mercoledì 26 ottobre 2005

articoli del 25/26.10.05

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aprileonline.info 26.10.05
Collisione tra Cofferati e Prc. Cronaca di un braccio di ferro
Bologna. Il sindaco insiste su legalità e sicurezza come bussole del buongoverno. La sinistra radicale e i collettivi studenteschi lo contestano, mentre la polizia manganella
di Sabrina Magnani


il manifesto 26.20.05
Il gran rifiuto di Rosa Parks
Scompare con lei una figura definita da Time tra le più influenti del XX secolo. Il suo nome è legato alla difesa dei diritti civili da quando rifiutò di cedere a un bianco il suo posto sull'autobus. Un gesto simbolico dietro al quale c'è un complicato lavoro di relazioni politiche
di Alessandro Portelli


Il Messaggero 26.10.05
Un’indagine del Comune e della Regione Lazio
Il dato è sottostimato: il consumo maggiore è di cannabis, seguono coca e allucinogeni
Nella Capitale uno su dieci fa uso di stupefacenti
L’esperto del Policlinico: la nuova emergenza è l’abbinamento di alcol e sostanze psicoattive
di Raffaella Troili


Il Messaggero (Abruzzo) 25.10.05
Bimbi maltrattati, orrore quotidiano
In Abruzzo nel primo semestre 2004 sono state 2.483 le sospette violenze sui minori
Esperti da tutta Italia a convegno a Scerne di Pineto. Crescono anche gli abusi sessuali
Dati allarmanti, fenomeno in aumento. E nella regione scatta l’allarme
di Teodoro Poeta


sanihelp.it 25.10.05
Anche il cervello ha un sesso, e si ammala di conseguenza


donnamoderna.com 25.10.05
Quando la scuola fa paura
Per alcuni bambini mettere piede in classe è una tragedia. I capricci però non c’entrano
di Laura D'Orsi


il manifesto 26.10.05
Attraverso lo specchio di Gilles Deleuze
di Roberto Ciccarelli

due articoli da "Avvenimenti" in edicola

Laici in trincea
Dai divieti sulla RU 486 che l’Oms considera farmaco fondamentale, alla bioetica. La sinistra è ostaggio della Chiesa. Parla il professor Carlo Flamigni
di Simona Maggiorelli

Poteva essere un’examatoge, il tentativo di “un’applicazione almeno meno stupida di una legge così punitiva per le donne come la 40”, l’idea di aggirare il divieto di congelamento degli embrioni, intervenendo nelle primissime fasi pre embrionali. In altri paesi come la Germania, per esempio, si congelano gli embrioni a questo stadio molto precoce di ootidi, quando ancora i patrimoni genetici della madre e del padre non sono ancora fusi. “Ma nel Comitato nazionale di bioetica non si è voluto affrontare la questione”, spiega il professor Carlo Flamigni, uno dei maggiori esperti in Italia di fecondazione assistita. “Avevo scritto un documento ma c’era il referendum e non si voleva interferire. Non capisco perché. Se il Comitato di bioetica non dà un indirizzo quando ce n’è bisogno, a che serve?”.
Ora, però, c’è stato un pronunciamento.
Si è arrivati a due documenti contrapposti, il mio e quello di Bompiani. 24 voti a favore del suo, 12 per il mio. Ha pesato anche una forte astensione. Avrebbero potuto votare anche da casa, ma molti componenti del Cnb hanno preferito non farlo.
Perché?
Era una scelta imbarazzante perché creava un contraddittorio con il magistero cattolico. E’ stata la sconfitta della più linea moderata e di buon senso. Adesso mi aspetterei che qualcuno portasse la questione davanti alla magistratura.
La politica, anche di sinistra, dopo il referendum, sembra chiudere gli occhi su questi temi.
Nessuno se ne occupa. Sembra che tutti pensino che in questo momento sia politicamente sconveniente aprire un conflitto con una Chiesa così aggressiva. Sembra pericoloso sostenere la laicità. E a me dispiace molto. Ma devo dire anche che tutto ciò è miope. Ho fatto più di 150 in un anno e le posso assicurare, che se la bioetica sia un po’ una bestia rara, una materia ostica, quando si cominciava a parlare di laicità la gente si appassiona, interviene, discute. Il tema della laicità è molto sentito nella sinistra di base. L’ho avvertito con chiarezza.
I divieti sulla pillola abortiva sono un segno di questo clima?
Ma certo , è sempre la solita aggressione cattolica che ora diventa più evidente. C’è sempre stata, ma mai forte come adesso. Anche per l’assenza di’informazione. Come si fa a parlare di sperimentazione di una pillola che è stata sperimentata e adottata su lunghissima scala in larga parte del mondo. Il ministro parla di proteggere le donne, quando sa benissimo che molte nostre connazionali comprano farmaci per il mal di stomaco composti di prostaglandine e ne assumono grandi quantità per abortire. E non si sa con quali effetti collaterali. Chi protegge queste donne?
Qualcuno ha detto che un aborto farmaceutico, anestetizzato, sarebbe meno responsabile...
Se il problema è questo: abortire con dolore basta che nella pillola abortiva che è composta di prostaglandine e progestinico, si aumentino le prime che causano l’espulsione. Aumentiamo la prostaglandina, aumentiamo il mal di pancia e sono tutti contenti.

Quasi, quasi me l’adotto
Il Comitato di bioetica dice sì all’impianto degli embrioni orfani.
Ma rende “sacri” e intoccabili anche i pre embrioni
di Simona Maggiorelli

Uno spiraglio, “un tentativo di migliore almeno qualche aspetto di una legge assolutamente folle e piena di divieti”, “un piccolissimo passo avanti”. “Una scelta di buon senso vista la possibilità che prima o poi venissero gettati nel lavandino”. I giudizi positivi, anche se cauti e circostanziati, si moltiplicano fra le associazioni che si occupano di fecondazione assistita e fra chi ha partecipato alla campagna referendaria contro la legge 40. La notizia è che il Comitato nazionale di bioetica ha preso posizione a favore dell’adozione di embrioni congelati, i cosiddetti “orfani”, quegli embrioni cioè che crionconservati prima dell’entrata in vigore della nuova legge non sono stati più reclamati dalla coppia. E questo con buona pace del ministro Mantovano che ha passato tutto il tempo della campagna a inveire contro i referendari perché la legge 40 avrebbe contenuto già in nuce una possibilità di utilizzo delle giacenze in frigorifero. “Affermando una cosa palesemente falsa - commenta la vice presidente del Comitato, la biologa e bioeticista Cinzia Caporale - . In realtà la legge non dava nessuna indicazione su che fine dovessero fare questi embrioni”. All’interno del Cnb, presieduto dal cattolicissimo professor D’Agostino la discussione sull’argomento è stata assai lunga. E’ partita nel gennaio 2005 con una lettera indirizzata al comitato della professoressa Luisella Battaglia ed è andata avanti per quasi un anno nelle sottocommissioni. Preso atto che non aveva alcun senso lasciare che queste svariate migliaia di embrioni deperissero, le questioni che si aprivano erano essenzialmente due, racconta la professoressa Caporale: “O destinarli alla nascita permettendo alle coppie che ne facessero richiesta di adottarli, oppure utilizzarli per la ricerca”. Ma anche nel caso si trattasse di embrioni poco vitali, che già al momento del congelamento apparivano non in buone condizioni, questa seconda ipotesi urta con tutta evidenza la sensibilità dei cattolici. E la maggioranza del Comitato ha preferito assecondarla. “ E abbastanza ovvio - commenta sferzante il presidente dell’associazione Luca Coscioni, Marco Cappato - aprire alla ricerca scientifica avrebbe voluto dire aprire uno spiraglio in quel muro di ideologia che è stato trasferito nella legge 40”. Ma le brutte notizie, come si sa, su questi temi, nel nostro paese non vengono mai da sole. E un’altra decisione del Comitato nazionale di bioetica ha contribuito, se possibile, ad allontanare ancor più l’Italia dal resto della comunità scientifica europea. Il comitato presieduto dal professor D’Agostino, in maggioranza espressione del governo Berlusconi ha affermato in un documento ufficiale che non solo l’embrione è sacro come già dice la legge 40, ma che anche il pre embrione, cioè quella formazione organica che si ha nelle prime 30 ore dalla fecondazione e che non ha ancora un patrimonio genetico autonomo sarebbe da tutelare e proteggere come un bambino che va a scuola. In barba al fatto che nessuna legislazione europea in materia di fecondazione assistita, nemmeno le più intolleranti di Irlanda e Portogallo, arrivano a tanto. “Il punto è che in un dibattito civile e rispettoso delle posizioni altrui - nota la bioeticista e membro dell’Unesco Cinzia Caporale - occorrerebbe affrontare la questione dei criteri in base ai quali si decide cos’è vita umana: sono io da quando uno spermatozoo ha incontrato un ovocita? O lo sono ancor più da quando ho un mio Dna?. E oltre. Sono ancora più io da quando non sono più scindibile in due gemelli. E ancor più quando si forma almeno il primo abbozzo del mio sistema nervoso. Senza dimenticare che senza un utero che mi accolga io embrione non mi potrei sviluppare, non avendo nessuna possibilità di vita autonoma fuori dell’utero prima che siano trascorse 24 settimane”. Questioni importanti, che la letteratura scientifica affronta, ma che il documento di maggioranza del Comitato di bioetica ha scavalcato sposando senza dubbi o incertezze la tesi dell’istantaneità creazionistica della persona umana, per cui un nuovo individuo ci sarebbe fin dai primi momenti dal concepimento. “Rispetto la posizione, non mi sentirei di banalizzarla - commenta la docente di Bioetica dell’Università di Siena - ma trovo avvilente che nel Cnb non ci sia rispetto per tutte le posizioni, comprese quelle più aperte al dubbio, alla ricerca”. “Non mi stupisce la presa di posizione di maggioranza espressa dal Cnb - commenta invece Cappato -. I cattolici sono contrari anche alla cosiddetta clonazione terapeutica quella tecnica di trasferimento nucleare della cellula (che non ha nulla a che fare con la clonazione umana ndr) e nella quale non c’è incontro fra seme maschile e femminile. In questo caso la proibizione non corrisponde a una necessità concreta di tutela, ma solo all’esigenza di traduzione legislativa di un presupposto ideologico”. E riguardo ai criteri in base ai quali i cattolici stabiliscono quando si debba parlare di vita umana? “I cattolici curiosamente finiscono per essere i più materialisti di tutti - dice il presidente dell’associazione Coscioni per la libertà di ricerca - per loro la vita umana corrisponde a un dato biochimico e non ha nulla a che fare con lo sviluppo di una coscienza e di una vita emotiva”. E aggiunge: “Il comitato di bioetica, da molto tempo ormai, non fa altro che trasferire in precetti bioetici i dogmi del Vaticano. E l’idea vaticana è ben chiara - conclude Cappato - è quella di tenere unite sessualità, riproduzione e famiglia e tutto ciò che spezza questa consequenzialità: la sessualità fuori dalla famiglia, la riproduzione fuori dalla famiglia, la riproduzione fuori dalla sessualità, essendo peccato, secondo loro, deve essere imposto a tutta la società facendolo apparire come reato”.

La denuncia delle associazioni
“E’ assurdo che in italia dove è stata inventata una tecnica di lavaggio del seme utlizzata in tutto il mondo sia proibito ai sieropositivi di ricorrervi, come conseguenza diretta del divieto all’eterologa stabilito dalla legge 40”. La presidente dell’associazione Amica Cicogna Filomena Gallo, mentre da avvocato sta preparando nuovi casi di autodenuncia da sottoporre alla magistratura, lancia il sasso di una nuova battaglia. E con la firma della deputata diessina Katia Zanotti, insieme a Cappato e al professor Aiuti, si fa promotrice di un’interrogazione parlamentare sulle discriminazioni causate dalla legge. Le donne sopra i 40 anni sono un’altra fascia fortemente colpita. “Il congresso dei ginecologi italiani dello scorso settembre ha stabilito un limite di età di 42 anni per le donne che vogliano sottoporsi ai trattamenti - spiega la presidente di Amica Cicogna-. Ed è chiaro che la limitazione a soli tre embrioni prevista dalla legge penalizza donne che non hanno più vent’anni”. Ma c’è un altro fatto grave e che riguarda tutti: a più di due anni dalla promulgazione della legge il ministero della Sanità non ha ancora reso pubblico il registro dei centri, di modo che le coppie si possano orientare e avere garanzie. E chi decide di andare all’estero rischia di trovarsi in una giungla di proposte sempre più costose e non sempre sicure. “I centri esteri stanno facendo dell’Italia sempre più terra di conquista - denuncia lo psicoterapeuta Angelo Aiello dell’associazione Unbambino.it -, fanno una propaganda aggressiva spacciando per scoperte e novità delle tecniche che esistono da anni, come l’impianto di embrioni congelati da parte di un centro spagnolo annunciato con titoloni a settembre dal Corsera”. E qualche volta la propaganda potrebbe rischiare di diventare altro. “Ho cominciato a insospettirmi - aggiunge Aiello - quando alcuni centri stranieri mi hanno proposto dei soldi perché io mettessi le loro informazioni sul sito dall’associazione. Da qual momento ho cominciato ad essere più sospettoso consigliando alle coppie di verificare bene le informazioni prima di decidersi a partire”.

martedì 25 ottobre 2005

citati al Lunedì

(già precedentemente pubblicati su "segnalazioni", per leggere gli articoli clicca sui titoli)

Repubblica 23.10.05
Quando il papa vuole fare le leggi
di Eugenio Scalfari


Liberazione 22.10.05
L'amore amico della guerra, così trionfa il maschio
di Lea Melandri


e inoltre gli attacchi di Pansa a Bertinotti sull'Espresso e - nuovamente - lo
splendido articolo di Giulia Ingrao su Liberazione

articoli di martedì 25.10.05

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Corriere della Sera 25.10.05
Rina Gagliardi con Bertinotti «Sergio cambi atteggiamento»
L'intervista


Corriere della Sera 25.10.05
Fischi e striscioni di 200 giovani: siamo tutti meticci Tornano le Farfalle rosse
Il presidente del Senato: la tolleranza senza verità è ipocrisia

di Marco Gasperetti


Corriere della Sera 25.10.05
Si useranno cellule di feti abortiti, sugli animali ha funzionato Staminali nel cervello
Prima volta su 6 bimbi Stati Uniti: il sì per una rara malattia mortale
di Alessandra Farkas


Corriere della Sera 25.10.05
Lo scrittore canadese Malcolm Gladwell svela i segreti della «prima impressione» La conoscenza in un battito di ciglia
di Livia Manera


Corriere della Sera, cronaca di Roma 25.10.05
Malati psichici, i rischi di un abbandono decennale


Corriere della Sera 25.10.05
Ricerche
Come è nato l’occhio
di Marina Caporlingua


Il Messaggero 25 ottobre 2005
Il senso della vita. Margherita Hack 83enne scienziata lo vede così
«La vita io non la penso: la vivo»
di Luigi Vaccari


Panorama 21.10.05
Pensare in cinese
di Sandra Petrignani


Corriere della Sera 25.10.05
I dati di Eurostat si riferiscono al 2004 nei 25 Paesi dell'Unione europea
Ue, il 31% delle nascite fuori dal matrimonio
Nel 1980 percentuale inferiore al 9%. Scandinavia e Paesi baltici in testa. Cipro, Grecia e Italia i più fedeli all'istituzione matrimoniale
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una segnalazione di Roberto Martina


Repubblica.it ha lanciato un forum per parlare del libro che vi ha cambiato la vita.
"Ognuno di noi ha un titolo che lo ha portato a scelte decisive, a un incontro, a una svolta"


http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/myboo/myboo/myboo.html

http://www.repubblica.it/speciale/2005/appelli/libri/index.html

una delle risposte:
"Bambino donna e trasformazione dell'uomo" di Massimo Fagioli.
Nel 1982 un incontro fortuito nella libreria Feltrinelli, poi la lettura d'un fiato di questa intervista-fiume, ripetendo a me stessa "non è possibile che tutto ciò che ho sperato, cercato, intuito fino ad oggi sia qui racchiuso e fatto teoria...". La cura, la sanità mentale, oggi sono certezza.


di Antonella Pozzi

sabato 22 ottobre 2005

su "Liberazione" di sabato 22.10.05

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Liberazione 22.10.05
L'amore amico della guerra, così trionfa il maschio
di Lea Melandri


Liberazione 22.10.05
Italia Stato etico come l'Iran?
di Lidia Menapace


Liberazione 22.10.05
Prc, in direzione, dopo la relazione del segretario, si fa il punto sulla domenica elettorale
La costituente per l'alternativa e le primarie sul programma
di Stefano Bocconetti


Liberazione 22.10.05
Sinistra Ds in coro: «Partito dei moderati? Mai»
Le tre minoranze della Quercia ritrovano l'unità d'azione. Mussi: «Non c'è spazio per una formazione unica»
di Frida Nacinovich

Castellitto e Bellocchio

http://www.cinematografo.it/Cinemedia/00003813.html

...
E cosa ci dice del protagonista del Regista di matrimoni?

E' un regista in difficoltà. Il film racconta un momento della sua vita caratterizzato da una forte crisi di creatività. È un'esperienza umana di viaggio sia fisico che psichico, attraverso la quale il regista cercherà di ritrovare l'ispirazione artistica. Ho già lavorato con Bellocchio, è un regista intenso, mai banale. Mi trovo molto bene con lui"
...

articoli di sabato 22.10.05

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aprileonline.info 22.10.05
Matteoli alle crociate
Aiuto arrivano i fondamentalisti!

aprileonline.info 22.10.05
Unione, Bertinotti: Partito democratico nuocerebbe alla Sinistra

aprileonline.info 22.10.05
Unione, a Bologna la seconda assemblea di ''Uniti a sinistra''


aprileonline.info 22.10.05
Per il ''No'' al referendum sulla riforma costituzionale


il manifesto 22.10.05
«La lista sì, il partito no»
Sinistre ds all'unisono dopo le primarie: ok al listone ma «siamo contrari» al partito democratico che punta a superare la sinistra. Idem per Bertinotti, che ammansisce le opposizioni interne
di Cosimo Rossi

l'Unità 22.10.05
Bertinotti e l’Ulivo
«Sono non belligerante»


Corriere della Sera 22.10.05
Sartori
Il discorso che il politologo ha tenuto ieri a Oviedo per il premio Principe delle Asturie La democrazia è laica o non esiste Non sempre si può diffonderla con successo: il nemico è l’integralismo religioso


Corriere della Sera 22.10.05
Bergman
Dal maestro svedese a Jean Vigo
L’amore è labile (lo dice Bergman)
di Paolo Mereghetti


il manifesto 22.10.05
L'enigma democratico
La democrazia reale non è il potere dei più ma il potere di tutti, in cui, nell'omologazione di pensieri, sentimenti, gusti e comportamenti, la singolarità è concessa nel privato ma non nel pubblico. Un'anticipazione del saggio contenuto nel volume collettaneo «Guerra e democrazia» per manifestolibri
di Mario Tronti


il manifesto 22.10.05
Hobsbawm e i «benefici» della diaspora
di Maria Teresa Carbone


La Stampa Tuttolibri 22.10.05
Tocqueville nobile «schiavista»: è l’altra faccia del liberalismo
di Angelo d'Orsi


Corriere della Sera 22.10.05
Caro Pera, mito non è una brutta parola
di Emanuele Severino


La Stampa Tuttolibri 22.10.05
La lingua ha più forma che sostanza
Ma proprio per questo cambia nel tempo e dipende dall’uso: inediti sorprendenti di Saussure, padre dello strutturalismo, oggi così «inattuale» eppure «resistente»
di Gianfranco Marrone


Tempo Medico 22.10.05
Quando inizia la vita?
Per la scienza sono molti i criteri per stabilirlo, ma non per il Comitato di bioetica
di Donatella Poretti - Tempo Medico n. 800
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vi segnaliamo un blog, in particolare per gli appassionati leftist di musica rock
per collegarti clicca sul nome:

Rock & Martello, ogni giorno una storia in musica

«Quando la musica incontra la politica e la creatività fa rima con socialità non è ancora il comunismo, ma gli assomiglia molto»

di Gianni Lucini, giornalista e collaboratore di Citto Maselli
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giovedì 20 ottobre 2005

citati al Martedì

La trasmissione di Fahrenheit su Radiotre del 18.10.05, con Mario Pirani

Il nuovo Illuminismo

Cosa vuol dire essere illuministi? Mentre il dibattito tra laici e cattolici è sempre più acceso, affiora un nuovo modo di ricorrere alla ragione attraverso la quale comprendere le istanze di entrambi gli schieramenti e sviluppare nuove prospettive. A Fahrenheit ne parliamo con Mario Pirani giornalista, editorialista di Repubblica.

Per ascoltare la puntata dall'archivio di "Fahrenheit" clicca qui

citato anche l'articolo di Mario Pirani:

già pubblicato su "segnalazioni" in data 16 u.s.
e segnalatoci da Sergio Grom
Per leggere l'articolo clicca sul titolo

articoli del 20.10.05

per leggere gli articoli clicca sui titoli

il manifesto 20.10.05
Una specie vivente in cerca di Lumi
L'ultimo numero di «Micromega» sulla «Natura umana». Un insieme di interventi su un tema che la chiesa vuole ridurre a dogma
di Luca Tomassini


filosofia.it 20.10.05
MicroMega - 9/2005


galileo.it
Cosa ci rende umani?
di Luca Passacielo


l'Unita.it 19.10.05
Dalla Cina all'Iran, la censura ai tempi del web
di Valentina Petrini


ricevuto da Mauro Santoni
Repubblica 20.10.05
Si attende solo la pubblicazione del decreto che sarà retroattivo. La protesta del sindacato e le differenze con gli altri precari della scuola
C'è l'ok del governo: tutti assunti
gli insegnanti di religione
di Salvo Intravaia


La Stampa 20.10.05
Pechino: il partito comunista pubblica un documento sulle riforme politiche
Cina, prove di democrazia «Tutta la gente la vuole»
Ma Hu Jintao avverte: non sarà un sistema occidentale
di Francesco Sisci


l'Unità 20.10.05
Terracini, il comunista ribelle
che costruì le regole del gioco
di Adriano Guerra


Adnkronos 20.10.05
Esperti Aiug, i problemi sessuali 'rosa' sono troppo spesso sottovalutati
Il 65% delle donne italiane insoddisfatte 'sotto le lenzuola'
Crolla il mito del maschio latino. E secondo uno studio europeo, dopo la menopausa si registrano crollo del desiderio nel 36% dei casi e dolore durante i rapporti nel 21%


Il Gazzettino 20.10.05
Una volta a casa, un quarto dei soldati Usa ha problemi mentali o turbe psicologiche


il manifesto 20.10.05
«Un soldato su quattro ha problemi mentali»


il manifesto 20.10.05
CASO FEDERICO
Non è come Erika
di Maurizio Galvani


l'Unità 20.10.05
Nel Lazio 2700 ragazzi con disagio psichico
La denuncia dopo la tragedia di Esquilino: pochi posti letto per i ricoveri, poche case famiglia e pochi terapeuti
di Alessandra Rubenni


Corriere della Sera 20.10.05
Dalla testimonianza dei colleghi di Sybille ed Enrico Gavuzzo emerge il dramma della famiglia: la malattia del quindicenne, la ricerca di una soluzione diversa dall’ospedale
«Portate via Federico, manca personale»
Dopo due ricoveri a Neuropsichiatria, ad agosto i genitori costretti a riprendersi il ragazzo
di Paolo Brogi

su Liberazione del 20.10.05

ricevuto da Nuccio Russo:

Il listone con la Margherita produce una specie di delitto:

la cancellazione di un enorme patrimonio politico e di cultura
Ma come mai i Ds (maggior partito italiano) si suicidano?
di Rina Gagliardi

C'è un'altra domanda che aleggia nella politica italiana: ma perché il più importante Partito italiano, i Diesse, comunque la maggiore forza organizzata della sinistra, ha deciso, più o meno, di sciogliersi? E lo ha deciso dopo aver dato di sé, nelle Primarie di domenica scorsa, una prova palese della sua capacità di mobilitazione, organizzazione, presenza politica? La risposta più ovvia - la più scontata - è quella che forniscono Fassino e D'Alema, sia pure tra di loro con qualche sfumatura diversa: la "grande svolta" di Rutelli corona la nostra linea e la nostra strategia, quella su cui abbiamo puntato da sempre, quella su cui abbiamo costruito il nostro ultimo congresso. Non siamo noi, dicono i capi della Quercia, che veniamo inglobati dai diellini: se mai, sono loro che, finalmente, riconoscono la bontà di questa proposta e rinunciano a giocare tutto sull'identità neocentrista-margheritica. Insomma, siamo noi i veri vincitori della partita delle primarie, e ora ci accingiamo ad incassare al meglio questa vittoria. Un tipico ragionamento politico, chiamiamolo così, "a tutto tondo", destinato a rassicurare gli incerti, a galvanizzare un partito che non si aspettava una eutanasia così ravvicinata, in ogni caso a tenere al meglio in quella complicata "sfida a tre" - Prodi, Margherita e Ds - che è appena all'inizio. Ma proprio da questo ragionamento emerge la verità politica di fondo che, da un po' più di tre lustri, attanaglia la vita dei Democratici di sinistra: eredi (maggioritari) di uno scioglimento, quello del Pci - di un atto di rinuncia, di un'autoliquidazione - essi hanno fatto della "pratica dissolutoria" e transitoria la loro più riconoscibile identità. Sono condannati, si sono autocondannati, a far coincidere la "vittoria" con lo scioglimento - negli anni, si è passati dal Pds ai Ds, e per le numerose "Cose" via via tentate. Ora, però, siamo davvero al gran finale: la prossima tappa, ormai vicinissima, non è la lista unitaria, ma ciò di cui il "listone" è solo il prodromo, la nascita di un soggetto politico che taglierà le ultime radici, anche quelle storico-identitarie, della sinistra. Un Partito Democratico mutuato dal modello nordamericano, quindi privo di ogni connessione riconoscibile e riconosciuta con la sinistra e il movimento operaio di tipo europeo, in compenso agganciato ad una cultura liberal vagamente venata di progressismo. Un pizzico di Clinton, una spruzzata di Blair e di Giddens, miscelati in salsa postdemocristiana - quello che resta del cattolicesimo democratico ed anche del suo filone solidaristico - e guidati da Romano Prodi. Con la sinistra, anche nella sua variante socialdemocratica e "riformista", anche nelle sue versioni europee moderate (Schroeder e i socialisti francesi), è rotto ogni ponte. Naturalmente, questa è l'idea, il progetto-limite, il disegno astratto che si intravede - la realtà del processo sarà certo ben più accidentata, e nessuno può giurare, in questo momento, che esso riuscirà a tradursi in una forza politica in carne ed ossa, non meramente "federata", non dilaniata ad ogni passaggio importante, non prevalentemente occupata in guerre intestine. Quando per esempio si tratterà di scegliere la collocazione europea - Ppe o Internazionale socialista? - ne vedremo, in tutta evidenza, delle belle, anzi delle brutte. E quando si discuterà di quisquilie, come la laicità dello Stato o i diritti degli omosessuali, è facilmente prevedibile, fin da ora, un conflitto dilacerante. E tuttavia questo è il progetto, questa l'intenzionalità dichiarata, questa la strada che ci si avvia a percorrere: buttare via i Ds. Consegnarli al polveroso archivio dei ricordi. Liberare la politica italiana dalla forza maggiore della sinistra.

Confessiamo che, un po', questo "delitto" ci dispiace: non siamo compiaciuti, nient'affatto, dell'idea che, forse nel giro di pochi mesi, si potrà produrre un grandissimo spazio libero a sinistra, "pronto" per la sinistra non riformista. Questo tipo di calcoli tra il geometrico e il geografico, in realtà, non hanno mai funzionato: il vero colpo, la vera vittima designata di questa operazione è in realtà proprio la sinistra, la sua "necessità", il suo ruolo. Comunque, ben più di noi soffriranno i compagni della Quercia: i più dei militanti, dei simpatizzanti e degli elettori, percepiranno tutto questo come una perdita, non come un allargamento - come un vuoto, non come una "transustanziazione". E anche loro si chiederanno: perché? Senza forse riuscire a trovare una spiegazione che vada oltre l'evento-primarie, le imperiose richieste di Prodi, la necessità di non compromettere in nessun caso una vittoria ormai certa alle prossime elezioni, l'impossibilità, in definitiva, di fare altrimenti. Anche qui c'è un nucleo forte di verità: l'abbraccio "inestricabile" nel quale Prodi e i Ds, in particolare, si sono avviluppati. Il grande successo del Professore è cioè anche e soprattutto il prodotto di due fattori che si sono incontrati nel punto giusto e al momento giusto: il senza-partito Prodi e il senza-premier partito diessino. Un professore privo di truppe proprie, ma capace di rappresentare l'unità del popolo antiberlusconiano e di portarla a vincere - come è già accaduto nel '96, e il "già accaduto" ha sempre il suo peso. E un popolo che riesce a esprimere se stesso, ivi ncompresa la sua voglia di pesare e partecipare, soltanto riconoscendosi in lui, investendo in questa scelta il suo Dna di fedeltà unitaria, la sua generosità, la sua sapienza organizzativa. Si può capire che, dopo il voto di domenica, separare queste due soggettività era diventato difficilissimo, quasi impossibile - senza mettere tutto a soqquadro e senza danneggiare un "capitale" rivelatosi, a sorpresa, molto potente. Anche perché il fattore più debole, e a questo punto il più agevolmente sacrificabile, era proprio il fattore S: vale a dire l'identità diessina, la sua soggettività, la sua funzione sociale.

Qui, certo, varrebbe la pena di analizzare a fondo il processo che ha condotto il maggior partito della sinistra a sciogliersi sul serio, a spogliarsi via via della sua ragion d'essere, a disperdere un patrimonio sociale e culturale di prima grandezza. Torna in primo piano la "questione degli intellettuali", che non è certo l'unica ma quella più esemplare. Per un partito di sinistra, è tanto essenziale avere solide radici di classe quanto disporre di una grande rete culturale che innervi di sé il tessuto sociale, produca idee, costruisca, appunto, una cultura politica diffusa e condivisa attorno ale grandi questioni che si pongono - e il nostro tempo ne trabocca, come sappiamo, la globalizzazione, il fondamentalismo, il ruolo sempre più imponente e sempre meno controllabile della scienza, e via dicendo. Se una forza politica di sinistra non è capace di elaborare un pensiero credibile sul mondo, e sulla crisi storica del capitalismo, su che cosa può poggiare la propria necessità e stabilità? Ma l'intellettualità italiana, come dicevamo di recente, ha subito un rinsecchimento drammatico: occupa posti, nei giornali e nelle università, fa girotondi, promuove mille convegni, si occupa, come proprio orizzonte teorico massimo, delle (per altro pessime) leggi sulla giustizia del governo Berlusconi. Se l'intellettuale di punta della sinistra - si fa per dire - è Travaglio, vuol dire, semplicemente, che l'intellettualità di sinistra non c'è più. Se la distanza tra un talk show televisivo e un "seminario" si è fatta così sottile, vuol dire che la cultura si è fatta piccina piccina, e che soprattutto è finito ogni rapporto positivo tra cultura e politica. Una condizione generale di miseria che coinvolge tutta la sinistra, ma non ha potuto non riflettersi, prima di tutto, sul maggiore partito della sinistra. Da anni, esso ha rinunciato ad esistere come soggetto forte, dotato di un progetto strategico e di valori "forti" per il futuro. Ahimè, c'è una logica inesorabile in questo Partito Democratico in fieri: la sinistra che - proprio al contrario di quel dice Gad Lerner - fa un salto all'indietro di due secoli, si autocancella e si rifugia in un'identità ottocentesca - vagamente liberale, con qualche slancio di filantropia, con solidi agganci con il mondo della borghesia. Si capisce perché Fassino non dice, in sostanza, il vero, quando si accinge a tagliare l'ultimo nodo. A buttare il bambino, come si diceva un tempo, con l'acqua sporca.

mercoledì 19 ottobre 2005

articoli del 19.10.05

per leggere gli articoli clicca sui titoli

deliri: overdose o calcolo?
Corriere della Sera 19.10.05
Risposta a Severino
Democrazia e Cristianesimo non sono Miti
di Marcello Pera


razzismo contemporneo
Corriere della Sera 19.10.05
I due autori: «Le persecuzioni subite hanno reso gli ashkenaziti più acuti»
«Ebrei più intelligenti, lo dice il Dna»
Rivolta della comunità scientifica: «Tesi pericolosa e razzista»


ateismo... ma lacaniano
Il Mattino 18.10.05
Filosofi in campo: «Difendere l’ateismo»
di Fabrizio Coscia


scienza
La Stampa TuttoScienze 19.10.05
Genova, dieci giorni per respirare scienza
Dal 27 ottobre all'8 novembre 250 eventi che coinvolgeranno duecentomila persone, in strade e teatri, ricercatori, esperimenti, dibattiti, spettacoli
di Lara Reale


scienza
La Stampa TuttoScienze 19.10.05
Gli «scoop» fatti in laboratorio
di Piero Bianucci


tolleranza sabauda
La Stampa 19.10.05
Una giornata per la libertà religiosa


sinistra
Apcom 19.10.05
PRC/ Giordano: le minoranze facciano autocritica
"Se non avessimo partecipato a primarie ora saremmo cancellati"


sinistra
AGI 18.10.05
UNIONE: Bertinotti correrà con il suo simbolo


newspaper24.it 19.10.05
Una mostra sull'occhio


il dramma di Roma
Corriere della Sera 19.10.05

«Federico soffre di disturbi ossessivi e delirio»
Parla il medico che ha in cura il ragazzo: se avessi saputo che il padre aveva le armi...
di Francesco Di Frischia


storia
Corriere della Sera 19.10.05

Un libro di Alberto Banti ricostruisce la storia dell’immaginario patriottico nel Risorgimento
Garibaldi, eroe sì ma troppo macho
Incontrando Anita, la salutò così: «Tu devi essere mia»


una segnalazione di Paola Franz
http://www.almanacco.rm.cnr.it
Le origini del linguaggio? Le svelano i robot

una segnalazione di Carmine Russo
Liberazione 19.10.05
Ma come mai gli intellettuali non capiscono niente di politica?
di Rina Gagliardi

martedì 18 ottobre 2005

OGGI
MARTEDÌ 18 OTTOBRE 2005

LA BELLISSIMA PUBBLICITÀ DELLE
NUOVE EDIZIONI ROMANE

- già uscita venerdì, in b/n, su "Liberazione" e "La Repubblica" -
A COLORI SULL'UNITÀ
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citati al lunedì

per leggere i testi integrali clicca sui titoli

La Repubblica 13.10.05
Intervista
Un libro di David Meghnagi sul grande trauma della Shoah
La memoria di un popolo
Luciana Sica


D, supplemento a Repubblica 15.10.05
Il diavolo in corpo
di Roberto Croci

articoli del 18.10.03

per leggere i testi clicca sui titoli


Liberazione 18.10.05
Intervista al segretario del Prc, molto contento della domenica delle primarie: per la partecipazione e per il risultato.
Ora inizia la battaglia del programma. «Dobbiamo fare come "gli stati generali" in Francia, e noi siamo il terzo stato»
630 mila voti: Bertinotti è soddisfatto e vuole spostare a sinistra l'Unione
di Rina Gagliardi

Apcom
UNIONE/ BERTINOTTI A PRODI: SI RIFACCIA A LOCKE SU PARTECIPAZIONE
"Si rivolga non solo a partiti. Tra 5-10 anni il panorama sarà diverso"


l'Unità 18.10.05
Il leader di Rifondazione: l’Unione usi le primarie per tutto. «I miei 600mila elettori sono molti...»
di Simone Collini


Repubblica 18.10.05
E Bertinotti rilancia "Ai voti il programma"
"Assemblee regionali su legge Biagi, riforma elettorale e Bossi-Fini"
Il leader del Prc: "Non ho sfondato? Trovateli voi 630 mila consensi"
(...)
di Giovanna Casadio


Apcom
UNIONE/ BERTINOTTI: PROGRAMMA NON E' QUALCOSA DI AUTOCRATICO
Riunione tavoli tecnici il 25 ottobre, assemblea a dicembre


Apcom
UNIONE/ BERTINOTTI: PRIMA DI IERI LE DESTRE ERANO AL RECUPERO
"La giornata delle primarie ha messo le cose a posto..."


una segnalazione di Franco Valeri e di Roberto Martina
Repubblica, Affari & Finanza 17.10.05, pag 17
L’America tira il freno: mai più psicofarmaci ai bambini
di Eugenio Occorsio


Corriere della Sera 18.10.05
Gli uomini ci ripensano:
sì a una donna per amico Per il 75% l’amicizia (senza secondi fini) è possibile Vegetti Finzi: il rapporto resta sul filo della seduzione
di Claudia Voltattorni


Corriere della Sera 18.10.05
Il calcolo dell'orgasmo
In una vita le ore del piacere sono sedici


La Stampa 18.10.05
Celebrazioni in Valsesia a 700 anni dalla sua resistenza e morte sul rogo
Fra Dolcino ritorna
Per eretici e streghe
di Carlo Grande


Corriere della Sera 18.10.05
la svolta etica
Staminali, una svolta etica la riproduzione delle cellule
di Edordo Boncinelli


Corriere della Sera 18.10.05
Staminali salva-embrione, scienziati divisi Vescovi: il problema etico non è risolto.
Hurlbut: ma è una svolta promettente


Apcom
Neuroscienze

Un simposio sul cervello a Napoli
di Vincenzo Napolano


Repubblica, Roma 18.10.05
Parco della Musica
Incontro tra disclipline, dibattiti e "lezioni"
Filosofia e scienza la mente fa spettacolo
Due Festival con psicologi, neuroscienziati, filosofi e biologi...


BUR.it 18.10.05
Bollettino Università e Ricerca
Università di Parma
Corso di aggiornamento "Disturbo borderline di personalità: psicopatologia, clinica e terapia

lunedì 17 ottobre 2005

MASSIMO FAGIOLI

È STATO L'OSPITE
NELLA TRASMISSIONE DI MARZULLO
"SOTTOVOCE", ANDATA IN ONDA SU RAIUNO
LUNEDÌ 10 OTTOBRE 2005

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abbiamo votato contro il Governo
in 4.300.000!

Fausto Bertinotti

Corriere della Sera 17.10.05
Bertinotti: resto rivoluzionario
Ora proporzionale alla tedesca «Sulla lista unica ripeto il mio no. Programma, eviterò bracci di ferro»
di
Aldo Cazzullo

«La rivoluzione non è affatto scomparsa dal mio orizzonte politico. Anzi. Anche la rivoluzione rientra in prospettiva nella riscoperta delle categorie classiche della politica, che è la direzione in cui va la storia italiana. È l’approccio rivoluzionario che va rovesciato rispetto agli schemi novecenteschi, ed è questo il tema su cui vado discutendo da un anno a questa parte con Toni Negri. Lui non crede alla non violenza, sostiene che così si consegna il movimento alla repressione. Io resto convinto che la rivoluzione vada fatta, ma non come ci hanno detto sinora; non conquistando il potere per trasformare la società, ma seguendo la via contraria». Neppure il risultato parziale dell’una di notte, 72,3 a 15,9, gli toglie il buon umore, nasconde bene un po’ di delusione. «Prodi partiva da 70, io da 12. Più o meno è andata così; anzi, meglio. La strategia di rivolgermi a tutto l’elettorato di sinistra anziché limitarmi a mobilitare il mio elettorato ha dato ottimi risultati: un conto è prendere il 16% su un milione di votanti, una altro è prenderlo su tre milioni e mezzo; significa aver mosso il voto di opinione. Certo, l’alta affluenza dell’Emilia Romagna non mi ha favorito. Ma rivendico comunque una buona prestazione, soprattutto in prospettiva, e nel confronto con gli altri. Pecoraro Scanio è al 2,2%: meno della metà del suo livello di partenza. Prodi pensa a una lista di tutta l'Unione? Per me non cambia nulla: ribadisco il mio no ma non farò un braccio di ferro sul programma. Prodi ha l'ambizione di rappresentare tutti, ambizione giusta che condivido».
Un passo indietro. Domenica pomeriggio a casa Bertinotti. La signora Lella, anche lei di ottimo umore. Il nipotino Davide, nove anni, figlio di Duccio, che nella campagna per le primarie è uscito dal riserbo. «A Bari ha organizzato una "Bertinight". Duccio è un organizzatore di musica. È partito con una band reggae, poi il sound-system: assembla dischi originali, ne fa la colonna sonora di una serata». Si inserisce Davide: «Nonno, spiega al signore che papà fa anche le gare, a New York, a Kingston». Ma il nonno è già con il pensiero alla rivoluzione. Cerca testi consunti dalla sua grande biblioteca, i libri di una vita, le letture di un autodidatta. «Ecco qui: Kautsky, Riforma sociale e rivoluzione . La polemica con Bernstein: ciò che distingue un riformatore, oggi diremmo riformista, da un rivoluzionario non è perseguire le riforme, ma limitarsi ad esse. È un concetto che ho ritrovato in Gilles Martinet, anzi, forse è André Gorz. Eccolo, siamo fortunati, Gorz, Il socialismo difficile , pagina 37: il riformismo non è la lotta per le riforme, che ogni marxista deve proporsi; è l’isolamento del momento riformista da quello rivoluzionario. In Italia Gorz individua una categoria, i riformisti-rivoluzionari, in cui include Ingrao, Basso, Lombardi, forse anche Trentin. Ecco, io mi sento un riformista-rivoluzionario. Riforme sì, purché non escludano ma preparino la rivoluzione, la trasformazione del capitalismo». Ma voi al potere potreste andare già tra sei mesi. «Qui c’è un’altra differenza con Toni Negri: io verso il potere sono sempre critico, chiunque lo detenga. Questo ci consente di essere in una maggioranza di governo e contemporaneamente nel movimento. Si chiama bilocazione. Nell’800 a Torino c’era un santo sociale, don Bosco, che aveva il dono: poteva essere in due posti nello stesso tempo. Noi - sorride Bertinotti - abbiamo la bilocazione come don Bosco».
La cronaca purtroppo incombe, la radio dice che hanno votato già in due milioni: «Una risposta alla prova di forza imposta da Berlusconi sulla legge elettorale. Ha ragione Veltroni: un’era si è chiusa. La differenza è che per me si tratta di un’ottima notizia. Io mi sono opposto al proporzionale di Berlusconi per una questione di metodo e di merito, ci opporremo anche al Senato, e considero un grave errore l’offerta di Fassino di patteggiare: così si rinuncia alla nitidezza di impostazione e si introduce un fattore di inquinamento, che nella fase attuale è amico del demonio. Questo non significa sia possibile ripristinare la vecchia legge uninominale. L’Unione non deve tornare indietro ma andare avanti, verso un proporzionale vero, sul modello tedesco, che non prevede il premio di maggioranza. Tra cinque anni nulla sarà come oggi. Ci saranno di nuovo il centro, la destra e la sinistra. Torneranno i partiti veri, le identità certe, non quelle vaghe da indicare con un albero o un fiore. Chi mi prospetta una lista di tutta l’Unione al Senato non capisce quanto succederà: per questo rispondo no». E Prodi cosa dovrebbe fare? «Non mi impiccio. Potrà guidare un Ulivo ridotto, o uno dei partiti dell’ex Ulivo. Ma mi pare evidente che farà il capo della coalizione, non il capo di un progetto politico». La tentazione neocentrista? «Esiste, perché esiste la Confindustria, vale a dire un sistema di poteri forti. Il neocentrismo è molto peggio della vecchia Dc: non è mediazione né keynesismo, ma liberismo. Neppure Prodi ne è immune: neocentrismo è il trattato costituzionale europeo, è la direttiva Bolkestein. Per questo, anche dopo le primarie, la competizione nell’unità con Prodi continua».
Alle 18 si esce per andare da Lula, in piazza Navona, con Prodi, Pecoraro Scanio e Di Pietro. Clima sereno, di gioia offuscata solo dalla notizia dell’agguato in Calabria. Uno spuntino a casa, poi tutti a viale del Policlinico, in sede. Bertinotti si chiude nella stanza della segreteria ad aspettare i risultati. Mastella ha già messo le mani avanti: lascia l’Unione e vota la riforma elettorale. «Sarebbe sbagliato trattenere Mastella o corteggiare Follini. Tocca a loro decidere. I dati di stanotte dimostrano che il centrosinistra ha una grande forza d’attrazione. Speriamo valga anche per il nascente soggetto radicalsocialista, cui io per la mia formazione guardo con favore». Alle 10 di sera c’è ancora coda in molti seggi, mancano le schede. «C’abbiamo beccato anche stavolta. Aveva torto chi diceva che era tutto inutile, tutto deciso, che le primarie sono un’americanata. Invece hanno partecipato pure i Disobbedienti. Abbiamo dimostrato di non essere antipolitica, ma critica della politica. Dentro e fuori nello stesso tempo. Ricorda don Bosco e la bilocazione?». Se non fosse stato per l’Emilia Romagna, all’alba pure don Bosco sarebbe apparso un riformista-rivoluzionario.

articoli del 17.10.05

per leggere i testi integrali clicca sui titoli

sinistra
La Stampa 17.10.05

La speranza. I bookmaker della politica lo davano al 20 per cento
La mezza sconfitta di Fausto il rosso

«L’affluenza conta ben più dell’esito
Adesso è nata una nuova Unione»
di Antonella Rampino


sinistra
brevi dalle Agenzie di stampa:


contorcimenti
Corriere della Sera 17.10.05

Sulla laicità
i Cattolici il Papa e le Leggi
di Emanuele Severino


La Stampa 17.10.05
L'opinione di Tilde Giani Gallino
La psicologa: nella nostra società
i bambini vivono già come adulti
di Michela Tamburrino


autismo
l'Unità 17.10.05

Autobiografie
Collins e la storia del figlio Morgan
Come imparare a vivere «diversamente»
di Sergio Pent


Giornale di Brescia 16.10.05
Il nobel Amartya Sen: quando «lei» è discriminata ancora prima della nascita
Un convegno a Firenze


una segnalazione di Francesco Borgese
Il Sole 24 0re Domenicale 16.10.05
Psicoanalisi, non solo libri neri


Questo articolo ci è stato inviato in formato jpg, e non è possibile pubblicarlo. Si tratta di una lettera di Raffaello Cortina alla quale risponde Alessandro Pagnini. Chi volesse leggerlo può richiedercelo con una e.mail a "segnalazioni"

DAL SITO DELLE NUOVE EDIZIONI ROMANE

Lettera ai quotidiani

“Il Sole-24 Ore”
“Il Corriere della Sera”
“L’Unità”
“La R
epubblica”

inviata il 20 settembre 2005 dal Comitato Editoriale de
“Il sogno della farfalla”

Abbiamo letto con interesse le varie recensioni relative a Le Livre noir de la psychanalyse (edizioni Les Arènes), titolo appena uscito in Francia, che raccoglie una serie di pesanti accuse alla psicoanalisi freudiana.
Siamo psichiatri e psicologi e, forse, proprio per la nostra formazione di psicoterapeuti, ci ha colpito il riferimento a «qualche inspiegabile assenza» tra gli autori e l
affermazione che «in Italia sappiamo già…».
Sperando o fantasticando che tali precisazioni possano essere un invito, vogliamo ricordare che proprio in Italia, da quarant
anni, e non «da trenta», esiste una realtà che ha sempre denunciato linesistenza teorica e la natura fraudolenta del freudismo.
Come è noto, tale denuncia, assai più argomentata delle pur meritevoli indagini avvenute in altri Paesi a partire solo dagli anni
90, è stata formulata, nel 1970, non da Grünbaum ma dallo psichiatra Massimo Fagioli nel volume Istinto di morte e conoscenza, e viene tuttora da lui portata avanti, dopo aver attraversato i lunghi anni nei quali, anche in Italia, la benché minima critica a Freud era un tabù.
Aggiungiamo che il rifiuto totale della psicoanalisi è una realtà condivisa dalle moltissime persone che partecipano all
Analisi collettiva. Una realtà che non porta, come di solito accade, ad abbandonare ogni ricerca sul cosiddetto inconscio, ma permette, finalmente, di svolgere questa ricerca in maniera teoricamente fondata, con risultati terapeutici estremamente apprezzabili.
Si parla tanto della penosa situazione della ricerca in Italia, e per una volta che da noi si è sviluppata e consolidata una ricerca d
avanguardia che molto ha da dire agli altri Paesi, ci piace pensare che possa incontrare il riconoscimento e lattenzione esplicita che merita.

Cortesi saluti.

DALLE NUOVE EDIZIONI ROMANE

Le Nuove Edizioni Romane informano che Venerdì 14 ottobre è uscita una pubblicità importante

sia su "REPUBBLICA" che su "LIBERAZIONE"


Martedì 18 ottobre la pubblicità uscirà anche su "L'UNITÀ"

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è uscito
il numero
4/2005 della rivista "Il sogno della farfalla"



Libreria Amore e Psiche
Via S. Caterina da Siena, 61 (piazza della Minerva, Pantheon)
00186 Roma
tel. 06/6783908 fax 06/6791580

su http://www.amorepsichelibreria.splinder.com/
______________________________

a Firenze la rivista è disponibile
da STRATAGEMMA
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una canzone di qualche anno fa

un regalo di Francesca e di Dimitri Nicolau

In cerca di te
-
forse più conosciuta per le parole con cui inizia la strofa "Solo me ne vo per la città…" - è una bellissima canzone risalente al 1945 scritta da Eros Sciorilli. Ha avuto versioni cantate da Ernesto Bonino, uno degli esponenti principali di quel fenomeno musicale denominato Swing Italiano, insieme a Natalino Otto, Alberto Rabagliati ed il Trio Lescano.
IN CERCA DI TE
(Sciorilli - Testoni)

Solo me ne vo per la città
passo tra la folla che non sa
che non vede il mio dolore
cercando te, sognando te, che più non ho.
Ogni viso guardo e non sei tu
ogni voce ascolto e non sei tu
Dove sei perduto amore?
Ti rivedrò, ti troverò, ti seguirò.
Io tento invano di dimenticar
il primo amore non si può scordar
è scritto un nome, un nome solo in fondo al cuor
ti ho conosciuto ed ora so che sei l'amor,
il vero amor, il grande amor.
Solo me ne vo per la città
passo tra la folla che non sa
che non vede il mio dolore
cercando te, sognando te, che più non ho.
E'scritto un nome, un nome solo in fondo al cuor
ti ho conosciuto ed ora so che sei l'amor,
il vero amor, il grande amor.
Solo me ne vo per la città
passo tra la folla che non sa
che non vede il mio dolore
cercando te, sognando te, che più non ho.

per ascoltarne una breve versione per chitarra clicca qui

c'è anche un mp3 della canzone, in una versione invece cantata da una voce maschile che non riconsciamo (circa 630 Kb): chi volesse averlo può richiederlo con una e.mail a "segnalazioni"

domenica 16 ottobre 2005

articoli del 16.10.05

per leggere i testi integrali clicca sui titoli

Corriere della Sera 16.10.05

Gli ex rivali Romano e Fausto ora cercano una vittoria per due Entrambi cresciuti all’oratorio, tifavano per Fausto Coppi
Le divergenze e poi le sintonie. D’Alema avversario comune
di Aldo Cazzullo


Corriere della Sera 18.10.05
Folla da Ratzinger, il doppio di Wojtyla
Alle udienze 410 mila persone in 5 mesi. Con Giovanni Paolo II erano state meno di 200 mila

di Luigi Accattoli


Corriere della Sera 16.10.05
Con un gesto inusuale e abbastanza clamoroso, Papa Ratzinger ...
di Marco Nese


Corriere della Sera 16.10.05
Galileo Galilei alfiere della modernità
Portò tra le stelle la nostra poesia


Corriere della Sera 16.10.05
In un saggio di Matt Ridley una rilettura del binomio eredità-educazione
La «nuova alleanza» di natura e cultura
di Edoardo Boncinelli


Repubblica 16.10.05
Uno studio conferma che il primo sintomo grave è la scomparsa delle mestruazioni
Anoressia, cresce l'emergenza ma il 66% guarisce in un anno
Tra i rischi per le giovani donne anche la diminuzione della densità ossea
di Vera Schiavazzi


Repubblica 16.10.05
Da un convegno l'allarme sulle disfunzioni degli under 25: in troppi, per insicurezza, si rifugiano nelle droghe e negli stimolanti
Il sessuologo andrà nelle scuole
Sparita la visita di leva è l'unico modo per aiutare i ragazzi
L'identikit del paziente che soffre di eiaculazione precoce corrisponde alla professione di informatico
di Sara Strippoli


una segnalazione di Sergio Grom
Repubblica 15.10.05
le idee

I nuovi illuministi tra Ragione e Religione
di Mario Pirani