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Creative Commons License
Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
mercoledì 30 luglio 2014
 
EDIZIONE STRAORDINARIA
IN CORSO DI AGGIORNAMENTO - ULTIMO AGGIORNAMENTO ALLE 14.00


COME OGNI ANNO DAL 2001, ANCHE QUEST'ANNO "SEGNALAZIONI" SOSPESO LE PUBBLICAZIONI ORDINARIE  PER LA CONSUETA PAUSA ANNUALE. LE RIPRENDERÀ MERCOLEDI 27 AGOSTO
SAREMO TUTTAVIA SEMPRE DISPONIBILI - MA CERTO CON MINORE TEMPESTIVITÀ DEL SOLITO - PER DIFFONDERE EVENTUALI NUOVE INFORMAZIONI IMPORTANTI.
INVITIAMO INFINE - COME TUTTI GLI ANNI - LETTRICI E LETTORI A SEGNALARCI, CON UNA E-MAIL AL NOSTRO INDIRIZZO SEGNALAZIONI.BOX@GMAIL.COM, QUANTO NEL FRATTEMPO TROVASSERO DI INTERESSANTE E SIGNIFICATIVO SULLA STAMPA - POSSIBILMENTE INVIANDONE ANCHE IL TESTO - E SUL WEB: ALLA RIPRESA PUBBLICHEREMO UNA SELEZIONE DEI MATERIALI SEGNALATICI.
 m
«Una ricerca affascinante per il superamento del comunismo»
Massimo Fagioli
sul n.45/2010 di LEFT
m
«Una lotta, senza armi, soltanto rivoluzione del pensiero e parola»
Massimo Fagioli
sul n°49/2008 di LEFT


«Vorrei un partito rivoluzionario, che faccia ricerca sulla realtà umana»
Massimo Fagioli
nell'intervista al Corriere della sera del 22 giugno 2014

LEFT C’È
E SARÀ NELLE EDICOLE SABATO 2 AGOSTO

Quello che segue è lo start scritto da Giovanni Maria Bellu che si leggerà nel prossimo numero di left:

Quando stiamo per consegnare alla tipografia il numero di left che avete tra le mani, arriva in redazione la notizia della sospensione delle pubblicazioni de l’Unità. Oggi è martedì 29 luglio (sono questi i tempi della stampa) e quando leggerete queste righe molti aspetti della vicenda de l’Unità, che mentre scriviamo non sono ancora noti, saranno stati chiariti. Ce n’è però uno, fondamentale, che ci è già chiaro da tempo. La politica ha una visione solo strumentale dell’informazione e non ha mai affrontato la crisi del settore come si affronta la crisi di un comparto che attraversa una rivoluzione industriale e tecnologica in una fase di recessione economica. La combinazione peggiore che possa capitare. La politica non ama la libertà di stampa e preferisce giornali in difficoltà ai giornali sani e dunque liberi. Contando sul fatto che anche tra i giornalisti c’è chi non disdegna questa situazione, benché penalizzi i migliori. Alla fine può accadere che si preferisca far morire un giornale piuttosto che correre il rischio di perderne il controllo. left continuerà ad andare in edicola da solo. In attesa di ritrovarsi, speriamo presto, col giornale di Antonio Gramsci.




Sergio Staino, nell'intervista di oggi a Repubblica, integralmente disponibile qui di seguito:
«Per quello che ho capito si voleva fare una bad company che finiva in un binario morto e si faceva una nuova società che senza sospendere le pubblicazioni veniva rifinanziata. Che io sappia l’unica offerta presente era però quella di Fago. Credo che però Fago sia una figura abbastanza lontana dalla maggioranza attuale del Pd. Quindi non credo che sarebbe stato visto con molto entusiasmo..»
E perché?
«Perché è molto vicino a Massimo Fagioli e alla rivista molto interessante Left che è su una barricata molto movimentista. Quello che non capisco è se la chiusura è determinata dalla volontà di liquidare definitivamente l’Unità o di arrivare ad una nuova società dove ci sia Fago o non ci sia, Ma l’ultima parola sarà quella di Renzi. Bisogna capire se nel suo progetto di Pd c’è un quotidiano che raccoglie la nostra area o invece dobbiamo andare allo sbando».





















l’Unità 30.7.14
Hanno ucciso l’Unità
È la terza volta che ci spengono, ma non ci fermiamo
editoriale di Luca Landò

nelle edicole, e su “Senalazioni” questa sera dopo la chiusura delle edicole

l’Unità 30.7.14
Ore 14, cade l’ultima speranza «Sospendere le pubblicazioni»
Cronaca di una giornata drammatica nella redazione di via Ostiense
Tra tensioni e accuse, l’assemblea dei soci boccia tutte le ipotesi dei liquidatori: si va al concordato preventivo
Oggi pagine bianche in segno di protesta Domani in edicola l’ultimo numero

nelle edicole, e su “Senalazioni” questa sera dopo la chiusura delle edicole
l’Unità 30.7.14
Comunicato del Cdr
Il Cdr

nelle edicole, e su “Senalazioni” questa sera dopo la chiusura delle edicole
m
l’Unità 30.7.14
Sinistra sotto shock Renzi: non è finita
Dal Pd alla Cgil, dalla Fnsi ai lettori, sconcerto e rabbia per la chiusura
La solidarietà di D’Alema, Bersani, Camusso, Vendola e tanti altri
Bonifazi: «Impegnati al cento per cento»
Guerini: non è tempo di polemiche, ma di mettere in campo tutte le energie necessarie

nelle edicole, e su “Senalazioni” questa sera dopo la chiusura delle edicole
SEGUONO 18 PAGINE BIANCHE...
il Fatto on line 29.7.14
L’Unità, stop a pubblicazioni dal primo agosto: “Giorno di lutto per la democrazia”
Il quotidiano fondato da Gramsci a partire da venerdì non sarà più in edicola
La decisione nell'anno del 90esimo
Il vicedirettore: "Senza parole di fronte a scempio"
I lavoratori: "Hanno ucciso il giornale. Noi continueremo a lottare guardandoci anche dal fuoco amico"
In serata Renzi: "Purtroppo non è del Pd. Se lo fosse non chiuderebbe"
Il tesoriere dem: "La riapriremo"

qui

il Fatto 30.7.14
“Hanno ucciso l’Unità, è stato il fuoco amico”
Il 1° agosto stop alle pubblicazioni e cassa integrazione per i lavoratori
Renzi si scarica la coscienza: “Non è nostra, se lo fosse non chiuderebbe”
La responsabilità: anche la società che organizza le feste del Pd avrebbe detto “no” alle proposte per salvare la testata
di Salvatore Cannavò

su spogli

La Stampa 30.7.14
L’Unità chiude e accusa il Pd “Fa killeraggio”
I renziani provano a rassicurare: riapriremo
di Roberto Giovannini

su spogli

La Stampa 30.7.14
L’Unità, da “Corriere del proletariato” a brand glorioso e abbandonato
Un’era tra Gramsci e girotondi: facce (contraddittorie) di un mito
di Jacopo Iacoboni

qui

Corriere on line 30.7.14
Il giornale fondato da Gramsci
«L’Unità» addio, dal 1° agosto il quotidiano non sarà più in edicola
L’annuncio dei liquidatori della società editoriale
Il Cdr: «Un fatto di gravità inaudita. Ma non finisce qui»
di Redazione Online

qui

Corriere 30.7.14
Le banche: «Adesso Renzi paghi il debito dei DS»
Il tribunale ha emesso i decreti ingiuntivi per 110 milioni a favore delle banche che prestarono i soldi a L’Unità e, come mostriamo in esclusiva, i Ds si adoperarono perché a pagare fosse Palazzo Chigi
di Manuele Bonaccorsi

qui

Corriere 30.7.14
«L’Unità» sospende le pubblicazioni Nell’ultimo numero le pagine in bianco
di Alessandra Arachi

su spogli

Repubblica on line 29.7.14
Editoria, "l'Unità" sospende le pubblicazioni dal 1 agosto
Lo rendono noto i liquidatori del quotidiano fondato da Gramsci
Il cdr: "Sono riusciti a ucciderci"
Il direttore Landò attacca il Pd
Il direttore contro i democratici: "Sorprendente che non siano riusciti a trovare una soluzione"
Renzi: "Il giornale non chiuderebbe se fosse nella nostra disponibilità"

qui

Repubblica 30.7.14
L’Unità, stop alle pubblicazioni
Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci non sarà in edicola dal primo agosto: nessun accordo tra gli azionisti per evitare la sospensione

I giornalisti: “Sono riusciti ad ucciderci”. Renzi: “Non chiuderà”
su spogli

Repubblica 30.7.14
Sergio Staino
“Tutto nelle mani di Matteo faccia una cosa di sinistra”
“Il destino del giornale dipende dal segretario: se si colloca nel Pse come fa a lasciarci allo sbando?”
intervista di Silvio Buzzanca
su spogli
il Sole 29.7.14
Chiude l'Unità: le pubblicazioni verranno sospese da venerdì 1° agosto
qui

il Sole 29.7.14
L’Unità si ferma. Pd in campo
qui
L’Huffington Post 29.7.14
L’Unità non uscirà dal primo agosto: un colpo all'immagine della testata targato Pd
di Carlo Patrignani
qui
Partito Democratico, Ufficio stampa 29.7.14
Unità, Bonifazi: "Responsabile è chi ha fatto i debiti. Noi la salveremo"
"Il PD non è il responsabile di questa drammatica situazione, la responsabilità è di chi l'ha gestita fino ad ora

Noi salveremo l’Unità". Così il tesoriere del Partito Democratico
qui

Articolo 21 30.7.14
La crisi de “l’Unità”. Un pezzo di storia che se ne va. Non lo dobbiamo permettere
di Alessandro Cardulli

qui

RaiNews24 30.7.14
Editoria, dal primo agosto l'Unità sospenderà le pubblicazioni

"Dopo tre mesi di lotta - si legge nel comunicato del cdr -, ci sono riusciti: hanno ucciso l'Unità

I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica
Gli azionisti non hanno trovato l'intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale
Un fatto di gravità inaudita"
qui

TgCom24 29.7.14
L'Unità sospende le pubblicazioni Bersani: "Voce che deve vivere"
Il direttore Landò attacca il Pd, il Cdr: "Ci hanno ucciso"
Renzi: "Se fosse nella disponibilità del Partito democratico non chiuderebbe"
Bonifazi: “Lo riapriremo”

qui

Affaritaliani 30.7.14
Hanno ucciso L'Unità". L'addio con pagine bianche di protesta

qui

Lettera 43 30.7.14
Editoria, l'Unità: pubblicazioni sospese dal 1 agosto
Non sarà più in edicola da agosto. L'annuncio dei liquidatori

Spataro su Twitter: «Uno scempio»
qui

Internazionale 29.7.14
L’Unità sospende le pubblicazioni

qui

Clandestinoweb 30.7.14
L’ultima Unità manda “in bianco” i lettori
Il giornale di Gramsci chiude i battenti

qui

Nebrodi&dintorni 30.7.14
L'Unità
Renzi: “Il giornale di Gramsci non chiude per colpa del Pd, lo riapriremo”

qui

Il Tempo 30.7.14
Il quotidiano fondato da Gramsci muore con il Pd al record di consensi
di Giuseppe Sanzotta

qui

Il Tempo 30.7.14
L’Unità chiude. No ai 10 milioni di Daniela
Ecco i dettagli dell’offerta della Santanché che la società editrice ha snobbato. Oggi l’ultimo numero tutto in bianco.
di Carlantonio Solimene

qui

Quotidiano Net (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione) 30.7.14

L’Unità chiude. E accusa: «Colpa del Pd»
di Francesco Ghidetti

qui

Avvenire 30.7.14
Niente investitori, l'Unità chiude

qui
Com.Unità 30.7.14
L’Unita’ non muore nonostante soci-giustizieri e gufi piddiini
di Carlo Patrignani
qui

















Internazionale 1061 25/31.7.14
La strage di Gaza
di Sharif Abdel Kouddous
, da The Nation, Stati Uniti
qui

Internazionale 1061 25/31.7.14
I frutti dell’ingiustizia
Non ci sono più parole per raccontare gli orrori e l’assurdità della vita dei palestinesi a Gaza
di Amira Hass
, da Ha’aretz, Israele

qui

con altri articoli sul tema
Repubblica 30.7.14
Elie Wiesel.
Parla lo scrittore e premio Nobel sopravvissuto ad Auschwitz
“Qualche volta è necessario criticare la politica della nazione ebraica: ma l’odio è inaccettabile”
“Ora bisogna mettersi al tavolo delle trattative. Chi è intelligente capisce che non ci sono alternative”
“Netanyahu faccia come Rabin. Si deve trattare per i due Stati”
intervista di Andrea Tarquini

su spogli

Repubblica 28.7.14
Siamo prigionieri in una “bolla” d’odio ma questo conflitto ci spinge a cambiare
di David Grossman

su spogli

Repubblica 30.7.14
“Io, ebrea in piazza per Gaza con la stella di David”
“Dobbiamo uscire dalla bolla: si può disapprovare Israele senza diventare antisemiti”
intervista di Anna Lombardi

su spogli




















Repubblica 30.7.14
Gli autografi restaurati
Gramsci, Lettere e Quaderni all’Archivio Centrale dello Stato

su spogli
m












L’Osservatore Romano 28.7.14
Papa Bergoglio:
«Perdono per i cattolici che hanno firmato le leggi razziali durante il periodo del fascismo in Italia, e che poi hanno contribuito all’avvio delle denunce e quindi delle persecuzioni...»

qui
 

San Giovanni (detto Gianni) Cuperlo, San Giuseppe (detto Pippo) Civati, e San Giovacchino (detto Nichi) Vendola,
qui sopra in una loro ingannevole e caduca apparenza fenomenica,
qui di seguito invece nella loro autentica essenza ontologica:
Pippo Civati martedì 29  a Milano parteciperà alla festa del partitino di "gesucristo" Vendola
in un dibattito dal titolo “Per un nuova rappresentazione sociale del lavoro”
Affaritaliani.it 25.7.14
Sel, a Milano "Adelante" festa nazionale. 31/7 appuntamento con Affari
Nichi Vendola parlerà il 2/8, sabato 26/7 Susanna Camusso,
Pippo Civati il 29 e domenica 27 con Giuliano Pisapia.
I temi: lavoro, pace e giustizia.
Al Carroponte di Sesto S. Giovanni fino al 4 agosto la Festa nazionale di Sel.
qui
m
LE REGISTRAZIONI DEGLI INCONTRI DI LIVORNO
TRASMESSI IN DIRETTA STREAMING
SONO DISPONIBILI QUI
UNA PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE
REALIZZAZIONE DI MAWIVIDEO

LE PIAZZE EUROPEE PER GAZA
da "LA STAMPA":

UN DOCUMENTO DELL'ANPI 
L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI PARTIGIANI ITALIANI:

Corriere 26.7.14
Solo quando capiremo la tragedia degli altri faremo passi avanti
di Daniel Barenboim

Direttore musicale del Teatro alla Scala
Scrivo queste parole come titolare di due passaporti, israeliano e palestinese. Le scrivo con il cuore affranto, mentre i tragici eventi di Gaza nelle ultime settimane hanno riconfermato il mio profondo convincimento che non può esserci una soluzione militare al conflitto israelo-palestinese. Non è questo un conflitto politico, bensì umano, tra due popoli che nutrono la medesima, e in apparenza irriconciliabile, convinzione di avere diritto esclusivo allo stesso minuscolo lembo di terra. Ed è proprio perché si è trascurato questo particolare in tutti i negoziati che ogni tentativo per trovare una soluzione al conflitto fino ad oggi è fallito. Anziché riconoscere la vera natura del conflitto, e risolverla, le due controparti hanno cercato soluzioni facili e veloci. Sfortunatamente, non esistono scorciatoie se si vuole arrivare a una soluzione. La scorciatoia funziona solo quando conosciamo bene il territorio che attraversiamo — ma in questo caso nessuno possiede quella conoscenza, proprio perché il nocciolo e l’essenza del conflitto rimangono entità sconosciute e inesplorate. Provo profonda partecipazione per il terrore in cui vivono oggi i miei concittadini israeliani: il rombo continuo del lancio dei razzi, il timore di venire colpiti o di veder dilaniati i propri cari. Ma provo altrettanta e profonda compassione per la sorte dei miei concittadini palestinesi di Gaza, che vivono nell’angoscia e piangono le loro perdite spaventose giorno dopo giorno. Dopo decenni di devastazione e morte da una parte e dall’altra, l’odierno conflitto ha toccato un livello di efferatezza e di disperazione fino ad ora inimmaginabile. Mi azzardo quindi ad avanzare una proposta: che non sia proprio questo il momento migliore per cercare una vera soluzione al problema? Certo, il cessate il fuoco è indispensabile, ma non basta. L’unico modo per uscire da questa tragedia, l’unico modo per evitare nuove tragedie e nuovi orrori è proprio quello di sfruttare la disperazione del momento e costringere tutti a parlarsi. Non ha senso che Israele si rifiuti di negoziare con Hamas o di riconoscere il governo di unità nazionale. No, Israele deve ascoltare quei palestinesi che vogliono parlare con un’unica voce.
La prima risoluzione da raggiungere è un accordo comune sul fatto che non esiste più l’opzione militare. Solo allora si potrà cominciare a discutere di una soluzione equa per i palestinesi, che aspettano da decenni, e della sicurezza di Israele, anch’essa sacrosanta. Noi palestinesi ci aspettiamo una soluzione giusta, altro non chiediamo che giustizia e gli stessi diritti garantiti a ogni popolo sulla terra: indipendenza, autodeterminazione, libertà e tutto ciò che ne scaturisce. Noi israeliani vogliamo vederci riconoscere il diritto a vivere sullo stesso territorio. La spartizione della terra potrà farsi solo dopo che i due contendenti avranno non solo accettato, ma profondamente compreso, che possono vivere uno accanto all’altro, non volgendosi le spalle. Alla base stessa di un riavvicinamento da tanto tempo auspicato si avverte il desiderio di condividere gli stessi sentimenti di empatia e di compassione. A mio parere, la compassione non è solo il sentimento che nasce dalla comprensione delle esigenze dell’altro, a livello psicologico, bensì incarna un vero obbligo morale. Solo attraverso lo sforzo di capire la tragedia dell’altro potremo muovere i primi passi gli uni verso gli altri. Nelle parole di Schopenhauer: «Nulla ci ricondurrà così celermente sul sentiero della giustizia come l’immagine mentale del dolore, del lutto e delle lacrime del perdente». In questo conflitto, siamo tutti perdenti, e potremo superare questa drammatica situazione solo iniziando ad accettare e a riconoscere la sofferenza e i diritti dell’altro. E sulla base di questa comprensione reciproca potremo sperare di costruire un futuro insieme.
(Traduzione di Rita Baldassarre)

SADICI CRIMINALI ASSASSINI !
È salito a 605 il numero di palestinesi assassinati dall’esercito dello Stato ebraico, i feriti sono migliaia e i profughi decine di migliaia. Per l'Unicef, fino a ieri i bambini palestinesi vittime del conflitto di età tra i 5 mesi e i 17 anni. Due bambini su tre hanno meno di 12 anni. L'Unicef stima inoltre che più di 900 bambini risulterebbero feriti.

l’Unità 21.7.14
Nabil Abu Rudeina
Il portavoce del presidente dell’Anp AbuMazen:
«Bombardare a tappeto quartieri densamente abitati non è un esercitare il diritto di difesa»
«Il mondo è passivo di fronte a questo genocidio»
intervista di U.D.G.
 
«Bombardare a tappeto quartieri densamente abitati non è un esercitare il diritto di difesa né può essere giustificato in nome della lotta al terrorismo. Massacri come quello perpetrato oggi (ieri, ndr) a Sajaya hanno solo una definizioni: crimini di guerra». A parlare è una delle figure più rappresentative della leadership palestinese: Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
A Gaza è stata una domenica di sangue. Segnata dal massacro di Sajaya. Il presidente Abbas è in Qatar per cercare di rilanciare il cessate-il-fuoco.
«La situazione è drammatica. Siamo nel pieno di una tragedia immane. I morti si contano a centinaia, i feriti a migliaia. Gli sfollati sono ormai quasi 100mila. Il mondo non può assistere passivamente a quello che il presidente Abbas ha giustamente definito come un genocidio in atto a Gaza».
Israele imputa a Hamas la responsabilità di aver rigettato la tregua negoziata dall’Egitto e accettata dal presidente Abbas.
«Quella proposta va ripresa e dettagliata ulteriormente. Ma ciò sarà possibile se tutti i soggetti in campo faranno la loro parte. È importante in questo senso l’iniziativa della Lega Araba e dei singoi Paesi membri che possono esercitare la loro influenza anche in campo palestinese. L’iniziativa egiziana è ancora in campo, intanto però a Gaza si continua a morire, e a morire sono in gran parte donne, bambini, civili... Le armi devono tacere per permettere alla diplomazia di agire, le armi devono tacere per permettere alle organizzazioni umanitarie di prestare soccorso alla popolazione di Gaza. Come si può parlare di dialogo, di pace, quando negli ospedali della Striscia mancano il plasma, gli aghi per suturare le ferite? Il cessate-il-fuoco va imposto immediatamente. Ne va della vita di altre centinaia di persone».
Insisto su un punto: Israele accusa il presidente Abbas di aver legittimato Hamas con la formazione di un governo di riconciliazione nazionale di cui il movimento islamista fa parte. Per Netanyahu, avete aperto ai terroristi.
«I governanti israeliani sono molto abili nel manipolare la realtà e far cadere sugli altri le responsabilità dei fallimenti del negoziato. Ma la verità è un’altra. Opposta. Il presidente Abbas si è detto disponibile, e non da oggi, a quei compromessi necessari per giungere ad un accordo di pace globale fondato sul principio, delineato anche nella Road Map del Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Ue, Onu, Russia, ndr), di “due popoli, due Stati”. Se il negoziato non è andato avanti è perché con le sue forzature unilaterali, Israele ha praticato una politica dei fatti compiuti che ha depotenziato quel principio, rendendolo sempre meno praticabile. Tuttavia, restiamo convinti che non ci sia un’alternativa al dialogo. La guerra non è il destino inevitabile dei popoli che vivono in Palestina. C’è il piano di pace già approvato dalla Lega Araba, si parta da quello, che se accettato, determinerebbe una svolta storica nell’intero Medio Oriente, perché aprirebbe la strada ad una pace non fra Israeliani e Palestinesi, ma una pace fra Israele e i suoi vicini arabi».
Tornando alla guerra di Gaza. L’Anp parla di tregua, ma da più parti, e non solo in Israele, si mette in dubbio che il presidente Abbas possa imporla ad Hamas.
«Delegittimare la controparte è un esercizio che fa il gioco solo di chi vuol far saltare il tavolo negoziale. Il presidente Abbas è il garante degli accordi sottoscritti dall’Anp e dall’Olp. Il presidente Abbas è l’unico legittimato a negoziare. Ma negoziare non significa rinunciare a far valere le proprie ragioni. Quando chiediamo lo stop agli insediamenti nei Territori occupati, quando sosteniamo che un negoziato di pace deve avere come basi le risoluzioni Onu 242 e 338, quando sottolineamo la necessità di fare chiarezza sui confini dei due Stati, quando diciamo che una pace giusta e duratura deve comprendere anche Gerusalemme, quando sosteniamo tutto ciò non lo facciamo per accondiscendere ad Hamas ma perché siamo profondamente convinti che la pace è un incontro a metà strada o non è. Per questo affermiamo che la tregua deve essere il primo passo seguito subito dopo dalla riapertura del negoziato. Alternative non ne esistono. Per noi ma anche per Israele. Perché neanche il più militarista tra i falchi di Tel Aviv può pensare di poter cancellare un intero popolo e annientare con la forza i suoi diritti all’autodeterminazione».















il Venerdi di Repubblica 18.7.14
Dai tempi d’oro a questa crisi: che malinconia la mia Unità
intervista di Concetto Vecchio

qui

l’Unità 19.7.14
L’unica, la sola, la sempiterna vittima
di Moni Ovadia
 
I CITTADINI DELLO STATO D’ISRAELE IN QUESTI GIORNI SONO VITTIME DI UNA PIOGGIA DI MISSILI CHE PROVENGONO DALLA STRISCIA DI GAZA e vivono l’angoscia degli allarmi che li costringono a correre nei rifugi per evitare di essere colpiti. Fortunatamente, l’efficacia dei missili lanciati dall’ala militare di Hamas o di altri gruppi jihadisti o islamisti è molto limitata. Cionondimeno vivere sotto la minaccia di quelle armi ancorché poco efficienti non cancella la condizione di vittima e men che meno il sentimento di essere tale. I sostenitori delle ragioni di Israele sempre e comunque, senza se e senza ma, oggi come ieri, proclamano tuttavia che Israele sia vittima in ogni circostanza e qualsiasi cosa faccia, qualunque sia la politica praticata dal suo governo.
Non vedono altro, non vogliono che la loro fede sia neppure sottoposta al vaglio di disamine critiche. Per esempio, Gaza dopo l’evacuazione dei coloni ad opera di Ariel Sharon è stata ridotta a una gabbia sigillata, il suo territorio, le sue acque territoriali, i suoi confini, il suo spazio aereo sono sotto il controllo dell’esercito israeliano, le risorse idriche, l’energia elettrica è sotto il controllo delle autorità israeliane, i movimenti dei cittadini, persino la loro identità sono sottoposte al controllo di Israele, il flusso delle merci e di quali merci lo decidono sempre gli organi di controllo dello stato di Israele, la popolazione palestinese gazawi vive in una condizione infernale, sottoposta allo stillicidio di un assedio permanente, il numero delle sue vittime civili e innocenti dei ripetuti conflitti con l’assediante è pauroso... Chi è la vittima? Israele. Il popolo palestinese vive da quasi 50 anni sotto occupazione, le sue terre legittime secondo il diritto internazionale vengono espropriate, colonizzate, le sue topografie esistenziali vengono stravolte a favore dell’occupante, le sue case demolite o alienate, i diritti di proprietà negati per mezzo di leggi speciali, le colonie si espandono in continuazione, i suoi confini sono unilateralmente ridisegnati dall’occupante che non avendo una legge costituzionale non ha né dichiarato né definito i suoi confini. La popolazione palestinese subisce continue vessazioni come centinaia di migliaia di detenzioni amministrative senza processo ad opera dell’occupante che è potentissimo, la 4a potenza militare al mondo... Chi è la vittima? Gli israeliani.
Ora, sarebbe un errore considerare ironicamente questo sentire vittimistico di un vastissimo numero ebrei in Israele e nella diaspora. Esso è alimentato dal formidabile propellente della immane tragedia della shoah. Lo sterminio degli ebrei è mille volte rivissuto, rimetabolizzato senza fine, usato strumentalmente da politici cinici e accolto dalla vile comunità internazionale occidentale come lavacro di un ignobile complesso di colpa espiato con impudicizia colonialista sulle spalle dei palestinesi a cui viene negata dignità e identità. Per questa ragione i governanti dell’Occidente non chiamano quelli israeliani al rispetto della legalità internazionale. Ma, sia chiaro, se il drammatico e micidiale circuito della vittimizzazione psicopatologica e insieme strumentale non viene superato con un grande progetto politico culturale promosso dalle istituzioni internazionali, non ci sarà mai pace.



giovedì 17 luglio 2014
 

ULTIMO AGGIORNAMENTO MARTEDI 17 LUGLIO 2014 ALLE 14.00
L'ATTUALE IMPAGINAZIONE È PROVVISORIA

MARTEDI SU "IL MANIFESTO", PAG. 14
il manifesto 15.7.14
Precisazione
A proposito dell'articolo «Ricostruire la sinistra nel partito della nazione di Renzi? Impossibile» a firma di Franco Giordano, apparso su il manifesto il 2 luglio scorso, corre l'obbligo precisare che la distinzione tra bisogni ed esigenze (desideri?) attribuita dall'articolista allo psicoanalista Recalcati, appartiene in realtà alla ricerca dello psichiatra Massimo Fagioli che ne ha scritto nel suo libro «Istinto di morte e conoscenza» già nel 1971-72, oltre quaranta anni fa. Ricordo al riguardo che la proposizione che è indispensabie per la sinistra porre attenzione alle esigenze degli esseri umani oltre che ai bisogni, è giunta direttamente dalle parole dell'ex segretario Pd Bersani, in occasione di un incontro organizzato dal settimanale Left, a novembre 2012, presso il Teatro Eliseo.
Giovanni Senatore, Uff. St. L'Asino d'oro edizioni, Roma

La precisazione fa riferimento all'articolo (ripreso da "Segnalazioni" il 6luglio scorso - qui -)
«Lo psicanalista Massimo Recalcati parla della distinzione tra bisogni e desideri» (sic!!!)
il manifesto 2.7.14
Ricostruire la sinistra nel partito della nazione di Renzi? Impossibile
di Franco Giordano

qui
 m
«Una ricerca affascinante per il superamento del comunismo»
Massimo Fagioli
sul n.45/2010 di LEFT
m
«Una lotta, senza armi, soltanto rivoluzione del pensiero e parola»
Massimo Fagioli
sul n°49/2008 di LEFT


«Vorrei un partito rivoluzionario, che faccia ricerca sulla realtà umana»
Massimo Fagioli
nell'intervista al Corriere della sera del 22 giugno 2014



SU IL FATTO QUOTIDIANO ON LINE: 
DISPONIBILE QUI


su L'Espresso venerdì 18 luglio 2014
uscirà una recensione di "Il genocidio del Ruanda. Il ruolo della chiesa Cattolica"
(L'asino d'oro edizioni) di Lucia Vania Gaito.

Mercoledì 23 luglio 2014 su Unomattina Caffè (Rai 1)
dalle ore 06.00 andrà in onda un'intervista a Ernesto Longobardi a partire da

"Quale crescita. La teoria economica alla prova della crisi"
(L'asino d'oro edizioni) a cura di Anna Pettini e Andrea Ventura.

Agi.it 17.7.14
Libri: l'Argentina di Iparraguirre, storia d'amore e anarchia
qui
 m
Giovanni Senatore Ufficio Stampa L'Asino d'oro

LE REGISTRAZIONI DEGLI INCONTRI DI LIVORNO
DI VENERDI SABATO E DOMENICA
CHE SONO STATI TRASMESSI IN DIRETTA STREAMING
SONO DISPONIBILI QUI
UNA PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE AMORE E PSICHE
REALIZZAZIONE DI MAWIVIDEO

LE REGISTRAZIONI AUDIO VIDEO DEL POLITICAMP DI LIVORNO
RESTANO DISPONIBILI ANCHE
SUL  CANALE YOUTUBE DI GIUSEPPE CIVATI QUI
IN ALTA QUALITÀ 

DALL'INTERVENTO DI GIUSEPPE CIVATI A CONCLUSIONE DEL SUO
POLITICAMP
DOMENICA 13 LUGLIO A LIVORNO:
«Potremmo anche essere maggioranza in questo Paese.

È una maggioranza divisa, che si è appassionata per le etichette in questi anni (...)
Ci siamo divisi:
io sono arrivato qui, e c'era una "componente della sottocomponente"
che mi spiegava che noi non dovevamo invitare Vendola!  (...)
Facciamo un passo avanti, care compagne, cari compagni, cari amici, e il passo avanti è quello
dell'"andare camminare lavorare" (...)».
«Perché Renzi non compone il numero di telefono di Vendola?»

IL TESTO E LA REGISTRAZIONE ORIGINALI INTEGRALI
DELLA CANZONE DI PIERO CIAMPI "ANDARE CAMMINARE LAVORARE"
CITATA OGGI PIÙ VOLTE DA GIUSEPPE CIVATI NEL SUO DISCORSO DI LIVORNO
SONO DISPONIBILI SU YOUTUBE QUI


IL VIDEO DELL'INTERVENTO DI PIPPO CIVATI
CON IL SUO INVITO A LIVORNO A NICHI VENDOLA, IL 25 GIUGNO 2014
ALLA FESTA DI ROMA DI "SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ"
IN PIAZZA SAN GIOVANNI:

segnalazione di Isabella Timpano
Pubblicato su YouTube il 27/giu/2014


San Giovanni detto Gianni Cuperlo, San Giuseppe (detto Pippo) Civati, e San Giovacchino (detto Nichi) Vendola,
qui sopra in una loro ingannevole e caduca apparenza fenomenica,
qui di seguito invece nella loro autentica essenza ontologica:
_________________
m
SEGNALAZIONI
GRAZIE AL PRONTISSIMO INTERVENTO DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE "AMORE E PSICHE"
- DELLA QUALE "SEGNALAZIONI" È ESPRESSIONE E PARTE -
ABBIAMO ORA A DISPOSIZIONE UNA MACCHINA NUOVA DI PACCA
IN SOSTITUZIONE DI QUELLA CHE, DOPO AVERCI CREATO MOLTI PROBLEMI IN QUEST'ULTIMO PERIODO,
E DOPO MOLTI ANNI DI VALIDO LAVORO, CI AVEVA ABBANDONATO.
DUNQUE SIAMO DI NUOVO OPERATIVI.

CITATI:
Sulle tracce dell'amore”, di Monica Vitti
andato in onda su Rai 2 nel 1980
dal minuto 15 ca. con Massimo Fagioli:

Sulle tracce dell'amore di segnalazioni  - si ringrazia Vincenzo Schiano Moriello
l’Unità 15.7.14
Ai lettori

È arrivato il tempo delle offerte serie e del confronto con i lavoratori. Basta indiscrezioni e rumors poco credibili, tra pitonesse, gufi e sciacalli. l’Unità non merita di essere stritolata in un oscuro gioco di tatticismi e operazioni mediatiche. Ieri i liquidatori hanno informato la redazione che sulla supposta offerta dell’onorevole Santanchè non ci sono novità. C’era stata una richiesta di informazioni una settimana fa, che è stata respinta. Oggi non c’è nulla di nuovo. Stop. Per quanto riguarda noi lavoratori, abbiamo già chiarito che un’ipotesi di quel genere è incompatibile con la storia della testata e quindi irricevibile. Ancora stop. Siamo stati informati che una proposta elaborata da Matteo Fago (primo azionista della Nie in liquidazione) dovrebbe arrivare in settimana.
I liquidatori la valuteranno. Se sarà considerata accettabile, chiediamo fin da ora di aprire un tavolo con l’offerente per definire i termini e le condizioni del trattamento dei dipendenti. Se dovessero arrivare altre offerte compatibili con quella, esigeremmo la stessa cosa. Chiediamo trasparenza e correttezza nei confronti dei lavoratori. Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità. Chiediamo di fare lo stesso a tutti i soggetti coinvolti. Se qualcuno pensasse che si può sfuggire a scelte dolorose ma responsabili attraverso passaggi traumatici, come il fallimento, sappia che dovrà farlo a viso aperto, in modo trasparente e non con sotterfugi. Noi continueremo a lavorare, anche senza stipendio, fino a quando ce lo consentiranno, perché crediamo nel valore della testata e della comunità che si è sviluppata negli anni attorno ad essa.











"PREZZEMOLINA"
La favola “Prezzemolina” nella versione di Anonimo è disponibile qui, in quella di di Giambattista Basile è disponibile qui
Giambattista Basile (pseudonimo anagrammatico: Gian Alesio Abbattutis; Giugliano in Campania, 1566 – Giugliano in Campania, 23 febbraio 1632) fu da giovanissimo  soldato mercenario al servizio della Repubblica di Venezia, poi a Candia, l'odierna Creta entrò nelll'Accademia degli Stravaganti, a lui si deve si deve la prima raccolta di novelle interamente dedicate all'infanzia. Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille (La fiaba delle fiabe ovvero come intrattenere i bambini) Napoli 1634-1636. Il testo integrale dell'opera è disponibile su Internet qui












Il Venerdì di Repubblica 11.7.14
Il Papa della porta accanto
di Filippo Di Giacomo

qui
l’Unità 14.7.14
Lettere eretiche. Cara Unità ti scrivo
Una raccolta di missive inviate ai giornali
Pubblichiamo la premessa
di Luigi Cancrini

su spogli alla data del 14.7

l’Unità 14.7.14
Giacomo Leopardi che gran pensatore
In uscita due libri che ci parlano di religione e di desiderio
Da sempre c’è chi vede lo scrittore credente e cristiano e chi invece ne fa un ateo
di Gaspare Polizzi

su spogli alla data del 14.7















Alias il manifesto  13.7.14
Inconscio
Pierre Janet usato ad arte contro Freud
Il polemico pamphlet del 1913 in cui lo psicologo francese rivendica la primogenitura di alcuni concetti della psicoanalisi
Lo spazio della vita tra biologia e filosofia
due articoli di Andrea Calzolari, Luca Illetterati

qui segnalazione di Giovanni Senatore
















citato anche mercoledì 16 a Radio 3 Rai
Internazionale  - dal New Scientist - 17.7.14
Un mondo senza Dio
Alcuni studi scientifici dimostrano che in molti paesi sempre più spesso le persone si allontanano dalla religione
È possibile che un giorno gli esseri umani smettano di credere?
E se succederà, il mondo sarà un posto migliore?
di Graham Lawton

qui, si ringraziano Franca Nardi e Gloria Gabrielli



SULLA STAMPA DI OGGI:
"SEGNALAZIONI" È IN CORSO DI AGGIORNAMENTO 






l’Unità 17.7.14
Ai lettori
il CdR
su spogli
l’Unità 17.7.14
Questo giornale ci serve ancora
di Silvia Ballestra
su spogli

Repubblica 17.7.14
Landò replica alla Santanchè
“L’Unità mai a un editore di destra”
ROMA. «Questo giornale è della sinistra»: è il titolo dell’editoriale con cui Luca Landò, direttore dell’ Unità, ieri è tornato in prima pagina sul futuro del quotidiano, che rischia la fine delle pubblicazioni dal 30 luglio, e sulla manifestazione di interesse avanzata da Daniela Santanchè. « L’Unità non finirà mai nelle mani di un editore di destra: perchè se ciò dovesse accadere, finirebbe L’Unità ».
ASSASSINI !
 
l’Unità 17.7.14
Con il sangue dei bambini
Gaza, l’orrore senza fine uccisi 4 bimbi palestinesi
Erano cugini: colpiti in un raid israeliano mentre giocavano in spiaggia
La denuncia del Guardian: colpiti a freddo senza preavviso

Oltre 216 i morti, almeno 1550 i feriti
di Umberto De Giovannangeli
su spogli
Repubblica 17.7.14
Bombe sui bimbi in spiaggia Israele prepara l’invasione
di Fabio Scuto
su spogli

Repubblica 17.7.14
Quei piccoli corpi sulla sabbia di una prigione a cielo aperto
di Adriano Sofri
su spogli

il Fatto 17.7.14
Morte in diretta dei bambini sulla spiaggia di Gaza
Colpiti da motovedette mentre giocavano. Centrato anche un ospedale
Attivisti europei fanno da scudi umani
di Cosimo Caridi
su spogli

La Stampa 17.7.14
Basta
di Massimo Gramellini

A me non interessa se erano israeliani o palestinesi. A me interessa che erano bambini. Bambini che stavano giocando a pallone sulla spiaggia. Il primo missile li ha sorvolati, lasciandoli increduli. Possibile che la guerra potesse ruggire proprio lì, tra gli alberghi e i capanni del lungomare? Sono scappati col pallone sotto l’ascella. Qualcuno è corso verso un gruppo di giornalisti stranieri appena usciti da un hotel. Qualcun altro si è rifugiato dentro un capanno, nell’illusione che al riparo di un tetto il male sparisse o facesse meno danni. È a quel punto che il secondo missile li ha colpiti. Sono morti in quattro, tutti della stessa famiglia. Il più piccolo aveva nove anni. Il più grande dodici. I feriti perdevano sangue dalla testa e si tenevano le mani sullo stomaco, urlando di spavento e di dolore. 
Immaginate i parenti di quei piccoli, l’odio senza tempo che da oggi germinerà nei loro cuori. A me non interessa più capire questa guerra, distinguere tra atti bellici e atti terroristici, soppesare i torti e le ragioni. A me interessano quei quattro bambini. E i tre adolescenti della parte opposta uccisi a freddo nei giorni scorsi. La mattanza di futuro ha raggiunto ritmi insostenibili persino per un mondo in overdose perenne d’indignazione come il nostro. Nel tentativo di dare almeno una forma all’orrore, scrivo i nomi delle sette vittime, senz’altra distinzione che non sia la loro comune appartenenza alla razza umana: Eyal Yifrah, 19 anni, Gilad Shaar (16), Naftali Fraenkel (16), Ramez Bakr (11), Ahed Bakr (10), Zakaria Bakr (10), Mohammad Bakr (9). Nove anni. Scrivo i loro nomi e urlo il mio infantile, inutile, definitivo: basta.

La Stampa 17.7.14
Israele minaccia l’invasione
“Pronti a entrare fra due giorni”
di Maurizio Molinari
qui


l’Unità 17.7.14
Il confine della crudeltà
di Paolo Di Paolo
su spogli

La Stampa 17.7.14
Israele, i numeri del conflitto in 40 secondi

Vari studi forniscono i dati delle vittime del conflitto israelo-palestinese. Secondo la Stockholm International Peace Research Institute, 13.000 israeliani e palestinesi sono stati uccisi in tra il 1948 e il 1997. Dal 2000 al 2011 secondo l’Ong israeliana B’’tselem e il ministero degli affari esteri israeliano, le vittime palestinesi sono 6563 rispetto a 1095 israeliane con un rapporto 1 a 6. 1762 sono minori, di cui 1620 palestinesi con un rapporto 1 a 10
Il video qui
















il Fatto 17.7.14
L’esercito di Israele spara anche con armi italiane
La denuncia dell'Archivio disarmo: siamo tra i primi fornitori Ue
di Stefano Pasta
su spogli

il Fatto 17.7.14
Affondata pure l’Arca che portava doni via mare
di Roberta Zunini
su spogli
l’Unità 17.7.14
Senato, dissidenti Pd: «Voteremo contro»
Chiti: «No a un presidente senza contrappesi e senza Camere legittimate dal voto»
Boschi apre al presidenzialismo
di C. Fus.
su spogli
Repubblica 17.7.14
Ostruzionismo e decreti a rischio i dissidenti Pd non si piegano e il voto sul Senato si impantana
Quasi 8 mila emendamenti tra Sel e ribelli Fi. Asse sul referendum propositivo
La Boschi apre al presidenzialismo, ma insorge la sinistra del partito
su spogli

Repubblica 17.7.14
L’ultima paura di Palazzo Chigi “Il via libera rinviato a settembre”
di Goffredo De Marchis
su spogli

il Fatto 17.7.14
Senatori Morituri
“Dissentiamo, non siamo solo frenatori”
di Fd’E

su spogli

La Stampa 17.7.14
“Vietato dissentire”: così i partiti  reintroducono il vincolo di mandato
Dal premier a Berlusconi, passando per Grillo: l’articolo 67 viene scavalcato
di Mattia Feltri

qui
Il Sole 17.7.14
Trattativa no-stop sul contratto nazionale del trasporto aereo
La Cgil non firma sugli esuberi
di Giorgio Pogliotti

su spogli

La Stampa 17.7.14
Un video esilarante
L’inglese di Renzi in remix Video parodia su YouTube:

 


l’Unità 17.7.14
Lo stop di Grillo al dialogo: «Vogliono una dittatura»
di Fed. Fan.

su spogli

il Fatto 17.7.14
Stop alla Mongherini: Renzi sbatte la faccia sull’Europa
di Stefano Feltri

su spogli

il Fatto 17.7.14
Mogherini
La “telefonista” Dem con la zavorra di Putin
Da sempre di sinistra, continui cambi di casacca, da Veltroni a Bersani fino al rottamatore. Poi la gestione fuori linea su Mosca
di Carlo Tecce

su spogli

Corriere 17.7.14
Dall’Italia una candidatura divisiva
Sottovalutate le insidie europee
di Franco Venturini

su spogli

Repubblica 17.7.14
Il vero nodo della partita
La partita delle nomine è in realtà un durissimo braccio di ferro tra i due grandi partiti europei, Ppe e socialisti, sulla ripartizione delle poltrone di vertice
di Andrea Bonanni
su spogli










il Fatto 17.7.14
Giuseppe Civati, al Fatto e in particolare a Marco Travaglio:
“Con voi per le buone riforme”
di Giuseppe Civati

su spogli
L’Huffington Post 17.7.14
Al politicamp di Livorno parole di estrema vecchiezza
di Carlo Patrignani
qui
il Fatto 17.7.14
I musicanti del premier nel Paese dei “Perché no?”
di Luisella Costamagna
su spogli

Corriere 17.7.14

La disciplina della verità
di Michele Salvati
su spogli
Il Sole 17.7.14
L'impeto senza metodo non realizza il cambiamento
di Fabrizio Forquet
su spogli

l’Unità 17.7.14
La patrimoniale è necessaria contro le disuguaglianze
di Alfiero Grandi

su spogli







Repubblica 17.7.14
“Tutta l’Italia può essere spiata” il rapporto segreto sulla nostra privacy
L’allarme del garante: buco nella sicurezza, a rischio telefonate, sms e mail
di Marco Mensurati e Fabio Tonacci

su spogli

La Stampa 17.7.14
Cognome materno, balletto infinito
Slitta ancora la legge della discordia
Arenata alla Camera la norma che mette fine all’inevitabilità del cognome
del padre introducendo invece la possibilità di scelta da parte dei genitori
Frenano FI, Lega e Fdi
Marzano (Pd): «Serve più coraggio dai miei colleghi»
di Laura Preite
qui
Repubblica 17.7.14
Stop alla legge sul doppio cognome
Montecitorio, rinviato a sorpresa il voto sulla norma che abolisce l’obbligo di trasmettere quello paterno
Il Pd si spacca, bagarre in aula
La relatrice: “Colpa dell’opposizione trasversale dei deputati maschi”
di Cristiana Salvagni
su spogli

Repubblica 17.7.14
L’intervista. Michela Marzano
“È mancato il coraggio mi sento tradita dagli uomini del mio stesso partito”
di C. Sal.
su spogli














Corriere 17.7.14
Un doppio libretto agli studenti transessuali

su spogli

Repubblica 17.7.14
Mentì ai giudici per salvare il boss parroco festeggiato coi fuochi d’artificio
di Giuseppe Baldessarro
su spogli
La Stampa 17.7.14
Coca-party con i trans
Arrestato parroco di Stresa
Già condannato per truffa, ora è accusato di spaccio

qui

La Stampa 17.7.14
Uccide la madre a coltellate: «Sono Satana»
Arrestato dai carabinieri romeno di 29 anni, il delitto in via Belfiore 19
di Massimo Numa

qui
La Stampa 17.7.14
“Fermiamo lo sfruttamento dei giovani infermieri”
Orari insostenibili, ricatti, contributi mai pagati
Pronte le denunce all’Ispettorato del Lavoro
di Marco Accossato

qui



l’Unità 17.7.14
Per Srebrenica condanna all’Olanda
di Roberto Arduini

su spogli
Corriere 17.7.14
Olandesi condannati per Srebrenica
Una Sentenza che aprirà controversie
di Massimo Nava

su spogli

La Stampa 17.7.14
Cronistoria
Il massacro di Srebrenica: l’escalation
I fatti che sconvolsero il mondo

qui








Corriere 17.7.14
La Francia e il coprifuoco per i tredicenni
Le regole approvate in diverse città: «A casa entro le undici di sera»
di Stefano Montefiori

su spogli













Corriere 17.7.14
La Svizzera fra due guerre, neutrale ma bene armata
risponde Sergio Romano

su spogli















Corriere 17.7.14
Conflitti sociali Pechino va a lezione dal Sant’Anna
di E. Teb.

su spogli
Il Sole 17.7.14
La Cina riparte ma non di scatto
Il Pil aumenta del 7,5% nel secondo trimestre, e-commerce nuovo motore
di Rita Fatiguso

su spogli

Il Sole 17.7.14
Il nuovo ruolo della valuta
In scena il grand tour del Renminbi
di Barry Eichengreen

su spogli






il manifesto 17.7.14
L’assillo inascoltato di Pietro Ingrao
Saggi. «Crisi e riforma del parlamento» di Pietro Ingrao per Ediesse. Pubblicati i saggi del dirigente comunista scritti nella metà degli anni Ottanta sulla necessaria innovazione del sistema istituzionale
di Claudio de Fiores
su spogli segnalazione di Nuccio Russo
















Corriere 17.7.14
Come il sottotenente Piero Calamandrei salvò otto soldati condannati senza colpa
Fu un caso reale della Grande guerra che ricorda «Orizzonti di gloria»
di Corrado Stajano

su spogli





Corriere 17.7.14
«Non dovevamo salvare Moro ma stabilizzare il vostro Paese»
Lo psichiatra americano mandato dal governo Usa nel 1976 che aiutò Cossiga dopo via Fani «L’incompetenza dell’Italia uccise Moro»
Pieczenik: ero terrorizzato, vivevo in albergo con la pistola che mi diede il ministro
«Dovevo valutare cosa era disponibile in termini di intelligence, sicurezza, capacità di attività di polizia. E la risposta è stata: niente»
di Giovanni Bianconi

su spogli

Repubblica 17.7.14
Il potere dell’istruzione
di Nicholas Kristof

su spogli











l’Unità 17.7.14
I santi guaritori e l’industria delle false speranze
Stamina è l’espressione di un movimento che vuole ridisegnare il sistema
di controllo farmacologico

di Pietro Greco
su spogli











Corriere 17.7.14
«Svelo le ultime ore di Pasolini .Misteri e visioni prima del delitto»
Abel Ferrara: ho incontrato l’assassino per il mio film onirico
di Valerio Cappelli

su spogli
Corriere 17.7.14
Luoghi e oggetti: tutto il mondo di Pier Paolo in una Polaroid
di Renato Franco

su spogli







il Fatto 17.7.14
L’importanza di avere Pompei. In 3D
Un documentario per immagini e (poche) parole: per capire cosa combattiamo quando difendiamo questo luogo unico
di Tomaso Montanari

su spogli
Corriere 17.7.14
Sovrintendenze accorpate. Nascono venti supermusei
di Luca Zanini

su spogli











La Stampa Medicitalia 17.7.14
Una mela al giorno, risveglia la sessualità femminile
di Valeria Randone

qui

La Stampa Tuttoscienze 16.7.14
“Il cortocircuito dei sette geni nella mente dei bambini autistici”
di Monica Mazzotta

qui

L’Huffington Post 17.7.14
I giovani depressi si curano dando più lavoro, non più farmaci
di Umberto Veronesi

qui segnalazione di Giorgio Corda

con la collaborazione di Susanne Portmann



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