivo, esercitato con la forza, di quella parte del popolo che è il démos (con la drastica esclusione delle donne), mentre dall’altro lato essa esprime il sopravvento della componente quantitativamente, ma non qualitativamente, più significativa del popolo»
Corriere 13.7.15
L’antica Grecia culla della democrazia: un falso storico
di Umberto Curi
professore ordinario di Storia della filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Padova
qui

Su Toni Negri cfr. l'articolo di Giuseppe Scuto, Il pensiero violento. Alcuni spunti di analisi degli anni Settanta, su Il sogno della farfalla 3, 2007
UN DIBATTITO PUBBLICO SU TUTTO QUESTO È IN CORSO
INTERVIENI ANCHE TU SCRIVENDO A SEGNALAZIONI.BOX@GMAIL.COM 

VENERDI 25 VITTORIO GIACOPINI A PAGINA 3 LA TRASMISSIONE QUOTIDIANA DI RADIO3 RAI
HA DATO ANNUNCIO DELL'USCITA NELLE EDICOLE DEL NUMERO 13 DI LEFT
E HA LETTO AMPLI STRALCI DELL'INTERVISTA
DI SIMONA MAGGIORELLI A PAOLO MATTHIEU IN ESSO PUBBLICATA