mercoledì 16 novembre 2005

ricevuto da Gabriella Cetroni

il manifesto
Ordine sulla DiverCité
Di notte a Lione, fra i fratelli minori e i figli della rivolta dei banlieusard del 1982
Viaggio nelle banlieues Hanno meno di 25 anni e i documenti in regola, vanno a scuola o lavorano, qualcuno milita nel sindacato. Ma ce l'hanno con la Francia. Che li ripaga con il «prison ferme». In fiamme gli animi e le auto nella periferia di Venissieux

di Alessandro Mantovani

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articoli di mercoledì 16 novembre 2005

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un nuovo libro di Fausto Bertinotti
il manifesto 16.11.05
All'orizzonte della sinistra una sfida chiamata Europa
In libreria per Ponte alle grazie esce un libro di Fausto Bertinotti e Alfonso Gianni titolato «L'Europa delle passioni forti»
Valentino Parlato


Francia /1
il manifesto 16.11.05
Come sempre
Rossana Rossanda


Francia /2
il manifesto 16.11.05
Conflitti globali
La feccia svela gli abiti nuovi della République
Notti di fuoco
Yann Moulier Boutang


aborto
il manifesto 16.11.05

Scontro sulla Ru486
La Cei: «E' sempre un omicidio» Sinistre contro Storace, la Margherita difende Ruini


cambiamento in Cina?
Corriere della Sera 16.11.05

Morì nell’89: un infarto durante una riunione molto tesa dell’ufficio politico. Per lui gli studenti scesero in piazza
Pechino riabilita il leader che ispirò Tienanmen
In coincidenza con la visita di Bush, cerimonia per il riformista Hu Yaobang
Fabio Cavalera


Sabina Guzzanti
l'Unità 16.11.05
Da «Viva Zapatero» a «Rockpolitik». Ecco il racconto su come la Rai le abbia impedito di parlare di Andreotti. E i suoi dubbi su una parte della sinistra
Sabina: sono una rompiballe
e adesso vi spiego perché
di Toni Jop


Lella Costa
l'Unità 16.11.05
L’attrice è presidentessa del primo consultorio laico di Milano
«Chiesa e ministri alleati in una campagna d’odio misogino contro di noi»
di Massimo Solani


la minoranza ds contro Ruini
l'Unità 16.11.05

Fabio Mussi
Vicepresidente della Camera e dirigente Ds
«Così “invade” la politica. Ma l’Unione dica subito che non toccherà la 194»
di Wanda Marra


quinta colonna vaticana: per la direzione ds, la pia Livia...
Corriere della Sera 16.11.05

«La Chiesa ha il pieno diritto di parlare
Basta scontri o perdiamo i voti cattolici»
intervista a Livia Turco di Paolo Conti


fosforo bianco
Articolo21.info 16.11.05
''L'abbiamo utilizzato come arma incendiaria contro combattenti nemici''


contro il concordato
Associazione "Giordano Bruno" 16.11.05
Il Concordato non è un tabù
Maria Mantello
(presidente della sezione romana dell'Associaziane Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno)

martedì 15 novembre 2005

non oggi, ma uno dei prossimi giorni...

sta per uscire

su "Liberazione"


un nuovo articolo di Giulia Ingrao!

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2005

LO SPECIALE SU MASSIMO FAGIOLI

DI GIGI MARZULLO

È ANDATO IN ONDA SU RAI UNO
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articoli di martedì 15 novembre 2005

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Corriere della Sera, 15.11.05
Il presidente della Cei all'Assemblea dei vescovi ad Assisi
«La Ru-486 sopprime vita umana innocente»
Ruini a tutto campo. Sulla manovra: non deve danneggiare i poveri. Sull'intervento del Papa: la Chiesa non viola la laicità dello Stato


Corriere della Sera, 15.11.05
Il ricorso a tecniche meno rischiose previsto dalla 194
Intervista a emma Bonino: il dibattito sulla Ru «E’ illegale»
Alessandra Arachi


La Repubblica, 15.11.05
Scoperta da Ciampi e Casini a tre anni dalla visita del Pontefice in Parlamento. E scoppia la polemica
"Perché alla Camera la targa di Wojtyla?"
di Filippo Ceccarelli


Corriere della Sera 15.11.05
La Chiesa e la proposta di revisione dei Patti Lateranensi
«Sul Concordato la discussione è chiusa»
Lo dice il segretario generale Betori. E Ruini: «Le pallottole di carta non fanno male, ma la pressione sui cristiani è alta»


La Stampa 15.11.05
Il Papa: non chiediamo privilegi
di Gian Enrico Rusconi


Corriere della Sera 15.11.05
L'annuncio del governo: «Vi parteciperanno anche le autorità»
Decisione storica, la Cina riabilita Yaobang
A metà novembre la commemorazione ufficiale del leader deposto, la cui morte nel 1989 scatenò la protesta di piazza Tienanmen


Corriere della Sera 15.11.05
Brescia, inchiesta su una comunità protetta degli «Spedali civili» con una ventina di persone

«Violenze sessuali su malati di mente»
L’accusa: abusi e incuria. Arrestati un medico e 5 infermieri e assistenti
Nunzia Vallini


Apcom 15.11.05
RU486
De Simone (Prc): Ruini capo partito
Barricate per la 194
"Controllare ospedali: troppi obiettori coscienza anti-aborto"


clicmedicina.it
Depressione: teenager più a rischio per 'colpa' di genitori e coetanei


ANSA 15.11.05
Bertinotti: Non aspettiamo giudizio Corte Costituzionale


Apcom 15.11.05
Iraq
Bertinotti: Fassino? Il ritiro non è in discussione
"Non c'è ragione per riconsiderare un punto fermo del popolo della sinistra"


Le Scienze, 13.11.05
Donne, guida e ormoni
Le donne spostano con più facilità la propria attenzione da uno stimolo a un altro

lunedì 14 novembre 2005

una lettera pubblicata sul sito di "Liberazione"

scusandosi per il ritardo...

Liberazione 28.10.05

http://www.liberazione.it/lettere.asp?from=46
28/10/2005

La speranza che ci accomuna e ci coinvolge


Ogni giovedì alle 17.30 mi ritrovo a girare per le strade di Trastevere, a caccia di un perimetro azzurro sulle cui sponde abbandonerò la mia automobile. Oggi è il 6 ottobre. Porto con me Liberazione. Ho già letto l'articolo di Giulia Ingrao. Ma spero di avere ancora qualche minuto per scorrerlo ancora, seduta su una panchina, non di un parco di Roma, ma di via Roma Libera 23, alla seduta di Analisi Collettiva del nostro psichiatra Massimo Fagioli. Via Roma Libera. E’ un bel nome. Contiene una parola che di questi tempi pare evocare un'utopia. Eppure qui, la parola Libertà ritrova tutto il suo senso, la sua importanza, la sua pretesa di essere pronunciata Qui la parola ha un suo volto, perché pensabile e concreta. Ha il significato di svincolare il pensiero da fedi, sovrastrutture, ideologie. Libertà di ricerca, libertà per ciascuno di trovare la cura e andare oltre ancora. Libertà costantemente coniugata a una prassi rigorosa in cui ogni volta la teoria della nascita trova la sua immediata espressione.
Giulia Ingrao parla di speranza. Quella che ci accomuna. Forse coinvolge anche chi pare averci rinunciato. La speranza è di trovare un’altra Roma Libera. E’ la nostra città, ma ora i suoi confini si allargano e mi piacerebbe pensare che quell’aggettivo, come un fiume in piena, possa cominciare a scorrere ovunque e inondare la mia città, il mio paese, il mio mondo.
Libertà da un pensiero millenario basato sull’assioma del male congenito all’uomo. Ma perché dovrei insegnare questo a mio figlio? Datemene un solo motivo.
Libertà dal giogo di un pensiero religioso onnipotente che ipnotizza e paralizza qualunque possibilità di nuovo, di ricerca, di poesia.
Libertà di ritrovare un’identità perduta negata avvilita.
Libertà di riscoprire la fantasia, di dimostrare che una ‘società di atei virtuosi’ può esistere. Anche se a ‘virtuosi’ preferirei sostituire ‘onesti’. Libertà di rifiutare la sottomissione al pensiero religioso che vorrebbe pervadere tutta la nostra esistenza, di rifiutare il mostruoso sodalizio potere-religione che spinge anche i più insospettati a indossare la maschera di un credo falso e violento.
Mi piacerebbe accendere la radio domani mattina e ascoltare la voce della sinistra, anche di un solo politico coraggioso (perché è vero che ci vorrebbe coraggio!) che denunci la truffa storica di una Chiesa tragicamente colpevole di interi genocidi e che ancora oggi persegue le medesime disumane strategie di morte. Cos’altro è, infatti, l’impedire l’uso del preservativo nei cristianizzati paesi del terzo mondo? Non ce la faccio più. La nostra speranza è anche questo giornale. Che non rinunci a portare avanti un filo di pensiero che possa riumanizzare una politica fredda e distante, unicamente impegnata a fare conti. Che possa smascherare i volti grotteschi e crudeli di chi ci propone furbescamente una cultura di morte e indifferenza.
***
Oggi è il 27 ottobre. Riprendo i pensieri a distanza di tre settimane.
Tre settimane fa, Giulia Ingrao “parla di speranza” sul vostro giornale. E io pensavo a “un fiume in piena…”.
Leggo l'articolo di Eugenio Scalfari, Repubblica, 23 ottobre.
Mi domando come possa un giornale permettere dichiarazioni delinquenziali e deliranti di questa portata. Un quotidiano che invade ogni giorno l'Italia dalla Sicilia alla Val d‘Aosta. Che circola nei bus, nei luoghi di lavoro, perfino nelle scuole come copia omaggio. Omaggio? Ma quale regalo! Questi chiedono un prezzo molto caro: la sanità della gente. E si, perché se uno ha già le idee poco chiare, con dichiarazioni di quella violenza, rischia di ammalarsi. Cito: “…Ma la bontà dei bambini non esiste. La predominante necessità d'ogni bambino è quella di conquistare il suo territorio, attirare su di sé l'attenzione di tutti, vincere tutte le gare, appropriarsi di tutto ciò che desidera. Togliendolo agli altri. Vincendo sugli altri. Sottomettendo gli altri.
Questo è l'istinto primordiale, innato, esclusivo. E spetta a chi li educa insegnare a contenere l'istinto primordiale…”. Penso non ci sia bisogno di altri commenti.
E riprendo i pensieri a distanza di tre settimane: “la nostra speranza è anche questo giornale, che possa smascherare i volti grotteschi e crudeli di chi ci propone furbescamente una cultura di morte e indifferenza …”. Lea Melandri appunto, intende, come Scalfari, annichilire, uccidere le speranze della gente (vedi
Liberazione del 22 ottobre). O meglio, ci prova.
Di smascheramento in fondo non c’è bisogno. I volti grotteschi e crudeli mostrano spudoratamente da sé la loro tragedia. A noi non resta che denunciare il vuoto che li anima.
Paola Botta da Roma
martina.minei@alice.it oppure p.botta@sf.it

articoli da "Liberazione" di domenica 13 novembre 2005

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Liberazione 13.11.05
Difendiamo il patriarcato per un solo motivo: paura
Il dibattito sulla violenza dei maschi
Franco Giordano


Liberazione 13.11.05
«La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si
di Rina Gagliardi

Liberazione 13.11.05
Psichiatria, una vera questione sociale
Quando ci sono povertà o guerre non vi può essere salute mentale né possibilità di accesso ai diritti
Rocco Canosa* ed Emilio Lupo*

articoli di lunedì 14 novembre 2005

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Corriere della Sera 14.11.05
Pacifisti anti-Usa in piazza
«Liberazione» incalza l’Ulivo
Sit-in a Roma e Milano sui fatti di Falluja: voi ci sarete?
Sdi e Ds: causa giusta ma dovevate marciare per Israele

Roberto Zuccolini


Apcom 14.11.05
Iraq/ Bertinotti: : caro Prodi, basta con i giochi di parole
Ritiro indiscutibile, la scelta è fatta: è un punto costitutivo dell'Unione


Corriere della Sera 14.11.05
Banlieue: gli incendiari che odiano se stessi
Nell’esplosione di violenza delle banlieues molti analisti hanno letto il fallimento del modello d’integrazione francese. Per il filosofo André Glucksmann, invece, l’ira dei giovani delle periferie è l’indice di un’integrazione perfettamente compiuta: gli incendiari sono integrati, ma in un Paese violento, attraversato da venti d’odio e dominato dalla logica dei rapporti di forza
André Glucksmann


Corriere della Sera 14.11.05
L’apertura dei consultori al Movimento per la vita.
Volontari anti aborto: Consultori, sinistra e laici contro il piano Storace
«No ai volontari antiaborto». Sostegno dal mondo cattolico. Ru486, via libera anche in Liguria
Marco Gasperetti


Corriere della Sera 14.11.05
Afghanistan
«Versi d’amore, un disonore» La poetessa uccisa dal marito
C. Zec.

Corriere della Sera 14.11.05
Lo psicologo
«Blair ha fame di potere dopo un’infanzia difficile»
Paola De Carolis


Corriere della Sera 14.11.05
Gli storici Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello analizzano il lato borghese dei contestatori
Sessantotto, i conservatori con l’eskimo
«Un movimento figlio dei partiti che non seppe andare oltre l’utopia»


Corriere della Sera 14.11.05
Jean-Pierre Vernant


Yahoo! Salute 14.11.05
Generazione confusione: così i bambini sulla stampa
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


l'Unità 14.11.05
Diritti negati
Quando raccontare bugie è una patologia (capito, Silvio?)
Luigi Cancrini

l'Unità 14.11.05
Montagna: scalate per superare problemi psichici
La psicoterapia si fa in cordata
di Francesca Sancin

domenica 13 novembre 2005

DALLA LIBRERIA AMORE E PSICHE

è in vendita in libreria
il primo dvd:
Analisi collettiva
Incontri


Libreria Amore e Psiche
via s. caterina da siena, 61 roma
info:06/6783908 amorepsiche2003@libero.it
i nostri orari: lunedi 15-20
dal martedi alla domenica 10-20
http://www.amorepsichelibreria.splinder.com/

IL DVD È DISPONIBILE
ANCHE A FIRENZE
DA STRATAGEMMA

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articoli del 13.11.05

per leggere gli articoli clicca sui titoli

Repubblica 13.11.05
Fausto Bertinotti: "Tremonti e Follini puntano alle larghe intese per indebolire Prodi e l'Unione"
"Il centrodestra non troverà sponde anche Rutelli dirà no alla palude"
Fassino e l'Iraq. Fassino ha sbagliato. Il ritiro è scritto nel programma delle primarie. Ha creato inutilmente confusione
Prodi capolista. Ovunque o in una circoscrizione per me non fa differenza. Il suo vero ruolo sta nella capacità di sintesi
di Umberto Rosso


Corriere della Sera 13.11.05
Ru 486 in Toscana
Decine di richieste a Pontedera
«Tutto legale, non ci fermiamo»
Giuliano Gallo


il gazzettino 13.11.05
Una rassegna su «Cent’anni di immagini del dolore» si apre oggi a Reggio Emilia e a Correggio proponendo un percorso espositivo diviso in quattro sezioni
«Il volto della follia»: ambienti e vita negli ospedali psichiatrici in 500 fotografie


Repubblica 12.11.05
Se lo scettico affronta la fede
di Umberto Galimberti


due segnalazioni di Claudia Calesini:

Repubblica 11.11.05
Psicologi junghiani a congresso a Milano
Noi contemporanei e il nostro nuovo inconscio tecnologico
L'uomo muta per evitare di sentirsi inadeguato e crea altre gravi frustrazioni
di Umberto Galimberti


Repubblica 11.11.05
Ecco cosa ci fa simili agli uccelli
la scienza e l'ambiente
Quanto contano i fattori esterni nella crescita degli uomini Parla il fisiologo Jared Diamond
"I volatili sono gli animali meglio comprensibili: hanno i nostri stessi sensi"
Lo scienziato ha scritto "Armi, acciaio e malattie" e, ora, "Collasso"
"È soltanto un caso che le tre grandi religioni monoteiste siano nate nel deserto?"


una segnalazione di Pino Di Maula
donnealtri.it
Ti picchio così ti cancello

Corriere della Sera 13.11.05
Foscolo, sovversivo e passionale
fu il prototipo dell’uomo moderno
Alberto Bevilacqua


su "Liberazione" di oggi, domenica 13.11.05
la discussione continua...

Liberazione 13.11.05
prima pagina:

«Il dibattito sulla violenza dei maschi

Difendiamo il patriarcato per un solo motivo: paura»
di Franco Giordano

e, a pag. 7, un intervento "a quattro mani" di Rocco Canosa ed Emilio Lupo, che si qualificano Presidente e Segretario di Psichiatria Democratica (... uno scrive e l'altro controlla l'ortografia?):
«Psichiatria, una vera questione sociale
Quando ci sono povertà o guerre non vi può essere salute mentale né possibilità di accesso ai diritti»

(gli articolo saranno pubblicati su questo blog appena disponibili in rete)

articoli di sabato 12 novembre 2005

Liberazione, 12.11.05
Non parlateci di politica o sociologia: parlateci di voi
I maschi di fronte alla loro violenza
Angela Azzaro


Liberazione, 12.11.05
Così l'Occidente scivola nel nuovo autoritarismo
Parigi, Bologna, guerra, lotta al terrorismo
Alberto Burgio


Liberazione, 12.11.05
Ma l'illuminismo è morto?


Illuministi e Preti
Corriere della Sera 12.11.05
Un testo per la scuola
Da Magris a Eco, appello per la Bibbia


"postdemocristiani"
Corriere della Sera 12.11.05

Dopo l'intervista al Corriere sulle larghe intese
E D'Alema apre a Follini: «Vieni con noi»
Il presidente Ds elogia l'ex segretario Udc: «Uno dei pochi politici ragionevoli». «La grande coalizione? Solo con lui»


"maestri"
Corriere della Sera 12.11.05

Asor Rosa, il Maschio
con la Corazza
di Isabella Bossi Fedrigotti


APCOM 12.11.05
Iraq/ Bertinotti: il Prc aderisce ai sit-in alle sedi diplomatiche Usa
"Il governo chieda conto bombe al fosforo. Serve il ritiro immediato"


Corriere della Sera 12.11.05
Presidente Fausto alla Camera, la corsa di Bertinotti
Il precedente dell’estate del ’76 quando fu eletto il «comunista dissidente» Ingrao

Francesco Verderami


Corriere della Sera 12.11.05
«Liberazione» lancia una manifestazione lunedì a Roma dopo il video Rai che denuncia l’impiego di armi proibite. Adesioni da aree diverse, dai francescani ai Cobas
«Fosforo su Falluja»: scontro tra sinistra e Usa
In piazza «contro la guerra chimica». L’ambasciata: «Accuse sbagliate»
Maurizio Caprara


Corriere della Sera 12.11.05
Un'altra storia
Libertà, uguaglianza, fratellanza senza ghigliottina
Eliminare il Terrore giacobino? Le rivoluzioni vogliono i Robespierre
La sorella: «Ma Maximilien era contro il patibolo»
di Sergio Luzzato


La Provincia 12.11.05
La mente nazista
Il test che scrutò i gerarchi di Hitler Un libro rilegge i «protocolli Rorschach» applicati durante il processo di Norimberga - L'esempio di Joachim von Ribbentrop, «la nullità superiore»


Corriere della Sera 12.11.05
Veltroni intitolerà una strada della Capitale a Renzo De Felice
Un’iniziativa ammiccante Troppa enfasi dal sindaco»
Luciano Canfora risponde a Dino Messina


La Stampa 12 Novembre 2005
Toni Negri:
«Ecco, finalmente la Rivolta
Ma per la Rivoluzione c’è tempo»
Jacopo Iacoboni


Corriere della Sera 12.11.05
Dieci interruzioni di gravidanza nell’ospedale di Pontedera dopo l’ok della Regione
Pillola abortiva, sfida della Toscana
Via libera senza sperimentazione. Storace: una corsa barbara, verificherò
Marco Gasperetti


dimmi con chi vai...
il manifesto 12.11.05
Per Jacques Derrida. Amicizia e ospitalità


Le Scienze 11.11.2005
Depressione e serotonina
Le pubblicità dei farmaci SSRI sarebbero ingannevoli
Corriere della Sera 13.11.05
ALEXANDERPLATZ
«Love songs» per Marilena Paradisi e Renato Sellani

«I love duet» è il titolo della rassegna di e con Marilena Paradisi che presenta «grande musica in duo con grandi musicisti». «Love songs» è il titolo dell’appuntamento di questa sera all’Alexanderplatz (ore 22, via Ostia 9, tel. 06.39751877). Sul palco con la cantante ci sarà il pianista Renato Sellani. Due interpreti si incontrano per dare vita ad un progetto artistico dove la musica e la parola si fondono per raccontare storie d’amore, di vita e poesie. La Paradisi è fra le poche cantanti italiane recensite sulla prestigiosa rivista americana «Jazztimes». La sua voce flessuosa è capace di una vocalità complessa, densa, ricca di sfumature, espressività e lirismo. Sellani è tra i più famosi pianisti del jazz italiano, famoso per la sua sensibilità ed espressività. Ha accompagnato artisti come Lee Konitz, Chet Backer, Billie Holiday, Helen Merril. Il secondo appuntamento con «I love duet» è previsto per il 18 dicembre. «Intimate Conversation», il titolo della serata. Con Marilena Paradisi si esibirà il contrabbassista Pietro Leveratto.

sabato 12 novembre 2005

«grande è la confusione sotto il cielo»

aprileonline 12.11.05
LETTERE AL DIRETTORE
Cari Mussi e Salvi, ma la sinistra Ds riusciamo a riunirla, sì o no?
di Alessandro Cerminara

Cari Compagni Mussi e Salvi,
sono un compagno della Sinistra DS (ho votato la moz. Mussi all'ultimo congresso, rammaricandomi delle divisioni nella minoranza del Partito), preoccupato per le prospettive che si sono aperte per il Partito dopo le primarie. Romano Prodi (che io ho votato) ha usato in maniera scorretta i voti ricevuti per rilanciare qualcosa che non era all'ordine del giorno in queste votazioni. Rutelli ne ha approfittato per porre la cosa come piaceva a lui, e i compagni della maggioranza del Partito, dopo qualche esitazione, si sono accodati.
In tutto questo ho apprezzato come la Sinistra DS si sia schierata compattamente contro queste prospettive. Purtroppo però non mi faccio illusioni: non abbiamo i numeri per fermare questo progetto scellerato. L'ultimo congresso ci ha "schiantati" al 20% in totale (contando anche la moz. Bandoli)e difficilmente riusciremo a recuperare tanto da chiudere queste fosche prospettive.
Ciò non significa che non bisogna lottare. Combatterò con tutto me stesso. Ma realisticamente credo che non potremo andare oltre un allargamento del fronte del "NO".
E poi?
Poi che faremo? Entrata nel Partito Democratico? Nuovo Partito? Confluenza nello SDI? Confluenza in Prc?
(...)


P.S.: Ma sta Sinistra DS riusciamo a riunirla, si o no?
Per inviare le vostre lettere (siate brevi, per favore): lettere@aprileonline.info

dalla Costituzione della Repubblica Popolare di Cina:

Art. 36 - Citizens of the People's Republic of China enjoy freedom of religious belief. No state organ, public organization or individual may compel citizens to believe in, or not to believe in, any religion; nor may they discriminate against citizens who believe in, or do not believe in, any religion. The state protects normal religious activities. No one may make use of religion to engage in activities that disrupt public order, impair the health of citizens or interfere with the educational system of the state. Religious bodies and religious affairs are not subject to any foreign domination.

Art. 36 - I cittadini della Repubblica Popolare Cinese godono della libertà di credo religioso. Nessun organo dello stato, pubblica organizzazione o individuo può obbligare i cittadini a credere in, oppure a non credere in, qualsiasi religione; né possono questi [soggetti] discriminare i cittadini che credono in, o non credono in qualsiasi religione. Lo stato protegge le normali attività religiose. Nessuno può fare uso della religione per entrare in attività che distruggono l'ordine pubblico, danneggiano la salute dei cittadini o interferiscono con il sistema educativo dello stato. Gli enti religiosi e gli affari religiosi non sono soggetti ad alcuna dominazione straniera.

giovedì 10 novembre 2005

citati ai seminari

* Il programma del Convegno su Vico e l'Oriente citato lunedì al seminario è visibile sul sito www.ispf.cnr.it

*
L'articolo di Rina Gagliardi su "Liberazione" (inserto della domenica) del 6 novembre 2005:
"La lunga marcia del Partito comunista italiano: il passaggio al Pds prima e ai Democratici di sinistra poi. Ora l'approdo al "listone" con la Margherita, dal segno indubitabilmente centrista
Da postcomunisti a postdemocristiani"

* Le pagine di "Liberazione" di vari autori (pagg. 1, 2 e 3) della stessa data dal titolo:
"Una riflessione a più voci
Maschi perché uccidete le donne?"

* L'articolo da "Repubblica" del 6.11.05 dal titolo:
Nei codici lo "status di uomini" che i missionari ridiedero ai vinti"
di Guido Rampoldi


i link per leggere ciascuno di questi articoli sono disponibili su "segnalazioni" più sotto, alla data del 6.11.05
______________________

«la grandezza di "Buongiorno, notte"»
il "New York Press" sul film che esce domani a New York

NEW YORK PRESS November 9-15
http://www.nypress.com/18/45/film/ArmondWhite.cfm
SINISTER ACCOUNTABILITY
The treachery of the Red Brigades
By Armond White

GOOD MORNING, NIGHT
Directed by Marco Bellocchio

You Might guess that a great director is behind
Good Morning, Night from the opening scene, when a young Italian couple who look like newlyweds are split off from each other. They're in the same frame—but in different rooms—as a real estate agent guides them through the layout of a rental apartment in Rome. Director Marco Bellocchio elegantly shows that something is off; through that bifurcation the simple scene is dynamized visually, emotionally. When lateral blinds are raised and sunlight bursts into the rooms, every second introduces a battle between light and dark, openness and deception. It's highly stylish but style has meaning in this movie because for Bellocchio, filmmaking is about dazzling the senses, vivifying the intellect.

But it's a later scene that confirms
Good Morning, Night's greatness: As that couple sets up house with a group of comrades, their ruse of domesticity gets tested when the woman, Chiara (Maya Sansa), answers her doorbell and has a neighbor's baby shoved at her. Although she's some kind of outlaw (soon to be revealed as a member of a radical political sect with nefarious plans), that's providence that is placed in her arms. Bellocchio's superb visual jest teases the future of Italy and of political activism even as it arouses Chiara's filial compassion, the part of her humanity (and her untested maternity) that she had put aside for the cause.

All that, in one image, is great filmmaking.

If the name Marco Bellocchio is not as familiar as Bernardo Bertolucci, know that they are peers. Two superb politically grounded, visually attuned filmmakers from the '60s who have not lost the art & politics enthusiasms of their youth.
Good Morning, Night recalls Bertolucci's The Dreamers as a look back at pivotal moments in the filmmaker's political romance, but this movie has a tougher subject than The Dreamers' movie-soaked memory of Paris in May '68. Good Morning, Night re-creates the souring of such activism. Bellocchio dramatizes how in 1978 Italy's Red Brigade kidnapped and assassinated the prime minister Aldo Moro, head of the Christian Democrat party.

Whether or not you are aware of that history, Bellocchio makes the story vital. Uninterested in creating "suspense," Bellocchio takes advantage of already-determined history to look deeper. He can't change Moro's death or the Red Brigade's treachery, but he helpfully dissects the agonized thinking that went on in those moments: the way Italy's government establishment inadvertently betrayed Moro, how even the Vatican pleaded for Moro's release, challenging the country's political compulsions. It is through this probing of an era—a culture—that Bellocchio touches on the complicated and contradictory ambitions of a nation in turmoil.

The apartment where the Red Brigade keeps Moro hostage (while life goes on outdoors) allows Bellocchio to pursue this political story as an intimate, domestic one. The close-quarters metaphor puts the tragedy into the home, creating an aura of perverse personal involvement and sinister accountability. It's a grave spinoff from Godard's
La Chinoise about French Maoists practicing radicalism in a cell. Through Chiara, a naïve zealot, Bellocchio seeks to understand how the Italian soul countenanced the Red Brigade's terrorist insanity and self-justification. (There's uneasy respite when Chiara attends a family's reunion, which turns into a memorial for those WWII partisans who died as part of the Resistance. Meanwhile, her confreres wait anxiously for the people's support.) Chiara's personal conflict takes the movie beyond a dry, factual procedural; it becomes a wondrous and unsettling exploration of an ideologue's contradictions and misgivings.

Bellocchio always showed a nearly clinical interest in his characters' mental conflicts and political delusions. His '60s art-house hits
Fists in the Pocket and China is Near were practically psychoanalytical —and political— screwball comedies. The 1973 Nel Nome del Padre was the type of hallucinatory Catholic-Socialist epic we've given up hoping Scorsese would create. Now, Bellocchio's familiarity with neurosis as the source of family and public turmoil cuts to the quick of the terrorist phenomenon. (He might have turned the very good Paradise Now into a masterwork.) The only director with as sharp an eye for personality quirk is Mike Leigh, but Bellocchio incorporates neurotic types more casually. He makes no spectacle of psychosis; it's a natural part of his flow. At times, Chiara and her four male comrades are like vengeful siblings punishing their father through the ultimate act of rebellion.

Deep inside this dysfunction, Bellocchio and cinematographer Pasquale Mari treat the kidnapping as a literal obscenity. The apartment with the cubbyhole where Moro is imprisoned is kept dark. As the terrorists spy on Moro, who is forced to write letters to his family and colleagues, a variety of iris-like apertures give a voyeuristic peephole effect that is embarrassingly intimate. Bellocchio refuses obvious rack-focus for in-an-out transitions and movements; he masterfully forces us to shift perspective on our own—always analyzing the Red Brigade's offense.

It's when Bellocchio attends to Chiara's dreams that
Good Morning, Night becomes most extraordinary. She has faded black-an-white visions of Russia's winter revolution (Lenin, Stalin). These include a remarkable documentary montage of actual political assassinations (ingeniously scored to The Dark Side of the Moon), reminding Chiara of the grim history she's about to join. Her only release from this political trap are these beautiful/horrifying dreams. Her male comrades play lethal real-life politics while she ponders the consequences. She secretly fantasizes conversing with Moro (played by Roberto Herllitzka) when the men sleep, as if making rapprochement with her father's underground legacy. The mix of news footage, dream and stylized drama is implicative and historical, amounting to a personally felt elegy. Good Morning, Night is full of simultaneous yearning and regret. (It is the much needed antidote to George Clooney's cheap shuffling of TV clips and propagandistic myth in the snide and annoyingly titled Good Night, and Good Luck.)

By all rights, this is Bellocchio's year — the return of a great artist to American film consciousness. His style has become lucid and serene, while Bertolucci's remains heady and voluptuous. Bellocchio's
My Mother's Smile, released last spring, was a comedy about religious doubt; in Good Morning, Night he depicts political disillusionment as the sorrowful awareness of doing wrong. Both films are visually alluring and morally sophisticated—reminders of how exciting real political filmmaking can be.

ancora sull'uscita di "Buongiorno, notte" a New York

The Village Voice - New York
http://www.villagevoice.com/film/0545,hoberman,69787,20.html
Good Night, and Bad Luck: A Political Thriller With a Spiritual Side
Good Morning, Night
by J. Hoberman
November 8th, 2005 1:35 PM
Good Morning, Night
Written and directed by Marco Bellocchio
Wellspring, opens November 11, Cinema Village
One of the last instances of New Left terror occurred in 1978 when Red Brigade extremists abducted Italian politician Aldo Moro. A five-time prime minister expected to become his country's next president, Moro was held captive for two months, tried by a "people's court," and executed. Marco Bellocchio's Good Morning, Night
Good Morning, Night, shown here at the 2003 New York Film Festival, begins with a young couple renting a flat; it becomes apparent, over the course of their enigmatic preparations, that they're not married and are preparing the apartment for something other than family life. One morning, Chiara (Maya Sansa) hears helicopters overhead; she flips on the TV and levitates with excitement to learn Moro has been kidnapped. Bellocchio doesn't stage the abduction (although he makes sure it's noted that five people were killed). In a scene typical of the movie's understated magic realism, he has a frantic neighbor hand her baby to Chiara at precisely the wrong moment—the cooing infant precariously parked on the living-room couch as Chiara's three male comrades rush in and maneuver a crate containing Moro into the safe room.
A childlike creature who wears outsize sweaters and is captivated more by fireworks than ideology, Chiara provides the front of respectability for her cell. The others are shown as mad cult members who mutter the mantra "The working class must rule," when not donning ski masks to interrogate their prisoner or demand he write another letter to the pope. (They are amazed their actions do not precipitate a fascist coup, to be followed by Communist revolution. In fact, Moro's kidnapping only helped legitimize the Christian Democratic government, which, in effect, sacrificed its leader by refusing to negotiate with
Because Chiara is the only cell member with an outside existence—that is, a job—she functions as a messenger between the worlds. She barely speaks to Moro, but events are filtered through her consciousness. As the captive—played with poignant fatherly dignity by Roberto Herlitzka—comes to figure in Chiara's dreams, so she becomes a character in the scenario that an innocent workplace colleague is writing about the kidnapping. (Its title is Good Morning, Night.) He's appointed himself Chiara's good angel—accompanying her to a family wedding replete with lengthy Communist hymns—until he's arrested, most likely for spray-painting a Red Brigade graffito in the workplace elevator.
Bellocchio presupposes a certain familiarity with the case, but he's clear enough in suggesting Moro was a martyr to establishment cowardice. Irrationality is everywhere. Moro's family holds a séance; priests arrive at Chiara's door to bless the apartment. The hitherto reasonable captive pleads for an impossible "life sentence," and even his killers cross themselves before the deed—which Bellocchio again declines to show.
Like its oxymoronic title, Good Morning, Night is sober yet filled with fancy. There's a wistful aspect to the movie. Chiara's last dream is a near jaw-dropper—as though Bellocchio has imagined this cruel story through the wrong end of a telescope and staged it in a snow globe.

avclub. com New York
http://avclub.com/content/node/42487
Good Morning, Night
Director: Marco Bellocchio
Reviewed by Nathan Rabin
November 9th, 2005
imagines the period of his captivity as a rarefied spiritual struggle.
Cast: Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Luigi Lo Cascio
In Italian w/ subtitles
Rated: R
106 minutes
Even as a mute captive, kidnapped Prime Minister Aldo Moro, touchingly played by Roberto Herlitzka, easily emerges as the most sympathetic character in Good Morning, Night. His sad eyes and regal bearing convey a fundamental decency and gentleness, and once he actually starts talking, he travels the knife's edge between mere devout, righteous Christian and living saint, a flesh-and-blood martyr. But to the zealots who've kidnapped him, Herlitzka isn't a person so much as the personification of the decadent ruling class.
Adapted from a novel by Anna Laura Braghetti and Paolo Tavella, the film examines Moro's kidnapping by the Red Brigade radical sect. Set largely in a small apartment that becomes a makeshift jail for captive and captors alike, Moro's ordeal—which he endures with dignity, grace, and an almost beatific calm—is seen largely through the eyes of pretty young radical Maya Sansa. Throughout the film, Sansa spouts the proper revolutionary line, sometimes joylessly and unconvincingly, but her big, wildly expressive eyes betray a growing sympathy for and identification with Herlitzka.
Films about political zealots face a fair number of built-in hazards. How do you dramatize people who view humanity in terms of ideological abstractions related to vast, impersonal class struggles without reducing those characters to abstractions themselves? How do you address the issues and concerns of ideologues prone to reducing a complicated world to strident, didactic rhetoric without in turn becoming strident and didactic? Director and co-writer Marco Bellocchio answers those questions by telling the story in largely visual terms, through Sansa and Herlitzka's perspective as much as the film's dialogue. Yet the film probably would have been more poignant and resonant had Bellocchio found a way to further humanize Sansa's Red Brigade comrades, who often come across as little more than the sum of their rigid, unyielding political convictions. Nevertheless, Bellocchio's film, which enlivens the grim realities of months in a stuffy apartment with striking bursts of lyricism, is often a powerful cautionary tale about the dangers of becoming a slave to ideology.

una pagina del New York Times su Marco Bellocchio
con link ad altre pagine sulla sua filmografia si trova al seguente indirizzo:

http://movies2.nytimes.com/gst/movies/filmography.html?p_id=81299&inline=nyt-per
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articoli di mercoledì 9 e giovedì 10 novembre 2005

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«C'è un muro tra Parigi e la banlieue»
Parla lo storico Jean Chesnaux: la rivolta delle periferie è il fallimento del modello francese di integrazione. Più che il '68 o Weimar, essa ricorda le sommosse dei neri negli Stati uniti
Anna Maria Merlo


il manifesto 10.11.05
Una rivolta figlia del liberismo economico
Agostino Petrillo


il manifesto 10.11.05
Cofferati, sgombero morbido contro il Prc
I container saranno pronti entro il 20 novembre. Rifondazione: «Trovare una soluzione per tutti»
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Yahoo!salute 10.11.05
Questione di cervello se donne e uomini hanno diverso senso dell’umorismo
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«Su Internet il boom della psicologia fai-da-te»Si moltiplicano i siti, l’allarme degli specialisti: «Sovente vengono chiesti soldi e in cambio si danno consigli da posta del cuore»


Staibene.it 10.11.05
Per superare lo stress ci vuole più… 'cervello'


lescienze.it 10.11.05
Gambe senza riposo e disturbi psichiatrici
C'è un legame fra la salute mentale e la RLS


Yahoo!salute 9.11.05
Malattie mentali: solo disturbi organici?
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Yahoo!salute 8.11.05
Churchill, la depressione e il mare
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


Le Scienze 08.11.2005
Le scimmie e la matematica
Effettuando confronti numerici esibiscono una congruità semantica

Corriere della Sera, 10.11.05
“… che gli uomini non remino contro”
Verso l'elezione in Liberia della prima donna presidente dell'Africa
Weah sconfitto dal primo presidente donna
I risultati non sono ancora ufficiali, ma Ellen Johnson-Sirleaf sta superando di 13 punti l'ex stella del Milan


il manifesto 10.11.05
Scienza/ «La filosofia alla base del biotech è obsoleta»
Per Capanna (Cdg) il futuro geneticamente modificato ha presupposti ottocenteschi
Luca Fazio


con la collaborazione di Gianluca Cangemi