giovedì 10 novembre 2005

a proposito del partito democratico

il manifesto 9.11.05
L'impossibile partito democratico
Politicismo Nell'Unione convivono posizioni e culture troppo diverse per diventare «partito unico»
Michele Prospero

(...)
Dinanzi alla prospettiva di sciogliersi in una formazione con un asse spostato verso il centro e con un distinto tocco clericale, un partito serio si interrogherebbe a fondo. Nei Ds non accade quasi nulla. Un po' perché la prospettiva di cacciare Berlusconi paralizza ogni dibattito sull'identità. Ma soprattutto perché i Ds non sono più un partito di iscritti. I congressi, il poco di vita politica che ancora si svolge, è dominata dagli eletti. Chi controlla le fonti del finanziamento governa il partito e vince puntualmente i congressi ridotti a uno stanco rituale.

Gli eserciti di deputati, presidenti e assessori, consiglieri regionali, provinciali, comunali e di circoscrizione, sindaci, presidenti delle municipalizzate e enti pubblici, dirigenti di ospedali, collaboratori e membri di staff, professionisti che vivono con le parcelle degli enti costituiscono il nerbo di un partito cartello che non ha iscritti o militanti al di fuori dell'esercito di eletti che distribuiscono le risorse pubbliche. Sono loro che partecipano ai congressi, amministrano e tirano le fila delle candidature alle elezioni. Il simbolo di partito è solo un certificato di garanzia offerto agli elettori distratti ma ancora fedeli, la copertura per i movimenti talvolta cinici di persone che vivono di politica e che solo se qualcosa mette a repentaglio la lucrosa rielezione si mettono in allarme. Eppure un partito come i Ds che precipita per intero nel già affollatissimo mondo del moderatismo italiano sarebbe una sconfitta. La battaglia che la minoranza interna ai Ds sta conducendo per conservare un autonomo soggetto politico legato al lavoro riguarda il futuro di tutta la sinistra.

libero pensiero

Corriere della Sera 7.11.05
Coda da grande mostra per lo «Stato laico»
Successo imprevisto dell’incontro promosso dall’associazione "Giordano Bruno"
Edoardo Sassi


I primi a stupirsi di quella inaspettata folla sono stati gli stessi organizzatori. Mai si sarebbero immaginati quel «serpentone» di gente in piazza, tutti pazientemente in attesa sotto un acquazzone incessante, in una domenica pomeriggio segnata oltretutto dal blocco delle auto nel centro storico. Non c’era infatti nessuna grande mostra, ieri ai musei Capitolini in piazza del Campidoglio. Solo un convegno dal titolo «L’autonomia dello Stato laico: presupposti e garanzie», organizzato dall’Associazione nazionale del Libero Pensiero «Giordano Bruno» e ospitato nella Sala Pietro da Cortona: location in dissonanza, quante altre mai, con il tema dell’incontro, così cattolicamente contrassegnata dai busti di Benedetto XIV e Pio VII, dal quadro di Urbano VIII benedicente e da una miriade di ascensioni, martiri, miracoli e perdoni su tavola e su tela.
«Evidentemente c’è più bisogno di laicità di quanto non si creda», dice al microfono Maria Mantello, una delle relatrici del convegno («Proibizioni dell’anima o libertà di pensiero e di scelta?», il titolo del suo intervento), nonché presidente della sezione romana dell’associazione: «Saluto e mi scuso con le tante persone che non sono potute entrare e che, ci dicono, sono ancora in attesa sulla piazza».
Per la sala intitolata al pittore cortonese gli ingressi concessi erano infatti solo 120 e neanche uno di più: tanto che il passi per il convegno è presto diventato un agognatissimo premio alla pazienza. Per ogni persona che usciva, ce n’era infatti un’altra pronta ad entrare ancora alle 19, a convegno ormai quasi terminato (l’inizio, alle 16). Di sicuro i titoli delle relazioni in programma e l’impostazione dello stesso incontro (dotto, filosofico, comunque indirizzato a un target medo-alto») non lasciavano presupporre una folla almeno dieci volte superiore alle aspettative.
Così come non ci si aspettava quel pubblico tutt’altro che silente, anche se compostissimo: in luogo dell’abituale assenza di rumore che spesso caratterizza ogni tipo di assise culturali, ieri si è infatti assistito ad applausi continui che interrompevano i passaggi salienti delle varie relazioni. Tra le altre, «Dal potere elitario al potere di tutti. La lezione di Aldo Capitini», di Franco Ferrarotti; «Filosofia e spiritualità dello Stato Laico», di Luigi Lombardi Vallari; «I costi del concordato», di Federico Coen; «La via della ragione», di Roberto Vacca e «La laicità nella Costituzione Repubblicana», di Gianni Ferrara.
Le grida Bravooo e Bravaaa hanno così accompagnato i tanti riferimenti all’«indebita invasione delle gerarchie vaticane nella vita pubblica», ai «gendarmi dell’anima che dettano precetti», e a «quella laicità che siamo qui per difendere con fermezza».
Inevitabili inoltre, tra un dotto riferimento e l’altro, i richiami all’attualità, caratterizzata, secondo i relatori, da «un’ingerenza della Chiesa nella vita pubblica italiana destinata a durare». Si è parlato infatti anche della recente esenzione Ici per gli immobili del Vaticano destinati a uso commerciale, di diritti, sessualità, omosessualità, pillola del giorno dopo, divorzio e aborto. Ribadendo spesso che «ogni atto di fede è rispettabilissimo», ma che la laicità di uno Stato è altra cosa.
Obiettivi polemici sia a destra, sia a sinistra, sia in alto: Ruini e Ratzinger, tutto il governo attuale, ma anche «quei campioni di opportunismo come Amato e D’Alema, pronti a scandalizzarsi solo perché qualcuno ha osato mettere in discussione il Concordato».


Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno”
(aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs)

Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma -presidente: prof.ssa Maria Mantello
tel: 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino
Telefax: 0115212000 - e.mail: linc@marte.aerre.it
www.liberopensiero.20m.com

«… Li nostri divi asini privi del proprio sentimento et affetto, vengono ad intendere non altrimenti che come gli vien soffiato a l’orecchie dalle rivelazioni o de gli dei o de’ vicarij loro, e per conseguenza a governarsi non secondo altre leggi che de que’ medesimi».
Giordano Bruno, Cabala del Cavallo Pegaseo

le relazioni verranno pubblicate sulla rivistra trimestrale europea, LETTERA INTERNAZIONALE.
sul sito internet dell'Associazione verrà inserita quanto prima una sintesi

una segnalazione:

domenica 6 novembre, verso le dieci del mattino, su Canale 5,
nel corso della trasmissione "Superpartes"
è andata in onda un'intervista con l'on. Russo Spena del Prc
che commentava il successo di Fausto Bertinotti alle Primarie.

Intanto sullo schermo si è potuta vedere una sequenza con l'immagine di Massimo Fagioli che salutava sorridente mentre entrava nella libreria Amore e Psiche il 26 luglio 2005, il giorno cioé della presentazione del proprio programma per quelle consultazioni, fatta dal segretario di Rifondazione nella celebre libreria romana


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il .pdf della prima pagina dell'Unità del 18 ottobre 2005

con la bellissima pubblicità delle Nuove Edizioni Romane a colori

può essere visto e scaricato
collegandosi al seguente indirizzo:

http://www.unita.it/pdf/20051018.pdf
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martedì 8 novembre 2005

articoli di lunedì 7 e martedì 8 novembre 2500

per leggere gli articoli clicca sui titoli

Corriere della Sera 8.11.05
Un nuovo Concordato
Il 40% è favorevole

di Renato Mannheimer


Corriere della Sera 8.11.05
«Ho visto il fosforo bianco incenerire Falluja»
Michele Farina


Asca 7.11.05
Francia: la ribellione anticipata di una generazione sull'Italia
L'opinione di Massimo Cacciari


l'Unità 8.11.05
Il premier parla in tv: via libera ai prefetti
«No all’esercito, sì ai riservisti»
Il 71% dei francesi boccia il governo
g.m.


aprileonline.info 8.11.05
I dieci giorni che hanno sconvolto la Francia
La rivolta delle ''banlieues'' ha radici politiche, a cui si accompagnano voglia di comunicare e contagio imitativo. Tra gli obiettivi, le dimissioni del ministro dell'interno Sarkozy
di Rino Genovese e Federica Montevecchi, da Parigi


ilcassetto.it
Oltre le sbarre
Condannati…. all’altro mondo. Storie, persone e numeri dalle carceri italiane
di Pino Di Maula

quelli di Cassano...
Il Messaggero 7.11.05

Contro la depressione, corsi per i gruppi di “auto-aiuto”


Corriere della Sera, 7.11.05
Uno studio pubblicato su «Time»
Ambiziosi si nasce. Il successo è nei geni
La voglia di emergere dipende al 50% dai cromosomi.
Alessandra Farkas


ANSA, 7.11.05
Dalla nascita il bebé cattura i nostri sguardi


ANSA, 7.11.05
Cervello: un occhio della mente sede della coscienza visiva


Corriere della Sera 7.11.05
Era il suo maestro di grammatica e latino tra i 12 e i 14 anni
Machiavelli molestato da piccolo da un prete
L'ha scoperto lo storico americano William Connell in una lettera del 16 gennaio 1515
Alessandra Farkas


una segnalazione di Roberto Martina
Repubblica 5.11.05
Su "Science" le ultime scoperte sulla mente. Fino alla pubertà le aree che governano il lunguaggio sono duttili e l'apprendimento più facile
Parlare? Un istinto già nei neonati
"Nel cervello umano una predisposizione innata alla grammatica"
Elena Dusi


una segnalazione di Franco Pantalei
Repubblica 3.11.05
Psicoweb
Uso inadeguato della Rete da parte degli psicologi: immagine distorta. Ricerca dell'Ordine del Lazio
di Giovanna Filosa

con la collaborazione di Gianluca Gangemi

Marco Bellocchio

Il Gazzettino 8.11.05
France-Cinéma premia Loret e Piovani


Firenze. La giuria italiana, presieduta da Marco Bellocchio, ha attribuito il gran premio France-Cinéma 2005 a "L'équipier" (Il sostituto) di Philippe Lioret, solido dramma passionale bretone, musica di Nicola Piovani. Premi speciali della giuria a "Tutti i battiti del mio cuore (De mon battre mon cur s'est arrête)" di Jacques Audiard e "Avanim (Pietre)" dell'israeliano Raphael Nadjari (coraggiosa denuncia del fanatismo religioso). Migliori interpreti: Vincent Lindon e Emmanuelle Devos, protagonisti di La moustache di Emmanuel Carrère, e il giovanissimo Adrien Jolivet, protagonista di una storia di periferia parigina Zim & Co di Pierre Jolivet, di questi giorni particolarmente attuale. Il premio del XX anniversario del festival fiorentino è stato attribuito a Alain Cavalier "per l'originalità e il rigore della sua scrittura artistica". Il premio TV5 del pubblico è andato a "Tutti i battiti del mio cuore".

"Buongiorno, notte" uscirà venerdì 11 a New York

Good Morning, Night

Release Date: 11/11/05 (Future Release)
Starring: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Paolo Briguglia, Pier Giorgio Bellocchio
Director: Marco Bellocchio
Rating: (NR)

Genre: Drama
Running Time: 106 min
Distributor: Wellspring Media

NEW YORK VIEW
Italian auteur Marco Bellocchio’s drama revisits the real-life 1978 kidnapping and murder of Italy’s prime minister, Aldo Moro, as seen through the eyes of those most personally affected.

CINEMASOURCE SYNOPSIS
The kidnapping and killing of Aldo Moro, Italy's former prime minister and head of the Christian Democrat party, was a cataclysmic event no Italian can forget. Moro was taken hostage by Red Brigade members in March 1978 and almost two months elapsed while negotiations were pursued in vain. His bullet-riddled body was found on May 9th after a phone call alerted the authorities. In the wake of this shocking crime, Italy teetered on the edge of political chaos.

per vedere il video dell'inchiesta di Rai News 24 sulla strage Usa di Falluja si può cliccare sul seguente link:


http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video/fallujah_ITA.wmv

(ricevuto da Marco Pettini)

lunedì 7 novembre 2005

articoli di lunedì 7 novembre 2005

per leggere gli articoli clicca sui titoli

Corriere della Sera 7.11.05
Fassino
Iraq. La spinta di Piero
di Pierluigi Battista


Corriere della Sera 7.11.05
Fassino e l’Iraq, la linea sul ritiro agita l’Unione
«Discuteremo lealmente pure con gli Usa».
Via libera da socialisti e Margherita, no da sinistra
Livia Michilli


Corriere della Sera 7.11.05
Appello del Cdr
"Liberazione" in difficoltà: non abbiamo mezzi per affrontare le Politiche


Corriere della Sera 7.11.05
Boselli: D’Alema sbaglia, sul Concordato vado avanti
Il leader sdi: «Non ho fatto battute, né gaffes: ho posto un problema all’alleanza»
«Incomprensibili gli ostacoli posti dall’Unione ai radicali. Ma appena la "Rosa nel pugno" sarà ufficiale Pannella parteciperà ai nostri vertici»
Maria Teresa Meli


Corriere della Sera 7.11.05
Il presidente Ds sulla "Stampa"
«Dobbiamo difendere la laicità senza offendere i cattolici»


l'Unità 7.11.05
Sdi-Radicali
Nasce la rosa nel pugno: laica, socialista e radicale
Boselli: il nuovo simbolo alle politiche e alle amministrative


Corriere della Sera 7.11.05
«Sarkozy come Cofferati, è la loro sconfitta
La tolleranza zero porta solo nuovi scontri»
Marco Imarisio


Corriere della Sera 7.11.05
Una raccolta di saggi sull’atteggiamento della sinistra verso la questione nazionale
Anche i comunisti amavano la patria. Sovietica
di Giovanni Belardelli

Corriere della Sera Milano 7.11.05
Alla Casa della Cultura gli studenti si confronteranno con gli esperti. Silvia Vegetti Finzi: si parla troppo poco con i ragazzi Droga e anoressia, la scuola studia la fatica di crescere Psicologi e insegnanti: la paura del futuro spinge i giovani alla fuga. «A 11 anni i primi contatti con l’hashish»


L'Unità 7.11.05
Scuola
Modificato il parere sull’insegnamento dell’evoluzionismo. Da chi?
Darwin, il giallo del rapporto sparito
di Pietro Greco


La Stampa 7.11.05
Un saggio controcorrente
Reprimendola si diventa apatici e indifferenti ai cambiamenti
La rabbia? Ci rende migliori
Maurizio Molinari


La Stampa 7.5.05
Un libro provocatorio
Il gesuita-astronomo confessa
«Credo nell’esistenza degli Ufo»
Marco Tosatti


Corriere della Sera 7.11.05
Ora si cura anche nelle Asl
Sempre più donne «costrette» a comprare
La irresistibile tentazione di acquistare oggetti, spesso del tutto inutili, colpisce dall'1 all'8 percento della popolazione


con la collaborazione di Gianluca Cangemi

domenica 6 novembre 2005

su "Liberazione" di domenica 6 novembre 2005

con grande risalto:
Liberazione, 6.11.05 Prima pagina, e pagg. 2 e 3
Una riflessione a più voci
Maschi, perché uccidete le donne?
di Franco Berardi "Bifo", Giorgio Cremaschi,
Alessandro Curzi, Giuseppe Di Lello, Pietro Folena, Fabrizio Giovenale, Claudio Jampaglia, Andrea Milluzzi, Daniele Zaccaria

«Non è vero e non ci credo». «La nostra epoca ridà legittimità alla guerra, nella famiglia fioriscono violenza e sopraffazione. «La nostra cultura è patriarcale». Non è immediatamente facile trovare spiegazioni al dato reso noto una settimana fa dal Consiglio d'Europa: la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni, nel mondo, ma anche in Europ, è l'aggressione violenta da parte dei loro compagni di vita. Lo afferma una ricerca del neonato "Osservatorio criminologico e multidisciplinare sulla violenza di genere".
Abbiamo chiesto a dieci uomini che scrivono per "Liberazione" di superare l'incredulità, interrogare se stessi e la propria consapevolezza di genere e tentare una spiegazione

alle pagine 2 e 3

Pietro Folena
E' in corso la grande guerra mondiale. Il fronte è in tutti i paesi, al nord e al sud, a levante e a ponente, dov'è freddo e dov'è caldo, tra i poveri
E' in corso la grande guerra mondiale. Il fronte è in tutti i paesi, al nord e al sud, a levante e a ponente, dov'è freddo e dov'è caldo, tra i poveri del pianeta e fra i privilegiati. Investe antiche società tribali e modernissime società dell'innovazione....

Alessandro Curzi
Ci indigniamo davvero? O ci limitiamo a scuotere la testa?
Lo confesso: sono stato uno dei tanti "miscredenti". Nel senso che, ascoltata distrattamente da un qualche telegiornale (ero in Francia ed ero più attento a quanto stava succedendo nella periferia nord di Parigi, fra i giovani immigrati senza lavoro) la notizia sulle donne morte per violenza nell'Unione Europea, avevo pensato a un sicuro errore....

Fabrizio Giovenale
Ma invecchiando le cose migliorano
Francamente: sembra una balla. Poi però tornano in mente certi discorsi fra soldati, certe strofette: "ciàpa una scarpa nel fil de la schéna ma bruta vachéna va in ca' a lavurà"......

Giuseppe di Lello
La gravità dei fatti sempre sminuita colpevolizzando le vittime
La violenza subita da parte di un partner o padre o fratello o marito - e cioè la violenza giustificata dal primato patriarcale - è la prima causa di morte delle donne (tra i 16 e i 46 anni) nell'Unione europea e nel mondo. Sembra una notizia incredibile: non è vero e non ci credo....

Franco Berardi "Bifo"
La violenza, investimento del desiderio, è nemica del desiderio. Perché annichilisce i corpi nell'ossessione identitaria
Da tempo Adriano Sofri sostiene la tesi che negli ultimi anni è iniziata una sorta di guerra mondiale per la (ri) sottomissione delle donne, che nel corso del ventesimo secolo sono riuscite a conquistare spazi di indipendenza economica, psichica, sessuale....

Giorgio Cremaschi
Il sesso maschile reagisce alla minaccia ai suoi poteri
Che la violenza fisica nell'ambito della famiglia sia la prima causa di morte delle donne nel mondo, sconvolge, ma in fondo non stupisce. Da sempre la violenza fisica è il mezzo con il quale chi pretende di comandare e non ha altri argomenti, reagisce a chi non vuole sottostare ai suoi ordini....

Claudio Jampaglia
Qualcosa di profondo e diverso, che è solo maschile
Si alzano le mani per comodità, per non capire, ammettere, per non guardare, per dolore e ignoranza di sé, per bullismo, machismo, diseducazione, odio e travisato amore. Sempre su un* altr*, che sia diverso, nemico o consanguineo....

Daniele Zaccaria
Gli uomini non sanno stare in coppia
Perché picchiamo, violentiamo e spesso assassiniamo le donne? Perché lo stimato chirurgo, il proletario senza avvenire, la celebre rockstar e l'anonimo impiegato, si assomigliano in modo così sinistro quando si tratta di elargire randellate alla propria compagna-amante-consorte?...

Andrea Milluzzi
Tra chi picchia e chi no un confine molto labile
Innanzitutto, una premessa: chiunque abbia alzato le mani su una donna è un vigliacco violento. Perché non c'è niente di più semplice che far valere la propria forza sapendo di non rischiare praticamente nulla.
Detto questo, perché gli uomini picchiano le donne?...


tutti gli articoli segnalati qui sopra possono essere letti cliccando qui

inoltre, sul giornale di oggi:


Ora di religione, i vescovi in piazza contro Zapatero
Spagna, per il governo è una materia non valida ai fini della media scolastica
Laura Educati
Zapatero legifera e i vescovi si arrabbiano. Anzi, scendono in piazza a protestare, in quello che pare ormai un leit motiv dei rapporti tra i socialisti spagnoli e il Vaticano....

Ancora un pacco bomba: questa volta contro la Tav. Intervista al segretario del Prc: «Il neocentrismo ci aggredisce perché siamo la cerniera fra l'Unione e i movimenti»
Bertinotti: «Vogliono inquinare l'intero conflitto sociale»
Stefano Bocconetti
Un'altra bomba. Simbolica - come le altre del resto - ma non per questo meno pericolosa. Stavolta in Val di Susa, dove un'intera comunità s'oppone al passaggio dei treni ad alta velocità, così come vorrebbe il governo. Come vorrebbero i governi: nazionale e regionale....

inserto domenicale di Liberazione, 6.11.05
Da postcomunisti a postdemocristiani
di Rina Gagliardi
Prima, fu il Pds, Partito democratico della sinistra. Poi, cadde il sostantivo e rimasero solo i "democratici di sinistra". Infine, forse tra meno di un anno, cadrà la specificazione - e rimarrà in vita solo il nudo ed esotico aggettivo, "democratico"....


Farfalle rosse
Quel giorno che contestammo Ruini

di Alessandro Francescani
«Siena, fra le cui mura sempre s'attende il Palio dell'Assunta». E' qui che inizia il nostro racconto, in una città mistica dove il tempo si ferma e i rumori di oggi si mischiano con profumi vecchi di secoli....

Questi ultimi quattro articoli possono essere letti a partire da qui

con la collaborazione di Gianluca Cangemi

articoli di domenica 6 novembre 2005

per leggere gli articoli clicca sui titoli


una segnalazione di Noemi Ghetti
Repubblica 6.11.05
Nei codici lo "status di uomini" che i missionari ridiedero ai vinti
di Guido Rampoldi

Corriere della Sera 6.11.05
Fausto Bertinotti: «A Bologna non si replica la crisi del ’98 ma si prepara il dopo-Prodi del 2007»

Corriere della Sera 6.11.05
Bertinotti:«La politica costa troppo Basta con i consulenti in politica, si usino i volontari»di Maria Teresa Meli

Corriere della Sera 5.11.05
Allarme Oms:in Italia si beve troppoI danni correalti all'alcol sono pari a oltre il 2 per cento del PIL. Si inizia a bere a 11 anni. Le donne più a rischio degli uominiLa birra è l'alcolico preferito dagli adolescenti (Reuters)


Corriere della Sera 6.11.05
L’ultima battaglia di CheneyLicenza di tortura per la CiaSenatori Usa: basta sopraffazioni per i detenuti-terroristi
Ma il vicepresidente: immunità per prevenire gli attentatidi Guido Olimpio

La Stampa Tuttolibri 5.11.05
Quando si decapitavano i galeotti per curare il trauma di Sua Maestà
«Famosi e malati» di Luciano Sterpellone: le vite dei grandi raccontate dal punto di vista medico, dall'imperatore Adriano a Virginia Woolf, dal Re Sole a Van Gogh
Il rapporto tra la Storia e le patologie
Bruno Gambarotta


La Stampa Tuttolibri 5.11.05
Le passioni, tema del Festival di Cuneo dal 10 al 13 novembre, oggi non godono buona salute, perché è sempre più diffusa la tendenza a fuggire la vita, a renderla una inoffensiva cerimonia mondana
Augusto Romano

Corriere della Sera 6.11.05
Uomini e donne Il loro cervello gioisce e si avvilisce diversamente
Il sesso del riso e del pianto
Cesare Peccarisi

articoli di sabato 5 novembre 2005

per leggere gli articoli clicca sui titoli

aprileonline.info 5.11.05
La gaffe di D'Alema
E' stato giusto fucilare Mussolini? Il presidente dei Ds riapre, decontestualizzandola, un'inutile polemica
Nicola Tranfaglia


Corriere della Sera 5.11.05
Istat
Aumentano le nascite

diminuiscono i matrimoni


Corriere della Sera 5.11.05
Laicista, la Parola Che non Esiste
di Sergio Luzzatto


Corriere della Sera 5.11.05
il Colpo di Spugna
Russia, addio alla festa
Putin cancella la Rivoluzione sovietica
di Giovanni Belardelli


Corriere della Sera 5.11.05
Quel 7 novembre 1941
Dalla Piazza Rossa al fronte
Per decisione di Putin i russi celebreranno la «liberazione dai polacchi del 1612»
Fabrizio Dragosei


segnalato da Rossana Cecchi e da Gianluca Cangemi
l'Espresso, n.44, 2005
Dr. Sergio e Mr. Cofferati
Umberto Galimberti


Corriere della Sera 5.11.05
I medici degli ospedali presentarono la domanda di sperimentazione due anni fa senza ottenere risposte
Pillola abortiva: tre richieste da Roma
San Camillo, Umberto I e San Filippo Neri pronti ad usarla
Ilaria Sacchettoni


Repubblica 5.11.05
Un giornale inglese: griffati i mocassini rossi. L'azienda non conferma
Tra le novità estetiche, gli occhiali da sole, anche durante incontri pubblici
Il look di Papa Ratzinger: spuntano le scarpe Prada
di Orazio Larocca


Panorama in edicola
Abbé Pierre, perché l'hai fatto?
di Ignazio Ingrao


Le Scienze 4.11.05
Einstein, Darwin e le e-mail
Analizzata la corrispondenza dei due scienziati


alcune segnalazioni di Gianluca Gangemi:

Corriere della Sera 05.11.05

Intervista allo psicologo Nobuo Kurokawa
Giappone, la pensione fa ammalare le mogli
Identificata una nuova malattia psicosomatica, la Retired Husband Syndrome: le mogli in età avanzata non accettano più il marito
Stefania Viti


ANSA 05.11.05
Pedofilia al femminile
ne parla in libro "E se l'orco fosse lei?"


ANSA 05.11.05
La psicoterapia diventa online
Psicologi lanciano l'allarme, c'è rischio di abusi


il Manifesto 05.11.05
Adolescenti bestiali e cybercorpi in mostra
Le nuove vestali Alle Scuderie Aldobrandini di Frascati, «Altre Lilith», trentasei artiste internazionali in un percorso che mette in scena ibridazioni e identità multiple. Da Orlan a Manzelli
Il percorso Bambine demoniache, ritratti dark, carcasse di animali. Un universo alla rovescia raccontato da serie fotografiche, pennelli, sculture, opere digitali fra biogenetica e memoria privata
Arianna di Genova


il Manifesto 05.11.05
Seduzioni animali sulla scena dell'arte
Oltre i vecchi stereotipi che oppongono natura e cultura, il vero interprete della prospettiva contemporanea è l'alien che ibrida la morfologia umana Non più segno o sfondo la bestia si trasforma nell'operato di artisti come Jeffrey Deitch o Orlan in un inedito orizzonte di opportunità da esplorare
Roberto

venerdì 4 novembre 2005

giovedì 3 novembre 2005

citato ai seminari

una segnalazione di Roberto Martina

Qui di seguito è possibile leggere uno stralcio della Relazione di Daniele Capezzone al IV° Congresso dei Radicali italiani.
Il testo integrale del documento si trova qui
o sul sito di Agenzia Radicale cliccando sul seguente indirizzo:

http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=5194

Chi volesse ascoltare l'audio (con RealPlayer) può cliccare su quest'altro indirizzo:
http://palinsesto.radioradicale.it/ram2.php?dt=2005-10-29&oi=16.19.44&oe=19.02.53
Il brano citato lo si trova circa al 23° 24°minuto.

IV° Congresso di Radicali Italiani: la relazione del segretario Daniele Capezzone


1. Premessa. In corso, in Italia, fatti culturali e politici profondi. Quasi strutturalmente preclusa “Piazza Navona”.
Le opposte demagogie di Bertinotti e Tremonti.


(...)

Io credo che si debba provare a capire cosa “arriva” (e quindi cosa “accade”) nelle immense periferie urbane. Un uomo di studio della società, e non solo di talento televisivo, come Carlo Freccero, ha spiegato (e non era e non è affatto un fenomeno negativo, a suo avviso, a figurarsi se lo è dal mio punto di vista) che (banalizzo) l’americanizzazione (nei suoi aspetti positivi) prodotta dall’arrivo della tv commericiale, dalla rottura del monopolio Rai, ha portato il popolo delle periferie italiane, lungo tutti gli anni ’80, a elaborare domande di modernizzazione, a superare di slancio un certo bigottismo culturale dc-pci, a chiedere il “cambiamento” che poi Berlusconi non ha saputo dare…Ecco, oggi, nella situazione mutata che descrivevo, cosa “arriva” e cosa “cresce” (di “politico”) in quelle periferie? Forse solo un grande sentimento di smarrimento, paura, attesa.

Smarrimento, paura e attesa a cui -a mio avviso- dalla “politica ufficiale” sono arrivate solo due risposte che hanno intuito il problema, e -dal mio punto di vista- non solo non lo risolvono, ma lo aggravano. Direi, due opposte, simmetriche demagogie.

Da una parte, la demagogia efficacissima di Fausto Bertinotti, il suo linguaggio “fagioliano” (nel senso del professor Massimo Fagioli): alle paure (sempre retoricamente accresciute: il “neoliberismo”, il “pensiero unico del mercato e della globalizzazione”), si oppone l’irresponsabilità del “voglio” (“Voglio il ritiro dall’Iraq” e “Voglio la vasca idromassaggio”; anzi: “Voglio il ritiro dall’Iraq mentre sto nella vasca idromassaggio…”). Scherzo, ma fino a un certo punto: la prospettazione delle paure, e -per converso- l’illusione massimalista del “tutto e subito” (senza costi; anzi, a carico di altri, e non si sa bene chi).

Dall’altra parte, l’opposta, simmetrica demagogia che Giulio Tremonti (...)
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SU "LIBERAZIONE" DI DOMENICA 30 OTTOBRE 2005

L'ARTICOLO DI GIULIA INGRAO:


Liberazione domenica 30 ottobre 2005
Leggerlo su "Repubblica" non mi stupisce; ma su "Liberazione" non mi piace

Amore amico della guerra? Luogo comune dai tempi di Platone e della Bibbia
di Giulia Ingrao
È come dire che è impossibile ogni trasformazione dell'esistente, che non abbiamo nessuna possibilità o speranza di cambiamento, perché la natura umana perversa è immodificabile.
Mi viene spontaneo un nesso: non sarà il peccato originale?
"Una ricerca sui nuovi fondamenti teorici per la sinistra", la copertina di un libro edito dalle Nuove Edizioni romane. Al centro un volto femminile, un'immagine di donna; intorno i titoli di quattro libri, le date di tanti incontri all'università e una una grossa realtà, l'Analisi collettiva. Repubblica venerdì 14 ottobre 2005, stessa immagine.

Una teoria, una ricerca; che ci sia un nesso tra questa teoria e questa ricerca e una nuova identità femminile? Che sfogliando le pagine di quei libri, ascoltando i contenuti di quella ricerca si possano avere idee più chiare sulla realtà umana, sulla realtà mentale umana, sul pensiero umano cosciente, sul pensiero umano senza coscienza, sui rapporti interumani, su quello privilegiato uomo-donna che tocca realtà profonde della vita, sessualità, amore, identità?

Tutto da vedere, da verificare.

Leggo giornalmente Liberazione. Prima pagina, l'occhio va alla colonna a destra, certamente un editoriale, una firma invitante. Sabato 22 ottobre 2005 "Amore amico della guerra? " di Lea Melandri. Confesso di aver fatto fatica a seguire le varie ipotesi che la giornalista fa per trovare una risposta a questo sconcertante interrogativo; fatica nel comprendere oltre che nell'accettare pensieri di illustri "pensatori" che a me sembrano lontani dalla realtà degli esseri umani, dei popoli. La conclusione: esiste tra amore e odio, amore e morte un legame "invariabile" e "inalterabile" nel tempo e nello spazio, che vive di una vita propria, quasi fuori dalla storia, quindi amore è amico della guerra, se si ama contemporaneamente si odia e odiando si esercita la violenza, qualunque essa sia, anche la guerra ossia l'assassinio strategicamente preparato. Questa legge non riguarda solo la vita animale e vegetale, ma anche la vita umana.

Questa legge da dove e da chi è venuta? L'hanno scoperta, direi inventata, illustri pensatori. Barbara Ehrenreich ("Riti di sangue", Feltrinelli, 1998) parla della guerra come di «un'unità culturale contagiosa […] autoreplicante che ha le sue radici in un "trauma originario" ossia il salto di civiltà che l'uomo ha fatto scegliendo lo strumento della violenza per riscattarsi dalla condizione di preda e diventare predatore» assimilando senza nessun trauma l'uomo all'animale.

James Hillman ("Un terribile amore per la guerra", Adelphi, 2004) parla della guerra come una componente primordiale dell'essere. Penso parli della vita in generale, ma una distinzione tra vita animale e vegetale e vita umana andrebbe pure fatta (mi viene spontaneo un nesso con l'idea che la Chiesa ha della sessualità umana: annulla la fantasia del rapporto tra uomo e donna per ridurla a pura procreazione, come per gli animali). Dunque la violenza, la guerra è una "fatale necessità".

Altra ipotesi-risposta all'interrogativo: «[…] la coppia amore e violenza ha a che fare con tutti i dualismi che conosciamo - natura e storia, individuo e società ecc. - e prima di tutto con quello che ha diviso come poli opposti e complementari il maschile e il femminile». Dunque la donna e l'uomo, poli opposti destinati a congiungersi da ineluttabili "logiche d'amore" e insieme odiarsi fino al "rifiuto" ed alla cancellazione del diverso. Un dualismo che condanna ad una tragica simbiosi, Amore e Morte, la vita e il nulla.

E veniamo a Freud, e mi meraviglio come ancora possa essere un punto di riferimento quando è stato dimostrato dallo psichiatra Massimo Fagioli da circa cinquant'anni l'assoluta ignoranza di Freud sulla realtà mentale umana, il suo disprezzo per l'essere umano e per il diverso, giudizio condiviso in recenti studi di cui ha ampliamente parlato la stampa. Comunque, per Freud Eros e Thanatos si accoppiano, quindi la coppia vita e inanimato è l'essenza della realtà umana, ancora «l'essenza dell'Eros è di fare di più d'uno uno» ossia uccidere sempre l'altro, il diverso da sé. Mi piace ricordare un altro bel pensierino: nel 1929 Freud in un articolo definisce «un'illusione priva di fondamento» la teoria marxista come possibilità di trasformazione dell'esistente, naturalmente perché la natura umana perversa è immodificabile. Mi sarei aspettata dalla Melandri il rifiuto di tali pensieri, meglio di un tale credo; non mi è sembrato fosse così.

Stranamente su Repubblica di domenica 23 ottobre 2005 ("Quando il Papa vuole fare le leggi") di un'altra firma importante, Eugenio Scalfari, propone idee simili arrivando quasi alle stesse conclusioni fuori dalla storia. Dopo un lungo riassunto di vicende storiche che hanno avuto protagonisti la Chiesa Cattolica e lo Stato italiano, Scalfari si concede "qualche breve riflessione" sull'enorme problema dei diritti innati e del diritto naturale.

«Il solo, l'unico diritto innato deriva dall'ente, che esiste e vuole esistere». Ci precisa che nella nostra specie quell'ente si chiama persona e per la nostra specie persona significa individuo. Non ci dice però quando questo ente-persona-individuo comincia ad esistere e questo comporta molti grossi interrogativi (dallo zigote? dall'embrione? dalla nascita? da quando acquisisce il linguaggio verbale?). «…Il diritto dell'individuo-persona ad esistere è innato, proviene dalla natura che lo fornisce anche ad altre specie (albero, falcone)». Ma non sarà il caso di fare una netta distinzione tra vita vegetale, vita animale e vita umana? La prima distinzione che mi viene in mente è che nella vita umana c'è il rapporto interumano che è ben diverso dalla simbiosi delle piante e dall'organizzazione in branco degli animali. Ci dice Scalfari che per soddisfare il diritto "biologico", e di nuovo qui mescola piante, animali e uomini, l'individuo entra in conflitto con tutto ciò che lo circonda fino all'estinzione di chi gli contende lo spazio vitale, fino a farlo diventare «…uno stecco senza più fronde né linfa». Il paragone ci propone un'immagine inquietante, anche se si parla di piante. Proseguendo la lettura dell'articolo scopriamo che questa guerra all'ultimo sangue per la sopravvivenza inizia dall'infanzia, è presente nella vita dei bambini che non fanno che sopraffarsi l'un l'altro, come se fosse una lotta selvaggia tra specie di animali diversi.

A questo punto la dialettica, il confronto con questi cosiddetti "pensatori", che ripetono luoghi comuni dai tempi di Platone e della Bibbia, non basta, ci vuole l'indignazione, la condanna, il rifiuto netto di certe proposizioni.

«[…] l'innocenza dei bambini, il loro candore, la loro bontà è un falso […] l'innocenza dei bambini è solo mancanza di conoscenza […] Ma la bontà dei bambini non esiste».

Lasciamo stare le false icone, i santini sui bambini, ma immaginarli per sopravvivere «[…] appropriarsi di tutto ciò che desiderano togliendolo agli altri. Vincendo sugli altri. Sottomettendo gli altri»; tutto ciò mi farebbe ridere se non fosse una brutta violenza. I bambini si litigano un giocattolo, tutto qui! Immagino Scalfari anziano come me, nonno come nonna sono io, che ha avuto accanto, ha accarezzato bambini, figli e nipoti, mi domando come li abbia potuti vedere attraverso questa lente. Mi domando ancora come abbiano fatto questi bambini nei pochi anni della loro vita a corrompersi a tal punto, allora sono nati cattivi? Bambini così cattivi io non ne ho conosciuti, ho avuto tre figli, nipoti e li ho sempre dovuti difendere dalla violenza mentale degli adulti, qualche volta anche dalla mia.

Scalfari che si professa illuminista fa appello alla ragione perché insegni ai piccoli diavoli a «contenere l'istinto primordiale». Si tratta di controllare il male che ci portiamo dentro, che lui stesso definisce "peccato originario" (mi viene anche adesso spontaneo un nesso: non sarà il peccato originale? Non siamo ancora di fronte a un pensiero religioso nella testa di un laico?).

Non si concepisce un rapporto interumano che sia investimento di interesse, nella norma il rapporto interumano ha sempre alla base il sospetto, questo nega il rapporto e impone il controllo o addirittura il dominio. Gli aspetti più sconcertanti della natura umana sono dunque innati, quindi nessuna possibilità o speranza di cambiamento. Leggerlo su Repubblica non mi stupisce, ma ipotizzarlo su Liberazione non mi piace.

Ritorniamo all'immagine femminile comparsa sulla copertina di quel libro sull'incontro dell'Analisi collettiva con Pietro Ingrao e Fausto Bertinotti, che riporta i testi in un dibattito sulla non violenza, ma da cui è emerso ben altro. L'immagine che ne viene fuori è di una realtà umana che si forma alla nascita come fusione tra realtà biologica e realtà mentale umana, che cerca il rapporto e poi si sviluppa nel rapporto con l'altro essere umano. Non c'è il peccato originale, non c'è tendenza al nulla, ci saranno cause e motivi di malattia mentale ma c'è la cura.

La sessualità non è violenza né principio del piacere, è realizzazione della propria identità nel rapporto con l'essere umano diverso. Uso la parola "diverso" fuori dal senso comune; la parola diverso si attiene come fondamento base e cardine del rapporto uomo-donna, non è rapporto con il diverso il rapporto tra persone dello stesso sesso. Rapporto dialettico di identità, la maschile e la femminile, che si definiscono specificatamente nel confronto uomo-donna.

Nel rapporto uomo-donna, che è il rapporto interumano privilegiato, le due identità umane diverse cimentano non la loro realtà sociale, ma la loro realtà interna; solo in questo rapporto è possibile che si realizzi una reciproca trasformazione.

La differenza tra identità maschile e identità femminile è la garanzia contro il razzismo di ogni natura perché non c'è specchio, non c'è identificazione, non c'è annullamento dell'altro-altra.

A me sembrano pensieri semplici, che non sconvolgono l'esistente, perché non confrontarsi?
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una segnalazione di Franco Pantalei

Repubblica 2.11.05
Roma, 18:13
JAZZ: ENRICO PIERANUNZI MIGLIOR MUSICISTA EUROPEO

Il Guinness Jazz Festival di Cork (Irlanda), una delle più prestigiose rassegne jazzistiche nordeuropee, ha assegnato il Jazz in Europe Award 2005 al pianista italiano Enrico Pieranunzi. Il premio, che il festival ogni anno attribuisce al miglior musicista europeo, era stato assegnato nel 2003 a Jan Garbarek e nel 2004 a Richard Galliano.


mercoledì 2 novembre 2005

articoli del 2 novembre 2005

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Repubblica.it 2.11.05 pm
Rifondazione boccia Cofferati


aprileonline.info 2.11.05
''La revisione del Concordato non è uno scandalo''
Interviste. Roberto Villetti, vice presidente dello Sdi, spiega la posizione di socialisti e radicali: "E' inaccettabile l'ingerenza della Chiesa sulla politica italiana"
Marzia Bonacci


aprileonline.info 2.11.05
Valori laici e valori religiosi, una corsa a ostacoli
Centrosinistra. Quel vincolo sancito dal Concordato tra Stato e Chiesa che fa discutere. Ma in democrazia non esiste una verità rivelata che detta regole
Nicola Tranfaglia


il manifesto 2.11.05
il pregiudizio clericale nell'Unione

Chi si offende di una Rosa?
di Cosimo Rossi


il manifesto 2.11.05
Marco Bellocchio a Firenze
Eric Rohmer a France Cinéma


Gazzetta del Sud 2.11.05
Numerose le testimonianze nei vari siti archeologici siciliani delle credenze connesse al ciclo vegetativo
Il culto ctonio di Demetra e Persefone
A Morgantina uno dei santuari più importanti delle divinità sotterranee
Girolamo Sofia


Kataweb Salute 2.11.05
Dipendenze
Alcol, un milione di giovani ne fanno uso

una segnalazione di Sandra Mallone
magna-carta.it 30.10.05
Noi, loro e il Papa.
Lettera aperta agli amici di Magna Carta
di Marcello Pera


Corriere della Sera 2.11.05
Lo studio pubblicato sul Royal Society Journal
Donne: più ormoni più fascino
I visi femminili più attraenti sono quelli delle signore nel cui sangue circolano più estrogeni. Ma il trucco aiuta le più «povere»

martedì 1 novembre 2005

articoli di martedì 1 novembre 2005

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Corriere della Sera 1.11.05
Boselli insiste: sul Concordato il confronto non è chiuso «Sto con Romano ma sul programma faremo un’ira di dio. Bagdad? Non la penso come Emma»
Maria Teresa Meli


Apcom 1.11.05
PAPA/ L'Italia mantenga la sua bimillenaria storia di Santità
Un pensiero particolare va alla secolare fede del nostro Paese


Corriere della Sera 1.11.05
Prodi: i rapporti con la Cei
f. alb.


Corriere della Sera 1.11.05
La vita di un’aristocratica complice del terrore sovietico narrata da Nina Berberova Moura, la baronessa al servizio di Stalin
di Ennio Caretto


Corriere della Sera 1.11.05
Una discussione lunga oltre un secolo
«I creazionisti sbagliano e la prova è nell'occhio
Il genetista Steve Jones al Festival della scienza


Corriere della Sera 1.11.05
In Italia: «Noi non discutiamo

Siamo spiritualisti»
di Edoardo Boncinelli


aprileonline.info 1.11.05
La nuova carta d'identità di Sinistra europea
Congressi. Ad Atene, confermato presidente Fausto Bertinotti. Socialismo e anticapitalismo, un binomio non sempre coincidente che sfida il riformismo
Gennaro Migliore


il manifesto 1.11.05
Le neurotecnologie tra usi e abusi
Questioni controverse e di stretta attualità quelle dibattute da Steven Rose nel suo libro "Il cervello del ventunesimo secolo". Spiegare, curare e manipolare la mente, uscito dalle edizioni Codice
Francesco Ferretti

Liberazione 1.11.05
La nuova alleanza Sdi-radicali e il loro peculiare ruolo
Bravo Boselli
Rina Gagliardi


Liberazione 1.11.05
La Sinistra europea riparte da Atene per cambiare il vecchio continente
Fausto Bertinotti rieletto presidente chiude ad Atene il congresso del partito sovranazionale, citando lo slogan zapatista
Quella sinistra europea
che «cammina interrogandosi»
Stefano Bocconetti

lunedì 31 ottobre 2005

Marco Bellocchio, sul Corsera di sabato 29 ottobre,
ha citato Massimo Fagioli e l'Analisi collettiva

una segnalazione di Paolo Izzo

Corriere della Sera 29.10.05

L’ex regista della rabbia giovanile critica gli eccessi ideologici: «La riscoperta della vitalità conta più della questione morale»Bellocchio: «Io, un ribelle moderato
Ma tengo i pugni sempre in tasca
di Barbara Palombelli
LA CONTESTAZIONE
Ho partecipato al Sessantotto da vecchietto: ripensandoci oggi, per la mia esperienza, mi appare un po' superficiale

LA RELIGIONE
A Roma per l'Anno Santo, vidi Pio XII sulla sedia gestatoria. Poi al liceo, dai barnabiti, smisi di credere
«La cuccagna promessa da Silvio Berlusconi non è mai arrivata. La grande promessa, il ricco premio, la tombola non li abbiamo vinti. Non mi ha stupito il suo successo: penso che se l’Italia, in maggioranza, non si fosse impoverita, avrebbe continuato a vincere. La caduta delle ideologie ha depresso tanti italiani e mi fa rabbia vedere il fronte laico che annaspa e si fa condizionare dalla religione. Mi fa rabbia dover affermare che non credo in Dio, quasi fossi un sopravvissuto di un mondo scomparso e fuori moda. Voto per i Ds, ma non ho alcun legame con i partiti, ho visto qualche volta Walter Veltroni, grande intenditore di cinema, che stimo come politico e come uomo. Un amico che non vedo mai. Da ragazzo, il mio idolo era Lenin. Ero un rivoluzionario, ero contro il revisionismo del Pci, ma personalmente non ho mai torto un capello a nessuno. L’ironia e la prudenza, innate, mi hanno salvato in più di un’occasione. Ho sempre partecipato al grande cambiamento che ha preso l’avvio, all’inizio degli anni Sessanta, anche da Piacenza, proprio da casa mia. Un cammino che continua. Era il 1962 quando mio fratello Piergiorgio, con Grazia Cherchi, Cesare Cases, Goffredo Fofi, Franco Fortini e molti altri fondò i Quaderni Piacentini, rivista marxista su cui si sono, ci siamo formati in tantissimi. Oggi sono sempre convinto che la questione morale è viva e lotta insieme a noi. Ma non è tutto. La decenza, la moralità sono importanti, ma non riguardano la vitalità. Vitale per me è la ricerca, senza fine, della più bella, più ricca, più sessuata, più affettiva identità umana, ricerca iniziata tanti anni fa (1977) nell’analisi collettiva di Massimo Fagioli. Perciò la storia della mia vita si può ben dividere in due: prima e dopo l’analisi collettiva, a cui beninteso continuo a partecipare, con una vitalità rinata proprio grazie ad essa». Marco Bellocchio ha appena finito Il regista di matrimoni, con Sergio Castellitto, «un film che uscirà l’anno prossimo, piuttosto inattuale. Non parla di Berlusconi, né di cocaina né di Iraq. Comincia dove finiva 8 e mezzo di Fellini: un regista prepara I promessi sposi, fatica, non ce la fa più e infine si allontana dal suo tavolo e parte. Va in Sicilia, incontra un regista di matrimoni, uno di quei tizi che per girare una videocassetta portano la coppia in abito da nozze sullo scoglio al tramonto, insomma il suo alter ego meno fortunato. Dall’incontro nasce una storia simile al romanzo manzoniano, c’è un principe del luogo che vuole impedire un matrimonio…». L’ufficio di Bellocchio è ordinatissimo, parquet a specchio, pareti bianche. Lui, a 66 anni, sembra ancora il ragazzo che quarant’anni fa sconvolse il cinema italiano con il suo film d’esordio, I pugni in tasca. Fu un caso internazionale, «accolto dalla sinistra con stupore ed entusiasmo, su Rinascita ne scrisse Italo Calvino con controllato interesse. Riuscii a produrlo grazie a Piergiorgio, che ottenne un finanziamento, girammo in casa di una zia a Bobbio». Un film autobiografico, si disse allora, immaginando che i ragazzi avessero una grande rabbia dentro, pronta a esplodere, improvvisa, da un momento all’altro. Come poi avvenne.
Marco nasce nel 1939: «Mio padre Francesco conservava l’autografo che il Duce consegnava alle famiglie numerose, eravamo nove, poi diventammo otto. Era un avvocato, molto tiepido verso il regime. Con la Repubblica diventò un conservatore. Parlava pochissimo di politica, si dava un gran da fare per mantenerci e creare un patrimonio per il nostro futuro. La borghesia cattolica guardava al comunismo con terrore. La Chiesa agiva scomunicando. Da bambino, ho vissuto con l’angoscia dell’arrivo dei russi. I sacerdoti mi avevano spiegato che, se avesse vinto il Pci, i comunisti mi avrebbero obbligato a rinnegare la fede. Ci parlavano in continuazione dei martiri della cristianità e noi bambini avremmo dovuto imitarli, i missionari ci raccontavano dei loro confratelli cui i cinesi avevano tagliato la lingua. Ne venne uno in classe, senza lingua. Ci preparavamo alla guerra civile, inevitabile nel caso di un’invasione sovietica». Pio XII, il cinema parrocchiale con i film di guerra e le vite dei santi, «i terribili Promessi sposi di Mario Camerini, la peste», l’Anno Santo del 1950, Bellocchio li ricorda come fosse ieri: «Ero in piazza San Pietro, i pellegrini sembravano in preda a turbe emotive, io invece guardavo senza parlare il Papa che passava in mezzo alla folla sulla sedia gestatoria, sembrava imbalsamato, e il curato notò la mia freddezza e mi rimproverò. Avevo undici anni. Ero già vaccinato contro il fanatismo, forse». Al liceo, dai barnabiti di Lodi, nonostante la messa quotidiana, «cade il terrore dell’inferno e non credo più».
Poi Roma, il Centro sperimentale di cinematografia, «era controllato da un certo potere diccì, ma aperto al mondo. Vennero Fellini e Mastroianni a mostrarci La dolce vita, Pietro Germi con Divorzio all’italiana, Antonioni con L’avventura, passarono Blasetti e Nanni Loy, era venuto a incontrare gli studenti anche Charlie Chaplin. Dopo le proiezioni seguiva il dibattito». L’aspirante regista chiede ad Antonioni, con tono rivendicativo: ma come si fa ad entrare nel vostro mondo? «Proprio la stessa domanda che fanno a me, quando vado nelle scuole e nelle università. Una domanda a cui è impossibile rispondere colle sole parole».
La distanza del tempo scolorisce i ricordi, «Ho fatto il Sessantotto da vecchietto, ripensandoci oggi mi appare tutto, per la mia vita, la mia età, un po’ superficiale. Ricordo che andai personalmente a palazzo Campana, a Torino, nel dicembre 1967, data d’inizio di quella che allora si chiamava la contestazione. Sotto accusa, il potere cattedratico. Vidi, come a teatro, i primi episodi di contestazione (verbali) e partecipai allo sgombero forzato dell’aula magna. I poliziotti furono gentilissimi. Aderii, per qualche mese, all’Unione dei marxisti-leninisti di Aldo Brandirali, una pedestre imitazione del maoismo, con coreografie e slogan che inneggiavano al libretto rosso. Ma non eravamo né bombaroli né terroristi». La sottolineatura del regista non è casuale. «Un giorno, Franco Piperno venne nel mio studio e mi propose di fare un film sul sequestro Moro, ma io non ero pronto. Penso volesse raccontare la sua verità. La stessa cosa mi capitò con il libro-intervista di Silvana Mazzocchi con Adriana Faranda: Adriana voleva controllare la sceneggiatura e la capisco. Lasciai. Andò meglio quando, molti anni dopo, la Rai mi propose un film sempre su Moro, lasciandomi carta bianca. Io sentivo che dovevo trovare a quella tragedia un finale diverso. Non ero più il ribelle che si fa giustizia spingendo la mamma nel burrone. Sentivo che potevo riimmaginare la storia, mi potevo permettere di rappresentare in quel falso storico (o piuttosto in quel doppio finale, dove c’è anche la verità storica) il mio percorso esistenziale più profondo». In Buongiorno, notte, la liberazione del prigioniero dà il senso della formazione del regista: un ex marxista che non ha mai sentito l’odio di classe. E che rivendica anche una sua «piacentinità». Un mix di rivoluzione e prudenza, riservatezza e incoscienza, educazione e nostalgia. Un ribelle moderato.

articoli di lunedì 31.10.05

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AGI 30.10.05 - 22.46
Bertinotti rieletto presidente del Partito europea della sinistra


Corriere della Sera 31.10.05
Il segretario di Rifondazione sulla manifestazione per Israele
Bertinotti: «Non vado, manca la Palestina»
«Capisco il sì di Fassino a Ferrara, la causa è giusta. Però serve un passo in più»
Dino Martirano


Corriere della Sera 31.10.05
«La rosa nel pugno nuovo simbolo», ovazione al congresso dei Radicali
Boselli attacca Rutelli: «Scelte integraliste»
Il segretario dello Sdi: «Dalla Margherita posizione sbagliata sul referendum». «Tra Prodi e Ruini sappiamo distinguere».
Marco Nese


Corriere della Sera 31.10.05
Julien Ries rilegge la storia della più antica forma di conoscenza del sacro
Mito, quel che vive dal paleolitico alla genetica

Ha ideato gli dei e le dittature. Oggi guarda oltre l’uomo


Corriere della Sera 31.10.05
Nel saggio «Caino a Roma» le delazioni per le SS dopo il 16 ottobre 1943
Così la «Pantera nera» tradì gli ebrei
Antonio Carioti

articoli del 27/30.10.05

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Corriere della Sera 30.10.05
Bertinotti alla sinistra europea: via la parola «socialismo»
Il segretario del Prc archivia il termine nelle tesi congressuali, i greci glielo fanno inserire di nuovo
di Dino Martirano


Corriere della Sera 29.10.05
Bertinotti e il progetto della «sinistra meticcia»
Il leader dice no all'offerta di Rizzo: non mi interessa una sommatoria di sigle
di Francesco Verderami


il Manifesto 29.10.05
Sinistra europea oggi e domani riunita ad Atene


Corriere della Sera 29.10.05
Lite sui valori. Rutelli accusa il leader dello Sdi di «scarsa coerenza». La replica: non accetto lezioni da un ex anticlericale ora cattolico integralista
«Nel programma dell’Unione addio al Concordato»
La proposta di Boselli. (...)
di
Livia Michilli


dalle Agenzie di stampa

Liberazione 29.10.05
Il segretario Prc ad Atene dove inizia il congresso della Sinistra europea
Bertinotti a Prodi: pari dignità tra noi e i riformisti
da Atene Stefano Bocconetti


Apcom 29.10.05
fucilati dai repubblicaniPapa: i martiri spagnoli furono testimoni eroici della fede
Immolarono loro vita durante la persecuzione per fedeltà alla Chiesa


Repubblica 30.10.05
La verità nelle facce dei matti da fotografare
Michele Smargiassi

Repubblica 30.10.05
Un lungo cammino dalle galere della fisiognomica alla attuale contenzione chimica
Animali, delinquenti, angeli caduti: il riscatto della follia
Umberto Galimberti


Repubblica Torino 30.10.05
Addio all'ora di religione nelle Superiori di Torino
Il dato emerge da un documento sulla frequenza in Piemonte consegnato a Poletto
Più della metà degli studenti rinuncia
Paolo Griseri


Repubblica 28.10.05
Le cartelle psichiatriche che nessuno ha mai visto
A sessant'anni dal processo di Norimberga
Simonetta Fiori


Repubblica 28.10.05
Il leader di Rifondazione: "Ora pensiamo a vincere, ma dopo il voto la geografia dell´Unione cambierà"
Bertinotti: "I Ds sono in difficoltà una scelta moderata li può spaccare"
Roberto Rosso

Repubblica 27.10.05
A proposito di un'intervento di Marcello Pera
Della democrazia e della religione
Il conflitto epocale tra cristianesimo e razionalità
uno spunto ghiotto per il filosofo della scienza
Piergiorgio Odifreddi


Liberazione 30.10.05
Non chiediamo a nessuno di rinunciare alle proprie convinzioni religiose. Chiediamo laicità
allo Stato e la pratichiamo noi stessi
di Fausto Bertinotti