lunedì 14 novembre 2005

articoli di lunedì 14 novembre 2005

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Corriere della Sera 14.11.05
Pacifisti anti-Usa in piazza
«Liberazione» incalza l’Ulivo
Sit-in a Roma e Milano sui fatti di Falluja: voi ci sarete?
Sdi e Ds: causa giusta ma dovevate marciare per Israele

Roberto Zuccolini


Apcom 14.11.05
Iraq/ Bertinotti: : caro Prodi, basta con i giochi di parole
Ritiro indiscutibile, la scelta è fatta: è un punto costitutivo dell'Unione


Corriere della Sera 14.11.05
Banlieue: gli incendiari che odiano se stessi
Nell’esplosione di violenza delle banlieues molti analisti hanno letto il fallimento del modello d’integrazione francese. Per il filosofo André Glucksmann, invece, l’ira dei giovani delle periferie è l’indice di un’integrazione perfettamente compiuta: gli incendiari sono integrati, ma in un Paese violento, attraversato da venti d’odio e dominato dalla logica dei rapporti di forza
André Glucksmann


Corriere della Sera 14.11.05
L’apertura dei consultori al Movimento per la vita.
Volontari anti aborto: Consultori, sinistra e laici contro il piano Storace
«No ai volontari antiaborto». Sostegno dal mondo cattolico. Ru486, via libera anche in Liguria
Marco Gasperetti


Corriere della Sera 14.11.05
Afghanistan
«Versi d’amore, un disonore» La poetessa uccisa dal marito
C. Zec.

Corriere della Sera 14.11.05
Lo psicologo
«Blair ha fame di potere dopo un’infanzia difficile»
Paola De Carolis


Corriere della Sera 14.11.05
Gli storici Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello analizzano il lato borghese dei contestatori
Sessantotto, i conservatori con l’eskimo
«Un movimento figlio dei partiti che non seppe andare oltre l’utopia»


Corriere della Sera 14.11.05
Jean-Pierre Vernant


Yahoo! Salute 14.11.05
Generazione confusione: così i bambini sulla stampa
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


l'Unità 14.11.05
Diritti negati
Quando raccontare bugie è una patologia (capito, Silvio?)
Luigi Cancrini

l'Unità 14.11.05
Montagna: scalate per superare problemi psichici
La psicoterapia si fa in cordata
di Francesca Sancin

domenica 13 novembre 2005

DALLA LIBRERIA AMORE E PSICHE

è in vendita in libreria
il primo dvd:
Analisi collettiva
Incontri


Libreria Amore e Psiche
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IL DVD È DISPONIBILE
ANCHE A FIRENZE
DA STRATAGEMMA

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articoli del 13.11.05

per leggere gli articoli clicca sui titoli

Repubblica 13.11.05
Fausto Bertinotti: "Tremonti e Follini puntano alle larghe intese per indebolire Prodi e l'Unione"
"Il centrodestra non troverà sponde anche Rutelli dirà no alla palude"
Fassino e l'Iraq. Fassino ha sbagliato. Il ritiro è scritto nel programma delle primarie. Ha creato inutilmente confusione
Prodi capolista. Ovunque o in una circoscrizione per me non fa differenza. Il suo vero ruolo sta nella capacità di sintesi
di Umberto Rosso


Corriere della Sera 13.11.05
Ru 486 in Toscana
Decine di richieste a Pontedera
«Tutto legale, non ci fermiamo»
Giuliano Gallo


il gazzettino 13.11.05
Una rassegna su «Cent’anni di immagini del dolore» si apre oggi a Reggio Emilia e a Correggio proponendo un percorso espositivo diviso in quattro sezioni
«Il volto della follia»: ambienti e vita negli ospedali psichiatrici in 500 fotografie


Repubblica 12.11.05
Se lo scettico affronta la fede
di Umberto Galimberti


due segnalazioni di Claudia Calesini:

Repubblica 11.11.05
Psicologi junghiani a congresso a Milano
Noi contemporanei e il nostro nuovo inconscio tecnologico
L'uomo muta per evitare di sentirsi inadeguato e crea altre gravi frustrazioni
di Umberto Galimberti


Repubblica 11.11.05
Ecco cosa ci fa simili agli uccelli
la scienza e l'ambiente
Quanto contano i fattori esterni nella crescita degli uomini Parla il fisiologo Jared Diamond
"I volatili sono gli animali meglio comprensibili: hanno i nostri stessi sensi"
Lo scienziato ha scritto "Armi, acciaio e malattie" e, ora, "Collasso"
"È soltanto un caso che le tre grandi religioni monoteiste siano nate nel deserto?"


una segnalazione di Pino Di Maula
donnealtri.it
Ti picchio così ti cancello

Corriere della Sera 13.11.05
Foscolo, sovversivo e passionale
fu il prototipo dell’uomo moderno
Alberto Bevilacqua


su "Liberazione" di oggi, domenica 13.11.05
la discussione continua...

Liberazione 13.11.05
prima pagina:

«Il dibattito sulla violenza dei maschi

Difendiamo il patriarcato per un solo motivo: paura»
di Franco Giordano

e, a pag. 7, un intervento "a quattro mani" di Rocco Canosa ed Emilio Lupo, che si qualificano Presidente e Segretario di Psichiatria Democratica (... uno scrive e l'altro controlla l'ortografia?):
«Psichiatria, una vera questione sociale
Quando ci sono povertà o guerre non vi può essere salute mentale né possibilità di accesso ai diritti»

(gli articolo saranno pubblicati su questo blog appena disponibili in rete)

articoli di sabato 12 novembre 2005

Liberazione, 12.11.05
Non parlateci di politica o sociologia: parlateci di voi
I maschi di fronte alla loro violenza
Angela Azzaro


Liberazione, 12.11.05
Così l'Occidente scivola nel nuovo autoritarismo
Parigi, Bologna, guerra, lotta al terrorismo
Alberto Burgio


Liberazione, 12.11.05
Ma l'illuminismo è morto?


Illuministi e Preti
Corriere della Sera 12.11.05
Un testo per la scuola
Da Magris a Eco, appello per la Bibbia


"postdemocristiani"
Corriere della Sera 12.11.05

Dopo l'intervista al Corriere sulle larghe intese
E D'Alema apre a Follini: «Vieni con noi»
Il presidente Ds elogia l'ex segretario Udc: «Uno dei pochi politici ragionevoli». «La grande coalizione? Solo con lui»


"maestri"
Corriere della Sera 12.11.05

Asor Rosa, il Maschio
con la Corazza
di Isabella Bossi Fedrigotti


APCOM 12.11.05
Iraq/ Bertinotti: il Prc aderisce ai sit-in alle sedi diplomatiche Usa
"Il governo chieda conto bombe al fosforo. Serve il ritiro immediato"


Corriere della Sera 12.11.05
Presidente Fausto alla Camera, la corsa di Bertinotti
Il precedente dell’estate del ’76 quando fu eletto il «comunista dissidente» Ingrao

Francesco Verderami


Corriere della Sera 12.11.05
«Liberazione» lancia una manifestazione lunedì a Roma dopo il video Rai che denuncia l’impiego di armi proibite. Adesioni da aree diverse, dai francescani ai Cobas
«Fosforo su Falluja»: scontro tra sinistra e Usa
In piazza «contro la guerra chimica». L’ambasciata: «Accuse sbagliate»
Maurizio Caprara


Corriere della Sera 12.11.05
Un'altra storia
Libertà, uguaglianza, fratellanza senza ghigliottina
Eliminare il Terrore giacobino? Le rivoluzioni vogliono i Robespierre
La sorella: «Ma Maximilien era contro il patibolo»
di Sergio Luzzato


La Provincia 12.11.05
La mente nazista
Il test che scrutò i gerarchi di Hitler Un libro rilegge i «protocolli Rorschach» applicati durante il processo di Norimberga - L'esempio di Joachim von Ribbentrop, «la nullità superiore»


Corriere della Sera 12.11.05
Veltroni intitolerà una strada della Capitale a Renzo De Felice
Un’iniziativa ammiccante Troppa enfasi dal sindaco»
Luciano Canfora risponde a Dino Messina


La Stampa 12 Novembre 2005
Toni Negri:
«Ecco, finalmente la Rivolta
Ma per la Rivoluzione c’è tempo»
Jacopo Iacoboni


Corriere della Sera 12.11.05
Dieci interruzioni di gravidanza nell’ospedale di Pontedera dopo l’ok della Regione
Pillola abortiva, sfida della Toscana
Via libera senza sperimentazione. Storace: una corsa barbara, verificherò
Marco Gasperetti


dimmi con chi vai...
il manifesto 12.11.05
Per Jacques Derrida. Amicizia e ospitalità


Le Scienze 11.11.2005
Depressione e serotonina
Le pubblicità dei farmaci SSRI sarebbero ingannevoli
Corriere della Sera 13.11.05
ALEXANDERPLATZ
«Love songs» per Marilena Paradisi e Renato Sellani

«I love duet» è il titolo della rassegna di e con Marilena Paradisi che presenta «grande musica in duo con grandi musicisti». «Love songs» è il titolo dell’appuntamento di questa sera all’Alexanderplatz (ore 22, via Ostia 9, tel. 06.39751877). Sul palco con la cantante ci sarà il pianista Renato Sellani. Due interpreti si incontrano per dare vita ad un progetto artistico dove la musica e la parola si fondono per raccontare storie d’amore, di vita e poesie. La Paradisi è fra le poche cantanti italiane recensite sulla prestigiosa rivista americana «Jazztimes». La sua voce flessuosa è capace di una vocalità complessa, densa, ricca di sfumature, espressività e lirismo. Sellani è tra i più famosi pianisti del jazz italiano, famoso per la sua sensibilità ed espressività. Ha accompagnato artisti come Lee Konitz, Chet Backer, Billie Holiday, Helen Merril. Il secondo appuntamento con «I love duet» è previsto per il 18 dicembre. «Intimate Conversation», il titolo della serata. Con Marilena Paradisi si esibirà il contrabbassista Pietro Leveratto.

sabato 12 novembre 2005

«grande è la confusione sotto il cielo»

aprileonline 12.11.05
LETTERE AL DIRETTORE
Cari Mussi e Salvi, ma la sinistra Ds riusciamo a riunirla, sì o no?
di Alessandro Cerminara

Cari Compagni Mussi e Salvi,
sono un compagno della Sinistra DS (ho votato la moz. Mussi all'ultimo congresso, rammaricandomi delle divisioni nella minoranza del Partito), preoccupato per le prospettive che si sono aperte per il Partito dopo le primarie. Romano Prodi (che io ho votato) ha usato in maniera scorretta i voti ricevuti per rilanciare qualcosa che non era all'ordine del giorno in queste votazioni. Rutelli ne ha approfittato per porre la cosa come piaceva a lui, e i compagni della maggioranza del Partito, dopo qualche esitazione, si sono accodati.
In tutto questo ho apprezzato come la Sinistra DS si sia schierata compattamente contro queste prospettive. Purtroppo però non mi faccio illusioni: non abbiamo i numeri per fermare questo progetto scellerato. L'ultimo congresso ci ha "schiantati" al 20% in totale (contando anche la moz. Bandoli)e difficilmente riusciremo a recuperare tanto da chiudere queste fosche prospettive.
Ciò non significa che non bisogna lottare. Combatterò con tutto me stesso. Ma realisticamente credo che non potremo andare oltre un allargamento del fronte del "NO".
E poi?
Poi che faremo? Entrata nel Partito Democratico? Nuovo Partito? Confluenza nello SDI? Confluenza in Prc?
(...)


P.S.: Ma sta Sinistra DS riusciamo a riunirla, si o no?
Per inviare le vostre lettere (siate brevi, per favore): lettere@aprileonline.info

dalla Costituzione della Repubblica Popolare di Cina:

Art. 36 - Citizens of the People's Republic of China enjoy freedom of religious belief. No state organ, public organization or individual may compel citizens to believe in, or not to believe in, any religion; nor may they discriminate against citizens who believe in, or do not believe in, any religion. The state protects normal religious activities. No one may make use of religion to engage in activities that disrupt public order, impair the health of citizens or interfere with the educational system of the state. Religious bodies and religious affairs are not subject to any foreign domination.

Art. 36 - I cittadini della Repubblica Popolare Cinese godono della libertà di credo religioso. Nessun organo dello stato, pubblica organizzazione o individuo può obbligare i cittadini a credere in, oppure a non credere in, qualsiasi religione; né possono questi [soggetti] discriminare i cittadini che credono in, o non credono in qualsiasi religione. Lo stato protegge le normali attività religiose. Nessuno può fare uso della religione per entrare in attività che distruggono l'ordine pubblico, danneggiano la salute dei cittadini o interferiscono con il sistema educativo dello stato. Gli enti religiosi e gli affari religiosi non sono soggetti ad alcuna dominazione straniera.

giovedì 10 novembre 2005

citati ai seminari

* Il programma del Convegno su Vico e l'Oriente citato lunedì al seminario è visibile sul sito www.ispf.cnr.it

*
L'articolo di Rina Gagliardi su "Liberazione" (inserto della domenica) del 6 novembre 2005:
"La lunga marcia del Partito comunista italiano: il passaggio al Pds prima e ai Democratici di sinistra poi. Ora l'approdo al "listone" con la Margherita, dal segno indubitabilmente centrista
Da postcomunisti a postdemocristiani"

* Le pagine di "Liberazione" di vari autori (pagg. 1, 2 e 3) della stessa data dal titolo:
"Una riflessione a più voci
Maschi perché uccidete le donne?"

* L'articolo da "Repubblica" del 6.11.05 dal titolo:
Nei codici lo "status di uomini" che i missionari ridiedero ai vinti"
di Guido Rampoldi


i link per leggere ciascuno di questi articoli sono disponibili su "segnalazioni" più sotto, alla data del 6.11.05
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«la grandezza di "Buongiorno, notte"»
il "New York Press" sul film che esce domani a New York

NEW YORK PRESS November 9-15
http://www.nypress.com/18/45/film/ArmondWhite.cfm
SINISTER ACCOUNTABILITY
The treachery of the Red Brigades
By Armond White

GOOD MORNING, NIGHT
Directed by Marco Bellocchio

You Might guess that a great director is behind
Good Morning, Night from the opening scene, when a young Italian couple who look like newlyweds are split off from each other. They're in the same frame—but in different rooms—as a real estate agent guides them through the layout of a rental apartment in Rome. Director Marco Bellocchio elegantly shows that something is off; through that bifurcation the simple scene is dynamized visually, emotionally. When lateral blinds are raised and sunlight bursts into the rooms, every second introduces a battle between light and dark, openness and deception. It's highly stylish but style has meaning in this movie because for Bellocchio, filmmaking is about dazzling the senses, vivifying the intellect.

But it's a later scene that confirms
Good Morning, Night's greatness: As that couple sets up house with a group of comrades, their ruse of domesticity gets tested when the woman, Chiara (Maya Sansa), answers her doorbell and has a neighbor's baby shoved at her. Although she's some kind of outlaw (soon to be revealed as a member of a radical political sect with nefarious plans), that's providence that is placed in her arms. Bellocchio's superb visual jest teases the future of Italy and of political activism even as it arouses Chiara's filial compassion, the part of her humanity (and her untested maternity) that she had put aside for the cause.

All that, in one image, is great filmmaking.

If the name Marco Bellocchio is not as familiar as Bernardo Bertolucci, know that they are peers. Two superb politically grounded, visually attuned filmmakers from the '60s who have not lost the art & politics enthusiasms of their youth.
Good Morning, Night recalls Bertolucci's The Dreamers as a look back at pivotal moments in the filmmaker's political romance, but this movie has a tougher subject than The Dreamers' movie-soaked memory of Paris in May '68. Good Morning, Night re-creates the souring of such activism. Bellocchio dramatizes how in 1978 Italy's Red Brigade kidnapped and assassinated the prime minister Aldo Moro, head of the Christian Democrat party.

Whether or not you are aware of that history, Bellocchio makes the story vital. Uninterested in creating "suspense," Bellocchio takes advantage of already-determined history to look deeper. He can't change Moro's death or the Red Brigade's treachery, but he helpfully dissects the agonized thinking that went on in those moments: the way Italy's government establishment inadvertently betrayed Moro, how even the Vatican pleaded for Moro's release, challenging the country's political compulsions. It is through this probing of an era—a culture—that Bellocchio touches on the complicated and contradictory ambitions of a nation in turmoil.

The apartment where the Red Brigade keeps Moro hostage (while life goes on outdoors) allows Bellocchio to pursue this political story as an intimate, domestic one. The close-quarters metaphor puts the tragedy into the home, creating an aura of perverse personal involvement and sinister accountability. It's a grave spinoff from Godard's
La Chinoise about French Maoists practicing radicalism in a cell. Through Chiara, a naïve zealot, Bellocchio seeks to understand how the Italian soul countenanced the Red Brigade's terrorist insanity and self-justification. (There's uneasy respite when Chiara attends a family's reunion, which turns into a memorial for those WWII partisans who died as part of the Resistance. Meanwhile, her confreres wait anxiously for the people's support.) Chiara's personal conflict takes the movie beyond a dry, factual procedural; it becomes a wondrous and unsettling exploration of an ideologue's contradictions and misgivings.

Bellocchio always showed a nearly clinical interest in his characters' mental conflicts and political delusions. His '60s art-house hits
Fists in the Pocket and China is Near were practically psychoanalytical —and political— screwball comedies. The 1973 Nel Nome del Padre was the type of hallucinatory Catholic-Socialist epic we've given up hoping Scorsese would create. Now, Bellocchio's familiarity with neurosis as the source of family and public turmoil cuts to the quick of the terrorist phenomenon. (He might have turned the very good Paradise Now into a masterwork.) The only director with as sharp an eye for personality quirk is Mike Leigh, but Bellocchio incorporates neurotic types more casually. He makes no spectacle of psychosis; it's a natural part of his flow. At times, Chiara and her four male comrades are like vengeful siblings punishing their father through the ultimate act of rebellion.

Deep inside this dysfunction, Bellocchio and cinematographer Pasquale Mari treat the kidnapping as a literal obscenity. The apartment with the cubbyhole where Moro is imprisoned is kept dark. As the terrorists spy on Moro, who is forced to write letters to his family and colleagues, a variety of iris-like apertures give a voyeuristic peephole effect that is embarrassingly intimate. Bellocchio refuses obvious rack-focus for in-an-out transitions and movements; he masterfully forces us to shift perspective on our own—always analyzing the Red Brigade's offense.

It's when Bellocchio attends to Chiara's dreams that
Good Morning, Night becomes most extraordinary. She has faded black-an-white visions of Russia's winter revolution (Lenin, Stalin). These include a remarkable documentary montage of actual political assassinations (ingeniously scored to The Dark Side of the Moon), reminding Chiara of the grim history she's about to join. Her only release from this political trap are these beautiful/horrifying dreams. Her male comrades play lethal real-life politics while she ponders the consequences. She secretly fantasizes conversing with Moro (played by Roberto Herllitzka) when the men sleep, as if making rapprochement with her father's underground legacy. The mix of news footage, dream and stylized drama is implicative and historical, amounting to a personally felt elegy. Good Morning, Night is full of simultaneous yearning and regret. (It is the much needed antidote to George Clooney's cheap shuffling of TV clips and propagandistic myth in the snide and annoyingly titled Good Night, and Good Luck.)

By all rights, this is Bellocchio's year — the return of a great artist to American film consciousness. His style has become lucid and serene, while Bertolucci's remains heady and voluptuous. Bellocchio's
My Mother's Smile, released last spring, was a comedy about religious doubt; in Good Morning, Night he depicts political disillusionment as the sorrowful awareness of doing wrong. Both films are visually alluring and morally sophisticated—reminders of how exciting real political filmmaking can be.

ancora sull'uscita di "Buongiorno, notte" a New York

The Village Voice - New York
http://www.villagevoice.com/film/0545,hoberman,69787,20.html
Good Night, and Bad Luck: A Political Thriller With a Spiritual Side
Good Morning, Night
by J. Hoberman
November 8th, 2005 1:35 PM
Good Morning, Night
Written and directed by Marco Bellocchio
Wellspring, opens November 11, Cinema Village
One of the last instances of New Left terror occurred in 1978 when Red Brigade extremists abducted Italian politician Aldo Moro. A five-time prime minister expected to become his country's next president, Moro was held captive for two months, tried by a "people's court," and executed. Marco Bellocchio's Good Morning, Night
Good Morning, Night, shown here at the 2003 New York Film Festival, begins with a young couple renting a flat; it becomes apparent, over the course of their enigmatic preparations, that they're not married and are preparing the apartment for something other than family life. One morning, Chiara (Maya Sansa) hears helicopters overhead; she flips on the TV and levitates with excitement to learn Moro has been kidnapped. Bellocchio doesn't stage the abduction (although he makes sure it's noted that five people were killed). In a scene typical of the movie's understated magic realism, he has a frantic neighbor hand her baby to Chiara at precisely the wrong moment—the cooing infant precariously parked on the living-room couch as Chiara's three male comrades rush in and maneuver a crate containing Moro into the safe room.
A childlike creature who wears outsize sweaters and is captivated more by fireworks than ideology, Chiara provides the front of respectability for her cell. The others are shown as mad cult members who mutter the mantra "The working class must rule," when not donning ski masks to interrogate their prisoner or demand he write another letter to the pope. (They are amazed their actions do not precipitate a fascist coup, to be followed by Communist revolution. In fact, Moro's kidnapping only helped legitimize the Christian Democratic government, which, in effect, sacrificed its leader by refusing to negotiate with
Because Chiara is the only cell member with an outside existence—that is, a job—she functions as a messenger between the worlds. She barely speaks to Moro, but events are filtered through her consciousness. As the captive—played with poignant fatherly dignity by Roberto Herlitzka—comes to figure in Chiara's dreams, so she becomes a character in the scenario that an innocent workplace colleague is writing about the kidnapping. (Its title is Good Morning, Night.) He's appointed himself Chiara's good angel—accompanying her to a family wedding replete with lengthy Communist hymns—until he's arrested, most likely for spray-painting a Red Brigade graffito in the workplace elevator.
Bellocchio presupposes a certain familiarity with the case, but he's clear enough in suggesting Moro was a martyr to establishment cowardice. Irrationality is everywhere. Moro's family holds a séance; priests arrive at Chiara's door to bless the apartment. The hitherto reasonable captive pleads for an impossible "life sentence," and even his killers cross themselves before the deed—which Bellocchio again declines to show.
Like its oxymoronic title, Good Morning, Night is sober yet filled with fancy. There's a wistful aspect to the movie. Chiara's last dream is a near jaw-dropper—as though Bellocchio has imagined this cruel story through the wrong end of a telescope and staged it in a snow globe.

avclub. com New York
http://avclub.com/content/node/42487
Good Morning, Night
Director: Marco Bellocchio
Reviewed by Nathan Rabin
November 9th, 2005
imagines the period of his captivity as a rarefied spiritual struggle.
Cast: Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Luigi Lo Cascio
In Italian w/ subtitles
Rated: R
106 minutes
Even as a mute captive, kidnapped Prime Minister Aldo Moro, touchingly played by Roberto Herlitzka, easily emerges as the most sympathetic character in Good Morning, Night. His sad eyes and regal bearing convey a fundamental decency and gentleness, and once he actually starts talking, he travels the knife's edge between mere devout, righteous Christian and living saint, a flesh-and-blood martyr. But to the zealots who've kidnapped him, Herlitzka isn't a person so much as the personification of the decadent ruling class.
Adapted from a novel by Anna Laura Braghetti and Paolo Tavella, the film examines Moro's kidnapping by the Red Brigade radical sect. Set largely in a small apartment that becomes a makeshift jail for captive and captors alike, Moro's ordeal—which he endures with dignity, grace, and an almost beatific calm—is seen largely through the eyes of pretty young radical Maya Sansa. Throughout the film, Sansa spouts the proper revolutionary line, sometimes joylessly and unconvincingly, but her big, wildly expressive eyes betray a growing sympathy for and identification with Herlitzka.
Films about political zealots face a fair number of built-in hazards. How do you dramatize people who view humanity in terms of ideological abstractions related to vast, impersonal class struggles without reducing those characters to abstractions themselves? How do you address the issues and concerns of ideologues prone to reducing a complicated world to strident, didactic rhetoric without in turn becoming strident and didactic? Director and co-writer Marco Bellocchio answers those questions by telling the story in largely visual terms, through Sansa and Herlitzka's perspective as much as the film's dialogue. Yet the film probably would have been more poignant and resonant had Bellocchio found a way to further humanize Sansa's Red Brigade comrades, who often come across as little more than the sum of their rigid, unyielding political convictions. Nevertheless, Bellocchio's film, which enlivens the grim realities of months in a stuffy apartment with striking bursts of lyricism, is often a powerful cautionary tale about the dangers of becoming a slave to ideology.

una pagina del New York Times su Marco Bellocchio
con link ad altre pagine sulla sua filmografia si trova al seguente indirizzo:

http://movies2.nytimes.com/gst/movies/filmography.html?p_id=81299&inline=nyt-per
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articoli di mercoledì 9 e giovedì 10 novembre 2005

per leggere gli articoli clicca sui titoli


il manifesto 10.11.05
Ville lumiére
«C'è un muro tra Parigi e la banlieue»
Parla lo storico Jean Chesnaux: la rivolta delle periferie è il fallimento del modello francese di integrazione. Più che il '68 o Weimar, essa ricorda le sommosse dei neri negli Stati uniti
Anna Maria Merlo


il manifesto 10.11.05
Una rivolta figlia del liberismo economico
Agostino Petrillo


il manifesto 10.11.05
Cofferati, sgombero morbido contro il Prc
I container saranno pronti entro il 20 novembre. Rifondazione: «Trovare una soluzione per tutti»
Sara Menafra


Yahoo!salute 10.11.05
Questione di cervello se donne e uomini hanno diverso senso dell’umorismo
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


Ilgiornale.it 10.11.05
«Su Internet il boom della psicologia fai-da-te»Si moltiplicano i siti, l’allarme degli specialisti: «Sovente vengono chiesti soldi e in cambio si danno consigli da posta del cuore»


Staibene.it 10.11.05
Per superare lo stress ci vuole più… 'cervello'


lescienze.it 10.11.05
Gambe senza riposo e disturbi psichiatrici
C'è un legame fra la salute mentale e la RLS


Yahoo!salute 9.11.05
Malattie mentali: solo disturbi organici?
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


Yahoo!salute 8.11.05
Churchill, la depressione e il mare
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


Le Scienze 08.11.2005
Le scimmie e la matematica
Effettuando confronti numerici esibiscono una congruità semantica

Corriere della Sera, 10.11.05
“… che gli uomini non remino contro”
Verso l'elezione in Liberia della prima donna presidente dell'Africa
Weah sconfitto dal primo presidente donna
I risultati non sono ancora ufficiali, ma Ellen Johnson-Sirleaf sta superando di 13 punti l'ex stella del Milan


il manifesto 10.11.05
Scienza/ «La filosofia alla base del biotech è obsoleta»
Per Capanna (Cdg) il futuro geneticamente modificato ha presupposti ottocenteschi
Luca Fazio


con la collaborazione di Gianluca Cangemi

a proposito del partito democratico

il manifesto 9.11.05
L'impossibile partito democratico
Politicismo Nell'Unione convivono posizioni e culture troppo diverse per diventare «partito unico»
Michele Prospero

(...)
Dinanzi alla prospettiva di sciogliersi in una formazione con un asse spostato verso il centro e con un distinto tocco clericale, un partito serio si interrogherebbe a fondo. Nei Ds non accade quasi nulla. Un po' perché la prospettiva di cacciare Berlusconi paralizza ogni dibattito sull'identità. Ma soprattutto perché i Ds non sono più un partito di iscritti. I congressi, il poco di vita politica che ancora si svolge, è dominata dagli eletti. Chi controlla le fonti del finanziamento governa il partito e vince puntualmente i congressi ridotti a uno stanco rituale.

Gli eserciti di deputati, presidenti e assessori, consiglieri regionali, provinciali, comunali e di circoscrizione, sindaci, presidenti delle municipalizzate e enti pubblici, dirigenti di ospedali, collaboratori e membri di staff, professionisti che vivono con le parcelle degli enti costituiscono il nerbo di un partito cartello che non ha iscritti o militanti al di fuori dell'esercito di eletti che distribuiscono le risorse pubbliche. Sono loro che partecipano ai congressi, amministrano e tirano le fila delle candidature alle elezioni. Il simbolo di partito è solo un certificato di garanzia offerto agli elettori distratti ma ancora fedeli, la copertura per i movimenti talvolta cinici di persone che vivono di politica e che solo se qualcosa mette a repentaglio la lucrosa rielezione si mettono in allarme. Eppure un partito come i Ds che precipita per intero nel già affollatissimo mondo del moderatismo italiano sarebbe una sconfitta. La battaglia che la minoranza interna ai Ds sta conducendo per conservare un autonomo soggetto politico legato al lavoro riguarda il futuro di tutta la sinistra.

libero pensiero

Corriere della Sera 7.11.05
Coda da grande mostra per lo «Stato laico»
Successo imprevisto dell’incontro promosso dall’associazione "Giordano Bruno"
Edoardo Sassi


I primi a stupirsi di quella inaspettata folla sono stati gli stessi organizzatori. Mai si sarebbero immaginati quel «serpentone» di gente in piazza, tutti pazientemente in attesa sotto un acquazzone incessante, in una domenica pomeriggio segnata oltretutto dal blocco delle auto nel centro storico. Non c’era infatti nessuna grande mostra, ieri ai musei Capitolini in piazza del Campidoglio. Solo un convegno dal titolo «L’autonomia dello Stato laico: presupposti e garanzie», organizzato dall’Associazione nazionale del Libero Pensiero «Giordano Bruno» e ospitato nella Sala Pietro da Cortona: location in dissonanza, quante altre mai, con il tema dell’incontro, così cattolicamente contrassegnata dai busti di Benedetto XIV e Pio VII, dal quadro di Urbano VIII benedicente e da una miriade di ascensioni, martiri, miracoli e perdoni su tavola e su tela.
«Evidentemente c’è più bisogno di laicità di quanto non si creda», dice al microfono Maria Mantello, una delle relatrici del convegno («Proibizioni dell’anima o libertà di pensiero e di scelta?», il titolo del suo intervento), nonché presidente della sezione romana dell’associazione: «Saluto e mi scuso con le tante persone che non sono potute entrare e che, ci dicono, sono ancora in attesa sulla piazza».
Per la sala intitolata al pittore cortonese gli ingressi concessi erano infatti solo 120 e neanche uno di più: tanto che il passi per il convegno è presto diventato un agognatissimo premio alla pazienza. Per ogni persona che usciva, ce n’era infatti un’altra pronta ad entrare ancora alle 19, a convegno ormai quasi terminato (l’inizio, alle 16). Di sicuro i titoli delle relazioni in programma e l’impostazione dello stesso incontro (dotto, filosofico, comunque indirizzato a un target medo-alto») non lasciavano presupporre una folla almeno dieci volte superiore alle aspettative.
Così come non ci si aspettava quel pubblico tutt’altro che silente, anche se compostissimo: in luogo dell’abituale assenza di rumore che spesso caratterizza ogni tipo di assise culturali, ieri si è infatti assistito ad applausi continui che interrompevano i passaggi salienti delle varie relazioni. Tra le altre, «Dal potere elitario al potere di tutti. La lezione di Aldo Capitini», di Franco Ferrarotti; «Filosofia e spiritualità dello Stato Laico», di Luigi Lombardi Vallari; «I costi del concordato», di Federico Coen; «La via della ragione», di Roberto Vacca e «La laicità nella Costituzione Repubblicana», di Gianni Ferrara.
Le grida Bravooo e Bravaaa hanno così accompagnato i tanti riferimenti all’«indebita invasione delle gerarchie vaticane nella vita pubblica», ai «gendarmi dell’anima che dettano precetti», e a «quella laicità che siamo qui per difendere con fermezza».
Inevitabili inoltre, tra un dotto riferimento e l’altro, i richiami all’attualità, caratterizzata, secondo i relatori, da «un’ingerenza della Chiesa nella vita pubblica italiana destinata a durare». Si è parlato infatti anche della recente esenzione Ici per gli immobili del Vaticano destinati a uso commerciale, di diritti, sessualità, omosessualità, pillola del giorno dopo, divorzio e aborto. Ribadendo spesso che «ogni atto di fede è rispettabilissimo», ma che la laicità di uno Stato è altra cosa.
Obiettivi polemici sia a destra, sia a sinistra, sia in alto: Ruini e Ratzinger, tutto il governo attuale, ma anche «quei campioni di opportunismo come Amato e D’Alema, pronti a scandalizzarsi solo perché qualcuno ha osato mettere in discussione il Concordato».


Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno”
(aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs)

Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma -presidente: prof.ssa Maria Mantello
tel: 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino
Telefax: 0115212000 - e.mail: linc@marte.aerre.it
www.liberopensiero.20m.com

«… Li nostri divi asini privi del proprio sentimento et affetto, vengono ad intendere non altrimenti che come gli vien soffiato a l’orecchie dalle rivelazioni o de gli dei o de’ vicarij loro, e per conseguenza a governarsi non secondo altre leggi che de que’ medesimi».
Giordano Bruno, Cabala del Cavallo Pegaseo

le relazioni verranno pubblicate sulla rivistra trimestrale europea, LETTERA INTERNAZIONALE.
sul sito internet dell'Associazione verrà inserita quanto prima una sintesi

una segnalazione:

domenica 6 novembre, verso le dieci del mattino, su Canale 5,
nel corso della trasmissione "Superpartes"
è andata in onda un'intervista con l'on. Russo Spena del Prc
che commentava il successo di Fausto Bertinotti alle Primarie.

Intanto sullo schermo si è potuta vedere una sequenza con l'immagine di Massimo Fagioli che salutava sorridente mentre entrava nella libreria Amore e Psiche il 26 luglio 2005, il giorno cioé della presentazione del proprio programma per quelle consultazioni, fatta dal segretario di Rifondazione nella celebre libreria romana


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il .pdf della prima pagina dell'Unità del 18 ottobre 2005

con la bellissima pubblicità delle Nuove Edizioni Romane a colori

può essere visto e scaricato
collegandosi al seguente indirizzo:

http://www.unita.it/pdf/20051018.pdf
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martedì 8 novembre 2005

articoli di lunedì 7 e martedì 8 novembre 2500

per leggere gli articoli clicca sui titoli

Corriere della Sera 8.11.05
Un nuovo Concordato
Il 40% è favorevole

di Renato Mannheimer


Corriere della Sera 8.11.05
«Ho visto il fosforo bianco incenerire Falluja»
Michele Farina


Asca 7.11.05
Francia: la ribellione anticipata di una generazione sull'Italia
L'opinione di Massimo Cacciari


l'Unità 8.11.05
Il premier parla in tv: via libera ai prefetti
«No all’esercito, sì ai riservisti»
Il 71% dei francesi boccia il governo
g.m.


aprileonline.info 8.11.05
I dieci giorni che hanno sconvolto la Francia
La rivolta delle ''banlieues'' ha radici politiche, a cui si accompagnano voglia di comunicare e contagio imitativo. Tra gli obiettivi, le dimissioni del ministro dell'interno Sarkozy
di Rino Genovese e Federica Montevecchi, da Parigi


ilcassetto.it
Oltre le sbarre
Condannati…. all’altro mondo. Storie, persone e numeri dalle carceri italiane
di Pino Di Maula

quelli di Cassano...
Il Messaggero 7.11.05

Contro la depressione, corsi per i gruppi di “auto-aiuto”


Corriere della Sera, 7.11.05
Uno studio pubblicato su «Time»
Ambiziosi si nasce. Il successo è nei geni
La voglia di emergere dipende al 50% dai cromosomi.
Alessandra Farkas


ANSA, 7.11.05
Dalla nascita il bebé cattura i nostri sguardi


ANSA, 7.11.05
Cervello: un occhio della mente sede della coscienza visiva


Corriere della Sera 7.11.05
Era il suo maestro di grammatica e latino tra i 12 e i 14 anni
Machiavelli molestato da piccolo da un prete
L'ha scoperto lo storico americano William Connell in una lettera del 16 gennaio 1515
Alessandra Farkas


una segnalazione di Roberto Martina
Repubblica 5.11.05
Su "Science" le ultime scoperte sulla mente. Fino alla pubertà le aree che governano il lunguaggio sono duttili e l'apprendimento più facile
Parlare? Un istinto già nei neonati
"Nel cervello umano una predisposizione innata alla grammatica"
Elena Dusi


una segnalazione di Franco Pantalei
Repubblica 3.11.05
Psicoweb
Uso inadeguato della Rete da parte degli psicologi: immagine distorta. Ricerca dell'Ordine del Lazio
di Giovanna Filosa

con la collaborazione di Gianluca Gangemi

Marco Bellocchio

Il Gazzettino 8.11.05
France-Cinéma premia Loret e Piovani


Firenze. La giuria italiana, presieduta da Marco Bellocchio, ha attribuito il gran premio France-Cinéma 2005 a "L'équipier" (Il sostituto) di Philippe Lioret, solido dramma passionale bretone, musica di Nicola Piovani. Premi speciali della giuria a "Tutti i battiti del mio cuore (De mon battre mon cur s'est arrête)" di Jacques Audiard e "Avanim (Pietre)" dell'israeliano Raphael Nadjari (coraggiosa denuncia del fanatismo religioso). Migliori interpreti: Vincent Lindon e Emmanuelle Devos, protagonisti di La moustache di Emmanuel Carrère, e il giovanissimo Adrien Jolivet, protagonista di una storia di periferia parigina Zim & Co di Pierre Jolivet, di questi giorni particolarmente attuale. Il premio del XX anniversario del festival fiorentino è stato attribuito a Alain Cavalier "per l'originalità e il rigore della sua scrittura artistica". Il premio TV5 del pubblico è andato a "Tutti i battiti del mio cuore".

"Buongiorno, notte" uscirà venerdì 11 a New York

Good Morning, Night

Release Date: 11/11/05 (Future Release)
Starring: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Paolo Briguglia, Pier Giorgio Bellocchio
Director: Marco Bellocchio
Rating: (NR)

Genre: Drama
Running Time: 106 min
Distributor: Wellspring Media

NEW YORK VIEW
Italian auteur Marco Bellocchio’s drama revisits the real-life 1978 kidnapping and murder of Italy’s prime minister, Aldo Moro, as seen through the eyes of those most personally affected.

CINEMASOURCE SYNOPSIS
The kidnapping and killing of Aldo Moro, Italy's former prime minister and head of the Christian Democrat party, was a cataclysmic event no Italian can forget. Moro was taken hostage by Red Brigade members in March 1978 and almost two months elapsed while negotiations were pursued in vain. His bullet-riddled body was found on May 9th after a phone call alerted the authorities. In the wake of this shocking crime, Italy teetered on the edge of political chaos.

per vedere il video dell'inchiesta di Rai News 24 sulla strage Usa di Falluja si può cliccare sul seguente link:


http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video/fallujah_ITA.wmv

(ricevuto da Marco Pettini)