giovedì 3 marzo 2005

Giuliana e Florence

una segnalazione di Paolo Izzo

Repubblica 3.3.05
L´AMACA
MICHELE SERRA


Le immagini dolenti e soggiogate di Giuliana Sgrena e Florence Aubenas infliggono al nostro sguardo un messaggio particolarmente insopportabile, di punizione maschile nei confronti di due donne libere e inermi che la prigionia mortifica, sciupa, calpesta.
Durante il loro sequestro in Supramonte, Fabrizio De André pensò, e poi scrisse, parole eccelse sulla femminilità sacrificata della sua donna Dori Ghezzi, parole d´amore semplici e indimenticabili: riascoltate "Hotel Supramonte"? Qualche parola d´amore vorremmo saper rivolgere a Giuliana e Florence, qualcosa che superi la vacuità della galanteria e arrivi al cuore della libertà loro e nostra. Perché sentiamo, profondamente sentiamo, che il rispetto per le donne sole e autonome, intelligenti e coraggiose, è davvero uno dei pochi veri cardini della nostra lenta, faticosa civilizzazione. Si diceva una volta che donne e bambini vanno sempre protetti e risparmiati perché deboli, perché non soldati, perché morbido contenitore della vita. Grazie a Giuliana e Florence possiamo e dobbiamo aggiungere che è per la loro forza di donne, non per la loro debolezza di donne, che siamo in trepidazione. Perché è la loro forza, non la loro debolezza, l´oggetto della violenza dei rapitori. Forza amiche nostre, vi pensiamo, vi vogliamo a casa.